“FUORI MODA”. La posta di Alessandro Gnocchi – rubrica del martedì

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Gli Scout dell’Agesci, al mattino in piazza San Pietro e al pomeriggio al Gay Pride. È questo ciò su cui ci dobbiamo interrogare: quanto c’è ancora di cattolico in una Chiesa che travasa dei ragazzi inermi da piazza San Pietro al Gay Pride? Chi, che cosa e quanto si sono già inghiottite le porte degli inferi prima di fermarsi al limite oltre il quale non prevarranno?

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Ogni martedì Alessandro Gnocchi risponde alle lettere degli amici lettori. Tutti potranno partecipare indirizzando le loro lettere a info@riscossacristiana.it , con oggetto: “la posta di Alessandro Gnocchi”. Chiediamo ai nostri amici lettere brevi, su argomenti che naturalmente siano di comune interesse. Ogni martedì sarà scelta una lettera per una risposta per esteso ed eventualmente si daranno ad altre lettere risposte brevi. Si cercherà, nei limiti del possibile, di dare risposte a tutti.

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Il successo di questa rubrica è testimoniato dal numero crescente di lettere che arrivano in redazione. A questo proposito preghiamo gli amici lettori di contenere i propri testi entro un massimo di 800 – 1.000 battute. In tal modo sarà più facile rispondere a più lettere nella stessa settimana. Ringraziamo tutti per la gentile attenzione e collaborazione.

PD 

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Martedì 16 giugno 2015

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è pervenuta in Redazione:

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Caro dottor Gnocchi,

                                       sabato mattina gli scout dell’Agesci si sono radunati in piazza San Pietro per salutare il Papa, che ha lanciato un messaggio che mi sembrava un po’ tanto generico, quel “fate ponti e non muri”, che può voler dire tutto e niente. Bergoglio ha detto anche che gli scout hanno la fiducia delle famiglie e della Chiesa. L’ho letto sul Messaggero, sul quale leggo anche che nel pomeriggio i boy scout che “lottano per l’uguaglianza” hanno partecipato “in uniforme e fazzolettone al collo” al Gay Pride, e “hanno sentito di voler essere parte di quella festa carica di rivendicazioni”. A me sembra che stiano impazzendo tutti. Sono questi gli scout a cui le famiglie dovrebbero affidare i figli? E a questi il Papa dice che la Chiesa ha fiducia in loro? Già c’era, ricordo bene, il precedente di quella stramba “carta del coraggio” dello scorso anno, in cui ovviamente si parlava di aperture verso gli omosessuali. Insomma, anzitutto fatico a capire questa ossessione dell’omosessualità, bisogna parlarne di continuo, come se fosse il problema dei problemi. Sono questi i “ponti” da costruire? Questa è forse educazione cattolica, per cui la Chiesa ha fiducia negli scout? Ma il Papa sa di cosa parla? Penso di sì. E leggo anche che due capi scout (che sono poi quelli che dovrebbero educare i piccoli) sono anche “attivisti glbt”. Mi rendo conto che sono pazzie, comunque le trova sul Messaggero a questa pagina: http://www.ilmessaggero.it/ROMA/SENZARETE/boy_scout_gay_pride_roma_senza_rete/notizie/1410806.shtml. Ho due figli, uno di tre anni e uno di pochi mesi. Se non altro quando cresceranno so con sicurezza da chi tenerli lontani. Insomma, pazzie a ruota libera, dai vertici alla base, con messaggi confusi (scusi se insisto, ma che vuol dire “fare ponti”?), e ossessione dell’omosessualità. Almeno l’Agesci dovrebbe togliere dalla sua sigla quell’aggettivo “cattolici” riferito a scout e guide; oppure dovrebbe tenerlo perché adesso essere “cattolici” comporta anche essere pazzi?. Incomincio a essere schifato.

Grazie per la pazienza a leggermi, un saluto cordiale

Beniamino Lepore

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zrbrpsCaro Lepore,

non voglio prendere l’aria del cinico disincantato che non si stupisce più di niente, perché anche da ingenuo incantato non riesco proprio a stupirmi di quanto dice. Caso mai, mi lasci usare un giochetto di parole piuttosto banale, mi stupisce il suo stupore. Che cosa voleva che facessero quei poveri ragazzi, tirati su secondo i metodi e contenuti dello scoutismo cattoprogressivo, quando Bergoglio li invita a costruire ponti invece che muri? Hanno preso la paletta e il secchiello e sono andati a costruire il loro ponticello sulla spiaggia più adatta alla bisogna e a portata di mano.

