Propaganda gay: nasce in Italia la Camera di Commercio delle imprese gay friendly – di Luca Romani

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di Luca Romani

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La propaganda gay, come è noto, agisce su più livelli: giuridico, sociale, politico ed anche economico. L’ultima iniziativa riguarda infatti proprio il settore delle imprese con il lancio in Italia di Iglbc, sigla indicante la prima Camera di Commercio gay friendly, sorta per volontà di un gruppo di imprenditori gay e imprenditrici lesbiche.

L’idea di base, come si legge nel comunicato, è che “le discriminazioni sessuali sul lavoro non solo siano in giuste, ma anche antieconomiche: la perdita può arrivare infatti anche all’1,7% del PIL di un Paese. Ecco perché ora anche in Italia il mondo dell’impresa si apre al coming out e alla manifestazione dell’identità, sulla scia di esperienze analoghe nel mondo”.

L’iniziativa italiana segue l’esempio di altre realtà internazionali come l’americana NGLCC (National gay and lesbian Chamber of Commerce), alla quale aderiscono soggetti importanti come FacebookJp Morgan ed altri.

L’obiettivo è quello di mettere in campo una vera e propria azione di lobbying volta a promuovere le istanze arcobaleno.

Tra gli ispiratori figurano Justin Nelson, imprenditore gay statunitense, ideatore del movimento negli Stati Uniti  e Angelo Caltagirone, promotore dell’iniziativa italiana già presidente di Edge, come si legge sul sito “la prima lobby italiana di professionisti, imprenditori e manager GLBT per il riconoscimento della ricchezza nella diversità“.

Fra i servizi offerti dalla Iglbc, si apprende sempre dal comunicato, vi saranno “la certificazione anti-discriminazione, una piattaforma di business interattiva, servizi di training, consulenza legale e fiscale, fino ad un progetto di incubatore per start up“.

Il piano di normalizzazione dell’omosessualità allarga dunque, ulteriormente, i propri tentacoli andando a costituire un network di imprese unite tra loro più dagli obiettivi ideologici che da quelli di business.

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fonte: Osservatorio Gender – Famiglia Domani

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5 commenti su “Propaganda gay: nasce in Italia la Camera di Commercio delle imprese gay friendly – di Luca Romani”

  1. Due considerazioni. La prima :” Che giova guadagnare il mondo intero se poi perdi l’anima ?” Quindi puoi anche guadagnare più dell’ 1,7 del Pil ma poi……La seconda. Sono un ex dipendente Telecom uscito in tempo prima della attuale ” macelleria sociale” della Società dovuta alle voragini lasciate da due celebrati imprenditori dopo le loro scalate e spoliazioni……. Quindi puoi essere pure gay friendly quanto ti pare , ma se poi sei disonesto…..c’è poco da fare….Inoltre aggiungo che la politica della Telecom è gay friendly da un pezzo ( riconoscimento delle ferie matrimoniali alle coppie omo ad esempio) ma grazie alla citata prima disonestà deve recuperare ( sulla pelle dei lavoratori) qualcosa come 33 miliardi di euro di debito….fino a 20 anni fa eravamo a 39 circa…. Quindi le uniche cose che possono fare crescere una azienda sono le capacità professionali di chi la dirige a tutti i livelli, l’ onestà a tutti i livelli e l’osservanza della Santa legge di Dio e non credo che le leggi gay friendly possano far migliorare le cose anzi ………

  2. Poi tra 30 anni si dirà che i poveri gay erano ghetizzati come gli ebrei, mentre in realtà stanno costruendosi da se dei muri (che direi privilegi) che li dividono dalla gente comune. Si sentono superiori e allora hanno la fissa di sottolineare persino nelle imprese che creano, come fanno sesso e con chi. Poverini, sono loro che si sentono diversi, probabilmente migliori o forse qualcosa li rode nella coscienza. Devono sempre dimostrarci quanto sia bello essere gay, quanto essere gay sia sinonimo di intelligenza, bravura, espressione artistica, santità e bontà.
    Direi che il troppo stroppia e tutto questo gay friendly, puzza di autocommiseramento e autoconvincimento, perchè se non sai sentirti normale come gli altri, ma pretendi di essere considerato super qualcosa nella mente non va. I veri omofobi sono i gay, che non ce la fanno proprio a sentirsi normali e forse hanno ragione.

  3. Lo facessero questo elenco di aziende finocchio-friendli, almeno so cosa NON scegliere al momento di mettere mano al portafogli!

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