Un partito di cattolici, per uscire dal cono d’ombra incombente sulla vita italiana  –  di Piero Vassallo

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Oltre il Gulag mediatico

di Piero Vassallo

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zzfbrIl completo stravolgimento dei princìpi indeclinabili e il conseguente exitus della destra esangue hanno amareggiato i giovani refrattari alle mutazioni avventurose e ai demenziali funambolismi, inducendoli a cercare rifugio e consolazione nella lettura dei testi della genuina ancorché censurata e calunniata tradizione italiana.

Nella misura in cui procedeva la decrescita politica di An e del Pdl, partiti intossicati dalle contraddizioni affastellate da liberali e neodestri, si è costituita, sfuggendo allo schiaffo dei censori/silenziatori, una scuola di pensiero finalizzata al riscatto della filosofia italiana.

Motore della nuova scuola è l’opera di Cornelio Fabro (nella fotografia), il geniale filosofo tomista, che ha indicato il percorso da seguire in vista della confutazione degli errori generati dall’eresia luterana e dall’ateologia hegeliana.

Nei tormentati anni Settanta, Fabro ha dimostrato di possedere anche il coraggio necessario a suscitare la resistenza alla massa manipolata dalla trionfante setta cattocomunista: memorabili sono i suoi saggi e le sue conferenze sulla trappola del compromesso storico e sui deliri della teologia progressista.

Svanita la chimera sguinzagliata dalla “destra” tele-porno-liberale, si sta affermando una nuova e vivace generazione di studiosi, un’avanguardia renitente alle lezioni surreali e transessuali, che sono impartite dalla padrona dell’abbaiante Dudù.

Si sta costituendo una scuola reazionaria di pensiero, immune dall’invincibile passione per l’ammucchiamento trans-ideologico, furia attiva negli ostinati frammenti e nelle schegge cineree della destra a mente pluricamerale.

Grazie all’instancabile, generosa attività di alcuni collaudati pensatori e organizzatori culturali, ad esempio Massimo Anderson, Giulio Alfano, Fausto Belfiori, Fabio Bernabei, Pucci Cipriani, Roberto De Mattei,  Patrizia Fermani,  Pietro Giubilo, Maria Guarini, Paolo Pasqualucci, Primo Siena, Tommaso Romano, Angelo Ruggiero, Luciano Salera, sta crescendo una nuova generazione di qualificati testimoni dei princìpi tradizionali.

Nel rinnovato laboratorio, attivo nonostante la congiura del silenzio e il circostante vuoto politico, si segnalano in special modo Fabio Bozzo, Danilo Campanella, Valentino Cecchetti,  Roberto Dal Bosco, Matteo D’Amico, Gianandrea de Antonellis, Rodolfo De Mattei, Alessandro Fiore, Elisabetta Frezza, Rosalia Longo, Siro Mazza, Paolo Rizza, Ascanio Ruschi,   Giuseppe Testa,  ecc.

La vastità e l’efficacia dell’impresa avviata dai nuovi protagonisti sono dimostrate  dal costante sviluppo delle riviste e dei siti d’indirizzo tradizionale e dagli ingenti cataloghi delle case editrici d’indirizzo anticonformista, che agiscono, in ordine sparso, nell’area in cui si sta attuando il risveglio postconciliare della coscienza cattolica.

Sfortunatamente la vivace attività culturale delle nuove avanguardie è frenata e quasi vanificata dall’assenza di un partito politico, in cui i nuovi interpreti dell’autentico pensiero italiano,  potrebbero avviare un circolo virtuoso tra sapienza tradizionale e buona politica.

E’ possibile una sinergia finalizzata al superamento delle ideologie crepuscolari, una circolazione che, nel recente passato, è stata severamente vietata dall’allergia alla filosofia, affezione purtroppo militante con vigore degno di miglior causa in An e in Forza Italia.

Non è pertanto vano l’augurio che abbiano finalmente successo le iniziative finalizzate alla fondazione di un partito idoneo a interpretare fedelmente ed efficacemente la cultura cattolica vivente nei laboratori attivi in quasi tutte le città italiane.

L’attesa di un’iniziativa politica di segno chiaramente cattolico non esclude l’attenzione al rinnovamento avviato dai protagonisti attivi nelle schegge destre, sopravvissute alla catastrofe a tre teste (Fini-Bossi-Berlusconi) e in special modo al promettente Matteo Salvini, che sembra seriamente intenzionato ad archiviare il progetto secessionista/frazionista.