Del resto, chi sono loro per giudicare? Nella graduatoria dei colpevoli, questi baldanzosi lupetti, coccinelle, esploratori, guide, rover sono sicuramente gli ultimi della fila. In testa ci sono tutti quei pastori, così ben rappresentati dal vescovo venuto dalla fine del mondo, che per decenni hanno devastato dottrina e pastorale assecondando la loro voglia matta di fornicare con il mondo.

Con questa segnalazione, caro Lepore, ha colto uno di quei fatti che sembrano marginali solo a chi gioiosamente si ostina a non usare il cervello: vuoi perché la natura è stata avara di materia grigia, vuoi perché la malafede preclude l’onestà del ragionamento. Questo fatto è solo apparentemente marginale perché smaschera senza sconti l’artificio di coloro che ascrivono sempre e comunque alla malainterpretazione giornalistica gli strafalcioni dottrinali e pastorali che rotolano giù dalla cattedra di Pietro fin sulla testa dell’ultimo fedele. Difficilmente si può imputare la partecipazione al gay pride di questi baldi scout alla manipolazione giornalistica. Bisogna invece avere il coraggio e l’onestà di riconoscere che in tanta spontanea insensatezza viene a maturazione per opera dell’attuale successore di Pietro quanto è stato seminato negli scorsi decenni. Questo è il vero “effetto Bergoglio” e sarebbe ora di finirla di attribuire alla stampa la scientifica destrutturazione della dottrina operata da chi si ripara stando seduto sull’impunità della cattedra di Roma.

zzzzsctQuesti sono i frutti della primavera conciliare, sono i riti della Nuova Chiesa nata nel crogiolo della Nuova Pentecoste alla quale i tenaci avversari della Chiesa cattolica hanno cominciato a lavorare ben prima del Vaticano II. Non c’è proprio nulla di cui stupirsi, caro Lepore, siamo solo all’inizio del raccolto. Vedrà che cosa diventeranno questi poveri scout quando saranno chiamati in prima fila a mettere in pratica gli insegnamenti dell’enciclica sulla cura del mondo che giovedì ci troveremo tra capo e collo.

Gli scout accorsi a battere le mani al passaggio del Gay Pride, in tempi cattolici si sarebbero messi in fila nella processione del Santissimo Sacramento. Come tutti gli uomini, sono povere cannucce esposte a qualsiasi stormire di vento e avrebbero bisogno di formazione e di protezione. Lasciati a se stessi, possono solo deragliare, come quei due capi che lei cita facendo riferimento all’articolo del “Messaggero”. La signorina Martina Colomasi di cui parla il giornale romano, per esempio, risulta essere la presidentessa di “Luiss Arcobaleno”, una nuova associazione che si definisce “Lgbte”, acronimo in cui la lettera finale “e” sta per “etero” ed è messa lì per dire che la normalità è ormai un’opzione tra le tante, anzi l’ultima. Ecco, questi sono gli “educatori” che dovrebbero “educare” i giovani virgulti del cattolicesimo ardimentoso. Ma, lo ripeto, loro sono solo gli ultimi tra i colpevoli, sono gli esecutori finali. I mandanti stanno nelle università e nei giornali cattolici, stanno nelle parrocchie e nelle curie, stanno nella cittadella di Pietro.

È questo ciò su cui ci dobbiamo interrogare: quanto c’è ancora di cattolico in una Chiesa che travasa dei ragazzi inermi da piazza San Pietro al Gay Pride? Chi, che cosa e quanto si sono già inghiottite le porte degli inferi prima di fermarsi al limite oltre il quale non prevarranno?

Alessandro Gnocchi

Sia lodato Gesù Cristo

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22 commenti su ““FUORI MODA”. La posta di Alessandro Gnocchi – rubrica del martedì”

  1. Dagli stessi articoli:
    [Il papa:]
    ” I genitori ve li affidano perché sono convinti della bontà e della saggezza del metodo scout, basato sui grandi valori umani, sul contatto con la natura, sulla religiosità e la fede in Dio. Metodo che educa alla libertà nella responsabilità”.
    Inutile commentare. Dico solo che in altri tempi i pellegrini (così si definiscono) il 13/06 sarebbero andati a Padova……. Ma si sa i tempi son cambiati. Nuovi tempi, nuovi miti.

