Parliamo di Catechismo. Le domande dei lettori, le risposte della nostra catechista/5

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La “Iniziazione cristiana” e le sperimentazioni per “una chiesa diversa”… Riflettiamo su un concetto importante: quali sarebbero i “nuovi” problemi dell’uomo del duemila? Non sono forse sempre gli stessi i problemi e i desideri dell’uomo di qualunque epoca?  I dieci comandamenti non toccano forse tutte le sfere della vita dell’uomo con tutte le trappole in cui egli da sempre cade? Che cosa esattamente sarebbe superato?

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Uno spazio su Riscossa Cristiana per rispondere ai lettori che desiderano consigli pratici e metodologici per dare ai loro figli l’indispensabile preparazione sulla Dottrina cattolica.

Chi desidera porre domande, lo può fare inviando una mail a info@riscossacristiana.it, con oggetto: “Catechismo”. Preghiamo gli amici lettori di inviare lettere brevi, che trattino di argomenti di interesse generale. Nei limiti del possibile si darà risposta a tutti.

PD

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Ricordiamo a tutti la possibilità di scaricare gratuitamente il Catechismo di San Pio Xcliccando qui

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Un lettore ci ha scritto:

Cara catechista, sono un genitore che ha avuto l’ingenuità di voler insegnare catechismo in parrocchia. Pensavo di poter fare qualcosa di buono. Vorrei raccontarti velocemente alcune delle cose incredibili (almeno a mio parere) che ho sentito in una riunione tenuta poco tempo fa in diocesi per spiegare a noi catechisti cosa dobbiamo fare. Ci ha parlato un giovane prete. Ho preso un po’ di appunti. Ha parlato di una “fede” che non deve essere più quella di una volta, perché era fatta solo di divieti. Ma non deve essere nemmeno quella fatta solo di impegno sociale. Deve essere qualcosa di nuovo, ma davvero non ho capito cosa sarebbe mai questa novità. Mi sembra però che questo prete abbia molta confusione, perché è arrivato a dire che con la nostra libertà dobbiamo fare sperimentazioni per una chiesa diversa.

Mi sono permesso di dire che non capivo come e quando avremmo insegnato ai bambini la dottrina e questo prete mi ha liquidato con un po’ di fastidio perché “forse non avevo capito bene le grandi novità a cui siamo chiamati”. Io avrei l’intenzione di lasciar perdere tutto, mi sembra di partecipare a un circo e non a un catechismo. Tu che ne dici?

Aurelio

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zzzzXtfncllCaro Aurelio,

quello che ci racconti è davvero il triste segnale della decadenza cui si è avviata la chiesa. Il vento del modernismo soffia ormai troppo forte per non essere spazzati via e chi vuole sopravvivere non ha che da aggrapparsi alla Tradizione.  Il fatto che questa buffa e sconclusionata riunione si sia svolta proprio in un contesto diocesano, inoltre, dimostra esattamente quanto ormai radicata sia nelle gerarchie ecclesiastiche la volontà di strappare tutti, catechisti, famiglie e fanciulli, dalla retta via, quella indicata da Gesù, immutabile nel tempo. Dobbiamo riflettere sulla natura assolutamente caotica e maliziosa di queste iniziative diocesane. Sarei curiosa di sapere dai nostri lettori catechisti a quanti e quali di questi incontri sull’iniziazione cristiana si sono dovuti sottoporre all’inizio dell’anno e con quali variopinti e arbitrari contenuti si sono sviluppati. E’ chiaro che ogni diocesi viaggia per conto suo, su binari ovviamente scardinati da ogni legame col passato, sulla china del superamento della routine, perché è di questo che si tratta: la tradizione millenaria della nostra Chiesa, fondata con il sangue di Gesù Cristo Nostro Signore, è sistematicamente fatta passare come superata e routinaria, troppo lontana dalle problematiche dell’uomo moderno.  Inventiamoci dunque nuove sperimentazioni sulla pelle, anzi sull’anima, dei nostri bambini.

Riflettiamo su un concetto importante: quali sarebbero i “nuovi” problemi dell’uomo del duemila? Non sono forse sempre gli stessi i problemi e i desideri dell’uomo di qualunque epoca?  I dieci comandamenti non toccano forse tutte le sfere della vita dell’uomo con tutte le trappole in cui egli da sempre cade? Che cosa esattamente sarebbe superato? Le definizioni della Chiesa, la sua dottrina, il suo magistero  sono irriformabili per un’esigenza naturale dell’uomo e, nel contempo, per un’esigenza della Rivelazione Divina. Il vento della riforma, che soffia già da qualche decennio, è portatore di menzogna e lo dimostrano queste assemblee dove, pensiamoci, tutti i sovvertimenti avvengono nell’anonimato delle aggregazioni collegiali, in cui la neo-chiesa si è in qualche modo insabbiata e che tolgono ai fedeli la luce della Grazia, perché non se ne vede il capo né la coda. Quando un papa sapeva parlare al suo gregge da vero capo terreno della Chiesa, pensiamo ai discorsi di Papa Pio XII, non c’era spazio per la malizia e l’ipocrisia. Tutto il gregge sapeva bene dove andare e si sentiva amato e capito. Dimmi Aurelio: è questo il sentimento che ti ha accompagnato mentre ascoltavi quel giovane prete?

I “divieti” di cui i nostri cari prelati hanno tanta paura, sono proprio la cartina di tornasole della nostra epoca. Togli a un bambino qualunque regola e divertiti a guardare cosa fa. Non c’è uomo al mondo che senza Dio possa vivere la sua natura con pienezza e ordine.

