Proponiamo un nuovo motto episcopale per Bergoglio: “Me ne frego” – di Matteo Donadoni

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Il metodo di Francisco I da Buenos Aires di fronte alle difficoltà dialettiche a me ricorda molto quello del mio vecchio parroco sessantottino. Non rispondere. Quando appare una difficoltà di qualsiasi genere, riguardasse pure il proprio apostolato, non si deve rispondere. Al limite sghignazzare, fare spallucce o improvvisare espressione pacatamente desolata. Chiedi di pubblicare un articolo per ribadire la dottrina cattolica? Non avrai risposta. Lo invii lo stesso? Non verrà pubblicato. Ti lamenti del fatto che non è vero che Gesù si è fatto peccatore, come spiegato in omelia? Ottieni sghignazzi. Cerchi conforto per il suicidio di un familiare? Il monsignore non sa cosa dire, il colloquio finisce nell’arco di circa 2 minuti, in ogni caso meno dell’improvvisa telefonata dell’architetto idiota che annuncia il rincaro del 25% sul preventivo dei gabinetti dell’oratorio.

La medesima tattica di Bergoglio. Dubia? Spallucce. Accuse di mons. Viganò? Silenzio. Anzi, peggio: oltre a non rispondere, Sua Misericorditudine eleva a corte suprema sulle verità della Chiesa il codazzo agnostico di giornalisti che lo segue sull’aereo, delegando un fatto di portata epocale alla “capacità giornalistica di trarre le proprie conclusioni”. “Quando passerà un po’ di tempo e avrete tratto le vostre conclusioni, potrò parlare. Ma vorrei che la vostra maturità professionale facesse il lavoro per voi”: ha consegnato così, alla maturità professionale dei membri della stampa, con un atto di fede totalmente sconsiderato, la criteriologia della suprema autorità cattolica. O di quella che sembra esserlo. Con la stessa faccia desolata del mio vecchio parroco e con l’aggravante che chi dovrebbe confermare nella fede il mondo cattolico, invece lo confonde, anche se finge un’espressione che, più che desolata, sembra “desalata”. Non c’è più sale sulla terra?

Però, dall’ennesimo pasticcio vaticano in salsa chimichurri possiamo trarre una conclusione logica utile e veritativa. Se Viganò nella sua lunga lettera afferma che, quando espose il fascicolo McCarrick, rispondendo alla cosiddetta “domanda a trabocchetto”, Francesco non rispose nulla cambiando subito discorso e, come era presumibile, ora i giornalisti chiedono giustamente a questo proposito un chiarimento, ma Francesco persevera nel non rispondere nulla, significa che le affermazioni di Viganò riguardo all’atteggiamento del vescovo di Santa Marta sono più che attendibili: riflettono un metodo costante, il vero e proprio modus operandi – che poi non riflette altro che il suo modus cogendi – scientifico di Bergoglio di fronte alle complicazioni (probabilmente di ogni genere).

Certo efficace nel breve periodo, ma alla lunga rivelatore di verità taciute. Se l’osservazione sembra banale, il dato di fatto è incontestabile. Intanto il tempo passa. Nessuno sa dire con certezza se la sabbia di questa clessidra scorra verso un redde rationem finale o la fine perversa di tutte le cose.

Nel frattempo, ci permettiamo umilmente a Sua Misericorditudine un motto episcopale adatto allo stile del pontificato: “Me ne frego”. Che in latino potrebbe suonare “Non curamus”, in spagnolo “No me importa” e, nel sempre schietto romanesco, “Me ne stoppo”.

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21 commenti su “Proponiamo un nuovo motto episcopale per Bergoglio: “Me ne frego” – di Matteo Donadoni”

  1. lui se ne frega…Io è da un pezzo che me ne frego di lui, dei suoi pari e della sua e loro ciurma….Togliamo l’acqua dalla vasca e vedi come si mettono ad agitare le braccine, per un po’, poi ce ne siamo liberati.

  2. Tonnellate di fango su Viganò, basta vedere il blog di Tosatti che ne da ampia relazione oggi.
    Ma stavolta non occorre fare i “complottisti” per individuare il mandante!
    Bruno PD

  3. La cosa più grave è rappresentata dai mass media che al 90 per cento (arrotondando per difetto) pendono dalle sue labbra e lo difendono a spada tratta; e il popolino cattolico che si serve ancora pochissimo dell’informazione via web (quella parte un po’ veritiera) abbocca senza minimi dubbi.
    I TG non dovrebbero essere più ascoltati; con il calo degli ascolti un giorno saranno costretti a eliminare l’informazione televisiva; comprendo che è utopia ma secondo me il problema maggiore nasce proprio da qui.