  2. Ebbene questi scout, secondo il quotidiano citato, costruiranno una società migliore. Migliore? Sfilando prima dal Papa e poi al Gay Pride? Costruendo ponti verso queste due realtà? Viene da ridere se non fosse una realtà tragica. Orrore di una società cattolica che scivola verso il degrado umano. C’è stato un tempo in cui la cultura cattolica si espandeva nella società civile, migliorandola. Oggi c’è una controcultura atea, materialista, abortista, pagana, esaltatrice dei desideri, delle libertà totali, che si espande silenziosamente anche in chi si dichiara cattolico ed ecco che vediamo gli scout là dove non avremmo mai immaginato. E’ l’assenza di Dio dalla società che produce cose del genere. Dio viene espulso e sostituito con altro. La Chiesa fatta di religiosi e laici dovrebbe fare da esempio luminoso in questa fase della Storia. Io credo che non serva costruire ponti verso la tenebra di questo mondo. Sfilare al Gay pride è rinunciare alla Verità. Vuol dire non avere più nulla da dire.

    1. La struttura portante della Massoneria è “Quand’è che facciamo del bene?”. Cioè: la vita umana è concepita come un’oscura lotta per l’autoaffermazione e l’arricchimento; poi si dedica qualche “squarcio” alla Solidarietà (non alla Carità, mai sia…).
      Il classico Self-made Man americano è occupato nel mantenere e accrescere i suoi milioni di dollari; di quando in quando, organizza un’iniziativa benefica.

      Lo scout -che non ha ancora i milioni di dollari- cerca la vecchietta per poter “fare la sua Buona Azione Quotidiana”. E tutte le altre azioni ? moralmente insignificanti, totalmente “laiche”, spiritualmente e psicologicamente egocentriche

  3. I poveri ragazzini scout e i loro capi al passaggio degli infernali carri gay avranno applaudito anche all’apparire di deliziosi personaggi in atteggiamenti vergognosamente blasfemi? Se non sono rabbrividiti e non hanno manifestato nessun conato di vomito, allora è ormai completamente inutile ostinarsi a mantenere la loro collocazione nell’ambito cattolico. Ma d’altra parte, come dice da tempo Alessandro Gnocchi, cosa ha a che fare questa nuova specie di Chiesa con la Chiesa Cattolica vera?
    Piuttosto offrirei un consiglio: chi volesse iscrivere i figli negli scout li iscriva negli Scout d’Europa: sono molto più raccomandabili e ancora davvero cattolici.

  4. PERO’…la capa delle mie figlie (9 e 12 anni), mamma e pure psicologa, per spiegare chi erano gli strani personaggi in giro per Roma nel pomeriggio di sabato, ha parlato chiaramente di MALATI, e con cognizione di causa, visto che nel suo lavoro impatta quotidianamente giovani nel disagio! Ci sono ancora brave persone con le idee chiare (ma sempre meno…) però se mancano i pastori a indicare alle pecore quale erba è buona e quale è veleno, i nostri piccoli saranno presto stritolati. Bisogna tornare a essere POPOLO!

    1. mi permetto di commentarLe che la capa delle sue figlie è un’eccezione vera e propria. Le persone veramente cristiane all’interno dello scoutismo lo sono “per caso”, nel senso che lo sarebbero state comunque e lo sono nonostante appartengano agli scout. Io ho fatto parte degli scout e so bene di che parlo. La fede è un accessorio, un vestitino cucito addosso ma consiste solo in vaghi valori morali. Molti scout che facevano parte del mio gruppo sono divorziati o convivono. Io non manderei mai mio figlio agli scout per paura di quello che potrebbe imparare…in primis, l’ipocrisia!

  5. Gente che si autodefinisce cattolica e che partecipa al GAY PRIDE: può esserci maggiore incoerenza?
    Tanta stupidità sembra assurda: quegli scout che “lottano per l’uguaglianza” non potrebbero pregare fuori dalle cliniche-macellerie in cui si praticano gli aborti?
    Non potrebbero battersi contro la contraccezione abortiva e contro l’eutanasia?
    Difendere la VITA UMANA dal concepimento alla morte naturale, questa è una VERA lotta per l’UGUAGLIANZA!
    Hanno scelto, stupidamente, la strada più facile: difendere il peccato!
    Hanno scelto di diventare burattini nelle mani di Satana, che li userà a suo piacimento.
    I maggiori responsabili, però sono quelli identificati da Gnocchi: pastori apostati, giornalisti empi ed immorali e insegnanti indegni di questo nome!

  6. Bisogna prendere atto che ormai per la maggioranza dei “cattolici” il divorzio è cosa lecita, l’aborto è quasi lecito e l’adulterio e la sodomia non sono più peccati gravi da considerare come tali….però credo che Dio non sia del tutto d’accordo e presto si farà sentire!

