Parliamo di catechismo. Come distruggere la S. Messa

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Di recente, un lettore catechista ci ha fatto una segnalazione riguardo un dovizioso percorso diocesano proposto ad alcune parrocchie per la Quaresima. Inizio a leggere e scopro che il lavoro si snoda tutto sul tema dell’abitare. Sembra tratto da una simpatica rivista di architettura. Proseguo nella lettura del documento, solo perché ho un debole per l’architettura e l’arredamento.

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Si dice: “…uno dei ―luoghi che dobbiamo imparare ad abitare sono le nostre liturgie.” Certamente per abitare una chiesa-garage occorrono notevoli doti di arredamento d’interni, al fine di renderla un po’ meno squallida. Il cemento al vivo non è bello. Sul modo di abitare una liturgia mi devono ancora illuminare. Quindi proseguo: “…ed ecco allora che nel corso di questo cammino quaresimale cercheremo di accompagnare i bambini, le famiglie e la comunità alla ri-scoperta della Messa e ad una più attiva partecipazione fatta di movimento, canto, gioia e comunione.” Con la parola “movimento” inizia l’orticaria. Immagino come movimentare un salotto o una cucina con tessuti, ceste, tele d’autore. Per abitare la S. Messa, invece, ci hanno pensato loro.

Ed infine: “…vi invitiamo a farci pervenire le foto di una eventuale realizzazione del nostro percorso nelle vostre parrocchie al fine di poterle condividere sul sito o sulla nostra pagina facebook.” Non mancheremo.

La struttura del percorso è la solita solfa: in un elenco puntato si propongono tappe mirate a far vivere “l’umanità della liturgia” con appositi cartelloni (una persecuzione), sussidi e tracce da utilizzare durante la messa domenicale. Vi risparmio la tabella illustrativa con i vari argomenti per ogni incontro. Si estrapolano le seguenti parole chiave in rifermento al Santo sacrificio di Nostro Signore Gesù Cristo (che non viene mai nominato come tale): la S. Messa sarebbe: ascolto, perdono, incontro, condivisione, missione, gioia e offerta.

I ragazzi sul sagrato della chiesa, con le povere catechiste, dovranno accogliere prima della messa con striscioni colorati e tanto di sorriso stampato, fedeli increduli e imbarazzati per comunicare la gioia dell’incontro e per dare un saluto di benvenuto. Vi ricordate “La casa nella prateria”? Il reverendo Alden stava sulla porta della chiesa per accogliere i fedeli (protestanti) e fare due chiacchiere prima della celebrazione. Era senz’altro una serie televisiva di grande garbo e fascino, ma che poi ci ritorni in mente mentre leggiamo un documento diocesano, è quasi buffo.

Seguono le schede operative per i ragazzi, che ho saltato a piè pari, confesso. La grafica è curata nei minimi dettagli. I bambini saranno soddisfatti e contenti e torneranno in chiesa sempre più numerosi, perché dove c’è una festa di solito viene voglia di imbucarsi. Sembra che questi siano stati gli aulici pensieri e propositi di chi ha macchinato un simile documento.

A me viene solo un nodo alla gola. Mi dispiace molto per tutte le persone incastrate in questa gassa d’amante senza vie di uscita. Ne escono sicuramente compromessi sia la crescita della fede, sia la ricerca dell’allegria. Nel primo caso perché so che la S. Messa vissuta in adorazione e ringraziamento è, in fondo, l’unica semplice, schietta cosa che Iddio ci chiede di fare, dopo aver agonizzato per noi sulla Croce;  richiesta che implica un faticoso impegno dell’anima e non del corpo. La seconda perché la noia mortale e l’oppressione di queste pagliacciate è pari solo alle prove Invalsi di seconda elementare. Se voglio stare in allegrezza so io cosa fare senza che la diocesi mi mandi un invito in parrocchia.

Il catechista che me la manda ha avuto l’ardire di contestare tale patetica messinscena con una lettera (rimasta senza la minima risposta) al vescovo, al parroco e ai catechisti, che diceva così:

Ho visto l’allegato e non vi nascondo l’amarezza per una simile proposta! Tanto lavoro, tanto impegno… mal riposti.

