Parole chiare sull’immigrazione da Viktor Orban, Primo Ministro dell’Ungheria

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp

Redazione

.

Il nostro amico e corrispondente ungherese, Andras Kovacs, ci ha inviato alcuni interventi di grande interesse tenuti dal Primo Ministro ungherese, Viktor Orban, alla XXVI Università libera estiva e colonia degli studenti di Bálványos  (25 luglio 2015 – Tusnádfürdő – Băile Tuşnad). Pubblichiamo oggi l’intervento sul tema cruciale dell’immigrazione, e nei giorni prossimi completeremo la pubblicazione con gli interventi sull’Unione Europea e sulla sovranità delle Nazioni.

.

tusványos orbanGentili Signore e Signori,

quando ho detto che l’immigrazione illegale è come una goccia nel mare, quindi è incluso tutto il mondo, allora con ciò affermo anche che ne possiamo capire il da fare principale per gli anni seguenti. Dobbiamo ora parlare di quattro questioni che nel periodo di tempo da venire diventeranno molto importanti in tutta l’Europa quindi anche per noi ungheresi e ci darà da fare parecchio.

La prima questione è il problema dell’identità nazionale. Trent’anni fa numerosi europei vedevano la soluzione dei problemi sociali europei nel cosiddetto multiculturalismo. In questo ambito non devo parlare della differenza tra il multietnico ed il multiculturale. Oggi invece sempre di più cittadini considerano il multiculturalismo non come una soluzione ma come la causa dei problemi. Numerosi paesi europei hanno deciso negli ultimi trent’anni di accogliere una massa di persone di grande dimensione con basi di civiltà diverse. Sono convinto che non è nostro affare qualificare questo tentativo, anzi secondo il mio parere non ci è neanche permesso di dire un parere sui risultati del tentativo. Noi possiamo solo dire, ma quello con decisione, che noi questo tentativo – vedendo i suoi risultati – non vorremmo provarlo su noi stessi e ne abbiamo diritto.

La seconda questione di cui dobbiamo parlare chiaramente e direttamente è il fatto che c’è un legame diretto e chiaro tra gli immigrati illegali che arrivano in Europa e l’espansione del terrorismo. E’ interessante notare che questo fatto è evidente per i paesi anglosassoni, mentre gli altri lo negano. Recentemente un alto funzionario della pubblica sicurezza degli Stati Uniti ha dichiarato in Ungheria che è evidente la correlazione tra i due fattori. Perché è evidente che dall’enorme massa di gente non riusciamo a filtrare i terroristi ostili. Gentili Signore e Signori, dobbiamo essere d’accordo con il primo ministro britannico Cameron, che dice che non riusciremo a risolvere questa crisi finché non fermiamo queste persone subito all’inizio, nel momento quando lasciano i loro paesi.

Il terzo problema che dovremo affrontare dopo il multiculturalismo ed il terrorismo ha una natura economica. Le esperienze occidentali dimostrano che gli immigrati illegali contribuiscono all’aumento della disoccupazione. Questo fatto è evidente da quando dal 2008 l’Unione Europea è alle prese con la crisi economica e per la maggior parte degli europei – perché non tutti sono la Germania – la fonte della tensione maggiore è la disoccupazione elevata. L’arrivo di nuove masse di persone nei paesi con elevata disoccupazione causa un’ancora più alta disoccupazione. E’ semplice.

Diciamo ancora una parola di ciò che in Europa per la correttezza politica bisogna tacere. Secondo le statistiche delle polizie occidentali nei luoghi dove vivono immigrati illegali in elevato numero, aumenta in modo drastico anche il tasso di criminalità e in proporzione diminuisce la sicurezza dei cittadini. Elenco alcuni esempi su cui ragionare. Secondo le statistiche dell’ONU – non del governo ungherese, ma dell’Organizzazione delle Nazioni Unite – considerando il numero degli stupri, la Svezia è al secondo posto a livello mondiale dopo il Lesotho in Sud Africa. Secondo il rapporto del 2013 del parlamento britannico nei carceri britannici il numero dei detenuti musulmani negli ultimi 15 anni è aumentato del 300 percento, si è triplicato. In Italia il quarto dei delitti è stato commesso da immigrati. E potremmo andare avanti.

Riassumendo possiamo dire che l’immigrazione illegale minaccia sia l’Ungheria che l’Europa. E’ una minaccia per i nostri valori comuni, per la nostra cultura in comune, anzi anche per la nostra variegatura, minaccia la sicurezza del cittadino europeo e mette in bilico le nostre capacità per stabilizzare i nostri risultati economici. L’Ungheria finché era possibile ha cercato di agire considerando completamente gli interressi di ogni suo vicino. Oggi tuttavia il nostro paese è in una morsa. Perché non solo dal sud continuano ad arrivare le ondate di immigrati ma nei paesi ad ovest invece si è formata l’intenzione che gli immigrati illegali da noi partiti devono tornare in Ungheria. Siamo sotto pressione quindi da due lati: dal sud e dall’ovest e la verità è che non ce la facciamo.