  7. Ed io che pensavo fossero lì per condannare l’omosessualità come un grave disordine morale, ma d’altronde se hanno alle spalle genitori, pastori, politici che sono lontani da Dio, cosa ci si può aspettare? Beati coloro che ancora si scandalizzano, ma “guai a coloro per cui avvengono questi scandali, sarebbe meglio per loro che gli venisse messa al collo una pietra da mulino e gettati in mare” (Lc.17,1-2). Sia Lodato Gesù Cristo.

  8. la odierna cultura del dialogo e dei “ponti” ha portato alla tacita approvazione di chissà quante mamme della partecipazione dei propri “lupetti” al gay pride (spettacolo osceno e sodomita). Ma tanto credo che gli scout di B.Powell siano molto vicini, come il loro fondatore, agli ideali massonici che parlano di un creatore ma non nominano Gesù Cristo e lo Spirito Santo, ne’ la Madonna.
    La massoneria è sempre stata sempre palesemente e/o occultamente contro la Chiesa cattolica ( chissà perché non contro quella protestante).
    Preghiamo perché agiscano santi missionari più che cattolici “dialoganti”: è di Verità che abbiamo bisogno !.

    1. La massoneria è sempre stata sempre palesemente e/o occultamente contro la Chiesa cattolica ( chissà perché non contro quella protestante).
      Forse è proprio perché essa è nata in paesi protestanti; quella moderna, almeno, nata a Londra nel 1717 ed alimentata da oun feroce odio anticattolico ed antipapista, quello nutrito dagli anglicani dall’epoca di Enrico VIII (si pensi al massacro dei frati custodi del santuario della Madonna di Walsingham, dove si recava lo stesso Enrico prima di ribellarsi al papa).

    2. Inoltre, caro Massimo, la massoneria inglese è stata anche una delle principali realizzatrici degli imbrogli, dei complotti, delle farse del risorgimento italiano, che hanno portato i Savoia a invadere gli stati italiani preunitari, con violenza, menzogna e violazione del diritto internazionale, altro che balla del “grido di dolore che s leva da tante parti d’Italia”. Massimo Viglione e Angela Pellicciari finalmente ci hanno aperto gli occhi, dopo 150 di menzogne, falsità e faziosità. Leggete i loro libri sulla rivisitazione del risorgimento italiano, sono una ventata d’aria fresca. Anche lì la massoneria giocò un ruolo decisivo. Il Piemonte ne era il ricettacolo : Mazzini, La Farina, Garibaldi, Cavour, tutti massoni, tutti anticattolici e, in definitiva, anti-italiani, il popolo non era con loro, per questo, sopraffatti i pacifici stati preunitari, volevano “fare gli italiani” (cioè far loro il lavaggio del cervello, dopo averli ridotti alla fame ed all’emigrazione).

      1. Scena vista sabato a Torino, dove ero di passaggio: negozio di frutta gestito da un Egiziano. Il gestore scrive una nota per la cliente (veneta anziana), e questa commenta “Non scriverlo in arabo, che non capisco ! “. Interviene un’altra cliente (meridionale, meno anziana), dicendo “Se lo scrive in piemontese, è ancora peggio ! “.

        155 anni dopo l’aggressione piemontese/inglese, cioè massonica, al “Regno” per antonomasia: l’unico Regno esistente da molti secoli sul territorio italiano

  9. Diego Stefano

    Caro Alessandro, come sempre grazie per la sua chiarezza. Posso testimoniare che sebbene abbia fatto in gioventù 10 anni di scout (e chi è scout lo rimane per sempre) me ne guardo bene dal mandarci mio figlio…

  10. Non capisco il nichilismo che permea inesorabilmente tutti gli articoli di Alessandro Gnocchi. Non mi risulta che l’Agesci abbia aderito al gay pride. Il fatto che qualche scout abbia deciso di parteciparvi è giusto servito ai media per comunicare la falsa notizia che l’Agesci si fosse schierata con l’ArciGay. Con questo articolo Gnocchi fa involontariamente da sponda a questo gioco sporco. Ricordo che nel 2012 un sacerdote dell’Agesci disse che “le persone omosessuali adulte nel ruolo di educatore costituiscono per i ragazzi loro affidati un problema educativo. Il capo è il modello per i suoi ragazzi e sappiamo che gran parte dell’ effetto educativo dipende dall’ esemplarità anche inconscia che proviene dall’ adulto”. Aggiunse: “Secondo me se un ragazzo o una ragazza presenta in diversi modi tendenze omosessuali bisognerebbe parlare con i genitori e consultare un esperto, uno psicologo dell’ età evolutiva o, ancora meglio, un pedagogista”. Altro che “chi sono io per giudicare….”.