    1. Nel mio piccolo , non ascolto più i TG da parecchio tempo, sia su reti Rai che Mediaset (le TV locali non è che siano più imparziali, solo fingono di esserlo). Inoltre mi guardo bene dalla stampa di regime, sia laica che ecclesiastica; non le dico lo schifo che mi fanno fogliacci come Fanghiglia Cristiana e Avvenire, ma anche i settimanali diocesani sparano menzogne a tutto spiano. Quanto alle facce di lorsignori, quasi non me le ricordo più, come le vedo le cestino, cambio canale, esco di chiesa all’omelia se ne fanno panegirici. Insomma, siamo accerchiati da un mondo di gente impazzita, clonata, pericolosa (mi ricordano tanto il file di George Orwell 1984, maqanche il bel film L’invasione degli ultracorpi, 1^ versione, anni ’50/60).
      Verrà un tempo in cui gli uomini impazziranno, e al vedere uno che non sia pazzo, gli si avventeranno contro dicendo: “Tu sei pazzo !”, a motivo della sua dissomiglianza da loro.
      (profezia di S. Antonio Abate) … quindi …
      “Quello che occorre è l’apostolato individuale non l’apostolato monopolizzato […]. Bisogna che si lavori tra le anime…

      1. Bravissimo. “L’invasione degli ultra corpi” è un grande film che rivedo spesso e purtroppo è piuttosto attuale per ciò che tu hai spiegato benissimo (ma io ti consiglio anche la seconda versione del 1978 che per alcuni aspetti è anche più interessante). Comunque ottimo raffronto alla situazione della società odierna.

  4. Il cliché è lo stesso, il silenzio ha funzionato con Roncalli, con Montini, con Assisi, con Ratzinger e con Bergoglio. Quindi cosa che funziona non si muta. Anche i cliché dei parroci non cambiano molto, ti confessi che ci sono 2 anticristi che si fan chiamare papi e ti danno l’assoluzione, nei decenni precedenti invece avevano le loro risposte – domand e fisse: fanno i corsi a tutti si vede.

  5. Come muovo motto per Bergoglio il ‘Me ne frego’ sarebbe perfetto e veritiero, salvo l’essere di fascistissima memoria applicato a persona sinistrissima.
    Forse un ‘Me ne stropiccio!’ sarebbe più adeguato…
    Ma il motto vincente, a mio avviso, dovrebbe essere ‘Sempre fare il pesce in barile’, con relativo sottomotto: ‘Sempre prender pei fondelli il mondo’.

  6. guardate la foro qui sopra: scusate, non sento, può ripetere….E così ti prende anche per il c^^^ E ci sono scemi che vanno ancora a squittire davanti a lui

  7. Suggerirei una domanda alla coscienza di ognuno di noi, cattolici praticanti e non: cosa abbiamo fatto (o non abbiamo fatto) per meritarci un Papa così? E una chiesa così. È un segno dei tempi.

  8. Ma cosa avrebbe dovuto dire il povero “papa” di fronte ad una contestazione così grave, che mette in crisi il senso stesso del suo mandato? Non era stato eletto per ripulire la curia romana dalla corruzione? I suoi grandi elettori non lo avevano incaricato di educare i fedeli sulla via del progresso religioso? Quando, tutto ad un tratto, si scopre che egli , pur di sostenere quella idea evoluzionistica della dottrina, si è servito e si serve in modo sistematico proprio della corruzione più mefitica e odiosa che da tempo è penetrata non solo in vaticano, si trova in grande difficoltà. Che neppure riesce a dissimulare. Perciò si rifugia nell’atteggiamento della persona offesa e, naturalmente si rifiuta di rispondere! Penso che il suo disappunto derivi sopratutto dalla manifestazione pubblica ed eclatante della sua insipienza ed inadeguatezza , essendogli, appunto, il grande disorientamento dei fedeli (ancora ingenui) del tutto indifferente! Penserà certamente di riassestare le cose coi suoi sistemi dispotici. Ma non riuscirà neanche stavolta ad eludere una certezza: non…

  9. Continuare a trattare questo personaggio come se fosse papa è il vero scandalo.
    Ha devastato la credibilità sua e di tutto il clero, ha ridotto la rispettabilità della Chiesa e del papato
    ad una pezza lurida, ha propugnato tali e tante eresie e apostasie da essere una collezione vivente di scandali e di vergogna.
    Se la gerarchia non si dissocia definitivamente da questo sudamericano con la macchia nel cervello dovrà risponderne davanti a Dio.
    Costui è un impostore senza se e senza ma, un satrapo abituato a circondarsi di cortigiani ricattabili di cui si serve avendoli in pugno per le loro nefandezze. Quelli per bene non ricattabili e fedeli a Cristo non fanno per lui.

    Si era già capita l’antifona: vedi casi Ricca, Balda-Chaoqui, Maradiaga, pedofilia in Cile, scandalo
    droga e pedofilia Del Balzo, scandalo segretario Card. Coccopalmerio etc. etc. e chissà quante
    altre zozzerie restano sotto la cenere.

    E’ lui il primo Kapò della teppa omosessualista, immigrazionista, mondialista e modernista che ha infettato la Chiesa a servizio
    dei padroni del discorso made in Giuda.

  10. Giovanni Evangelista

    Gesù aveva annunciato ai sui Apostoli che come il Mondo aveva odiato e perseguitato lui, così avrebbe odiato e perseguitato loro.
    Come mai il Mondo ama e difende Bergoglio?

  11. Rivedendo la scena dell’aereo mi si accende una lampadina in concomitanza con la lettura di un articolo di Mattei, che temo sia la giusta interpretazione. Il Francesco uno così risponde perché lascia il giudizio ai giornalisti e tv varie: non sono forse loro a volere l’omosessualità come diritto? idem per fornicazione e lussuria? Che han fatto di strano questi prelati quindi? Il Bergoglio è molto intelligente anche se fa il sempliciotto, è una risposta da maestro satanico. Ma..a questo punto il Viganò o ci sta e ci fa, o è stato usato.

    1. Scusa Angela, per favore, a quale giornalista ti riferisci( Mattei) e soprattutto a quale suo articolo ? Grazie.

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