Perchè hanno ucciso Alfie Evans – di Roberto Dal Bosco

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Hanno ucciso Alfie Evans, anche se i media hanno preferito usare altre perifrasi, del tipo «Alfie si è spento».

Perfino i media «cattolici», che avevano impugnato il caso (premiati, talvolta, con un agognato selfie papale), forse per ordini superiori, hanno evitato di chiamare il caso Alfie per quello che è: infanticidio di Stato.

A questa domanda, che ognuno si dovrebbe porre, è molto semplice: perché?

Perché siamo arrivati a vedere lo spettacolo, mediaticamente e diplomaticamente osceno, dello Stato moderno che pretende la morte di un suo cittadino innocente?

Perché hanno dimostrato questa ferrea ostinazione (edulcorando la neolingua, potremmo dire: «accanimento non-terapeutico») nel voler soffocare un bambino di pochi mesi?

In rete molti si chiedono la solita, semplicissima domanda: cosa c’è dietro?

Proviamo a rispondere.

Amare lo Stato della Morte

Vogliamo ricordare innanzitutto una coincidenza scioccante: sia nel caso di Charlie Gard che nel caso di Alfie la morte del bambino è sopravvenuta appena dopo che i genitori si sono piegati al compromesso con lo Stato della Morte e i suoi lager ospedalieri.

Avevo commentato, alle dichiarazioni di pace con le istituzioni che i Gard fecero alla morte del figlio, con le parole che chiudono il capolavoro di George Orwell 1984: «Egli amava il grande fratello».

Esse rappresentavano la riuscita ri-educazione del protagonista, portato ad amare lo Stato totalitario che lo aveva torturato.

Questo mi pare ora lampante: allo Stato moderno nulla importa della vita umana, tantomeno di quella dei suoi cittadini. Non è che per esso i cittadini possono morire: i cittadini devono morire. L’argomento dei costi sanitari, tanto usato dalla propaganda della Germania hitleriana negli anni Trenta e ora tranquillamente discusso nella rubrica di Corrado Augias su Repubblica, è sempre lì pronto a saltar fuori, e non solo dal Ministero della Salute o dal Ministero delle Finanze. È un sentire generale.

No, allo Stato moderno della Vita non importa nulla.

Di una cosa però allo Stato importa: l’opinione.

Non tanto perché essa genera voti, ma perché senza di essa il collasso è inevitabile.

Così, le dissonanze cognitive vanno piallate, costi quello che costi.

Piegare la volontà dei genitori di Alfie (e, nel pensiero del mostro statale, di tutta l’«Armata» transnazionale che si sono tirati dietro) era cosa di primissima necessità.

Riportare la dissidenza fuori dal dubbio tremendo in cui, inevitabile, è arrivata («Che legittimità ha uno Stato che uccide un bambino? Che legittimità ha una medicina che da strumento di cura diviene strumento di morte? Che legittimità ha una magistratura che considera la morte il «miglior interesse» di un suo cittadino?») era talmente essenziale che nell’operazione di normalizzazione è stata coinvolta l’odierna ancella della Morte, ossia la chiesa cattolica: eccoti il comunicato del vescovo di Liverpool che difende un ospedale già piagato da scandali per traffico di organi di bambini, eccoti l’incontro con il «papa» con il muso lungo…

 

La verità sul ruolo della chiesa in tutto questo, la disse un funzionario vaticano ad una signora vicina alla famiglia Evans (diciamo così, nella crisi, una sorta di «segretaria») che letteralmente aggrappata fra urla e pianti per oltre un giorno alla grata del Santo Uffizio (una scena, per chi l’ha testimoniata, straziante) per chiedere la grazia dei passaporti vaticani e di un intervento più diretto del Pontefice, è stata alla fine ricevuta, e liquidata con questa frase «Signora, se lo facciamo per ‘sto bambino, dobbiamo farlo per migliaia di altri».

 

Britannia cambogiana

Ma tutto questo è acqua passata.

L’importante è stato ristabilire la legge, e, magari grazie anche ai tanti articoli e interviste che dal Guardian a Repubblica al Corriere chiedevano a gran voce l’infanticidio, tranquillizzare le persone. Trucidare Alfie era la cosa giusta da fare, e c’è pure qualche prete infame che lo ha detto pubblicamente.

Lo Stato moderno agisce per il vostro bene: questa deve essere la vostra opinione.

