ProVita e gender. Una lettera di Elisabetta Frezza e Patrizia Fermani

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Caro direttore,

Abbiamo letto la lettera di Alessandro Fiore, portavoce di ProVita. Ci dispiace molto che l’associazione ProVita Onlus, e il suo portavoce, non abbiano per nulla compreso il fatale errore di prospettiva su cui è costruita la memoria presentata in Parlamento e anzi si spendano in questa replica per confermarlo, se possibile, più saldamente ancora.

La loro premura è anzitutto quella di sintonizzarsi sulla lunghezza d’onda del loro contraddittore e di parlare il suo stesso linguaggio.

Il problema principe sta nel fatto che il concetto di “genere” (elaborato e imposto dalla relativa agenda secondo il meccanismo che abbiamo ampiamente illustrato) viene presupposto come base plausibile di discussione, dotata di una sua consistenza logica, anche se capace di presentare delle “criticità”. Come parlare di una macchina che può ben funzionare, ma ha qualche problema di carburazione ed è senza aria condizionata.

z-labirintoTale vizio di fondo finisce per trascinare l’Autore, e farlo restare impigliato, nei labirinti semantici di questo gigantesco imbroglio ordito scaltramente su scala planetaria per assoggettare una società disarmata dal vuoto culturale, etico e religioso in cui nuota senza respiratore.

Egli dimostra di essere ormai talmente avviluppato nella rete da perdere di vista la genesi di tutto il marchingegno: cioè che le femministe lesbiche hanno inventato il “genere” come categoria staccata dal sesso proprio in odio all’uomo, alla maternità, e alla famiglia (perché, una volta staccato dalla natura il ruolo della maternità e della paternità, una lesbica può diventare madre senza accoppiarsi con l’uomo e il pederasta padre e madre senza accoppiarsi con la donna).

E dimenticando questo dato di fatto, arriva al colmo di confondere gli atti umani individuali con i ruoli sociali in un unico calderone indistinto. E qui vale la pena di aprire una breve parentesi.

I comportamenti umani in sè e per sè possono essere o comuni a tutti gli uomini, maschi o femmine che siano, perché legati alla natura umana (tutti respiriamo attraverso i polmoni e non con le branchie, camminiamo su due piedi e non su quattro zampe, alterniamo il sonno alla veglia), oppure non connaturati e frutto di scelte individuali tendenzialmente indipendenti dalla differenziazione sessuale (comprare pomodori, aprire una gioielleria, scrivere un libro). Altra cosa sono quei comportamenti che riflettono una funzione sociale, vale a dire i cosiddetti “ruoli sociali”: tra questi, certi sono in sé indipendenti dalla natura sessuata anche se possono esserne indirettamente condizionati (fare l’insegnante, il medico, il poliziotto); altri sono imposti dalla natura attraverso le strutture biologiche: e sono la maternità la paternità, le funzioni legate alla famiglia.

E poiché le parole cambiano la realtà delle cose, lo stratagemma degli “stereotipi di genere” è stato escogitato per scardinare questi ultimi, in modo che anche il legame tra natura sessuata e maternità, paternità e famiglia diventi stereotipo al pari di tutte le manifestazioni esteriori in cui la società individua la differenza tra maschi e femmine.

Come grimaldello per assicurare che tutti i ruoli siano accessibili a tutti, viene poi introdotto il comandamento della non-discriminazione, e si può continuare a dire impunemente che le donne sono discriminate e oppresse senza che qualcuno sporga denuncia per abuso della credulità popolare (Boldrini docet).

Ora, che la trappola verbale e propagandistica abbia funzionato alla perfezione dalle parti di ProVita appare in modo inquietante quando viene ammessa la realtà di “stereotipi negativi” rimettendo il giudizio su di essi nientemeno che “alla comunità scientifica”. Cioè, la decisione tra il bene e il male viene rimessa alla sperimentazione. Proprio secondo l’orizzonte “culturale” del mondo straniato che si dovrebbe contrastare.