La considero una pubblicazione sovrabbondante di ambiguità, di cose devianti ed in qualche caso velenose, con un linguaggio che dovrebbe aver stufato già abbastanza persone.

 Non sono disponibile ad utilizzarla nel percorso che vorrei proporre ai ragazzi.

(FIRMA)

P.S.

Mi scuso con ciascuno di voi,  ma la S. Messa continua ad essere, prima di tutto, la ripetizione incruenta del sacrificio di Nostro Signore Gesù Cristo sul Calvario (Altare), la salvezza la si può trovare solo nell’adesione personale alla passione, crocifissione e morte di Gesù Cristo, la Resurrezione viene dopo e con altri fini. Il “mistero pasquale”, quando attribuisce valore salvifico alla resurrezione, mi consta essere un’ eresia. La Resurrezione non ha altro valore, come tutti gli altri miracoli, che quello di supportare la nostra fede, dimostrando la Divinità di Nostro Signor Gesù Cristo, che ovviamente  preesiste alla resurrezione ed è indipendente da essa.

Se fossi in errore c’è chi mi deve correggere.

Se qualcuno fosse interessato a qualche ulteriore mia precisazione, sono disponibile ad incontrarlo.”

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Vogliamo dare il nostro più sentito sostegno a chi ancora conserva viva nel cuore la vera fede e non si fa accecare dai bagliori dei fuochi d’artificio diocesani.

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16 commenti su “Parliamo di catechismo. Come distruggere la S. Messa”

  1. si etiam omnes

    Mi permetto di dare un consiglio a questo coraggioso ed ancora cattolico catechista: egli dovrebbe andare a cercarsi una Messa vetus ordo, dove ancora il Santo Sacrificio E’ la Messa, e portare lì “tanto lavoro, tanto impegno”, semplicemente perchè è inutile che continui a farlo lì dove è ora, in quanto dai vertici ed a cascata fino giù al parroco, al laico, non vogliono sentire,hanno già deciso dove vogliono andare a parare, e oramai si sa che chi non è fedele alla linea viene ostracizzato con infamia (rigido, integralista, farisaico ecc… ecc…). Nessuna illusione. Il re è nudo. Non è bene spendersi buttandosi via…

  2. Annalisa B.

    Tutto quello che si svolge fuori dalla chiesa e prima della Santa Messa, per quanto assolutamente non condivisibile si può anche ignorare; certo non lo può fare la povera catechista coinvolta! Ma quando in chiesa c’è uno schermo gigante a lato dell’altare, dove scorrono durante la Messa varie immagini (Francesco I e altre) e didascalie varie, è impossibile ignorarlo. Per il momento manca la colonna sonora, ma credo stiano provvedendo. Idem dicasi per due grandi specchi, posti ai lati dell’altare, che riflettono il pubblico presente, con la scritta: “chi non ama il prossimo che vede non può amare Dio che non vede”. Ma di tutto questo molto presto non dovremo più preoccuparci perchè a Messa non ci si andrà, a meno di non voler assistere all’ecumenico “rito misto”.

  3. La Resurrezione è assolutamente fondamentale perché è il cuore della nostra fede. È il nostro destino eterno se ne saremo giudicati degni. Appunto se crederemo in Gesù Risorto

  4. Caro Catechista, sono d’accordissimo con lei ed essendo stata (non mi hanno richiamato più, sono troppo all’antica) anch’io catechista, conosco le insulsaggini di certi percorsi che tutto fanno,meno che suscitare la fede e il desiderio di cose sublimi nei ragazzi.Quanto mi dà ai nervi e mi intristisce l’espressione “animare la messa”. Ma cosa c’è da animare nel rinnovarsi del sacrificio incruento di Gesù sull’altare? Se invece i ragazzi si istruissero sulle meraviglie invisibili presenti durante la messa (la Madonna, gli angeli, i santi) e si facessero loro certe edificanti letture che davvero avvicinano al Cielo, quanto guadagnerebbero le loro anime?Invece nell’ora di catechismo si fanno addobbare le chiese come per le feste di compleanno,con le bandierine, i disegni più vari e persino i palloncini gialli a forma di faccine da WhatsApp fissati ai piedi del Crocifisso; il Quale, se parlasse come a don Camillo,direbbe: “Toglietemi di torno queste sciocchezze! I palloncini volano,ma poi scoppiano, i cuori dei bambini,invece, se Mi conosceranno bene, voleranno senza scoppiare”

