Parliamo di catechismo. “Stagione” di Cresime e Prime Comunioni

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Vedi anche l’articolo “Parliamo di catechismo. La preparazione alla prima Confessione”.

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Di questi tempi, a fine primavera e inizio estate, capita di assistere alle cerimonie della Cresima e della Prima Comunione e non so dire lo scoramento che prende.

Lo spettacolo assordante di genitori alle prime armi con una chiesa e una S.Messa è desolante. I parenti infiorettati, le zie scosciate con gli i-phone alla mano pronte a immortalare il povero adolescente inebetito da cotanta bolgia, le chiacchiere, il via vai incessante. Ci si chiede come si possa essere giunti a tanta dissoluzione dei costumi.

L’atteso momento, dopo un anno di catechismo è giunto.

Sì, ma atteso come? Preparando abiti, inviti, ristorante, pedicure e parrucchiere, dimentichi o ignari di cosa sia un Sacramento e di come ci si possa degnamente accostare con animo devoto, grato, orante, umile, silenzioso. Frequentando in modo forsennato il catechismo durante l’anno, tra un lezione di calcio e una di solfeggio. Guardando diapositive, facendo cartelloni e non parlando mai di catechismo. Nella pressoché totale ignoranza di cosa sia la dottrina, nell’inesperienza di un canto alla Madonna, di una preghiera tradizionale, di un santo Rosario devotamente recitato.

Le chiese si svuotano ma i sacramenti li vogliono tutti. I seminari sono deserti – e ti credo – ma le liste del catechismo sono colme di iscritti. Vanno a catechismo, prendono i sacramenti, come si piglia la coppa di sci, poi ciao a tutti. Mondo, arrivooooo!

Ma dove sta scritto che tutti devono arrivare a fare la Prima Comunione e la Cresima? Dove sta scritto che se uno non va mai a messa la domenica, mai, mai, mai, deve chiedere e ottenere come un diritto civile i sacramenti per i propri figli, la Confessione, la s. Comunione e la Cresima nella totale assenza dalla vita cristiana e dalla vita della Chiesa? Ma perché?

Dove sono finiti i doveri dei bambini? Ma forse dovremmo chiederci dove sono finiti i doveri dei sacerdoti e dei vescovi e dei papi, perché tutti, o quasi, sembrano partecipare troppo gioiosamente alla vita del mondo che c’è qui, senza la minima apprensione verso il mondo che verrà.

Eppure queste vicende da operetta cui ormai assistiamo in ogni parrocchia del globo, se proprio ci si vuole ostinare a frequentare il catechismo lì, sono uno spettacolo trito e ritrito, quasi familiare, e la cosa fa orrore. Perché nessuno degli attori protagonisti e delle comparse di questa squallida operetta sembrano accorgersi di cosa c’è fuori dalla caverna oscura in cui si sono gettati . E ridono e si divertono e si compiacciono, guardando le ombre proiettate sul muro della caverna e pensando che quella sia la realtà.

I forzati del divertimento, cresciuti e coccolati nel teatro dei burattini sorridenti, non hanno più vita interiore. Non sanno cosa siano il silenzio e la preghiera, perché ogni cosa che fanno è incessantemente proiettata sullo schermo della vita esteriore. E crescono i loro figli nel girone delle feste.  Esuli dalla cella del conoscimento di sé, di cui parla Santa Caterina da Siena.

Ci si sente pesci fuor d’acqua in queste situazioni e non perché migliori, ma solo perché maggiormente consapevoli delle proprie miserie, del proprio limite e dunque maggiormente desiderosi di accostarsi al Padre con la massima cura e la massima riverenza. Diventano impossibile la preghiera concentrata, la meditazione, l’adorazione, la supplica. E non resta che uscire dalla bolgia e tornare nel silenzio della propria stanza dove l’evangelista Matteo diceva: “…chiudi dietro alle tue spalle la porta e prega il Padre che è presente nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà ricompensa”. Che dolce suono, che dolce richiamo, quanta consolazione dopo tanto rumore. Fino alla prossima s. Messa tradizionale in latino con il messale, la preghiera a San Michele dopo la benedizione e il canto a Maria Santissima.

Da settembre si ricomincerà il catechismo domestico, tra le mura di casa e, con l’aiuto del Signore, avremo fatto la nostra piccola parte per salvare il seme della fede.

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8 commenti su “Parliamo di catechismo. “Stagione” di Cresime e Prime Comunioni”

  1. sono rimaste le ‘feste’: pranzi e regali, l’unica cosa reale di queste buffonate chiamate sacramenti!…. Che cosa possono fare se non buffonate vescovi che non sono vescovi e preti che non sono preti e, prima di tutto, vescovi preti che non hanno la fede cristiano-cattolica??? Quale dottrina cristiana potrebbero insegnare costoro che tale dottrina, per bocca del loro comandante in capo, definiscono pura astruseria, muro che ci sepra dall’ abbraccio con tutti??? Poveri ragazzi, presi in giro proprio là dove dovrebbe risiedere la massima serietà!

