Quando si scherza bisogna essere seri: Enzo Bianchi consultore al Pontificio consiglio per l’Unità dei Cristiani – di padre Ariel S. Levi di Gualdo

di padre Ariel S. Levi di Gualdo

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zznzbncEnzo Bianchi consultore al Pontificio Consiglio per L’Unità dei Cristiani [qui, qui, qui]. Così è stato stabilito, è cosa seria e sulle nomine pontificie non si discutere, perché non si deve farlo. Semmai ci si può scherzare sopra, ma accettandole sempre come scelte del Sommo Pontefice, o di chi per lui.

Il Marchese del Grillo diceva: «Quando si scherza bisogna essere seri» [qui]. E con questa serietà, oserei dire impeccabile, mi sono domandato: a quando Vito Mancuso consultore alla Congregazione per la Dottrina della Fede e ObiWanKenobi [qui] al Culto Divino e alla Disciplina dei Sacramenti? E perché non incaricare il Clan dei Casalesi al Pontificio Consiglio per gli Affari Economici della Santa Sede e Marco Pannella per la cura dei giardini vaticani, affinché nel giro di tre mesi possano straripare delle splendide foglie di marijuana al punto da scendere come verde edera decorativa lungo le pietre delle mura leonine? Il tutto sempre parlando scherzosamente sul serio, che ciò sia ben chiaro.

Un posto a Dario Fo al Pontificio Consiglio per la cultura, glielo vogliamo negare? E perché non coinvolgere anche Lady Gaga, si pensi al bene che potrebbe fare alla Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica. Ci sarebbero poi  Elthon John e Gianna Nannini che non starebbero male al Pontificio Consiglio per la Famiglia. Né si dimentichi il contributo prezioso che la Signora Barbara Eleonora Ciccone, in arte Madonna, potrebbe dare presso la commissione di studi sul fenomeno di Medjugorie.

Quale salto di qualità farebbe la Sala Stampa della Santa Sede se fosse pensionato padre Federico Lombardi in un monastero di certosini e incaricato al suo posto Roberto Benigni? Ed i ragazzi dello Zoo di 105 messi a dirigere la Radio Vaticana, non farebbero forse furore? E siccome un tocco di sanguigna follia iberica non guasta mai, perché non nominare Pedro Almodovar consultore al Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali?

Infine ci sarebbe il comandante Francesco Schettino, che dopo l’affondamento della nave Concordia è rimasto senza impiego: perché non nominarlo responsabile dei viaggi apostolici del Santo Padre, oggi che la barca di Pietro sfiora, più che gli scogli dell’Isola del Giglio, l’iceberg del Titanic?

Insomma, ce ne sarebbe di gente da sistemare, ma da qualcuno bisognava cominciare, si è scelto così di cominciare da un’anteprima d’avanspettacolo di tutto rispetto: Enzo Bianchi.

Il mio confratello Antonio Livi, insigne teologo e filosofo metafisico, nel corso degli ultimi anni ha avuto modo di occuparsi più volte del fenomeno Enzo Bianchi [qui, qui]. In miei scritti e commenti ho avuto modo anch’io di sollevare perplessità sulla “teologia” e sulla “ecclesiologia” del Bianchi (clicca QUI) e sul suo “ecumenismo” spinto spesso oltre i limiti della cattolica ortodossia, ed entrambi abbiamo pagato a caro prezzo le nostre legittime critiche, in questa Chiesa sempre più collegiale, libera, democratica e, soprattutto: aperta al dialogo … con tutto ciò che non è cattolico!

Ho disapprovato più volte l’agire di certi vescovi che di fronte alla immane desolazione di molti seminari semivuoti e di non pochi loro seminaristi che giungono alla sacra ordinazione senza conoscere bene, non dico la teologia di base, ma il Catechismo della Chiesa Cattolica, si ostinano a chiamare il Bianchi a pontificare nelle case di formazione per futuri sacerdoti, od a mandarli a fare esperienze esotiche nella sua comunità catto-protestante di Bose, mentre farebbero meglio a mandarli ad Amsterdam, perché sarebbe molto più istruttivo sul piano della sfida pastorale.