 

La Cambogia di Pol Pot aveva interiorizzato questa necessità di avere un popolo sottomesso allo Stato totale perfino nei suoi sentimenti: l’Angkar (parola piuttosto indefinita che può significare «organizzazione», «partito» ma che nei fatti indicava l’ente imperscrutabile e onnipervadente che tutto vedeva e tutto decideva nell’incubo Khmer) era da considerarsi, dice il cambogiano Hong Thong Hoeung, come «unico oggetto d’amore consentito alle persone», che di fatto – dopo estenuanti giornate di lavoro forzato nei campi di riso – venivano fatte accoppiare secondo scelte di governo, con tanto di bambini-soldato armati che, di guardia alla porta delle capanne, dovevano verificare dai suoni l’avvenuta consumazione dei rapporti ordinati dall’Angkar.

L’infanticidio poi, come testimoniano tante storie orrende, era per i Khmer Rossi pratica estremamente comune.

L’Angkar non riuscì ad essere credibile, non vinse né i cuori né le opinioni, e collassò.

La Britannia invece è una Cambogia che dura da almeno cinque secoli.

La common law che ha ordinato la morte di Alfie affonda le sue radici nel Seicento. Essa prevede che i genitori non abbiano «responsabilità assoluta» sui figli, perché questa ricade sulla Corona (=lo Stato), di cui il cittadino è subject, «soggetto», o meglio, «assoggettato».

La Corona è parens patriae, «genitore della patria». Sappiamo che l’esperimento totalista inglese è talmente riuscito che il Capo dello Stato, la Regina, è al contempo anche capo della religione nazionale (la barzelletta anglicana) e pure coinvolta della religione delle élite (la massoneria).

È per questo paternalismo di Stato (un paternalismo come quello di Crono, il dio che divorava il suoi figli) che i genitori di Alfie non sono stati rappresentati in tribunale dai loro legali, ma da un avvocato d’ufficio.

Era stata la stessa cosa con Charlie Gard: affidarono il suo caso ad una giovane avvocatessa che la pensava in modo diametralmente opposto rispetto ai Gard, cioè voleva anche lei la morte del piccolo.

 

Accettare l’infanticidio di Stato

Di più: come pare ovvio, con il sistema dei precedenti della common law, il precedente di Alfie spalancherà la porta a migliaia di morti di questo tipo. Oggi il Corriere, organo della normalizzazione italiana, citava che in Inghilterra ci sarebbero stati almeno altri 20 casi simili, privi di clamore. Non è impensabile.

Ora questi casi diventeranno 200, 2000, 20.000, 200.000. Perché la morte si estenderà anche agli adulti.

Quindi, il caso Alfie serve essenzialmente proprio a quello: all’accettazione dell’Omicidio di Stato, dell’Infanticidio di Stato, o, se preferite, dell’aborto post-natale: quest’ultimo è un caposaldo della filosofia utilitarista che anima da secoli Albione e che ora, con la retrocessione del Cristianesimo, infetta l’intero Occidente. Ne diremo in un altro articolo.

Alfie, quantomeno da un punto di vista giuridico e pure – al netto delle sacche di resistenza – mediatico, ha reso accettabile qualcosa che poco prima era impensabile, radicale.

Così come da Finestra di Overton.

È evidente come qualcuno abbia spinto perché la normalizzazione della Morte avvenisse. Casualmente, questo tipo di cambiamenti nella società paiono seguire delle dinamiche, come dire, «epidemiche».

Fateci caso: l’aborto, l’Inghilterra lo legalizzò nel 1968, gli Stati Uniti e il resto del mondo – l’Italia non fa mai eccezione – seguirono.

Lo stesso per la fecondazione in vitro, con il primo «superbaby» nato in provetta (Louise Browne, ora quarantenne un po’ porcina e molto obesa) nata in Inghilterra nel 1978.

E poi ancora, recentissimo: il matrimonio omosessuale, a cascata da un paese ad un altro, in un brevissimo lasso di tempo.

Ora c’è il biotestamento, come da legge varata pochi mesi fa dal governo Gentiloni in articulo mortis.

«Biotestamento» è la parola gentile per dire eutanasia, o meglio suicidio o omicidio di Stato; «accanicamento terapeutico» – lo abbiamo capito – pure.

Così come «best interest» è la bella espressione di semplice e lucida anglofonia per dire «Lebensunwertes Lebens», cioè la «vita indegna di essere vissuta» dei nazisti.

Qualcuno sta agendo perché tutto questo diventi perfettamente accettabile: e Alfie era il sacrificio necessario perché l’ordine del nuovo sterminio venga eseguito.

Quindi: cosa c’è dietro alla morte di Alfie? Spero lo abbiate capito.

C’è la Necrocultura, il suo programma, la sua potenza.

Dietro alla morte di Alfie c’è lo Stato moderno, lo Stato necroculturale. Che va distrutto, cancellato, dimenticato.

Il sacrificio umano di Alfie Evans deve insegnarcelo una volta per tutte.