    1. L’AGESCI sbanda a sinistra da almeno 40 anni. Nel 1975 il quotidiano romano “Il Tempo” segnalò che gli scouts di una Parrocchia romana avevano dato una mano alla festa dell'”Unità” del quartiere.

  11. Temo che nel DNA del movimento scout ci siano istanze protestanti-calviniste. Esso infatti fu concepito da Baden – Powell come supporto pedagogico dell’imperialismo britannico, e come tale venne incentivato dalle autorità. In Wikipedia su B-P si afferma che egli fu un terrificante carrierista. Al primo timore aggiungo quello che l’educazione scout punti alla formazione di una personalità dal comportamento IMPECCABILE, appunto come per i Calvinisti, che sono la denominazione protestante più vicina a un certo ebraismo carrierista. Esemplare da questo punto di vista è il britannicissimo film “Momenti di gloria” in cui l’ebreo rampante Abrahams vuole la vittoria atletica per la vittoria, in modo a mio parere ripugnante; molto più accettabile e direi rasserenante la figura del futuro missionario protestante corre perchè la sua vittoria darà lustro alla sua congregazione e dunque aDio. Tipicamente cattolica e invece l’INDULGENZA: molta verso gli altri, assai meno verso se stessi. “State buoni, se…

  12. Gli scout AGESCI sarebbero da commissariare e da riformare, e non da un annetto (da quando è uscito quell’obbrobrio, che di coraggioso non ha nulla ma solo di compiacimento verso il mondo, della “Carta del Coraggio”) ma da decenni. Bisogna smetterla di supportare queste realtà che ormai di cattolico hanno solo il nome (e lo dico da amico di scout) ma che in realtà sono sempre più spesso fucine di eresie e bestemmie. Peggio ancora se si pensa che la maggior parte degli scout sono bambini e ragazzi nell’età della formazione, tra i 6-7 e i 16 anni; cosa potranno mai imparare da simili “guide”? Invece che pensare solo a giocare, fare scampagnate nei boschi e partorire queste idiozie, si obbligasse anche la Santa Messa quotidiana, il rosario e (per i più grandi) gli esercizi spirituali sul modello ignaziano, nonché alla nomina di capi scout e di vertici dell’Associazione realmente cattolici, non laicisti che non hanno niente di meglio da fare che inquinare anche questa realtà.

  13. riporto dal Messaggero : “….da quei ragazzi che chiedono solo di poter essere loro stessi e di non doversi nascondere. E il merito della partecipazione di tanti esploratori, guide, rover, è anche un po’ di Valerio e Martina Colomasi. Attivisti Glbt, anime dell’associazione Luiss Arcobaleno e, soprattutto, capi scout Agesci, hanno lanciato nei giorni scorsi un appello su Facebook agli eredi di Baden-Powell: «Vi aspettiamo….”

    Che ci sia poco da stare allegri se lo scautismo cattolico sia in tali condizioni è chiaro. Voglio vedere se oggi andranno a difendere la famiglia. Comunque che tipo di “assistenti ecclesiastici” si nominano oggi se “…tanti esploratori, guide, rover…” al mattino vanno a “farsi belli” col papa ed al pomeriggio vanno ad applaudire costoro che sfilano…
    E che cosa fa il vescovo di questi “assistenti..” se i “frutti” come descritto sono davvero questi. E l’AGESCI “tirata in ballo” nei suoi “capi” dal giornalista perché tace?
    Da vecchio scaut…

  14. Vi sono associazioni scout diverse e, come a suo tempo è stato pubblicato in modo egregio da IL TIMONE, vi è una associazione scout cattolica rigorosa, vale a dire l’associazione degli Scouts d’Europa (FSE – UIGSE). A questo aggiungo che nell’AGESCI sono presenti anime diverse, diverse “sensibilità”, e questo non è un problema dello scautismo, ma di tutti i movimenti cattolici italiani, e giovanili in particolare. Lo scautismo cattolico è un possibile strumento di apostolato, che un tempo anche in Italia ha dato molte vocazioni alla Chiesa, ma come strumento è nelle mani di chi lo vuole “usare” (del resto, ad esempio in Francia, vi sono gruppi e associazioni scout della FSSPX o della FSSP

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