In nessuno dei miei scritti mi sono mai permesso di attaccare l’uomo Enzo Bianchi, che giudico persona amabile e meritevole di rispetto, né mai oserei giudicare la sua coscienza, che solo Dio può conoscere nel profondo e quindi giudicare. Ritengo però di beneficiare di quella libertà dei figli di Dio che mi consente di poter dire in coscienza – ed attendo ancora di essere smentito – che Enzo Bianchi è un cattivo maestro e un falso profeta, perché questo è ciò che emerge da suoi scritti, articoli e conferenze, rendendolo parecchio nocivo se diffuso e presentato come modello di pensiero “cattolico” ed “ecclesiale” in studi teologici e in case di formazione per sacerdoti e religiosi.

Per questo ritengo inutile scrivere un ennesimo articolo: lo ha già fatto il teologo Antonio Livi in modo ineccepibile e magistrale, mi limito solo a fare mia la sua analisi ed a raccomandarla in lettura a tutti quanti voi.

“BIANCHI COME SCALFARI: USA IL PAPA PER I SUOI FINI” – di Antonio Livi   [qui].

50 commenti su “Quando si scherza bisogna essere seri: Enzo Bianchi consultore al Pontificio consiglio per l’Unità dei Cristiani – di padre Ariel S. Levi di Gualdo”

  1. Ottimo articolo!
    Mancano solo la Bonino alla Pontificia Accademia per la vita, Scalfari come vice-Papa e un personaggio scelto fra il trio Vendola-Luxuria-Scalfarotto e poi siamo a posto!

    1. C’è pure l’arrosto e se lo sono pure mangiato! Quando si ingerisce cibo maleficiato la possessione è grave, ci vogliono anni di esorcismi e una vita santa e, ciò nonostante, non è detto che si riesca ad ottenere la liberazione…..

  2. Bianchi e Scalfari usano il Papa per i loro fini, ok?
    Ma perchè Bergoglio è così ingenuo (per non usare parole più gravi…) da lasciarli fare?

  3. La notizia è senz’altro sconvolgente, ma ancora di più lo è il fatto accaduto oggi a Caserta dove il Vescovo di Roma si è appositamente recato per incontrare i Pentecostali ai quali ha chiesto perdono per le leggi razziali che li discriminavano (una delle ormai innumerevoli richieste di perdono molto in auge in questi ultimi tempi). Ma non è questo il punto che provoca il mio sconcerto, anzi, la mia costernazione. Il punto è un altro: è tutto il discorso pronunciato a braccio e rivolto alla comunità evangelica in cui Bergoglio, colui che dovrebbe porsi come difensore della supremazia della Chiesa Cattolica di cui è il capo, afferma invece che “e’ per lui “una tentazione dire: io sono la Chiesa tu sei la setta”. Perché –prosegue- “Gesu’ ha pregato per l’unità. Lo Spirito Santo fa la diversità nella Chiesa. Lui fa la diversità. Ma poi lo stesso Spirito Santo fa l’unità e la Chiesa e’ una nella diversità. Una diversità riconciliata per lo Spirito Santo”. E inoltre, in un climax ascendente: “ Ci fermiamo, ci guardiamo l’uno con l’altro. E vediamo che ci si assomiglia abbastanza”… e bisogna distinguere l’unità che chiede Gesù “dalla globalizzazione che sarebbe l’unita’ di tutti uguali, mentre lo Spirito Santo non fa l’uniformità”.”Pensiamo – ha suggerito – al poliedro: ognuno dei lati ha la sua peculiarita’. E’ in questo cammino che iniziamo il dialogo perché questa diversità sia armonizzata”.
    Ora dunque, tutto ciò che credevo si auspicasse parlando di unità e cioè il rientro dei “fuoriusciti” nella Chiesa Cattolica, è una presunzione, una vera e propria tentazione, un’insidia del demonio. Che restino pure tutte le chiese protestanti là dove si sono ancorate, ché tanto va bene lo stesso perché lo Spirito Santo non vuole l’uniformità, ma le diversità, le sfaccettature che sono facce dello stesso poliedro. Perciò che sia cancellato tutto, dal Concilio di Trento in poi, ma che dico, dalle prime eresie in poi, ché lo Spirito Santo non è stato mai capito come veramente soffiasse. Bisognava che un Papa lasciasse Roma e che, caduta l’istituzione millenaria e divina del papato, l’attuale capo dei Vescovi , forse come spirituale meteorologo, di quel soffio divino ce ne facesse comprendere la giusta direzione.

