Per la Chiesa cattolica l’Islam deve essere una religione di pace – di Cesaremaria Glori

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La Chiesa conciliare sposando l’interpretazione modernista sa che si è fatta ancella del Mondo: simul stabunt simul cadent.

di Cesaremaria Glori

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L’ostinazione con cui la Chiesa cattolica, papa Bergoglio in primis, continua a sostenere che l’Islam è una religione di pace diventa sempre più inspiegabile. Che cosa deve ancora accadere per far intendere che l’Islam odia profondamente il Cristianesimo in quanto tale e che coloro che si fanno saltare in aria per proclamare il loro credo distruttivo e totalitario sono sostenuti moralmente, e non solo, da una massa di mussulmani stimati essere circa il 30% della totalità islamica del mondo? Come si fa a chiudere gli occhi di fronte alle manifestazioni di giubilo di milioni di persone che, nei paesi a maggioranza islamica, scendono nelle piazze a proclamare la loro solidarietà e il loro plauso ai kamikaze che si sono immolati per la loro religione provocando la morte di centinaia di odiati cristiani o comunque infedeli? Come chiudere gli occhi di fronte all’evidenza che ad ogni attentato le contestazioni da parte del cosiddetto Islam moderato acquisiscono quella veste di protesta diplomatica più o meno sincera espressa da frange talmente modeste di numero che assomigliano tanto alle condoglianze per la morte di un avversario eliminato? Tuttavia, nonostante il ripetersi degli attentati, del numero di vittime che giorno per giorno si va assommando a quelle precedenti, formando  un numero di perdite che equivale a quelle di una guerra dichiarata di altri tempi, le dichiarazioni dei leader politici d’Occidente, della gran parte dei Media, degli opinion makers, delle riviste patinate, dei rappresentanti ufficiali della Chiesa Cattolica e delle altre Chiese Riformate – salvo rarissime eccezioni – con ostinazione degna di miglior causa, continuano a manifestare fiducia nell’Islam come religione di pace e a invitare le autorità mussulmane ad unirsi in questa crociata pacifica per la cessazione di questa ostilità.

Questa ostinazione sembra più ispirata da una fede che da una meditata e ragionata valutazione del fenomeno Islam. Già il rivolgersi alle autorità Mussulmane per invitarle a impedire il proliferare degli attentati rivela la misconoscenza dell’Islam. L’Islam somiglia molto, per certi aspetti, alle Chiese riformate ove i pastori non hanno poteri decisionali che possano coinvolgere l’intera comunità dei fedeli. La lettura e l’interpretazione delle Sacre Scritture è affidata ai singoli, tanto è vero che, dagli albori della prima metà del sedicesimo secolo, le confessioni protestanti si sono frantumate in una costellazione di sette che, nonostante l’affievolimento generale della fede, non si è ancora arrestata. E’ vero che nelle Sacre Scritture della Cristianità non c’è alcun invito a perseguitare i non credenti in Cristo, come invece è ripetuto a più riprese nel Corano, ma almeno nei Vangeli c’è l’invito di Gesù di andare a proclamare in tutto il mondo la Buona Novella, che è una dichiarazione di pace e di amore universale. Nel Corano c’è di tutto, dall’amore per il prossimo all’invito allo sterminio degli infedeli, dall’obbligo dell’elemosina ai poveri al discredito e al disprezzo per i Kafiruna (gli infedeli). Il Corano afferma più volte che non è peccato o comunque non è riprovevole il non mantenere la parola data con gli infedeli e che la menzogna e la simulazione sono ammessi se strumento temporaneo  in attesa di trasformarsi in potere di coercizione.