E si scopre persino improvvisamente come, per coloro che adottano la prospettiva di genere, spesso il matrimonio tra uomo e donna (notare che è già diventato “tra uomo e donna”!) viene considerato “stereotipo negativo”. Un’altra “criticità” su cui discutere, magari con i cultori della materia?

Ma soprattutto, l’aver perso di vista quale sia il fondamento di tutto il marchingegno impedisce di annoverare tra le “criticità” anche il collegamento tra omosessualismo e promozione della pedofilia, la cui tolleranza – guardacaso – comincia a fare capolino anche nei programmi scolastici, in attesa di legalizzazione prossima ventura.

Insomma, se non si comprendono i fondamentali, tutto il lavoro che ne segue rischia di diventare, più che inutile, dannoso e controproducente.

E la circostanza che altri siti, come Corrispondenza Romana, abbiano applaudito alla iniziativa in oggetto, purtroppo lo conferma: evidentemente, anziché cimentarsi nella lettura critica del testo, essi lo hanno avallato sulla fiducia, e hanno finito per fare da volano a una impostazione (a dir poco) assai pericolosa.

Elisabetta FrezzaPatrizia Fermani

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16 commenti su “ProVita e gender. Una lettera di Elisabetta Frezza e Patrizia Fermani”

  1. Mi dispiace per Pro Vita, ma sono caduti in una trappola da cui non sarà facile liberarsi dato che hanno aperto un dialogo che, senza ombra di dubbio, non porterà a nessun buon risultato, né tanto meno sposterà di una virgola le posizioni di questi sciagurati propagatori di immoralità. Sono posizioni, le loro, che bisogna assolutissimamente rifiutare in blocco.

    1. Il problema di fondo, cara signora, è il pensiero “Possibile che dei personaggi ben vestiti, ammodo, laureati, frequentatori degli ambienti qualificati, siano “sciagurati propagatori di immoralità” ? “.
      Venendo all’atroce realtà dell’aborto: “Possibile che dei medici che hanno studiato, rispettati, ben pagati da noi (come contribuenti), uccidano sistemaicamente esseri umani?”. La risposta è ovvia: “Non è plausibile, è oltre il limite dell’assurdo, ma è la realtà”.

      Questa è la struttura squisitamente ottocentesca del potere massonico: vai a fare il Giudice, il Professore, il Giornalista, il Politico… PER dire menzogne e GRAZIE AL FATTO che hai detto menzogne, da anni. La fondamentale menzogna: il “Dio Cattolico” è un Nemico dell’Umanità (Ennemi du Peuple)

      1. Caro Raffaele e cari amici tutti e caro Direttore ( me lo permetta, per cortesia), vorrei passarvi un appello che mi è arrivato via WhatsApp e che non posso inoltrarvi che in questo modo:
        Cari e Reverendi Fratelli nel Santo Sacerdozio, cari Fratelli e Sorelle in Domino,
        il governo sta per imporre nelle scuole, dall’asilo in su, la sedicente ideologia del “gender”. Una ideologia che si distingue per la sua bassezza, tanto intellettuale, quanto morale e che promuove la fornicazione naturale e contro natura all’interno di una concezione puramente edonista della sessualità.
        Questa iniziativa vergognosa e spregevole, condotta nel cuore stesso del cattolicesimo, rappresenta sicuramente uno dei punti cardine della crisi presente –la più grave e profonda che la Santa Madre Chiesa e il mondo abbiano mai conosciuta-. Essa non solo avrà come risultato la corruzione e la perversione di molti nostri figli innocenti, ma attrarrà anche le fiamme vendicative dell’ira divina su tutta la nazione.
        Ben consapevole che la preghiera è l’arma più potente contro le potestà delle tenebre e lo spirito di iniquità, ho assunto l’impegno di offrire 30 Sante Messe consecutive. L’intenzione è di evitare questo male tramite l’intercessione della Santissima Vergine Maria Madre di Dio, San Giuseppe, tutti i Santi e Martiri della Santa Purezza, tutti i Santi Angeli, specialmente quelli dei bambini che potrebbero subire gli effetti di questa ideologia, e tutte le anime del purgatorio.
        Invito tutti i sacerdoti ad unirsi a questa mia intenzione nella celebrazione delle loro Sante Messe quotidiane e tutti i fedeli ad assistere a quante più Sante Messe possibili e a pregare il Santo Rosario per questa stessa intenzione, con fiducia, generosità e fervore.
        La cosa è di suprema importanza.
        Mando a tutti la mia benedizione sacerdotale e rimango nel Sacratissimo Cuore di Gesù.
        Vostro devotissimo
        Don Pietro Leone