Gentile università estiva, gentile vescovo, la questione delle migrazioni è contemporaneamente la questione del buon senso e della morale, del cuore e del cervello e in quanto così è complicato e suscita sentimenti profondi. Le questioni del genere possono essere trattate in una società solo se la comunità crea dei punti in comune. Questo era lo scopo della consultazione nazionale sulla migrazione, del cui esito ufficiale vorrei parlare adesso. Durante la consultazione nazionale entro il 21 luglio sono stati mandati indietro in totale un milione e duecentocinquantaquattro questionari. Noi abbiamo inviato ottomilioni di questionari e più di un milione di questionari sono stati mandati indietro.

Gentili Signore e Signori,

dai questionari possiamo determinare i seguenti risultati. Più di due terzi del popolo ungherese dal punto di vista della propria vita ritiene importante la questione dell’espansione del terrorismo. Due terzi degli ungheresi è convinto che gli immigrati illegali minacciano il lavoro e i mezzi di sussistenza degli ungheresi. Quattro su cinque ungheresi ritengono che la politica di Bruxelles nella questione di immigrazione e di terrorismo è fallito e di conseguenza servono un nuovo approccio e nuove regole più severe. Sempre quattro su cinque ungheresi incoraggiano il governo di creare delle regole più severe nei confronti della politica permissiva di Bruxelles per frenare l’immigrazione illegale. Regole che rendono possibile che quelli che passano i confini ungheresi in modo illegale possano essere presi in custodia e deportati nei loro paesi il più presto possibile. Inoltre secondo l’80% di quelli che hanno risposto, gli immigrati illegali, finché sono in Ungheria dovrebbero coprire loro stessi le spese della propria assistenza. Parole dure, posizione fissa, ma questa è la posizione ungherese. E infine la cosa più importante che sovrascrive tutto il resto che secondo la stragrande maggioranza degli ungheresi, il 95% di quelli che hanno risposto, invece di sostenere la migrazione è necessario appoggiare piuttosto le famiglie ungheresi ed i bambini non ancora nati. Si vede chiaramente che gli ungheresi non hanno perso ancora il buon senso. Gli esiti della consultazione dimostrano quindi che gli ungheresi non vogliono immigrati illegali e non condividono la frenesia intellettuale della sinistra europea. L’Ungheria ha preso la sua decisione ed i cittadini ungheresi hanno deciso così. Questo significa che noi vogliamo rimanere un paese sicuro e stabile, una nazione uniforme e bilanciata nel mondo insicuro che ci circonda. Perché probabilmente ho ragione a dire che oggi nel mondo può accadere di tutto, ma non mi sbaglio a pensare che noi tutti vogliamo che l’Ungheria invece sia un paese dove non può accadere del tutto.

Grazie per l’attenzione.

Viktor Orbán – Primo Ministro dell’Ungheria

.

contatti: Andras Kovacs – bundi01@vipmail.hu

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

12 commenti su “Parole chiare sull’immigrazione da Viktor Orban, Primo Ministro dell’Ungheria”

  1. Avercelo un primo ministro così!
    In fondo dice cose sensatissime e dimostra un grande amore verso il suo Paese, qualità che dovrebbe avere ogni buon governante.

  2. “Invece di sostenere la migrazione è necessario appoggiare piuttosto le famiglie ungheresi ed i bambini non ancora nati.” : che differenza abissale con Galantino e gli altri “pastori” immigrazionisti!

  3. giorgio rapanelli

    Occorre distruggere il PD, in cui esiste un Polo Demoniaco che sostiene il Gender nelle scuole, poiché l’affermazione di Satana passa attraverso la depravazione deviante delle giovani menti, che vengono così allontanate dalla spinta verso lo Spirito. Occorre quindi dare una risposta politica elettorale. Consiglierei Salvini di fare iniziative non in contrasto con la realtà della gente che lavora. Per il resto, va tutto bene.