    1. Cara Tonietta, la penso come lei. Mi pare che quando si perde di vista l’essenziale, il punto principale (cos’è la Messa), allora ci si deve inventare qualcosa per riempire il vuoto che si è fatto: ecco quindi l’animare, il cercare di rendere attraente, il vivacizzare (che parolacce, in riferimento alla S.Messa! eppure è così che si sente o qualcosa di simile), fare qualcosa per far venire le persone (a questo scopo quante iniziative si pensano e si propongono!). Quanta frenesia per nulla! Perché i bambini, e più avanti gli adolescenti, stupidi non sono. Se la Messa diventa un ritrovarsi tra amici per far festa a Gesù risorto, diventa più facile passare la domenica altrove in modo più divertente, insieme ad amici più simpatici di quelli che si incontrano in chiesa.
      Per quanto riguarda le chiese addobbate da cartelloni e palloncini vari: che sfregio alla bellezza delle chiese! Così abbiamo una bacheca zeppa di fogli colorati addossata a un pilastro, un cartellone che nasconde un altare laterale, altri cartelloni ai lati del presbiterio, ecc., perché qui la fantasia abbonda.

  5. Forse è la mia stessa diocesi. Infatti, anche da me in questo mese va di moda il verbo abitare, uno dei cinque verbi di Papa Francesco (quali siano gli altri non lo so e non mi interessano, cerco di tenermi alla larga da queste cose, perché anche a me viene l’orticaria e preferisco evitare occasioni di tentazione): il cartello con tanto di foto della persona prima menzionata è stato affisso in vari luoghi del paese, così come all’interno delle chiese e dei locali parrocchiali e sui bollettini parrocchiali. Mah!
    Un particolare mi colpisce sempre ed è vedere quante forze, energie e tempo si spendono in simili iniziative (senza contare lo spreco di soldi e di carta; quanta carta si spreca in parrocchia!). Pare di assistere a una inutile agitazione, che si ripete di anno in anno: i risultati finora ottenuti, almeno dalle mie parti, sono infatti piuttosto miserini…
    Mi viene in mente il salmo: ‘se il Signore non costruisce la casa, invano vi faticano i costruttori.’

    1. Annalisa P.

      Si tratta delle diocesi di Fossano e di Ivrea. Penso si possano fare nomi, ormai non abbiamo più molto da perdere

        1. Interessante.Agli scempi del Novus corrisponde in Piemonte il disfavore pel Vetus,che sarebbe la sola alternativa:quasi ovunque i Vescovi locali vietano la Messa antica:a Torino senza dichiarazioni formali ma consentendo solo,tramite un apparato repressivo sotterraneo di rara efficacia,un’unica Messa festiva farlocca”adeguata”al rito nuovo e celebrata da un mons.che non fa mistero di considerare preferibile che i fedeli vadano al NO nelle loro Parrocchie, e che dichiara di aver accettato di celebrare il VO,”rovinadosi la carriera”,solo per obbedienza,e a Ivrea,ove l’ambiguo fintotradizionalista Ordinario locale,che avvolto in sontuoso paonazzo impreziosito di gemme aveva addirittura presenziato(sotto B.XVI)a una celebrazione VO,vieta ora litteris verbisque ai suoi parroci di celebrarne e ospitarne,salvo in una riserva indiana che purtroppo non è riuscita a superare il pur lodevole inzio d’una Messa notturna feriale al mese:buon per cominciare(onore a chi la volle e la celebra)ma poco per proseguire;ed infatti dopo qualche tempo vi è il deserto.A Fossano si invano si tentò in…