Tante volte, pensando all’ostinazione delle autorità cattoliche e cristiane in genere nel sostenere  che l’Islam è una religione di pace, mi ricordo un film in cui Totò, l’impareggiabile comico italiano di altri tempi,  continuava a ridere divertito mentre veniva preso a sonore ceffate da parte di uno sconosciuto che infieriva su di lui accompagnando epiteti ingiuriosi al nome col quale lo apostrofava. Quel nome era Pasquale, assai comune nell’ambito della Napoletanità di un tempo. Quel comportamento strano e surreale del malmenato suscitò lo sdegno e la rabbia dell’energumeno che chiese infastidito: “imbecille, ma perché continui a ridere”? E quello, serafico rispose: “ Ma io mica so’ Pasquale”!

Surreale, vero? Altrettanto surreale è il comportamento di Papa Bergoglio, dei vescovi e dei numerosi parroci e preti italiani nel blandire l’Islam in generale come religione di pace, come un credo in grado di portare buoni frutti in vista della eterna salvezza (si ricordino i saluti rivolti agli islamici con l’augurio di buoni frutti dal Ramadam). E a nulla valgono gli studi approfonditi e le considerazioni fatte da esperti e da studiosi che circa il 30% dei mussulmani del mondo approvano la strategia sinora seguita da coloro che hanno dichiarato la guerra al Cristianesimo. Il 30% di circa un miliardo e seicento milioni di mussulmani presenti ora nel mondo è una cifra impressionante di quasi mezzo miliardo di potenziali sostenitori degli attentatori e di potenziali fighters!

Non meno surreale e inspiegabile è il comportamento delle autorità europee e di altri Stati che sostengono la stessa linea delle autorità religiose cristiane. Tutte convergenti nel sostenere che è possibile una convivenza pacifica con l’Islam. Si noti bene: soltanto con l’Islam, ma è sottinteso che sono comprese tutte le altre religioni.

A questo punto appare chiara la convergenza fra l’ideale massonico scaturito dopo la fine della prima Guerra Mondiale di una società sovrannazionale ispirata da idee di fratellanza universale che richiamava manifestamente i principi della Rivoluzione Francese: Liberté, Fraternité, Egalité, e l’idea di una Chiesa aperta alla Modernità uscita dal Concilio Vaticano II.

La Modernità, nel frattempo, aveva fatto ulteriori passi verso la costituzione di un Potere Globale che abbracciasse l’intero mondo. Nella prima metà del secolo scorso le idee si erano affinate e avevano raggiunto una convergenza su certi programmi imbevuti di Malthusianesimo, di Scientismo, di Indifferentismo religioso e morale. Libri come Pan-Europa e Praktischer Idealismus di Richard Nikolaus Coudenhowe-Kalergi avevano tracciato un programma abbastanza preciso. Programma che fu completato nella seconda metà del secolo scorso dal Rapporto Meadows che si fece interprete delle convergenze di pensiero emerse al Club di Roma e che ancora in seguito fu perfezionato grazie ai progressi tecnologici in ogni campo del sapere umano, dalla medicina alla chirurgia e alle scienze esatte in generale.

Restava però lo scoglio apparentemente insormontabile della Chiesa di Roma che sembrava invulnerabile ed impermeabile alle lusinghe della Modernità e alle idee imperanti nelle Università di tutto il mondo. Doveva accadere qualcosa che permettesse di agire alle nascoste frange infiltrate nell’ambito della Chiesa cattolica ed emerse un po’ dappertutto, ma soprattutto nell’ambito delle facoltà teologiche dell’Europa settentrionale e che avevano trovato anche a Roma una sponda favorevole soprattutto nel campo liturgico ove si aspirava ad un rinnovamento mascherato da un presunto ritorno alle origini, frange che attendevano soltanto il segnale per mettersi in moto e per dettare il mutamento epocale anche nella antica, rocciosa e incrollabile Chiesa Cattolica. Quell’evento fu il Concilio Vaticano II che, iniziato con grandi speranze di un rinnovamento nella Tradizione e salutato da ogni parte con gli auspici più favorevoli, si animò ben presto, con grande sorpresa di gran parte dei vertici, per l’irruenza e la compattezza di certe minoranze aggressive e intolleranti che spingevano verso soluzioni rivoluzionarie e che, con un’abile gestione delle convergenze e dei ripiegamenti tattici, riuscirono ad introdurre idee e dottrine che, se non capovolgevano duemila anni di coerente dottrina e di  prassi, ingeneravano però il dubbio e la possibilità di interpretazioni di differente e, sovente, contrastante discernimento.