  4. Il discorso colpisce per la sua semplicità, per il sano buonsenso, per il rispetto dell’opinione dei cittadini della sua nazione, una volta ascoltati. La sovranità popolare non viene scavalcata da qu ella sovranazionale di burocrati che, ritenendosi più illuminati di coloro che intendono rappresentare, decidono di ascoltare chi comanda più di loro stessi e non chi ad essi si affida.
    Il problema non é chiudersi nella torre eburnea ma, mentre si tende una solidale mano verso chi “”affoga””, rimanere con l’altra ben saldi ai propri cardini culturali, proprio per evitare di morire in due, affogati entrambi in mari che non abbiamo scelto.
    Non é sinonimo di arretratezza il ribadire la propria Storia, la propria Cultura, le proprie radici etiche e religiose , perché semplicemente esse ci appartengono ed in esse siamo coscientemente radicati, certi di una ricchezza che nessuno esclude, che nessuno vuole imporre ma che nessuno deve minare.
    Non possiamo vergognarci di pretendere il rispetto delle nostre leggi.

  5. Kabir Gicamaan

    Orban è il sogno di un’alta percentuale di italiani. Che i nostri politicanti riescano a capire la necessità di respingere gli illegali. La speranza è sempre l’ultima a morire!!

  6. Se si parla con la gente comune, pare che il buon senso ancora non sia defunto nemmeno qui, purtroppo però non abita nei posti di comando dove vengono piazzati solo marionette al soldo della massoneria. Ormai sia i pastori (che hanno la maggior responsabilità del disastro sociale) , che i politici, non rispecchiano il sentire comune, fanno e dicono cose che non rigardano la vita vera della gente, perchè loro vivono lontani dalla gente, nei loro castelli dorati a fare da lacchè ai soliti ignoti (banchieri solitamente).Se avessimo anche noi politici e statisti che parlano ed agiscono (qui da noi parlano solo) come Putin e Orban, li voterebbero in tanti (almeno quelli non rincitrulliti dalla fede di partito). Ci serve gente non corrotta e coraggiosa che finalmente si batta per la Verità.

  7. Mi chiedo: secondo Galantino e compagnia brutta, quando una Nazione può dire basta all’invasione di un’altro (o più) popolo? Quanti, l’Italia, ne può contenere? Galantino ad esempio a casa sua quanti ne può ospitare? Altra cosa: mentre gli amici del Papa, Bonino e Pannella, si vantano degli aborti, mentre il Papa stesso ci dice di non essere dei conigli e fare al massimo tre figli (i figli hanno un’anima immortale ricorderei al papa, che vale molto di più di quella dei conigli), come mai poi vogliono riempirci di immigrati? I figli no, gli immigrati da mantenere si? Ci dicono che abbiamo bisogno degli immigrati, però non ci dicono che ne abbiamo bisogno (forse) perchè da tanti anni uccidiamo cittadini italiani ed europei nei grembi delle loro madri. La verità è che sono burattini in mano alle potenze serve di Satana, oppure razzisti incalliti verso i cittadini italiani, ai quali negano persino la dignità, mentre fanno tanto i buoni con chi prima o poi taglierà la gola a loro e purtroppo anche a noi.

  8. Federico Fontanini

    Grande esempio di uomo e di politico. Dio gliene renda ampio merito. In fondo dice cose semplici e ovvie, ma nel mondo demenziale che ci circonda sono davvero una rarità!

  9. Sinceramente anch’io penso che gli immigrati tolgono un diritto importante, ci abbiamo messo anni ed anni per riuscire almeno a viverlo idealmente ” il diritto al lavoro”, che ora è stato come un corpo morto, sezionato ( in autopsia) da un medico legale con assistente entrambi messi , lì ,in camera mortuaria, senza esperienza, senza laurea, auto-autorizzati a sezionare tutti gli organi, ma soprattutto stanno imparando come lobotomizzare, i corpi che da vivi, potranno come sfruttarli meglio di ogni tempo. Questa sarà la nuova tirannia, del ricco e potente su tutti senza nessuna distinzione per il colore della pelle.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Seguici

Chi siamo

Ricognizioni è nato dalla consapevolezza che ci troviamo ormai oltre la linea, e proprio qui dobbiamo continuare a pensare e agire in obbedienza alla Legge di Dio, elaborando, secondo l’insegnamento di Solženicyn, idee per vivere senza menzogna.

Progetto Mondo piccolo

Vogliamo dimostrare che vivere guareschianamente è possibile, per questo collabora con i tanti mondi piccoli sparsi per tutta l’Italia: aziende agricole, produttori, artigiani e qualsiasi attività in linea con i principi di un mondo buono e a misura d’uomo, per promuoverne lo stile di vita e i prodotti. Scopri di più!

Emporio Mondo piccolo

Ti potrebbe interessare

Eventi

Sorry, we couldn't find any posts. Please try a different search.

Iscriviti alla nostra newsletter

Se ci comunichi il tuo indirizzo e-mail, riceverai la newsletter periodica che ti aggiorna sulla nostre attività!

Torna su