Al proposito non è lecito nascondere ai potenziali amici che il nodo che i militanti nei frammenti destri debbono risolvere è l’accettazione del fondamentale giudizio di Augusto Del Noce sul potere esercitato dal totalitarismo della dissoluzione nella politica postmoderna.

Deve essere chiaro che dalla fossa thanatofila & pederastica, in cui è precipitata l’illuminata illusione dei rivoluzionari moderni, non si esce inseguendo la musica dei serpenti ecumenici a sonagli.

Ettore Bernabei ha ricostruito la storia originale dei fallimentari compromessi attuati dalla democrazia cristiana, a cominciare dall’intesa di De Gasperi con il serpentino Raffaele Mattioli.

Pertanto la preferenza deve essere accordata alle iniziative condotte da esponenti politici indenni dalla febbre compromissoria e dal parodistico ecumenismo,cioè capaci di agire in sintonia con studiosi qualificati dalla fedeltà agli indeclinabili principi della dottrina sociale della Chiesa.

L’intransigentissima verità cattolica non paga i traditori: può essere talora aggirata dall’illusione pseudo ecumenica mai sottomessa all’avventurismo degli apprendisti stregoni.

Piuttosto che all’impossibile e indesiderabile rifondazione democristiana o a progetti anacronistici di stampo asburgico o borbonico, si deve pensare a un’iniziativa condotta dai giovani e meno giovani esponenti della destra cattolica associati a politologi di sicura formazione tomista.

Solamente da una tale combinazione può avere inizio un movimento adatto a sfidare il disordine che ruggisce nel perfetto oscuramento del bene comune, nello smarrimento della gerarchia cattolica e nella violenta contrarietà dalla finanza dispotica alle legittime aspirazioni del popolo italiano.

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21 commenti su “Un partito di cattolici, per uscire dal cono d’ombra incombente sulla vita italiana  –  di Piero Vassallo”

  1. leggere di don fabro, mio catechista presso la parrocchia di s.croce al flaminio, è sempre un immersione nella bellezza del cristianesimo vissuto nel solco della “vera” dottrina. grazie

  2. Matteo Salvini sta tentando di dare alla “Lega” una connotazione più aperta ai problemi del Mezzogiorno ed anche di trovare alleanze in alcuni partiti europei. Inoltre, ha molto a cuore i disagi che devono sopportate i poveri (veramente!) pensionati italiani. Oggi ho saputo che dal prossimo Gennaio 2015 le pensioni saranno pagate dall’INPS, solo dal 10 di ogni mese! Che vergogna! Il sindacato dei pensionati è pronto alla battaglia! Salvini vuole una nazione non xenofoba o anti-islamica ma che, giustamente blocchi la proliferazione delle moschee e, soprattutto che ogni Iman parli e predichi in italiano. Oggi il cristianesimo è sottoposto a molteplici attacchi: il relativismo, il materialismo, la perdita della percezione delle verità di fede non negoziabili, l’offuscamento del senso del peccato. Nondimendo, non bisogna sottovalutare l’integralismo islamico, che è sfociato nell’ISIS che, purtroppo trova proseliti anche in cittadini occidentali. E’ necessario un vero partito…

  3. giorgio rapanelli

    Andate avanti sulla elaborazione strategica. Sì, Salvini è interessante, ma deve essere molto autodeterminato e senza compromessi. Ma vuole ammucchiarsi sempre con Berlusconi, che dopo il bunga bunga ha scoperto i voti dell’inversione. .

  4. massimo trevia

    cari amici,come già fate(è nell’articolo), continuate a tenere d’occhio la lega.crto,non è un “partito cattolico”,ma è animato dapprincipio,perlomeno,sani.salvini,per dire,qualche giorno fa in una intervista ha dichiarato che vorrebbe essere un cattolico meno tiepido.è in una situazione non regolare,essendo convivente;però ha detto che non vorrebbe che la chiesa desse i sacramenti ai divorziati perché lo sbaglio è tutto suo! poi,magari,il suo primo matrimonio è nullo…io sabato sono andato come altre volte alla manifestazione della lega.essa è piena di cristiani da recuperare,magari delusi dal fatto che la chiesa è “molla” sulla questione dell’immigrazione e altro….ma ho visto(indossavo un crocifisso gigante),quanta simpatia c’è fra i legisti per la croce!provate coi comunisti…l’,davvero,se si superano i pregiudizi ,c’è il popolo cristiano da recuperare:cristiani magari “inconsapevoli”,ma non nel senso rahneriano! è la lega sta crescendo….c’è già!

