“Per una carta del partito cattolico”. Un saggio di Paolo Pasqualucci – di Piero Vassallo

di Piero Vassallo

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zzpsqlccL’umiliante naufragio del centro-destra, accaduto al termine di una spericolata e innaturale navigazione sulle acque disgraziate e vorticose, nelle quali l’errore liberalista incontra la frottola esoterica, pone il problema di disegnare la figura di un partito politico all’altezza di quella tradizione cattolica che ha costituito il nobile fondamento della vita e della cultura italiana.

Per uscire dall’impotenza rovinosa, fatta cadere nella vita degli italiani da politicanti ora abbagliati/intossicati dalle illusioni intorno ai conciliabili errori dei moderni, ora storditi e depistati da tradizioni inquinate da fiabe bancarie e da oscene licenze, occorre pensare e progettare, con  impavido rigore intellettuale, un progetto politico non inquinato da suggestioni oniriche.

Il timore del “si dice“, la capitolazione alle cangianti sentenze del giornalismo in livrea, il rispetto dei pensieri squillanti nel bar, devono cedere il passo a un coraggio mai oscillante, sempre proporzionato alla gravità del pericolo incombente e refrattario alla frivolezza dei rimedi finora messi in atto dalla politica politicante.

La decadenza italiana, leggibile nel numero dei miscredenti e degli eretici inconsapevoli, nei dati sulla denatalità, nelle statistiche sugli esiti catastrofici dei matrimoni, sull’incremento delle tossicodipendenze e dei suicidi da fallimento, non tollera l’esercizio del pensiero dimezzato e smidollato dalla falsa e ingannevole moderazione, che è predicata dai pulpiti della teologia aggiornata da Eugenio Scalfari,  e dalle nicchie del liberal-conservatorismo di matrice viennese.

Ora l’intervento di Paolo Pasqualucci nella disputa intorno alle rovine seminate dalla destra inautentica e velleitaria, è proporzionato (fin dal titolo del saggio, edito in questi giorni da Marco Solfanelli: “Per una carta del partito cattolico”) alla serietà dei problemi, che hanno turbato i c. d. conservatori italiani, prima di spingerli nella fossa del liberalismo e del libertinismo conclamato.

Il più serio dei problemi emergenti dalle macerie a destra, d’altra parte, è costituito dall’illusione intorno alla radunata in un solo partito di ideologie e teologie fra loro incompatibili. Si tratta della chimera sincretista, che contempla la surreale immaginazione dell’unità di marciatori discordi, in cammino verso opposti e incompatibili traguardi, Sodoma e l’Eremo francescano della carceri.

Il rigore dottrinale di Pasqualucci può e deve essere condiviso da quanti capiscono infine che la via del pensiero intransigente è tanto aspra e difficile quanto priva di alternative non fallimentari e non ridicole.

 Il problema del quale Pasqualucci propone la soluzione non è la ricostruzione della perdente destra laica, non la rielaborazione in modo nuovo del passato missino o di un centro destra dei cattolici moderati depurato delle sue tradizionali ambiguità, ma la fondazione di una destra cattolica, anzi cattolica e nazionale.

 Opportunamente Pasqualucci sottolinea che tale destra “si iscriverebbe solo parzialmente nella destra post-fascista, dato che nel Msi la componente strettamente cattolica costituiva solo una parte del movimento e nemmeno tanto ampia”.

 Il partito, di cui Pasqualucci disegna un’essenziale e ideale figura, si dovrebbe rivolgere alla maggioranza degli italiani che “non sanno più per chi votare, non trovando nelle forze superstiti di centro-destra una difesa anche parziale di certi fondamentali valori cattolici, che anzi ora vengono da quelle forze ignobilmente traditi”.

 L’intenzione di Pasqualucci – ovviamente – non è fondare e gestire dall’oggi al domani un partito politico, ma indicare con chiarezza i princìpi che devono guidare l’attività intesa alla formazione di una nuova classe politica capace di condurre un’azione seriamente intesa ad affrontare e risolvere gli angoscianti problemi generati dall’influsso (nella cultura democristiana e in quella delle destre) delle filosofie e delle mitologie anti-cristiane.

 Pasqualucci, pur rammentando che i valori fondamentali del cattolicesimo non sono come tali né di destra né di sinistra, ammette che un partito cattolico può essere di destra: “Certamente se la famosa triade Dio, Patria e Famiglia, deve a ben vedere costituire la tavola dei valori fondamentali di un partito veramente cattolico. Si tratta di una triade che, nell’uso tradizionale, è sempre stata considerata di destra e mai di sinistra”.