Se i catechisti obbediscono a queste imposizioni, semplicemente non fanno onore e servizio a Dio. Quindi rifiutiamoci serenamente di aderire a queste “cosche”  e mettiamoci in preghiera per vedere quello che il Signore vuole da un bravo catechista che in tutta coscienza non se la sente più di stare al servizio di questa neo chiesa.

Il Codex  Iuris Canonici parla chiaro: non c’è parrocchia, parroco o diocesi che possa ricattare una famiglia con la storiella del “nullaosta”, quando questa volesse far fare la Prima Comunione al proprio figlio in un altro posto scelto liberamente, parrocchia, santuario, monastero o priorato che sia.

Personalmente sto scoprendo il piacere di insegnare catechismo in casa ai bambini. Mentre fuori la tempesta infuria, nell’alveo della famiglia cristiana possono sbocciare i fiori della Grazia. Dio ci aiuti a trovare santi sacerdoti, ancora interessati alla salvezza delle anime e, anche se emarginati, coraggiosi nel seguire il loro mandato. Si tratterà di fare sacrifici, chilometri e rinunce, ma ne sarà valsa la pena in termini di vita eterna.

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6 commenti su “Parliamo di Catechismo. Le domande dei lettori, le risposte della nostra catechista/5”

  1. Salve, sono catechista da tanti anni. Io sono cresciuta coi divieti e col catechismo dove ci insegnavano che Dio è l’essere perfettissimo creatore del cielo e della terra. Per carità, tutto vero. E anche i divieti ci vogliono. Ma Dio nn è un Dio dei divieti la un Dio che da consigli su come iniziare a camminare sulla via della fede e come percorrerla. I comandamenti sono i nostri cartelli stradali (per spiegarlo ai bambini) i bambini di oggi sono più svegli e interagiscono e nn si accontentano di rispostine da “bambini”. Ecco, secondo me cosa è questa fede nuova. E poi se vogliamo dirla tutta: la fede è sempre una scoperta. Dio è novità. Lo Spirito è una continua sorpresa. Mai vecchio. PS. Nn penso che dovresti abbandonare il compito di catechista per una cosa del genere ma prenderla come sprono a cambiare ogni giorno e vivere una fede sempre nuova. Buon cammino:-)

    1. Se per lei la Verità, magistralmente compendiata nel Catechismo Maggiore di San Pio X, è una “rispostina da bambini”, allora forse è il caso che prima di insegnarlo ad altri lo riprenda in mano soprattutto lei, questo aureo catechismo, redatto da chi di Catechesi, quella vera, se ne intendeva!

    2. Concordo al 100% con Ale: il Catechismo di San Pio X contiene risposte teologicamente esatte ed adatte a tutti e, a differenza della maggior parte dei documenti conciliari e postconciliari, è chiaro e diretto, senza prestarsi minimamente alle ambiguità: il suo linguaggio è Sì Sì No No, a differenza del linguaggio Bergogliano!

      NON esistono le “sorprese dello Spirito”: la Rivelazione si è conclusa con la morte di San Giovanni e la nostra Fede è certa e immutabile (e infatti, nonostante gli sforzi di Bergoglio e compari modernisti, la Comunione ai divorziati adulteri costituisce ancora un peccato mortale (peccato di sacrilegio)).

      Chissà poi perché le “sorprese dello Spirito” non riguardano mai i peccati condannati anche dalle sinistre: quando Bergoglio dirà che è lecita la Comunione (caso per caso) anche ai mafiosi impenitenti e ai politici corrotti impenitenti, diventerà almeno un po’ più coerente: niente “sorprese dello Spirito” per loro?
      Lo “Spirito” si ricorderebbe solo degli adulteri e degli “ingiudicabili” sodomiti?

  2. L’ho raccontato qui diverse volte, ma lo ripeto ancora: facendo catechismo allo sparuto gruppo di cresimandi, ho dovuto procedere tenendo nascosto il catechismo di S.Pio X fra gli insulsi libricini che ancora non capisco cosa siano e come si possa fare a ritenerli “testi” di insegnamento della dottrina cattolica. Ho dovuto anche guardarmi, in presenza del parroco, di parlare di “peccato mortale” perché non è più la definizione esatta; pare basti dire “peccato grave”. Aggiungo anche che questi ragazzi che avevano già fatto la Prima Comunione erano pressoché digiuni delle più elementari competenze dottrinali, tanto che, fosse stato per me, non li avrei cresimati,ma rimandati a studiare e a capire di quale religione si stessero “interessando” (verbo inopportuno, vista la svogliatezza con cui si presentavano).

  3. Mi ritrovo in pieno nelle parole del sig. Aurelio. Io non li seguo più i cosiddetti incontri formativi per catechisti: perdere tempo è un lusso che non posso e non voglio più permettermi, non solo per l’età che avanza, ma proprio per il tema specifico di cui avete parlato. Nella mia parrocchia ogni anno devono cercare una qualche novità, fare qualcosa di nuovo per rendere più interessanti gli incontri. Non aggiungo altro e non faccio commenti, tanto non ce n’è bisogno.
    Come detto in altra occasione, sono molto a disagio; il fare catechismo non è stata una mia iniziativa, ma sono stata letteralmente supplicata. Ciò che mi fa continuare (finché me lo permetteranno, perché intendo seguire il catechismo di S.Pio X) sono i bambini, creature innocenti.
    Cara catechista, come ha ragione! Sottoscrivo tutto quello che dice, in particolare: ‘chi vuole sopravvivere non ha che da aggrapparsi alla Tradizione’ e l’ultima frase ‘Si tratterà di fare sacrifici, chilometri e rinunce, ma ne sarà valsa la pena in termini di vita eterna’.
    Grazie.

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