  5. Cesaremaria Glori

    Ritenetemi dei vostri. Sono pronto per un partito cattolico che non penda assolutamente a sinistra. Sarebbe ora, anche perché una vera destra ora non c’è. Berlusconi è pateticamente scomparso dietro un nugolo di suffragette tanto indisponenti quanto vuote. Non ci si può attendere più nulla di buono dal cavaliere.

  6. Eccellente articolo ed eccellenti propositi!
    Mi permetto di dare un piccolo suggerimento, anche se forse scriverò una cosa ovvia e scontata: dovrà essere ben chiaro a TUTTI, fin da prima di fondare il partito, che la dottrina sociale della Chiesa a cui ci si riferisce è quella del Magistero Perenne: il Magistero Vivente può essere ascoltato solo quando non contrasta con Esso.
    Tutto ciò per evitare spaccature fra membri tradizionalisti e membri conservatori nel caso un Papa o un Sinodo dovessero “aprire” a comportamenti abominevoli: i principi del partito cattolico dovranno essere definiti in modo IRREFORMABILE prima della fondazione di tale partito e il tradimento di anche uno solo di essi deve portare all’immediata ed automatica espulsione di qualunque membro, fosse anche il leader del partito!

  7. Caro Piero,
    come ottimo maestro di vita, e di apologetica, da coltivare per fondare in modo inequivocabile il programma di questo partito,
    consiglierei Gilbert Keith Chesterton. Se serve un vaccino contro la corruzione del pensiero, lui ce lo fornisce. Adatto a smascherare il cattivo pensiero e la cattiva filosofia tanto quanto il buon Tomismo smaschera la cattiva teologia. Una perfetta prova del nove per scoprire chi volesse cavalcare il nuovo partito politico per scopi meno che nobili. Da diffondere il piu’ possibile ai quattro venti, cosa non semplice visto che la sua lettura richiede un requisito non scontato: avere voglia di pensare. In quanto a maestri di coerenza, abbiamo Giovannino Guareschi. Ma per entrambi c’e’ il buon Alessandro Gnocchi a fare scuola. Spero che si faccia molto e ancora di piu’ per diffondere il pensiero di questi grandissimi uomini. Dal buon e corretto e santo pensiero procedono le buone e sante azioni, ancor piu’ che il vice versa.

  8. Più volte ho proposto di dedicare una sezione permanente di Riscossa Cristiana alla nascita di un partito cattolico, ma sono rimasto inascoltato. Se la statura morale ed intellettuale del Prof. Vassallo può avere la Sua influenza, proponga detta iniziativa alla dirigenza di Riscossa Cristiana. Abbiamo uno strumento formidabile quale è la rete e non lo utilizziamo; forse solo Grillo è all’altezza? Se nascesse un partito cattolico o inizialmente una associazione cattolica, sapete come ci si potrebbe “divertire” facendo partire proposte, petizioni, referendum abrogativi dell’aborto e delle unioni civili che tra poco Renzi – il grande “difensore” della famiglia a suon di ottanta euro – farà approvare dal Parlamento? Qualcuno obietterà: ma i mezzi? Sapete che bella cosa interpellare sulla difesa dei Valori parrocchie, varie associazioni cattoliche, ecc.? Ciò sarebbe un modo anche per misurare quanto certe sensibilità siano reali o di facciata.
    Coraggio Prof. Vassallo.

  9. Se Riscossa Cristiana riservasse la prima pagina del sito ad una sezione permanente riguardante la nascita di partito cattolico per uscire dal cono d’ombra incombente sulla vita italiana, la predetta sezione potrebbe essere divisa in varie parti:
    – Carta dei Valori;
    – Organizzazione del Partito;
    – Proposte a carattere generale;
    – Iniziative
    in modo da dare la possibilità ad ogni lettore di dire la sua.
    L’ho scritto un’altra volta: la barca non sta per affondare ma sta affondando. Scendiamo in campo in una impari lotta e COMBATTIAMO LA BUONA BATTAGLIA sperando di poter dire HO COMBATTUTO LA BUONA BATTAGLIA!