 A ragion veduta Pasqualucci afferma che il partito cattolico “sarà un partito legalitario, perché operante nell’ambito dell’ordinamento esistente, che tuttavia si propone di modificare e riformare in tutto ciò che non sia compatibile con il cattolicesimo e in tutto ciò che appaia superato e ingiusto, da un punto di vista politico, inteso in senso largo”.

 La proposta di Pasqualucci disegna un movimento politico finalizzato all’attuazione di un programma arduo ma non irrealistico, ossia paragonabile a quello che il venerabile Pio XII aveva proposto alla refrattaria Dc, l’indocile partito fondato da Alcide De Gasperi nel solco equivoco tracciato dall’umanesimo integrale di Jacques Maritain .

 Il saggio di Pasqualucci, in quanto disegna puntualmente la figura di una destra cattolica e nazionale, immune dalle suggestioni del liberalismo, è specialmente raccomandato quale precisa indicazione della via d’uscita dalle strettoie anacronistiche, in cui stazionano i teorici di una tradizione più antica e più vasta della tradizione biblica e gli astratti reazionari, catturati dai sognati/incapacitanti progetti di restaurazioni asburgiche e/o borboniche.

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“Per una carta del Partito Cattolico”, di Paolo Pasqualucci, ed. Solfanelli – pagg. 72, euro 8,00 – per acquisti on line inviare una mail a info@riscossacristiana.it . Per le modalità di pagamento, clicca qui

14 commenti su ““Per una carta del partito cattolico”. Un saggio di Paolo Pasqualucci – di Piero Vassallo”

  1. Sarà, farò. dirò. sempre tutto al futuro, se aspettiamo ancora un po’ a fare un partito Cattolico degno di questo nome ci seppellirano con leggi liberticide , e l’ unico riconoscimento lo avremo come epitaffio sulla tomba . Qui giace un partito cattolico , morto ancor prima di nascere R.I.P.

  2. Normanno Malaguti

    Come non trovarsi pienamente in accordo con ciò che ci anticipò nei mesi scorsi il valoroso prof. Pasqualucci su Riscossa Cristiana?
    Sarò lieto di diffondere il messaggio che tanti, anche non strettamente cattolici, atrendono dalla sapienza cristiana, da lungo tempo ibernata nelle brume del pensiero liberal/ marxista che disorienta e infanga i nostri ultimi poveri decenni.

  3. Ho cercato qualche mese fa di dare gli input perché si formi un partito cattolico. Ottima è la Carta del Partito Cattolico del Dott. Pasqualucci, ma non condivido la conclusione e cioé che la carta vuole fornire linee guida e i principi per la formazione futura di politici realmente cattolici. Non condivido, non l’auspicio di questa affermazione, ma il passare il testimone ad altri in maniera indefinita. Adesso e all’orizzonte temporale non si vedono figure che possano realizzare questo progetto, ma dobbiamo essere noi in prima persona a farlo e già in precedenza ho già detto che Riscossa Cristiana, Fondazione Lepanto, Corrispondenza Romana e altri siti “integralmente” cattolici riuniscano i loro intellettuali e i semplici fedeli per poter finalmente discutere di questa formazione politica di cui urge la fondazione per il bene dell’Italia e della Chiesa.

    1. Sono d’accordo con Lei, un partito non lo si “costruisce” in un giorno ma l’urgenza ci impone di non rimandare troppo: ci sono molti autori e molti commentatori di siti tradizionalisti che avrebbero molte carte in regola per entrare in politica e probabilmente i gestori dei suddetti siti hanno già individuato le persone potenzialmente adatte!
      Dico potenzialmente perchè per fare il politico non bastano cultura e ferrei principi (cosa di cui difettano quasi tutti i politici attuali), ma anche carisma e capacità di sostenere dibattiti pubblici (queste 2 ultime qualità non sono valutabili attraverso ciò che si scrive in in un sito, ma ognuno dovrebbe cercare di autovalutarsi con onestà).
      Inoltre c’è la questione “lavoro/famiglia/tempo libero/disponibilità economiche” e anche su questo ognuno dovrebbe fare una realistica autovalutazione!