    1. È una situazione talmente grave da non sembrare vera, cara signora. L’esplicita volontà di svuotamento (o “rivoltamento”) della Chiesa da parte del Suo Capo visibile.
      Per questo mi sono permesso di consigliare di non seguire questa “danza mediatica”, che infatti avviene essenzialmente con dichiarazioni a braccio, chiacchierate con l’amico barbuto (la barba dei massoni, che scimmiotta quella dei filosofi greci e dei Profeti dell’Antico Testamento), frasi a effetto ecc..

      Ha ragione Daniele (qui sotto, 0:34), e la risposta è: si nega l’evidenza perché pare impossibile che il Papa sia “di là” (di là dai paletti del “Sillabo”). Pare impossibile, ma purtroppo è vero

  4. Ma se il Papa non condividesse ciò che sostiene Enzo Bianchi e non approvasse il suo operato perché mai lo avrebbe dovuto scegliere come consultore per l’unità dei cristiani. Se gli ha conferito quell’incarico dopo averlo ricevuto più volte mi sembra evidente che ne condivida le sue idee o almeno in parte. Tant’è vero che, se non ricordo male mons. Bux non è più consultore per la liturgia, il card. Burke è stato rimosso dal suo incarico e così il card. Piacenza, ecc., ecc. Perché ostinarsi nel negare la realtà (così difficile da accettare, certamente) e l’evidenza?

    1. Ariel S. Levi di Gualdo

      Caro Daniele.

      C’è una cosa della quale bisogna tenere conto: un sacerdote esercita il proprio sacro ministero in comunione con il proprio vescovo che è in piena comunione col Vescovo di Roma.
      E’ un passaggio molto delicato, questo, non tanto sul piano canonico ed ecclesiale, ma proprio sacramentale.
      A un certo punto è necessario distinguere la persona dal sacro ufficio. Che la persona sbagli nella prassi, talvolta in modo grossolano, è un fatto evidente, filmato, documentato, ecc … ma che il sacro ufficio, a prescindere dalla persona, sia legato a un dogma di fede fondante della Chiesa, è scritto nel deposito della nostra fede.
      Nessuno di noi si arrampica sugli specchi, ma come sacerdoti e teologi abbiamo chiaro questo elemento di straordinaria delicatezza e ce ne guardiamo bene dallo scalfire in alcun modo la pietra sulla quale Cristo ha edificato la sua Chiesa.
      Dunque non solo non neghiamo l’evidenza, perché la realtà ci è a tal punto chiara da portarci ad agire con una estrema, totale prudenza, posto che il fondamento è appunto un dogma – “tu es Petrus” – non certo uno sbrigativo “mi piace questo Papa” e “quest’altro no”.
      Non sono molti i devoti laici cattolici pronti a cogliere questo fondamentale e delicato passaggio, di conseguenza pensano che noi non accettiamo quella realtà che viviamo invece in modo molto drammatico, quindi con tutta la prudenza richiesta dal caso, perché il caso si fonda appunto su un dogma.
      La mia realtà e la mia evidenza – mia e di altri miei confratelli – è che la pietra rimarrà sempre al suo posto per mistero di fede, ed a questo noi siamo chiamati a lavorare, tutto il resto è solo emotività.

      1. Mi scusi, forse ho capito male , ma se tutto il resto è solo emotività, allora cosa stiamo a dire ? Meglio stare zitti e lasciar fare . Pietro può agire secondo le proprie voglie , oppure deve attenersi agli insegnamenti del Vangelo ? e se Pietro non si attiene al Vangelo e cambia dottrina , cosa vuol dire , che lo Spirito Santo è andato a fare un giretto e non soffia più su Pietro ? Un cattolico che si trova ad avere il rovesciamento della propria fede , cosa deve fare ? Andare da chi ? se coloro che devono insegnare sono dei cattivi maestri e insegnano eresie.

      2. La pietra rimarrà sempre, sempre… al suo posto per mistero di fede (e questo è certo), ma è pur vero che ci sono stati papi ed antipapi e al tempo di Urbano VI
        (tanto per fare un esempio) per San Vincenzo Ferreri il papa era invece Clemente VII, e che dire di San Pier Damiani che definiva Papa Bendetto X “balordo e ignorante”, costui fu papa ma da papa regolarmente eletto e regnante per un anno, poi fu deposto e diventò antipapa!!!?!!

        Il punto quindi non è questo, il punto è: Padre Bergoglio è la pietra o no ?