Nel campo politico i principi della Modernità avevano prevalso portando gradualmente alla vittoria quei programmi e quelle dottrine che rivoluzionavano letteralmente la morale e le istituzioni fondamentali della società umana: la famiglia, la riproduzione del genere umano, la finalità dell’Uomo e il suo destino. Il contemporaneo sviluppo delle tecniche e del progresso nel campo applicativo delle scienze umane, cioè il predominio della tecnologia divenuta padrona assoluta e dominante anche sulle idee speculative, avevano nel contempo permesso una applicazione pratica della rivoluzione morale, favorendo quella Morale fai da te che liberava l’individuo dal vincolo di principi divenuti improvvisamente caduchi e non più vincolanti. L’individuo si sentiva in tal modo come padrone di se stesso, delle sue decisioni, della sua volontà e della sua libertà, terminando la sua esistenza nel godimento apparentemente soddisfatto di una vita  tranquilla verso l’epilogo finale che sopraggiungeva improvviso e quasi inaspettato e che lasciava due sole possibilità: o il rimpianto di aver sbagliato tutto o l’ira rabbiosa che si stemperava nella fallace speranza di un dissolvimento completo dell’essere nel Nulla, un Nulla verso cui si aspira ad entrare senza sofferenza e senza il gravame dell’angustia della morte.

Il cattolico, in questa mutazione così rapida e sconvolgente di equilibri e tradizioni avite che sembravano immutabili nel tempo, si sentì smarrito e i giovani accolsero entusiasti le idee di progresso e di liberazione. Idee che non trovavano più nella Chiesa quel freno e quell’ancoraggio ad una Sapienza che aveva una paternità trascendente. Il Concilio conteneva affermazioni che portavano a ritenere che tutte le religioni conducono a Dio e che esiste nell’Uomo come un legame trascendentale che  suggerisce alla coscienza individuale la scelta del Bene. Era il trionfo del Kantismo e del Freudismo in salsa esistenziale, il trionfo apparente dell’individualismo che, in realtà, portava inevitabilmente verso il relativismo e il nikilismo più deteriore. Lo si constata al giorno d’oggi vedendo le società occidentali come ubriacate in questa specie di carnevale sessuale ove ogni perversione ha acquistato liceità e parvenza di legittimità, ove si è dovuto anche riformare il modo di parlare per non urtare alcuna diversità, assistendo così ad una perversione del linguaggio che è parallela a quella delle coscienze individuali e di massa.

Anche la Chiesa cattolica postconciliare, dopo quattro Papati (comprendo anche quello di Giovanni Paolo I che era della stessa tempra morale dei suoi immediati due successori), ha abbracciato la Modernità. Se con i quattro Papi precedenti si accettava l’Ecumenismo e il pacifismo interreligioso quasi per obbligo, perché rinunciando a  essi si metteva in discussione l’intero Concilio, con l’avvento di papa Bergoglio si è data piena attuazione alle deliberazioni conciliari, cioè si è sposata l’interpretazione progressista del Concilio, di un rinnovamento della Chiesa in tutti i campi, non ultimo quello della famiglia e della morale individuale, senza però modificare la lettera della dottrina, ma suggerendo prassi adattabili alle esigenze individuali. Tutto è divenuto relativo e accomodabile secondo un criterio puramente umano nell’ansia di offrire a ciascuno una presunta sua pace interiore. Si è affermato che Lutero è un grande della Cristianità e lo si è confermato con i fatti che la sua ansia di essere giustificato dai meriti di Cristo trova l’esatto parallelo nella Misericordia separata dalla Giustizia. Una misericordia a buon prezzo, anzi a prezzo di saldo, ove tutto viene sanato dal Redentore. Un Redentore Cui, però, si è tolta la corona di Re del Mondo, perché con questa misericordia si è offerta la corona a chi in questo mondo concede tutto e tutto permette, che offre a ciascuno la libertà di fare quello che più gli aggrada e che appaga i suoi sensi, a prescindere dai diritti e dalle esigenze dell’altro. Un regno che volendo contentare l’individuo preso a sé offende e distrugge il Bene Comune.