    2. Stefano Mulliri

      Intuizione acuta,cara Tonietta , si si proprio ben detto caduti in trappola ,e grande lavoro delle dottoresse Frezza e Fermani questa continua accettazione di dialoghi , riccorda l’accettazione che fece Eva nel paradiso terrestre ,e tutti sappiamo come è finita , si continua pervicacemente a fare gli stessi errori , sembra incredibile , ma non ha insegnato nulla quello che è successo con le famigerate leggi su divorzio e aborto , su unioni civili e su questi presupposti anche altre abberrazioni come eutanasia , tanto altro ormai il copione è sperimentato, si va a memoria, non hanno nemmeno più bisogno di lottare questi tanto sanno che ogni volta che si propone una legge assurda, trovano i dialogatori pronti come pesci agli ami.

  2. La neolingua ha stravolto il significato autentico delle parole. Siamo costretti a posporre alla parola matrimonio “tra maschio e femmina”, non rendendoci conto che abbiamo , di fatto, già accettato che possa esistere un matrimonio “altro”. Non è raro imbattersi in coppie di conviventi e sentirseli presentare come marito e moglie. La parola fidanzato viene ormai usata per indicare la persona con cui si ha una relazione, purché sia, anche tra persone dello stesso sesso. Purtroppo nella mia famiglia questa neolingua è largamente accettata e non ci si rende conto del lavaggio di testa subito.
    Emanuele

  3. jb Mirabile-caruso

    E. Frezza e P. Fermani: “Il problema principe sta nel fatto che il concetto di “genere” […] viene presupposto come base plausibile di discussione.
    …………………………….dotata di una sua consistenza logica…”………………………

    In questo, appunto, consiste il loro inganno originario: scindere il termine “genere” dal suo sinonimo “sesso”, affibbiando al primo il significato di ‘sentimento’ da contrapporsi a quello di ‘realtà fissa’ del secondo. Cosí facendo, hanno potuto mettere su di una base logica, seppure falsa, la loro patologia. Sarebbe stato a questo preciso punto che noi saremmo dovuti intervenire esponendo il loro inganno. Non lo abbiamo fatto perché assenti e supini, mentre la totalità delle televisioni – nelle mani della sinagoca di satana – martellavano quotidianamente i nostri passivi cervelli con l’ideologia di “genere = sentimento = identità = libertà = diritto civile”.

    Partecipare, oggi, ad una audizione di alcuni minuti al Parlamento equivale a LEGITTIMARE il loro inganno. Come dire: riconosciamo di aver perso la…

  4. Ma Elisabetta Frezza e Patrizia Fermani cosa avrebbero fatto al posto di Pro Vita se fossero state invitate come consulenti in Parlamento?

    1. jb Mirabile-caruso

      Italo: “Ma Elisabetta Frezza e Patrizia Fermani cosa avrebbero fatto al posto di Pro Vita
      …..se fossero state invitate come consulenti al Parlamento?”…………..

      Un VERO pugile, signor Italo, – ‘vero’ nel senso di un pugile che entra il ring per vincere e NON per prestarsi alla vittoria dell’avversario – entra il ring con una visione CHIARA del punto debole dell’avversario su cui attaccarlo. NON questo è stato il caso di Pro Vita la quale si è presentata in Parlamento, non solo sprovvista della chiarezza di attacco, ma anche inconsapevole della funzione spudoratamente ‘strumentale’ del suo invito: la funzione, cioè, di legittimazione della vittoria finale del suo avversario.

      Ora, sarebbe bene che Pro Vita – e non solo Pro Vita, a dirla tutta – prendesse atto di questi due deficit e si convincesse, una buona volta per tutte, che nel ring si entra SOLO se, e quando, in pieno possesso di una strategia di attacco dell’avversario dettata dalla RAGIONE.