        1. Ariel S. Levi di Gualdo

          Si, è la pietra, fino a non facile prova contraria.
          Ed al tempo stesso è pure vero quello che hai scritto. Il problema è che oggi non mancano uomini come Benedetto X, anzi abbondano in ogni dove, quelli che mancano sono uomini autorevoli e credibili come San Pier Damiani.

    2. Ribadisco quanto appena detto sopra, caro Daniele, e che le sue citazioni sulle defenestrazioni operate dal VdR confermano in pieno. Non crede anche lei che bisogna scendere nell’agone della battaglia, a viso aperto? cosa dobbiamo temere, la scomunica? Lefebvre non la temette e la subì per amore di Cristo, in silenzio (lui sì che sara canonizzato, appena la Chiesa tornerà in mani sante e incorrotte). Graize

      1. In battaglia a viso aperto ci scenderemo sicuramente se al Sinodo proveranno ad aprire all’inaccettabile: neanche un Papa può cambiare il Deposito Della Fede, che è “la rivelazione trasmessa dagli Apostoli”, chiunque provi a cambiarlo perde l’appellativo di Apostolico e quindi cambia religione, scismando dalla Chiesa Cattolica, Che è appunto UNA, SANTA, CATTOLICA e APOSTOLICA, inoltre l’unità è possibile solo nella Verità, nessuno è vincolato ad aderire all’eresia, se Pietro, come tutti speriamo, si fermerà in tempo bene, se deciderà di saltare giù dalla barca non sarà possibile seguirlo.
        Avete letto “Perché un Sinodo sulla famiglia? – di Patrizia Fermani”? Ci si stà preparando alla battaglia (se fosse necessaria (io spero di no, ma dobbiamo essere pronti a tutto))!

        1. Ariel S. Levi di Gualdo

          E lo saremo pronti, a tutto! Agguerriti e dotati delle migliori armi della fede della speranza e della carità.

          1. Caro Don Ariel per la lotta nel sinodo non dimentichi l´astuzia del serpente. La battaglia lí non sará teologica, sará pratica. Diciamo política. Saranno preparati a quella i vescovi buoni?

  5. La fedeltà a Dio è generativa, e dal momento che un po’di anni abbiamo avuto dei papi che per via di fedeltà alle Verità divine hanno lasciato un po’ a desiderare , le conseguenze sono quelle che vediamo. Vocazioni in calo quasi verticale, seminari che non preparano sacerdoti santi ma sociologi , animatori di messe , neoteologi sincretisti ; Conventi e monasteri trasformati in alberghi o dati a congregazioni che quando va bene sono luterani o consimili . Confessioni quasi inesistenti , chiese chiuse per paura dei ladri ( per il ladro dell’anima, invece le porte sono sempre spalancate, ma tanto si salvano tutti ! fuorchè , ovviamente i FFI fedeli ai fondatori ) . , chiese dove entrano , turisti praticamenti nudi , e nessuno dice niente , messe dove entrano ” fedeli sia maschi che femmine, ” mezzi nudi , e anche lì nessuno dice niente . ma non sta scritto che il nostro corpo è il tempio dello Spirito Santo e non è fatto per l ‘impurità ? Potrei andare avanti per tanto tempo con l ‘ elenco dello scombinamento della chiesa e dei cristianucci, ma finisco domandando : ” Ma le Sante Scritture che fine hanno fatto ? I comandamenti , i dogmi e la sana dottrina della chiesa che fine hanno fatto ? Non servono più ? La verità del Vangelo è diventata lettera morta ? Allora se niente vale più, ma è tutto rivedibile, e i vari Concilii , prima del V2, non servono ,più a niente, cancellati . e i santi papi, tipo Pio X hanno detto quasi solo stupidaggini ? ,allora cari Signori di Roma ci avete preso in giro per 2000 anni , quinci viva la libertà, ognuno , se vuole si faccia la sua religione ( tanto l’ inferno non c’è, e se c’è è vuoto , forse ci sono solo i diavoli e i mafiosi ) , e perciò godiamo e pecchiamo , pecchiamo e godiamo cuccuruccù, cuccurrucù .