Dicevamo che la Chiesa ha sposato la Modernità nell’intento di accompagnarla verso un Cristocentrismo che ricorda tanto da vicino il filosofare eccentrico di Teilhard de Chardin, un mondo che dice di andare verso il punto Omega rappresentato da Cristo battendo però vie completamente opposte a quelle che emergono dai Vangeli e che avevano disegnato quella civiltà medioevale che nel secolo quattordicesimo aveva raggiunto un vertice di saggezza e di ordine che la storiografia moderna ha cercato di cancellare con la menzogna.

Questo andare incontro alla Modernità è per questa Chiesa inevitabile dal punto di vista di chi vuole ancorarla ai principi insiti nel Concilio Vaticano II. L’ecumenismo e il Sincretismo religioso che si ricava sia dalle precise ed inequivocabili  affermazioni di  Lumen Gentium 15 e 16 e di Dignitatis Humanae I,2,3, sia, soprattutto, da quella equivoca ed assolutamente imprecisa frase di Gaudium et Spes 22 che “Con l’incarnazione il Figlio di Dio si è unito in certo modo ad ogni uomo”, portano inevitabilmente ad andare di pari passo e affiancato al mondo moderno.

Se la Chiesa avesse l’ardire di scostarsi da quest’abbraccio mortale con la Modernità entrerebbe subito in conflitto con essa. Ci aveva provato Benedetto XVI con quel magistrale intervento di Regensburg ove richiamava il mondo intero e l’Islam, in particolare, alla razionalità. Quell’intervento può essere considerato come l’ultimo tentativo per portare il confronto  fra Islam e Mondo Occidentale su basi razionali e concrete. Un confronto che era in contrasto col disegno globalsincretista del Praktischer Idealismus e con il programma di Pan-Europa accompagnato dall’inseparabile Rapporto Meadows. Il razionalismo di Ratzinger era l’esatto opposto del pensiero gnostico della Modernità che confida esclusivamente sull’Uomo e sulle sue risorse naturali, sovente scrutate e perseguite con criteri esoterici.

Per quell’intervento Benedetto XVI, che parlò con intuito profetico per la salvaguardia del mondo occidentale e dei suoi valori, fu ostracizzato e considerato un nemico da abbattere ad ogni costo. Benedetto XVI fu coartato a isolarsi per non danneggiare maggiormente la Chiesa. Il suo è stato un sacrificio che solo Dio può valutare. Forse quel sacrificio è stato necessario per far venire a galla tutto il marcio che c’è nella Chiesa di Cristo. Quel marcio che obbliga questa Chiesa ad andare di pari passo con la Modernità accettandone tutte quelle derive morali ed esistenziali lasciando sempre più interdetti e disorientati i fedeli di ogni confessione cristiana. La Chiesa si è chiusa nell’abbraccio della Modernità e non può svincolarsi senza subire contraccolpi esiziali per la sua terrena istituzione. Ripeto terrena istituzione, per quella soprannaturale ci pensa Gesù Cristo, il Suo fondatore, che non mancherà certamente di intervenire.

La Chiesa conciliare sposando l’interpretazione modernista sa che si è fatta ancella del Mondo: simul stabunt simul cadent.

