Parliamo di Catechismo. Le domande dei lettori, le risposte della nostra catechista/3

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Uno spazio su Riscossa Cristiana per rispondere ai lettori che desiderano consigli pratici e metodologici per dare ai loro figli l’indispensabile preparazione sulla Dottrina cattolica.

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Dopo la pubblicazione degli articoli Sono una mamma e una catechista e ho abbandonato il catechismo e Alcune indicazioni di lettura, per catechisti e per alunni, molti lettori hanno scritto ponendo domande di vario genere.

Chi desidera porre domande lo può fare inviando una mail a info@riscossacristiana.it, con oggetto: “Catechismo”.

Nell’articolo di oggi la nostra catechista risponde ad alcuni lettori che si erano posti il problema di una eventuale “territorialità” per ricevere la Prima Comunione e la Cresima. Inoltre, nell’ambito di una sana educazione cristiana, ricorda la grande utilità di far frequentare ai nostri figli, fin da piccoli, i luoghi sacri che meglio ispirano i sentimenti di vera devozione e la S. Messa in Vetus Ordo. Queste buone frequentazioni saranno propedeutiche all’insegnamento del buon catechismo.

Con oggi la rubrica di catechismo va in “vacanza” e riprenderà con la ripresa dell’anno scolastico e catechistico.

Ringraziamo la nostra catechista per la sua disponibilità e i nostri lettori per la loro attenta e preziosa partecipazione a questo impegno così importante per la salute spirituale dei nostri figli.

PD

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Ricordiamo a tutti la possibilità di scaricare gratuitamente il Catechismo di San Pio Xcliccando qui

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zzzzXtfncllDate le molte lettere dei lettori vogliamo lasciarci prima della pausa estiva con qualche utile riflessione che potrà servire come rampa di lancio per il nuovo anno catechistico che ci attende a settembre.

Abbiamo ricevuto incoraggiamenti, qualche commento più o meno pungente, richieste di aiuto e chiarimento. Ai genitori che sentono urgente il desiderio di tenere viva in famiglia la fiamma della vera fede attraverso il filo d’oro dell’apprendimento della dottrina consigliamo di fare ciò cui un genitore cristiano è chiamato: educare alla Verità con coraggio, anche a costo di scelte decisive e isolanti.

Questo significa innanzitutto iniziare a non paventare chissà quali drammatiche conseguenze di fronte alla decisione più che legittima (ovviamente in caso di necessità) di sottrarsi al circuito parrocchiale della propria zona di residenza. Dovrebbe essere chiaro per tutti che per l’amministrazione dei Sacramenti non esistono problemi di “territorialità”. Ovvero, se sono residente nella zona della parrocchia X della diocesi Y, posso validamente ricevere la Comunione e la Cresima in qualsiasi altra chiesa in Italia e nel mondo. Detto questo,va considerata anche la componente ‘burocratica’ della scelta, quando si rende necessario procedere a quelle annotazioni sui registri parrocchiali (è il caso della Cresima) che consentiranno a suo tempo di ottenere le certificazioni necessarie al prosieguo del cammino sacramentale (Matrimonio, Ordine).

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Sarà accaduto a molti di frequentare luoghi sacri che ispirano sentimenti di vera devozione e in cui l’ anima trova pace. Se provassimo a coltivare con i figli buone e sante abitudini come, dove è possibile, la partecipazione frequente alla S. Messa là dove è ancora celebrata “pie ac devote”, non trascurando di accostarsi, quando è possibile, a quelle – purtroppo rare – officiate secondo il vetus ordo in quelle parrocchie, monasteri o priorati dove ancora si celebrano, troveremmo innanzi tutto il modo di dare loro un respiro di vera Bellezza, il senso del sacro ed un profondo e contemplativo rispetto per il Santissimo Sacramento. A bambini educati a ciò non sarà poi difficile insegnare il Catechismo di cui abbiamo parlato sin qui e per noi genitori sarà più facile incontrare il sacerdote “giusto” per la nostra esigenza.

Si riconoscono, per la verità, alcune realtà parrocchiali dove per Grazia di Dio, il parroco è ancora a capo di quella che dovrebbe essere una vera e santa monarchia, luoghi in cui il pastore non ha abbondato le pecorelle in pasto ai predatori e coraggiosamente fa il parroco insegnando catechismo, curando la liturgia e non abbandonando gli oratori. Sono luoghi dove il mandato del Catechismo è garantito alla fonte e in cui invitiamo tutti a recarsi con fiducia. Ma, dispiace dirlo, queste sono oasi felici, che possono anche trovarsi a centinaia di chilometri dalle nostre case e dalle nostre parrocchie e dunque quello che rimane da fare è organizzarsi in maniera felicemente domestica, in singoli o piccoli gruppi.

In questi tempi di grande battaglia contro il demonio in cui la creazione, l’uomo, la vita sono oggetto di attacchi ripetuti e violenti da parte delle filosofie antropocentriche, relativiste, gnostiche, i nostri figli vanno tenuti al riparo e, fino a una certa età, anche all’oscuro da perfide depravazioni che minano dal profondo la vita dell’uomo, della famiglia e della società. Non si tratta quindi di affidarsi al caso ma alla Provvidenza, non è il momento dell’indugio ma dell’azione, sicuri che Gesù non abbandona i suoi figli nel mare in tempesta.

Così come nascono sempre più numerose le scuole parentali – dove piccoli grappoli di famiglie che reagiscono al furto della libertà educativa, decidono di fuggire letteralmente dal drago, tornare alla purezza dei costumi, recuperare lo splendore della cultura antica, come spiega acutamente Natalia Sanmartin Fenollera nel suo “Il risveglio della signorina Primm” e, aggiungiamo noi, tenere viva nei cuori la bellezza della nostra fede – così troviamo più che ragionevole sentir nascere spontaneo in noi il desiderio di rimanere saldi nel Catechismo tradizionale, certi di fare cosa buona e giusta, anche se in formato artigianale.

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