    1. Cara Maria, sono letteralmente schifato da questi pseudo clericali. Teniamoci stretti a Maria SS.ma, solo Lei può condurci a Cristo, oramai, non certo Bianchi, Kasper, Fidenzio Volpi o altri…

  6. Bianchi, Maradiaga, Galantino, Kasper: i quattro cavalieri dell’Apocalisse. Verrà anche il resto, non dubitiamone, siamo agli sgoccioli.
    Ma il discorso di Tonietta merita un approfondimento.
    Quel poliedro è troppo identico a quanto prospettano i frequentatori delle logge massoniche……
    Dott. Deotto, spero di leggere qualcosa al più presto sull’argomento.
    Rinnovo il mio sentito GRAZIE, e la mia unione di preghiera
    Bruno

  7. Eccellente l’articolo di p. Ariel. Esprime il disappunto di molti sacerdoti, me compreso, e di tante persone che faticano a comprendere questa scelta di Bianchi a dir poco grottesca…! Non ho letto il discorso del Santo Padre ai pentecostali, ma attenzione a definire un qualsiasi ramo protestante Chiesa! Questo è un errore, perchè si ha Chiesa solo se c’è il sacramento dell’ordine che dà l’Eucaristia, altrimenti si hanno comunità ecclesiali, come tutti i protestanti, anglicani e tutte le realtà in cui c’è la valida amministrazione del battesimo, ma manca il sacerdozio ministeriale. Solo cattolici e ortodossi sono Chiesa! Non capisco perchè tra tante scuse e richieste di unità, questo punto non venga mai sottolineato
    don Alessandro

  8. Il mio non è più nemmeno sconcerto è un vero e proprio dolore accompagnato da una grande paura e se fossi io (noi ) quella che sbaglia , che vede con occhi coperti da pregiudizi o abitudini a cui non vuole rinunciare? Attorno a me non sento altro – dai preti, alle persone semplici che frequentano la S. Messa quotidiana , che dicono il rosario tutti i giorni – che lodi a questo Papa, è umile, si occupa dei poveri, fa pulizia nella curia, non ama il fasto, toglie finalmente tutti i paletti che sono di ostacola alla felicità delle persone (in merito al vincolo matrimoniale) e questo sono solo cose udite con le mie orecchie in una parrocchia di 1300 anime che al mattino alla messa conta 4-5 persone. Ogni volta che cerco di contrastare questi discorsi mi ritrovo a fare la parte della cattiva, di quella che sa solo vedere il male, che parla male dei preti e del Papa. Sono stanca perché la mia non è una vita perfetta, perché la mia famiglia a molti problemi, ma sono quelli che non interessano più questa gerarchia, cioè non sono problemi economici.

    1. Ci sono cose così evidenti che si impongono da sé.
      Per quanto mi riguarda, cerco di irrobustire la mia fede (in particolare attraverso la preghiera, l’accostamento ai sacramenti, la pratica delle virtù, buone letture spirituali) e di svolgere con serenità e nel modo migliore la mia vita quotidiana. Non vorrei lasciarmi turbare troppo, sia ora che in futuro – o meglio, soprattutto in vista del futuro – nella fiducia che, comunque vadano le cose (al riguardo esistono profezie e visioni, in primo luogo dalle Sacre Scritture), Lui ha vinto.
      Un caro saluto!

  9. Il sacerdote dell’articolo scrive :

    Enzo Bianchi consultore al Pontificio Consiglio per L’Unità dei Cristiani. Così è stato stabilito, è cosa seria e sulle nomine pontificie non si discutere, perché non si deve farlo. Semmai ci si può scherzare sopra, ma accettandole sempre come scelte del Sommo Pontefice, o di chi per lui.

    Domanda:

    Che forse una simile “nomina ” debba considerarsi alla pari di un Dogma che non si deve discutere? Spero che il sacerdote abbia inteso scherzare anche su questo punto…..

    Inoltre penso che alla Chiesa non abbia bisogno di scherzare più, ma di cominciare a prendere sul serio le parole di S. Tommaso, che ho “rubato” stamani da un articolo apparso su Chiesa e Post Concilio.

    “Sopportare con troppa pazienza le ingiurie fatte a Dio è cosa empia”

    (S. Tommaso, S. Th., I-II, q. 136, a. 4, ad 3um).

    Questa “nomina” ne rappresenta una delle tante inferte alla Chiesa Cattolica Apostolica Romana da 60 anni a questa parte.