L’alternativa a questo abbraccio con la Modernità non può che essere una presa di distanza netta ed inequivocabile verso il mondo moderno e le sue cosiddette conquiste civili.  Ma questa Chiesa non è in grado di avere questo coraggio. Dovrebbe, infatti, rientrare nelle catacombe e, forse, assistere a quel papa che viene ucciso da soldati in divisa mentre sale sulla scalinata di una Chiesa. Dovrebbe restare senza risorse materiali  e senza quell’8 per mille che è come un laccio che la lega a questa Modernità (in Germania si chiama Steuerkirche ma è eguale negli effetti e nella concezione di chi la eroga). Forse sarà costretta a questo passo quando sarà troppo tardi per fronteggiare la deriva e quando non le resterà che il martirio e tornare nelle catacombe. Rifugio nelle catacombe che è già iniziato per le migliaia di famiglie che vogliono ancora educare i loro figli nei valori cristiani e che vedono mille ostacoli frapporsi a questo loro legittimo desiderio. Cari Vescovi che indulgete a questo mondo moderno, le famiglie che desiderano educare i figli secondo i principi cristiani si ritrovano già emarginate, perseguitate, abbandonate da voi e dai vostri presbiteri che sovente le invitano a pazientare e a cercare il dialogo. Per dialogare occorre essere in due, avere scopi e ideali compatibili. Ma che cosa c’è di compatibile fra chi si sente e vuole essere cristiano, cattolico e chi cerca di imporre il Gender, l’omosessualità come normalità da accettare e come valore aggiuntivo, l’evoluzionismo anticreazionista che può essere caro soltanto ai fanatici di Teilhard ma non a chi crede ancora nella Sacra Scrittura e nella razionalità. Quale dialogo ci può essere fra il Cristiano che adora Cristo come Dio, perché tale è, e un mussulmano che si scandalizza soltanto di fronte alla croce e considera una bestemmia chiamarlo figlio di Dio. Quale dialogo ci può essere fra un mussulmano e un cristiano che trova nella Santa Messa e nell’Eucaristia quel valore aggiunto che soltanto la Cristianità ha rispetto agli altri popoli della terra. Il cristiano è già nelle catacombe se vuole restare tale; è già nelle catacombe se viene dileggiato da certi presuli che deridono il Santo Rosario, le processioni, le sacre rappresentazioni viste come retaggio di tempi obsoleti e retrogradi. Cari vescovi che vedete nella Modernità un valore assoluto o relativo che sia, che siete teneri come vecchie zie con i mussulmani, cui concedete spazi per pregare, magari chiese abbandonate ma non ancora sconsacrate, non rimproverate alle vostre pecore di avere abbandonato l’ovile se in quest’ovile manca l’alimento della preghiera incessante, della lode solenne al Dio Trinitario che sono l’alimento necessario per nutrire l’anima. Non sono le pecore ad avere abbandonato l’ovile. Un ovile che è diventato irriconoscibile e non certo per colpa delle pecore.

Alla Vergine di Fatima la sentenza per questa Chiesa e la medicina per riportarla a Suo Figlio.

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13 commenti su “Per la Chiesa cattolica l’Islam deve essere una religione di pace – di Cesaremaria Glori”

  1. Annarosa Berselli

    Come ho già scritto a La Nuova Bussola Quotidiana, l’Islam è pace (eterna) per noi, e fratellanza. (Musulmana, suppongo)

  2. Michele Costa

    Papa Francesco, sulla base dei suoi principi ( solo per questo) non potrà affermare che l’Islam vada combattuto, sono quattro anni che sostiene il principio dell’accoglienza,affermare adesso il il contrario, significherebbe ammettere un errore che cancellerebbe tutto il suo Pontificato, credo che non lo farà mai.
    Pongo piuttosto una domanda, L’islam va convertito o va accettala la sua religione ? Insistere solo politicamente quanti cattolici e quante nazioni rimarranno esposti alla conversione all’ Islam? In buona sostanza il Cattolicesimo e l’Islam si equivalgono ai fini della Salvezza ?