    2. Questi preziosi siti e movimenti stanno attuando una proposta culturale davvero sana (Fede e Civiltà unite).
      Non sono nati per fondare un partito – si ritrovano in sintonia semplicemente perché i loro protagonisti amano ragionare realisticamente, e non delirare

  4. la situazione dell’Italia è tragica – siamo in mano a dilettanti allo sbaraglio – se non che un’alternativa non si produce in poche ore – la storia di F.I. dimostra che l’improvvisazione è sempre destinata a fallire

  5. Certo non si può costruire dall’oggi al domani un nuovo partito politico, ma intanto si può cominciare a discutere, a parlare incontrandosi e mettere su le premesse perché nel giro di pochi anni si definisca e si concretizzi questa nuova formazione politica che potrebbe pungolare il panorama politico italiano e magari risvegliare le coscienze di tanti cattolici addormentati.

  6. giorgio rapanelli

    L’esigenza di un partito cattolico che difenda la nostra civiltà millenaria da chi vuole abbatterla, utilizzando perfino l’Islam in casa nostra, è una esigenza sentita. Fino ad oggi alcuni partiti del centrodestra hanno promesso questa difesa, ma nulla hanno fatto. Inventarsi un “partito” così, su due piedi, è difficile e potrebbe essere visto come una riedizione della deprecata DC. Preferirei che, per intanto, si desse una indicazione di voto. Ma, ancora prima, vorrei sapere chi sono i sacerdoti che, qui, sul territorio vogliono apertamente la difesa della nostra civiltà millenaria contro l’infiltrazione definitiva dei nemici interni ed esterni, provenienti dalle zone musulmane.
    Occorrono pastori “fisici”, da contattare, con cui dibattere, da cui andare pure per la celebrazione dell’Eucaristia. Punti di riferimento su cui costruire la lotta politica. E’ qui, a questo livello di base, che si deve iniziare. Qualcosa di calato dall’alto servirebbe come dimostrazione, ma avrebbe scarsi risultati, con le nuove sirene renziane e i vecchi tromboni berlusconiani.

  7. caro Petrus è questa l’intenzione di Pasqualucci e in subordine mia: sollevare il problema e cominciare a discutere intorno alla sua soluzione – la proposta di Pasqualucci mi sembra molto intelligente e realistica – tieni conto del fatto che sta emergendo una classe di giovani di buono e eccellente profilo intellettuale e morale – a loro toccherà il compito di dare vita a un partito, non certo agli anziani come il sottoscritto

  8. Bene, ma occorre cominciare nel brevissimo periodo ad organizzare incontri di discussione e formativi perché si cominci a gettare le basi per la formazione di questo partito nel medio periodo entro i prossimi 3-4 anni. Avrei anche il titolo del simbolo “Fides et Veritas”. Di Carità se ne parla già fin troppo ed anche a sproposito, lo dice uno che viene dal Movimento dei Focolari da cui sono uscito da circa dieci anni. La Carità infatti deriva dalla Fede e la Fede è il primo atto di Carità perché è Carità verso Dio come nostra libera risposta al Suo Infinito Amore.

  9. Propongo che il sito di Riscossa Cristiana riporti una Sezione permanente riguardante il tema “Per una carta del partito cattolico”.
    Detta Sezione, ritengo debba essere frazionata in vari settori quali:
    – prinicipi di fondo del partito;
    – idee e proposte;
    – organizzazione del partito.
    E’ vero che chi va piano va sano e va lontano, ma bisogno pur muoversi anche perché, il presente sito è un formidabile strumento per cominciare a discutere, dibattere e proporre.
    All’inizio può nascere una Associazione propedeutica al Partito Cattolico che eventualmente verrà.
    Una cosa a mio parere deve essere chiara:
    partito con tessere di libera adesione che si manterrà con il solo contributo di iscritti e simpatizzanti e libere donazioni regolarmente registrate.
    Primo impegno ed obbligo Morale:
    nulla a che spartire con la non cristiana democrazia cristiana di funesta memoria.

  10. Condivido il post di l’Italiano, per una sezione del sito riguardante esclusivamente il partito cattolico e che non abbia nulla a che spartire con la Democrazia Cristiana che spesso e volentieri ha rinnegato la Dottrina della Chiesa sulla Morale. Nel partito ci dovranno essere solo ed esclusivamente gente seriamente impegnata e che presti anche giuramento o se non lo vogliamo chiamare così, “promessa” nel lavorare espressamente per portare in politica i principi della Dottrina Sociale della Chiesa, in particolar modo dei Valori non negoziabili.

  11. Per cortesia, tutti coloro che condividono l’idea di creare, nella prima pagina del sito Riscossa Cristiana, una sezione permanente riguardante esclusivamente il partito cattolico, lo facciano presente alla direzione ed alla redazione.

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