    1. Ariel S. Levi di Gualdo

      Certo che scherzavo.
      L’espressione “non si discute” non ha alcuna accezione dogmatica, vuole semmai sottintendere: a mettere in discussione certe decisioni del pater familias, il risultato, spesso, è quello di sfasciare la famiglia.
      Vorrei poi pregarla di separare bene San Tommaso d’Aquino, il doctor angelicus, da Chiesa e Post Concilio, dove lo sport più praticato è l’insulto da stadio contro il Pontefice e una intera assisa ecumenica (per intendersi il Vaticano II) in nome di una non meglio precisata “purezza cattolica”.
      Mi sta bene San Tommaso, da sempre, non mi sta bene invece che sia strumentalizzato attraverso qualche frase estrapolata da gente che lancia accuse di eresia ai pontefici come fossero coriandoli del Carnevale di Viareggio e che definisce il Vaticano II come “concilio apostatico” al quale è “dovere cattolico disubbidire”.
      Questo è infatto il materiale ed il linguaggio di molti post passati in quel blog, dove San Tommaso, le assicuro, non si troverebbe affatto a proprio agio.

      1. Non capisco…

        Bisogna dunque ubbidire al paterfamilias anche quando pone in essere un comportamento che sfascia la famiglia?

        Io non avrei nulla in contrario a che il pater familias si vada ubriacando – vorrei solo che mi dimostrasse che le sue ubriachezze sono per il bene della familias…

  10. Lo spoil system non paga. Ecco perché penso sia sempre fondamentale per tutti coloro che rivestono grandi responsabilità e in misura di gran lunga maggiore, massima direi, per il Capo Supremo della Chiesa Cattolica, avvalersi di Collaboratori adamantini, animati da grande Fede, forti nell’Umiltà come nella Dottrina, dotati di Cultura ed esperienza adeguate al ruolo di responsabilità cui sono chiamati. Anche quando la loro voce, a volte, si discosta da quella dei “coretti” , o possa apparire critica. Tutto questo non solo serve, ma è indispensabile alla edificazione del Corpo Mistico di Cristo. Sono ininfluenti le nuove “teologie”, le teorie pseudo – filosofiche, gli adeguamenti sociologici. Una cosa sola serve all’uomo ed ai Pastori ( … riflettano i vari Kasper ) : ” Sforzarsi di passare per la via stretta”. Questo è il mandato di Gesù.
    Ancora una volta grazie a Don Ariel per la sua testimonianza di Fede ed Obbedienza.
    ” Ama la verità; mostrati qual sei, e senza infingimenti e senza paure e senza riguardi.
 E se la vita ti costa la persecuzione, e tu accettala; e se il tormento, e tu sopportalo. 
E se per la verità dovessi sacrificare te stesso e la tua vita, e tu sii forte nel sacrificio” ( San Giuseppe Moscati ).

  11. Normanno Malaguti

    Reverendo Signore,
    Debbo confessare che non riesco ad entrare in toto nel Suo articolo.

    Quanto dice del priore di Bose non mi stupisce, avevo sentito parlare di lui e della sua strana comunità come di uno coacervo di eresie e di disordini. Mi ero trovato attonito dinnazi a tante scelte del Regnante Pontrefice, o forse sarebbe più consono dire, visto com’egli stesso si annunzia, dell’attuale Vescovo di Roma.
    Ma questa mi pare le superi tutte.
    Cosa pensare?
    il vescovo Bergoglio ora regnante in Roma, é una persona che non si rende conto del marasma in cui sta sprofondando la Sposa di Cristo?
    E’ egli un ingenuo, rapito dalle teorie modernistiche senz’avvedersene?
    Parla a braccio come non farebbe forse neppure un comunicatore di nuove scoperte per la cura dei tic nervosi?
    Onestamente non lo penso. Penso invece che Egli sia ben consapevole di ciò che fa e che pertanto lo faccia deliberatamente.
    Se le cose stanno così, mi dica come può affermare che non può non sostenerlo a spada tratta fino in fondo invece di resistergli in faccia, proprio per la salvaguardia di quel ruolo altissimo del quale, pare, egli sia stato legalmente insignito?

    Lessi tempo addietro in uno dei suoi, forse primi, interventi su ‘questa pagina’, che se dal prossimo Sinodo sulla famiglia, fossero uscite delle proposizioni contrie alla Sacra Tradizione, al Sacro deposito, sarebbe stato auspicabile che il Signore inviasse un nuovo ‘piccolo Atanasio’ a guidare il resto della Chiesa fedele alla Sacra Doctrina, fino al trionfo su quella ‘magna pars’ ereticale e tralignante.
    Ora, mi sembra, mi smentisca se così non é, che Ella affermi il contrario e che, anche in caso di palese azione demolitrice del Corpo Mistico di Cristo, Lei resterebbe fedele al demolitore, per non venir meno ad un giuramento, che, mi pare, sarebbe sciolto ipso facto, dalle proposizioni ereticali del Vertice (non più tale)
    Le sarò grato se vorra chiarire gntilmente questo mio dubbio e tormentoso dubbio!