    1. Provo a rispondere. (1) la Conversione all’unica vera religione (quella Cattolica) è per tutto il mondo, islamici compresi (2) l’Islam e il Cattolicesimo NON si equivalgono ai fini della Salvezza, se così fosse sarebbe incomprensibile come mai il Figlio di Dio stesso si sia Incarnato ed abbia pagato con la Sua stessa Passione per la nostra Salvezza. Saluti.

    2. Secondo Bergoglio, sì! Basta essere in buona fede. Non ha forse detto che il proselitismo (che provoca conversioni) è una sciocchezza? E poi è risaputo che ha sconsigliato conversioni da altre confessioni cristiane di suoi amici e conoscenti.

    3. L’islam è una falsa religione: non è affatto una religione di salvezza!
      Decine di Papi (anche con definizioni infallibili) e di Santi concordano su questo…che è uno dei fondamenti della nostra Fede: non ci si salva senza accettare la Trinità e la divinità di Cristo!
      Se l’islam fosse una religione di salvezza, OGNI religione potrebbe esserlo, anche una religione che mi invento io o una religione inventata da lei: o forse Maometto aveva un diritto che noi non abbiamo e cioè quello di potersi inventare una religione che può salvare pur essendo falsa?
      E che la religione di Maometto non provenga da Dio (e sia quindi FALSA) è fuori di dubbio: Dio non si contraddice e non ordina di perseguitare coloro che credono in Lui, ma nel corano ci sono parecchi sure anti-cristiane: è assurdo pensare che prima Dio fondi una religione e poi ne fondi un’altra che ne nega le cose fondamentali e che ha l’ordine di opporsi alla prima anche con le persecuzioni.
      Solo la mente distorta dei modernisti (che crede che Dio sia un prodotto del subconscio umano) crede che ogni religione sia “salvifica”.

  3. finiamola di chiamarla Chiesa Cattolica e Bergoglio (Bergonzio) il suo papa! Questa è l’Agenzia massonica piazzata in vaticano, che s’ incarica di far confluire il sentimento religioso dell’umanità verso l’approdo comune di un sentire condiviso, senza più dogmi senza visioni metafisiche senza esclusivismi senza proselitismi senza imposizioni morali senza inferni senza paradisi, senza più Dio e senza Diavolo, senza il concetto stesso di bene e di male che non sia l’attenzione o la trascuratezza verso la gente di “periferia” (senza che ovviamente questi predicatori pensino minimamente di uscire dai loro ‘centri’).

    La Madonna a Fatima, e a La Salette, ha parlato di ‘questa’ chiesa, e non intendeva certo la Chiesa del suo Figlio… Roma perderà la FEDE. Punto: Una Chiesa senza la FEDE non è la Chiesa. Non è una Chiesa che possa tornare nelle catacombe: è una chiesa finita e morta nel cimitero del mondo e della Modernità, senza speranza di resurrezione. Nella Catacombe scendeva la vera Chiesa, come chicco di frumento destinato a produrre frutto, e quindi Vita..

  4. io chiedo a chi ne sa piu’ di me: se l’ ìslam è una religione di pace e i terroristi non sono coloro che rappresentano i fedeli di Allah; io proporrei al Santo Padre, in segno di buona volonta’ da parte dei medesimi islamici di chiedere la liberazione di Asia Bibi, condannata a morte in pakistan, con accuse non provate per blasfemia e perchè cristiana. Chi, se non uno stato libero e sovrano ( il Pakistan) ha il diritto / dovere di dare visibilita’, concretezza e seguito alla presunta mitezza della religione professata dalla maggioranza della sua popolazione? L’albero si giudica dai suoi frutti…..