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17 commenti su “Perchè hanno ucciso Alfie Evans – di Roberto Dal Bosco”

  1. Quando Tom ha fattoil suo ultimo comunicato chiedendo silenzio, a mio avviso Alfie era già morto o perlomeno era ormai chiaro che sarebbe morto a breve. Ció nulla toglie alla eroicità di questi genitori e all’abominio di questo stato britannico fagocitatore di bambini. Sarà sempre peggio. Ottimo articolo.

  2. Paolo Martino Allegri

    Ottimo articolo, grazie. I conti però non tornano. C’è qualcosa dietro che ancora non sappiamo. Sicuramente degli errori medici, ma non credo solo questi. Per esempio: se Alfie è vissuto 4 giorni dopo l’estubazione, avvenuta d’emblée dopo più di un anno di ventilazione meccanica, è evidente che quest’ultima era inappropriata. Perché non ascoltare altri pediatri di riconosciuta fama internazionale, facendo così una bruttissima figura sul piano scientifico? Perché piantonare un ospedale con decine di poliziotti? Secondo me nascondono altro…

  3. Ottimo articolo, grazie!
    “L’argomento dei costi sanitari … è sempre pronto lì a saltar fuori …” : l’argomento costi sanitari è un argomento che certamente esiste, ma i soldi vengono spesi per uccidere con l’aborto volontario, vengono spesi per la fecondazione artificiale, che uccide anch’essa molte vite umane nella fase embrionale … e perfino per la fecondazione artificiale eterologa che vuol dire volere un figlio orfano!!! Non aggiungo altro : abbiamo bisogno di verità. Rileggiamo e diffondiamo quella bellissima enciclica, profetica, del papa Giovanni Paolo II intitolata “Evangelium Vitae”, che porta la data del 25 marzo 1995 (giorno dell’ Annunciazione).
    La grande preghiera che il caso Alfie ha suscitato è stata certamente una grande cosa : dobbiamo perseverare! Grazie ancora.

    1. Cara Paola l’argomento dei costi sanitari é schifosamente saltato fuori anche da noi in una puntata serale di Rainews24. Nella quale la giornalista sinistroide di turno si è lamentata (cercando la sponda della sinistroide di turno intervistata) con l’ospite dicendo che tutti venivano qui da noi con il nostro sistema sanitario al collasso…..Dimenticandosi però che le spese le avrebbe pagate il Vaticano dato che il BambinGesù è suo e NON italiano…..e dimenticandosi che Alfie era ormai italiano….E dimenticandosi delle centinaia di migliaia di clandestini e “migranti” che approfittano gratuitamente degli nostro sistema sanitario….L’ospite ha risposto che forse era così ma che era una questione di libertà, come era libertà il potersi togliere la vita con l’eutanasia, che doveva essere completamente legalizzata…..Anche da noi non scherzano e vogliono arrivare al livello degli inglesi……Mala tempora currunt. E la Madonna ad Anguera ha ripetutamente detto che sarebbe andata sempre peggio e di pregare per resistere, e di essere fedeli al Vangelo e testimoni. Ciao.

  4. C’è un passaggio a questo punto fondamentale che è capire che pregare per la conversione di questo papa perdonando sinceramente e con mitezza soprannaturale il male che sta facendo, insieme al Vaticano,all’umanità essendosi alleato al Potere Mondano.
    Alfie e in Cielo. Noi fedeli Cattolici autentici restiamo sulla Croce . Come Cristo allora portiamo il peso del peccato del Mondo ( e nostro) e chiediamo sul suo esempio al Padre di perdonare loro perché non sanno quello che fanno.
    Quando accade avviene perché Dio Padre vuole che noi si beva questo calice. Come ben più amaro e atroce lo dovette bere suo Figlio.
    Dalla nostra testimonianza la Vita e la Fede ritorneranno nella Chiesa e sulla terra.
    Continuiamo quindi con fiducia e serenita a proclamare Cristo Crocifisso Signore e Padrone della Vita e della Storia.
    Sia sempre lodato il Suo Santo Nome.
    GIiuseppe

  5. Io sono seriamente preoccupata per i due ragazzi. Che fine hanno fatto Kate e Thomas? Possibile che non si sappia più una virgola? Non è certo per curiosità ma perché sono due amici! Io temo per la loro incolumità, quelli sono assassini…. Vi prego, diteci qualcosa.

    1. Anche io. Non so chi sia rimasto di noi a Liverpool per aiutarli. Questo svuotamento, al quale tutto il loro essere è stato sottoposto a forza, ha bisogno di aiuto per superare quello che ancora hanno da superare. Spero che i genitori di Charlie e di Isaiah possano essere loro di aiuto. Padre Gabriele potrà mettersi in contatto con loro? Preghiamo.