  10. Piero Vassallo

    Caro Giancarlo, non mancano uomini di pensiero, per fortuna. Pensatori antichi e contemporanei. E uommini intrepidi, ad esempio il citato Gnocchi. Inoltre esiste una vasta area frequentata dallo sgometno causato dall’orrore delle filosofie postmoderne. Manca la consapevolezza delle nostre ragioni e delle nostre risorse. I normalisti citano statistiche deprimenti e consigliano la “moderazione” (il concetto invertito di moderazione). Consigliano il tran tran, la resistenza dolce, l’adozione del liberalismo “moderato”, la chiacchieretta nella parrocchietta (la loro inutile parrocchietta) gli occhiali che colorano di rosa la massoneria americana e il capitalismo. Il problema è uscire da questo demenziale incantesimo. Con l’aiuto di Dio è possibile.

  11. Carla D'Agostino Ungaretti

    Bravo, Prof. Vassallo! Sono totalmente d’accordo con lei e con tutti gli altri amici che mi hanno preceduto nel commentare la sua proposta. Solo con un’organizzazione politica come quella proposta da lei, si potrà concretizzare la frase di Paolo VI secondo la quale la politica è la più nobile ed elevata forma di servizio al prossimo.

  12. Benissimo! Ora però fare iniziative concrete. E’ ottimo dedicare uno spazio apposito del partito cattolico sul sito. Il partito cattolico deve avere a riferimento il Magistero della Chiesa perenne, non solo, il Magistero deve essere lo Statuto del partito cattolico e si deve essere intransigenti sulla Dottrina, anche in riferimento alle possibili alleanze. Sul Pdl stendiamo un velo pietoso perché va secondo l’umore del “capoccia”; sulla Lega di Salvini ho delle riserve perché ha intenzione di riaprire le “case chiuse” e legalizzare la prostituzione. Se ci si vuole alleare con il partito cattolico si deve essere intransigenti sui valori. Non facciamo però ragionamenti umani nel dire “se si è intransigenti chi si potrà alleare con noi”? Noi crediamo nella Provvidenza e quello che è impossibile all’uomo è possibile a Dio; l’importante è che rimaniamo estremamente fedeli alla Dottrina. Io sono in prima linea ma occorre anche incontrarsi per decidere l’attività sul territorio.

  13. Giuseppe Scalas

    Un modello di successo per un partito conservatore-tradizionalista c’è già, ed è il Fidesz di Orban in Ungheria.
    Suggerirei di studiarne il caso, anche perché un progetto politico deve avere un obiettivo maggioritario, altrimenti si riduce a velleitarismo.

  14. Matteo Salvini? Ma chi quello che è andato in Corea del Nord e ne è tornato tutto giubilante ed entusiasta?
    Ah allora siamo messi bene….

    1. A livello di democrazia ormai l’italietta neapolitana non può dare lezioni a nessuno , nemmeno alla Corea del Nord.
      Ha fatto bene Salvini

    2. Non per contraddirla, ma civilmente argomento la Sua riflessione.
      Più che di Salvini che, piaccia o non piaccia, in questo momento è l’unico oppositore di Renzi e del Renzismo dilagante – gonfiato quest’ultimo dai nostri connazionali un tantinello pecoroni…tanto per cambiare – mi preoccuperei del profondissimo degrado che pervade la nostra Nazione. Un degrado che viene da lontano e che ha dei nomi e delle responsabilità ben precise: DC-PCI-PSI-PSDI-PRI-PLI, ovvero i partiti antinazionali che hanno sconquassato l’Italia.
      Il tutto nell’attuale contesto di questa mostruosità chiamata europa, insignificante espressione geografica, reale organismo ammazzacittadini!

  15. Ottimo spunto. Credo che però sia necessario immunizzarsi una volta per tutte da quelle suggestioni che ancora imperversano nell’area conservatrice, impedendo una vera rinascita : neoconservatorismo , sedevacantismo , apparizionismo. Nel primo caso abbiamo avuto esempi di aggregazioni politiche da prefisso telefonico sponsorizzate da noti personaggi. Nel secondo non si sono ancora ben evidenziati i rapporti tra i fautori di una certa tradizione con ambienti in teoria molto distanti (perfino Amerio era amico di Mattioli). Infine il fronte spiritualista che reagisce alla visione orizzontale dei cattoprogressisti con una sorta di controchiesa.

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