    1. L’Islam ‘è’ religione del TERRORE, fa del terrore lo strumento di sottomissione al volere di Allah…
      “Io terrorizzerò gli infedeli. Ferisci i loro corpi e rendili inabili perché si sono opposti ad Allah e al suo Messaggero (Cor 8,12). “ Circondateli e metteteli a morte ovunque li troviate, uccideteli , cercate i nemici dell’Islam senza sosta” [Cor.4:90]. “Combatteteli finché l’Islam non regni sovrano” [Cor 2:193]. – Il Messaggero di Allah disse : ‘sono stato fatto vittorioso con il terrore’ “ (Bukhari )

      Non ascolti, #bragadin, i SALTIMBANCHI nostrani, e papali in primis, utili idioti, e prezzolati e assatanati, a servizio di questi criminali in tenuta religiosa. L’islam che vediamo in queste sempre più frequenti imprese di sangue, è l’islam nella sua punta di diamante, che premia i suoi adepti col paradiso- parola di Corano ( e di mamma bolognese): “Allah ama quelli che uccidono per la sua causa” (sura 61,4), e li prende con sé . E lei s’aspetta, che questa gente liberi Asia Bibi, blasfema solo perché cristiana, perché crede che Gesù è il Figlio di Dio (cf…

  5. caro bragadin, purtroppo per lei asia bibie non è una “profuga” sbarcata sulle coste italiane e pertanto non rientra tra gli interessi economici delle varie ong e meno che meno della chiesa di bergoglio.

  6. Il cristiano è già nelle catacombe.La persecuzione,sottile ,l’emarginazione è già iniziata.Chi tra noi è più sensibile l’avverte e più avanti si andrà’ più uscirà allo scoperto.

  7. E siccome i TROMBONI del religiosamente corretto ci dicono che l’ islam ha un grande rispetto per Gesù, sentiano un po’ dal Corano stesso (è islam questo? ) che genere di rispetto hanno i credenti in Allah per Gesù, e in quindi per coloro che credono in Gesù Figlio di Dio fatto uomo:
    -“In verità sono miscredenti e infedeli quelli che dicono: “Il Messia, figlio di Maria, è il Dio”( cor. 5,17).
    -“sono infedeli quelli che dicono, bestemmiando: Il Dio è Cristo, il messia, il figlio di Maria”(Cor 5,72).
    -“ i nazareni [cristiani] dicono: « Il Messia è figlio del Dio». Questo è ciò che esce dalle loro bocche. … Li annienti Allah. Quanto sono fuorviati!” (cor.9,35)

    Noi, cristiani, BESTEMMIATORI da ANNIENTARE, perché crediamo nel Messia-Dio.
    E noi a compiacerci della stima che loro hanno di Gesù! Forse perché siamo giunti a credere in un Gesù non più Dio, ma solo una delle iconi della umana ‘fraternité’? Veramente degni di ‘annientamento’…

  8. se per la nuova chiesa cattolica il diavolo è una astrazione ( un “simbolo”), anche l’ isalm come religione di pace può allo stesso modo essere una solenne fantasticheria… Peccato che di questi simboli e di queste fantasticherie noi dobbiamo subire i colpi micidiali, questa volta ben concreti! Se l’ astuzia prima di satana è quella di dichiarasi inesistente, per effetto della stessa astuzia il diavolo ci fa dire pace quello che è guerra….In questo servizio alla verità, anche la più sperimentabile, si dimostra tutta l’essenza della nuova chiesa di Roma: diabolica!

  9. la nuova chiesa ci fa dire che l’islam è pace, allo stesso modo che essa ci dice che Dio non è Trinità, che ogni morale è buona, basta la ” buona intenzione”, che l’iinferno non esiste, che il diavolo è una figura simbolica, che il male perciò non esiste,e il bene nemmeno, che non sia il dato immigratorio ed ecologista… Ma poi chissà perché non prendere i negri o i barbuti assatanati dovrebbe essere male, e chIssà perché mischiare carta con plastica non si deve fare….Ma come faccio io a sapere se giudicare non posso??? Andate alla malora tutti: che la mia coscienza mi dice questo…..

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