Polonia: “Convivere è peccato”, al via la campagna quaresimale

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«Convivere è peccato, non commettere adulterio!»: l’intera Polonia in questi giorni è disseminata di cartelloni pubblicitari con questo messaggio, estremamente semplice, chiaro ed efficace. Del resto, nel Paese, considerato da sempre cattolico, sono sempre di più le coppie, che vivono senza e al di fuori del Sacramento del matrimonio.

Questi manifesti rappresentano un richiamo, fortemente voluto dalla Commissione per la Pastorale Familiare della Conferenza episcopale polacca: a fronte di una società che purtroppo parla un altro linguaggio, questa campagna quaresimale è stata ritenuta la più idonea ed indovinata per insegnare le fondamenta, almeno, della Dottrina cattolica – ed, in particolare, il sesto Comandamento, «Non commettere adulterio» – a chi non ne fosse al corrente o lo avesse dimenticato: così da far comprendere a quali pericoli si esponga la salvezza della sua anima, chiedere perdono e tornare nella grazia di Dio, ciò ch’è impossibile a chi non abbia coscienza piena della colpa. Per questo si è ritenuto di chiamare le cose col loro nome, ciò ch’è malauguratamente sempre più raro, anche nei confessionali o nelle prediche.

Che la campagna abbia colpito nel segno lo si evince dalle reazioni scomposte di rabbia e odio, vomitate dai media laicisti ed anticattolici. La Gazeta Wyborcza s’è prodigata in ridicoli distinguo, tanto sottili quanto falsi e fuorvianti, tra «convivenza» e «adulterio». Ma qui siamo in Polonia e, nonostante il pubblico dileggio, fedeli forgiati da decenni di «socialismo scientifico» e pastori – Vescovi in primis – formati in un clima di «comunismo reale», non si lasciano certo intimorire.

Un’iniziativa lodevole e, perché no?, “esportabile” anche altrove…

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fonte: NoCristianofobia

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6 commenti su “Polonia: “Convivere è peccato”, al via la campagna quaresimale”

  1. don Giovanni Ferrara

    Segnali importanti di una Chiesa che vuole rinascere, con la Grazia di Dio. Il trionfo del Cuore Immacolato di Maria ci sarà.

  2. Il manifesto non parla di “convivenza” (termine soft per ambienti post-borghesi), ma di “concubinato” – che significa semplicemente “andare a letto insieme”.
    Viene spontaneo confrontare i tanti letti di concubinato con i talami coniugali, aventi un carattere sacrale

  3. Splendida iniziativa, che spero verrà imitata!
    Credo che abbiano ANCHE voluto dare un messaggio alle alte Gerarchie ecclesiastiche: “NON ACCETTEREMO NESSUN ESITO SINODALE CHE CONTRADDICA IL SESTO COMANDAMENTO!”.
    Anche in altri posti dovrebbero essere così chiari e dovremmo esserlo anche NOI: è inutile aspettare la fine del Sinodo per DECIDERE cosa fare, dobbiamo parlarne al più presto: noi tradizionalisti non siamo in pochissimi e le Gerarchie dovrebbero sapere ciò che rischiano andando contro la parola di Dio e facendoLo profanare: dal non possumus allo scisma capitale, dalla negazione della cattolicità e dell’Autorità del Sinodo alla dichiarazione (o meglio constatazione) di Sede vacante: ma dobbiamo parlarne ORA, a mente fredda, coinvolgendo personaggi del calibro di Gnocchi e De Mattei, che sono conosciuti anche fuori dall’Italia: è a rischio il futuro della nostra Fede: non possiamo mobilitarci SERIAMENTE soltanto a cose fatte!

  4. Concordo in pieno e ringrazio l’Autore dell’articolo per l’edificante testimonianza e gli Amici di “Riscossa Cristiana”per i loro interventi. L’amata Terra del Santo Giovanni Paolo II a dispetto del secolarismo mostra sempre le sue profonde Radici Cristiane e a quanto pare non soffre di rispetto umano. Ha ragione il Prof. Diego nell’invitare i fratelli nella Fede ad una tempestiva mobilitazione, affinché non si creda erroneamente che la fedeltà alla Rivelazione sia appannaggio dei soliti quattro gatti “cripto – lefbrvriani”, né frutto di nostalgie di un “passato” incompatibile con le sfide dell’uomo contemporaneo. Gesù non cambia, Egli è Via, Verità e Vita : heri, hodie, semper. Serve coerenza, coraggio e servizio vero alla Chiesa di Cristo.

  5. Come giustamente è scritto in fondo all’articolo, fedeli forgiati da decenni di comunismo non possono farsi intimorire.
    Viene, allora, da pensare che forse avrebbe fatto bene anche a noi un po’ di dittatura atea per temprarci e renderci almeno un po’ meno vili davanti al disfacimento totale che ci attanaglia e di fronte al quale non osiamo nulla se non la ricerca del dialogo e del male minore.
    Come già visto al sinodo, ci salveranno i Pastori dei paesi ex comunisti e quelli africani, oltre ad alcuni strenui difensori della Fede e baluardi insormontabili come il Card. Burke o il nostro Card. Caffarra.

  6. la convivenza oltre ad essere peccato grave quando si hanno rapporti, e’ uno scandalo agli occhi delle persone, ma sopratutto del Dio vivente, non si e’ piu’ in grazia di Dio, tenere un rapporto dove non si ha un unione soprannaturale del matrimonio e’ scandalo, il concubinato e’ tenere un rapporto di convivenza, senza il sacramento del matrimonio, questi cartelloni fanno bene a esporli per dare una scossa alla nostra coscienza, ma poi bisogna vedere se le creature umane lo mettono in pratica quello che leggono, adesso c’e’ troppa libertà e il relativismo si e’ radicato nelle coscienze,
    SIA LODATO GESU’ CRISTO

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