  6. E’ davvero la cultura della morte che avanza a grandi passi facendoti credere e convincendoti che ciò che in un primo momento ritenevi orribile in realtà può diventare per te un bene: finestra di Overton, perfetta. Noi di una certa età che ora veniamo considerando con terrore che un probabile ricovero in ospedale potrebbe trasformarsi nella nostra dipartita, nel caso in cui dovessimo trovarci lì, forse ci ritroveremo ben felici di andarcene prima di essere sopraffatti dalle sofferenze. E’ il rovesciamento dell’ordine naturale delle cose, l’arretramento ad una condizione subumana per mano di menti diaboliche a cui sta a cuore, come a satana, la distruzione dell’uomo e di ogni ragionevolezza che ne difenda la sua reale natura partecipe del progetto divino del Suo Creatore. E’ satana sciolto dalle catene che combatte la sua ultima battaglia insieme alle sue legioni incarnate nelle potenze occulte (ma non tanto) che manovrano il mondo. Fino a che Lei, la Tutta Santa, non gli schiaccerà definitivamente la testa.Ma quando avverrà? Non ci è dato saperlo e dunque siamo nel turbine di…

    1. …una lotta che non siamo in grado di sostenere da soli, ma solo con l’aiuto della grazia e di Maria Ausiliatrice, la Madonna della Vittoria, come a Lepanto, come nella visione di don Bosco, colonna che si erge in mezzo alla tempesta, unitamente all’altra colonna che è la Santa Eucaristia, quella in cui, con la protestantizzazione galoppante, non si crede quasi più. E’ un mondo sottosopra, ma non totalmente perso e non scoraggiamoci, teniamo duro, anche se il gregge si fa sempre più piccolo e i lupi sempre più famelici.
      Sancte Michael Arcangele defende nos in proelio!

  7. E’ opportuno, data l’importanza dell’argomento, usare la giusta terminologia. Il reato che si è consumato in questa vicenda è quello di “omicidio” e non di “infanticidio”, quanto meno se teniamo come riferimento il codice penale italiano. Basta leggere l’art. 575 c.p. (omicidio) e l’art. 578 c.p. (infanticidio). La notevole differenza tra le pene edittali per i due reati fa comprendere che l’omicidio è considerato molto più grave dell’infanticidio.
    Ciò detto, tutto ciò che è accaduto è purtroppo assolutamente logico, se consideriamo che da troppo tempo il mondo occidentale è dominato in pieno dal diavolo. La dolorosa assenza della Chiesa, che ha rinunciato al suo ruolo di custode dei valori morali, ha via via lasciato spazio all’opera satanica. Aborto, omosessualità, omicidio dei più deboli e indifesi sono conseguenze tanto tragiche quanto ovvie. La denuncia del male va fatta sempre, ma assolutamente deve essere accompagnata da preghiere di riparazione, penitenza, Santi Rosari, non solo quando si presentino eventi dolorosi, ma sempre, perchè tutto ormai sta andando…

  8. Oltre che dall’affermazione di un principio aberrante quale l’eugenetica, il bimbo è stato ucciso dalla ragion di stato. Erano d’accordo in troppi e troppe sono state anche le anomalie nella vicenda. Dico ragion di stato perché l’ospedale secondo me ha eseguito ordini provenienti dallo stesso governo inglese (o da parti deviate di esso). Penso a programmi scientifici, esperimenti top secret, cose insomma da relegare comodamente al passato nazista e che se uscissero fuori farebbero cadere teste pesantissime, così alla fine nessuno si è preso la responsabilità.

  9. Dietro c’è anche Bergoglio che pontifica la scienza, esorta alla collaborazione, ma non lo dice a chi ti punta la pistola nella tempia. Egli media con tutti, invita al pacifismo a non combattere, ad arrendersi alla buona scienza, che salvaguarda tutti. Saluta ed elogia abortisti, presidenti che hanno inaugurato l’eutanasia, come per Eluana. Lui negli scritti è il difensore dei deboli, in pratica è un astuto ipocrita che non prende posizione e demolisce i principi della fede cattolica insinuando i disvalore delle sette protestanti.

  10. Alla domanda dell’articolo: “Cosa c’è dietro?”.
    Secondo me, vi è implicato il traffico di organi: ci dovrebbe essere un personaggio molto importante e facoltoso che aveva (ha) necessità per qualche suo infante di qualche organo vitale.

  11. Perché nessuno ne parla più, possibile che dopo il funerale é calato il silenzio… C’è qualcuno che si occupa di indagare, ho letto che non gli é stata fatta l autopsia, come mai??? Cosa nascondono?? Chi sa qualcosa dei genitori?? Perché nessuno ne parla più… Santo cielo era un bimbo di 23 mesi a cui la possibilità andava data…

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