  6. Cesaremaria Glori

    Attenzione, la resurrezione è sì fondamentale ma come prova che la morte di Cristo ha sanato il debito del misfatto antico. Se Cristo, infatti, non fosse risorto vana sarebbe la nostra fede. Mancherebbe la prova che il Suo sacrificio ha ottenuto quel che il padre aveva chiesto al Figlio. Ricordiamoci quanto chiaramente spiega con le icastiche poche parole il prefazio Pasquale: Qui mortem nostram moriendo destruxit e vitam moriendo reparavit. Si rifletta bene su quel moriendo ripetuto due volte: la prima per annichilire la morte della nostra scissa natura umana, la seconda per darci la vita eterna ricostituendo la nostra umana natura composta di anima (di per sé immortale) e di corpo.

  7. Come catechista incapace di fare cartelloni e altre attività ludica esprimo la mia solidarietà al catechista che ha scritto questa lettera. E voglio raccontare alcuni particolari della mia (triste) esperienza di questi due anni con dei bambini di quarta elementare che a giugno faranno la Prima Comunione.

    – dopo aver ripetuto inseme fino alla nausea i Dieci comandamenti ancora non si conoscono (non dico in fila, ma almeno in ordine sparso)
    – i primi di giugno faranno la Confessione, ma alcuni ancora non hanno capito come ci si prepara (è almeno da ottobre che si parla quasi solo di questo)
    – alcuni non vanno quasi mai a Messa (sai… compiti, partita, compere…!)
    – sabato scorso ancora un bambino si faceva il segno della croce con la sinistra

    potrei andare avanti con la lista. Sicuramente ho dei limiti come catechista, ma veramente non si sa come fare in un clima di confusione e indifferenza. Mi dispiace per quei pochi bambini con cui si potrebbe fare molto di più… perché alla fine ci rimettono loro! E l’esempio degli alti prelati non aiuta…..

    1. Annalisa P.

      Ho passato cinque faticosi anni in parrocchia nelle stesse identiche condizioni. In prima media non sapevano definire Dio. Posso dire con serenità di essermi tolta da cotanta bolgia molto volentieri. Si ha l’impressione di gettare le perle ai porci. Però non a tutti è dato lo stesso destino.Può darsi che a Dio piaccia che ancora qualcuno resista e dunque non sarò io a scoraggiare. Certo speriamo, con questo angolo del catechismo di dare qualche utile suggerimento e di fare, ogni tanto, opera di denuncia, per quello che si può!

  8. Chiedo scusa ma il mistero Pasquale e’ inscindibile dalla Resurrezione, anzi la richiede come centro della Fede non solo e non tanto in quanto manifestazione della potenza divina ma soprattutto perché indica il nostro destino di vita oltre la morte, non è possibile pertanto considerarlo avulso da essa se non per mero esercizio intellettuale, questo un catechista dovrebbe averlo ben chiaro. Per il resto condivido l’amarezza del/della catechista nel vedere banalizzato un rito che ha una propria intrinseca organicità e bellezza

  9. Ormai è tanto chiara quanto inevitabile la tristissima demolizione in corso della Chiesa dall’interno e dall’esterno: combattere la fede e far scomparire il “senso del divino” è la parola d’ordine delle potenti lobby che ci comandano e con una velocità incredibile da qualche decennio si sono infiltrate a tutti i livelli della società.

    Leggi assurde contro la vita, matrimonio, famiglia…ora è il momento del NUOVO CATECHISMO e lo svilimento della liturgia nelle nostre chiese che dovrebbero essere il baluardo dei valori calpestati e diventano teatrino svuotato di spiritualità.
    E guai a chi non è d’accordo.. Siamo circondati, ormai sono vincenti, ma noi credenti non possiamo arrenderci. Le profezie:La Salette, Equador etc. parlano di una profonda crisi
    della chiesa, del clero e di tutta la società… e la stiamo vedendo … ma sappiamo anche che ci sarà una vittoria finale, non senza sofferenza . Quindi avanti con la preghiera
    e testimonianza contro questa valanga distruttrice. Continuiamo a denunciare tutte queste disposizioni che hanno un fine preciso. Non possiamo…

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