      Perché è sempre la Ragione a vincere, e mai l’emotività, alias ‘sentimento’!

  5. che senso ha partecipare ad un incontro dove si sa benissimo che le posizioni che prevalgono sono quelle anticattoliche? serve solo a dare legittimità al sistema che a parole si dice di voler combattere….come andrà a finire lo si è visto in tutti questi anni con il movimento per la vita, family day, ecc….tutti supini davanti al potere del principe del mondo

    1. Sono due i significati del termine “democrazia”:
      uno è quello strumentale (“Uno dei modi possibili perché un popolo venga governato” – il meno vicino al progetto di Dio, secondo San Tommaso d’Aquino);
      l’altro è quello pseudo-sacrale (“IL sistema ASSOLUTO, che racchiude in sé la somma di ogni bene, nel nome dell’ In-DIPENDENZA dell’Umanità da Dio”).

      Quando domina il secondo, cioè quando il regime è massonico, i giochi sono fatti prima che si cominci a giocare: i Venerabili Santi Perfetti “sanno” e conducono la nave – tutti gli altri applaudono.
      Qualcuno dice che la Purezza è meglio della perversione? Con ciò dimostra di non essere né Venerabile, né Santo, né Perfetto

  6. Un’unione civile, festeggiata però come matrimonio con amici e famiglie vere, cioè con minori a seguito. Questo significa che i minori vengono introdotti nelle aberrazioni sessuali altrui dai genitori stessi.Pur non essendo parte della gioiosa brigata, ho dato l’allarme a chi conoscevo. Spallucce. In un paese di drogati, l’uso della droga lo si insegna in famiglia. E così con la sessualità pervertita. Questi figli, nel migliore dei casi, vivono come normale, quello che normale non è. E la grande tragedia è che tutto ciò non lo si trova nelle periferie ma tra la media ed alta borghesia, molto spesso de sinistra e illuminata. Che poi nel costume viene imitata da chi sta uno o due gradini sotto.

    1. La borghesia, quella intesa nel senso che lei cita e che ci ammorba dal 1943 (ma peggio dal 1968), è nata nell’ Ottocento, cara Irina.
      È proprio quella che pensava “L’argenteria dei nobili e gli ori delle chiese? ce li prenderemo noi. Noi che siamo “scientifici”, e che comunque sappiamo far girare il soldo molto meglio dei parrucconi e dei sottanoni”

  7. Silvia Elena Masetti

    Sono decenni che governa un insieme di pupazzi del yankismo dominante, un potere che si dedica al saccheggio ed al sabotaggio dell’Europa, non è più impero omogeneo ma abusatore ed abusato. Ai bei tempi della DC il danno di dementi poteva passare inosservato. Ora non più. Si vede nell’evidenza. E triste che il yankismo abbia tradito e danneggiato irreversibilmente i suoi “alleati”, ma sono così: abusi transnazionali applicati ai paesi dominati, estensibili a tutto il mondo, basati su favole democratiche, guerre ingiuste a forza, appoggiate da crudeli attori di Hollywood e famosi che girano attorno ai democratici. I governi fantoccio, il capitalismo disumano europeo, ha accolto migranti sunniti , la Chiesa Romana suicida li ha difesi assieme a idiotizzati credenti, ora diretti responsabili del disastro.

  8. Silvia Elena Masetti

    concludo…
    Dopo Lampedusa, oggi film premiato di crudeltà inaudita, il potere ha avuto tutto l’interesse di amplificare il disastro che c’è in Europa, perchè i cittadini occidentali appaiono non solo di gole profonde che ingoiano qualsiasi cosa venga loro propinata, ma sono già maturi e disposti per l’autosacrificio operato dai falsi e democratici valori della vecchia DC, oppure a trangugiare qualsiasi dettame massonico di ultima ora, indotto da stravaganti personaggi famosi, da normative o leggi, purchè venga governata un’ingovernabile inciviltà. Diciamo decadenza, autosconfitta del modo di vivere e di governare, pervertito rispetto al trascorrere dei tempi.

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