    1. Bisogna stare attenti a non fare dipendere la validità dei sacramenti dalla qualità morale dei sacerdoti e dei vescovi. Se non sbaglio, questa era la eresia donatista,combattuta da S. Agostino. Il rischio di trasformare la celebrazione della Cresima e della Prima Comunione in festeggiamenti mondani c’è sempre stato. In molte parrocchie il rinnovamento della catechesi è nato proprio dal desiderio di permettere ai ragazzi e alle loro famiglie di approfondire il significato proprio dei sacramenti che segnano l’introduzione alla vita cristiana, specialmente in quei percorsi catechistici dove è previsto il coinvolgimento dei genitori in un percorso formativo.

      1. Con Paolo Mesto Montini, i Sacramenti sono stati arbitrariamente cambiati al punto da dover essere considerati almeno dubbi, cosa che per la Legge della Chiesa, in materia tanto grave, è da equipararsi di fatto all’invalidità! Senza contare le problematiche legate al probabilissimo difetto di intenzione! Nessun dubbio invece che il Sacramento amministrato foss’anche da un pessimo ministro , purché tutto avvenga nel rispetto delle condizioni da cui ne dipende la validità, sia da considerarsi valido ex opere operato! Il problema quindi riguarda non il pessimo ministro ma semmai il dubbio che questo pessimo sia davvero un Ministro ordinato! Stante la fonte bislacca, il contenuto dell’articolo che linkerodi seguito è, in quanto oggettivo, degno di nota:
        http://www.exsurgatdeus.org/2016/04/06/la-ruspa-nella-chiesa/

      2. non ho mai avuto l’idea di fare un collegamenteo tra ‘indegnità’ personale del sacerdote e ” validità” dei Sacramenti. Un prete vero ( anche se indegno) – e vero significa ordinato secondo il rito cattolico ( non equivochiamo sul ‘cattolico’), e che dica la Messa e celebri i Sacramenti secondo il rito cattolico – DUE condizioni, legate necessariamente una all’altra, secondo il Rito cattolico, pongono infallibilmente i Sacramenti. Con Paolo Sestino si è distrutto il sacerdozio cattolico (Pontificalis romani 1968) e quindi la Messa cattolica (Novus Ordo 1969). Il dubbio non si dà, come giustamente ricorda Alessandro.
        Sant’Agostino se fosse ancora vivo che cosa direbbe di una sedicente chiesa che rifiuta persino il concetto di peccato / che non sia quello del mischiare carta con plastica e del non ‘accogliere’ i migranri (che poi manda a bivaccare e insozzare le nostre città, mica il vaticano dove le porte e i muri sono chiuse ed alti, dove quindi nemmeno si crede a questo parodia di peccato….)?

  2. Quanti si salveranno? Come? I ragazzi sono lo specchio delle famiglie. Le famiglie di questo strano miscuglio, all’interno del quale si trovano anche frammenti di sempre, sono esemplari di questo mondo.Mondo che è stato disgregato da quello che era, affinché l’uomo perdendo identità a tutti i livelli, personale, familiare, sociale, politico, nazionale tornasse bruto. Animale tra gli animali. E come animale servisse i pochi finanzieri che lo alleveranno, come si allevano le cavie. Esperimenti su uomini a cielo aperto. E la maggior parte delle cavie umane sono dalla parte, come al solito, di chi li ha soggiogati. E chiamano libertà la loro schiavitù. Come si salveranno? Come ci salveremo? Non lo so. Non essendoci più alcun punto di riferimento, sarà forse una battaglia solitaria, dal punto di vista umano. Uniche guide, l’angelo custode, Maria Santissima, la Santa Trinità. Il nostro aiuto è nel Nome del Signore.

  3. Domenica prossima mia figlia farà la prima Comunione. Devo dire che questo articolo fotografa in pieno il.mio stato d’animo e la situazione del gruppo che si avvicina a questo Santo giorno.
    Il federalismo sacramentario sta raggiungendo picchi incredibili.
    In una parrocchia vicino alla mia fan fare la Comunione ai bambini di 6 anni dopo due incontri. Ad una di queste bambine è stato donato un Rosario con un biglietto nel quale vi era scritto nella frase di augurio la parola Eucaristia. La bambina ha chiesto “cos’è?”.
    Cmq la responsabilità unica di tutto questo è dei sacerdoti, qualunque sia il loro grado.

    1. poveri ragazzi, in mano a preti che non sono preti a pastori che sono lupi, a sacramenti che sono buffonate. Anch’io ho la stessa angoscia quando penso ai miei nipoti e alla farsa alla qaule sono costretti a sottomettersi, in nome di una (misera) festa e a regali sul nulla !

  4. Consiglio per i genitori come validissimi aiuti i Quaderni de il Timone( sull’Eucaristia e la Confessione ad esempio) ed il Timone Junior T in abbonamento.

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