PRESENTAZIONE DI “SCIENZIATI, DUNQUE CREDENTI”, DI F.AGNOLI, VENERDI’ 26 OTTOBRE A FIRENZE – di Pucci Cipriani

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Domani, venerdì 26 ottobre 2012, a Firenze, presso il chiostro di Ognissanti-via Borgo Ognissanti,42-verrà presentato, alle ore 18,il nuovo libro di Francesco Agnoli: “Scienziati,dunque credenti” (Ed. Cantagalli 2012).

Interverranno l’autore Francesco Agnoli, giornalista de “Il Foglio”, Francesco Dal Pozzo, Ordinario nell’Università di Firenze e l’avvocato Ascanio Ruschi, che presenterà la terza edizione della “Marcia per la Vita” che si terrà a Roma domenica 12 maggio 2013. Prima della presentazione del libro padre Serafino M. Lanzetta, dei Francescani dell’Immacolata, celebrerà , alle ore 17, la S. Messa in rito romano antico nella chiesa di Ognissanti.

 

di Pucci Cipriani


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A Firenze Francesco Agnoli si può dire che ci sia di casa, nel senso che, spesso, viene nella città del Giglio per presentare i suoi nuovi libri ed è sempre una gioia trascorrere qualche ora con lui, perché ci fa ritrovare il senso della vita, il gusto per la battaglia, ci dà la possibilità di meditare su argomenti estremamente attuali e spesso drammatici: l’aborto, l’eutanasia, la droga, la fiducia e la fede nel Signore, la bioetica…etc…

Ricordo la sua battaglia contro la fecondazione eterologa e la presentazione di un suo libro :”Voglio una vita manipolata” – fecondazione, aborto, droga, eutanasia-(Ares 2005)con la prefazione di Dino Boffo, allora Direttore di “Avvenire”(non a caso “killerato” da chi, ora, si sdilinqua in peana in lode di Pannella)che annotava come quelle pagine gettassero: “una luce impietosa su una serie di fenomeni degenerativi nel rapporto fra tecnica e vita, che scaturiscono…da un positivo intento provocatorio, di messa in allerta delle coscienze. Ma anche una pretesa in più: quella di condurre un’analisi di ampio respiro circa le cause di questo dissesto etico”, poi la sua “Storia dell’aborto” e “Contro Darwin e i suoi seguaci: Nietzsche, Zapatero, Singer, Veronesi”(Fede ve Cultura Ed.)… già, quel Veronesi che nega la sacralità della vita e promuove l’eutanasia affermando testualmente-come ci ricorda lo stesso Agnoli in “Perché non possiamo essere atei”(Piemme)-“L’abbiamo già detto, per l’evoluzione(sic)l’elemento vitale è la procreazione: l’individuo più adatto è quello che fa più figli. Dopo aver generato i ‘doverosi’ figli e averli allevati il suo compito è finito: occupa spazio destinato ad altri(…)bisognerebbe che le persone a cinquanta o sessant’anni sparissero.”

E ancora Agnoli che fa davvero luce sul caso Galilei demolendo quella leggenda nera e ora che viene a presentarci il suo ultimo(e noi speriamo che, presto, diventi il penultimo)libro: “Scienziati, dunque credenti: come la scienza e la Chiesa hanno creato la scienza sperimentale” (Cantagalli 2012), un’opera che sfata un’altra leggenda nera: quella della inconciliabilità tra la cultura scientifica e la cultura cristiana, la dimostrazione di un legame davvero indissolubile tra la tradizione cristiana e la scienza.

In queste avvincenti pagine si scopriranno le preghiere di Pascal e Keplero, gli interessi per la Bibbia di Newton, la fede sincera di Pasteur, si apprenderà come Copernico fosse un monaco cattolico, che il primo teorizzatore del Big Bang e dell’espansione dell’universo sia stato il sacerdote belga Lemaitre, come il fondatore della genetica sia stato il monaco belga Mendel…ed ancora i “moderni” Carlo Rubbia, Francis Collins, Marco Bersanelli…tutti scienziati, dunque credenti…

Ma in questo libro si apprenderà anche che le grandi persecuzioni contro gli scienziati sono avvenute durante le laicissime rivoluzioni francese, nazista e comunista….(ricordate Lysenko?)

Vorremmo concludere con le stesse parole di Agnoli di fronte alla creazione e al mistero:”…un padre che osserva il figlio piccolo che dorme…Quel silenzio ci aiuta a cogliere che non siamo solo di fronte ad un ‘agglomerato casuale di atomi respirante’, ma ad un mistero grandioso…chi ha creato quel prodigio? Chi lo mantiene nell’essere? La piccolezza e l’innocenza, la perfezione di quella dolce creatura, parlano di Dio, del suo amore; la sua fragilità, la sua debolezza, che a volte ci angoscia, ci ricordano  quanto quella vita è in verità fugace; eppure, il cuore lo percepisce chiaramente, non è invano, ma in mani Altrui”.

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