    1. Ariel S. Levi di Gualdo

      Caro Normanno.

      Le parole “eresia” e “apostasia” mai sono state abusate come avviene oggi. Sono infatti parole di una pesantezza terribile e vanno usate con estrema cautela. E lei le usa con molta cautela e soprattutto a proposito, al contrario di molti altri che sproloquiano al di fuori di questo nostro pacato e controllato blog dove si cerca di ragionare, non di urlare sui pugili che si pestano sul ring.
      Posso assicurarle che i teologi più esperti, seri e affidabili sul piano della ortodossia dottrinale, sono unanimi nel fare una decisa distinzione tra “dottrina” e “prassi”.
      Mi spiego: il Santo Padre non ha mai intaccato la dottrina. Alcuni lo strillano, lo accusano di ciò, ma senza alcun valido e concreto fondamento.
      Questa è quella che in una precedente risposta chiamavo: “Emotività”.
      Gli stessi teologi sono pressoché concordi nel lamentare però che la prassi pastorale lascia a dir poco a desiderare; e qui l’elenco sarebbe lungo da fare e pertanto sorvolo.
      A questo punto, la domanda, teologicamente pertinente, è: si può correre il serio e pericoloso rischio che attraverso una nuova prassi pastorale si finisca comunque, indirettamente ma efficacemente, con l’intaccare e alterare dottrine immutabili della Chiesa fondate sulla Rivelazione?
      E questa è solo una ipotesi, pertinente e legittima, alla quale però, per adesso, la risposta è: “Sino ad oggi non è ancora avvenuto”, neppure dinanzi alle peggiori prassi pastorali.
      Altri ancora si potrebbero chiedere: “Ma potrebbe avvenire?”.
      A questo punto, la mia fides e la mia ratio, mi portano a questa decisa risposta: non avverrà, perché della Chiesa il capo è comunque Cristo.
      E Cristo, all’occorrenza, si è servito dell’Apostolo Paolo che ad Antiochia richiamò duramente il Principe degli Apostoli, senza però mai mettere in dubbio né in discussione la legittima autorità di Pietro, anche se Pietro era in errore, come Paolo gli dimostrò a faccia a faccia davanti a tutti. Si è servito del Vescovo Atanasio, di San Bernardo di Chiaravalle che mise in guardia un pontefice ingenuo e debole, di Santa Caterina, che nel XIII secolo, seppure donna e analfabeta, si rivolse al pontefice con parole durissime, invitandolo addirittura a essere uomo, a caccia fuori i suoi attributi virili e agire di conseguenza.
      E questa mia non è una vaga speranza, è proprio una certezza fondata sulla fede: et portae inferi non praevalebunt!
      E ovvio poi – ed è quasi inutile a dirsi – che nessun presbitero deve ubbidire alla legittima autorità del vescovo che soggettivamente gli imponesse in ordini o in stili di vita dei costumi o delle dottrine in oggettivo contrasto col deposito della fede, perché la sua autorità decadrebbe seduta stante.
      Non so se su un argomento così delicato e articolato sul piano strettamente dogmatico, sono riuscito a essere chiaro nel modo in cui desideravo essere.

  12. Mi perdoni, don Ariel, ma non ho capito il senso di questo articolo.Da una parte Lei sembra gridare allo scandalo, dall’altra s’appella alla prudenza. Mi riallaccio all’intervento del Signor Daniele ed alla Sua risposta. Nessuno mette in dubbio che Nostro Signor Gesù Cristo abbia istituito Simone di Giovanni, da Lui chiamato Pietro, qual principe degl’Apostoli e pastore della Chiesa universale (“Pasci i miei agnelli”, “pasci le mie pecorelle”, “pasci il mio gregge” e così via), ma francamente a chi vede “Simone” che, giorno dopo giorno, smantella la navicella di Santa Madre Chiesa così come nei cantieri di Genova si sta smantellando la Concordia, beh … mi sembra più che legittimo che qualche dubbio se lo ponga!

    1. Ariel S. Levi di Gualdo

      … e secondo lei, caro Lotario, con tutti i disastri navali disseminati in secoli e secoli di storia, ho scelto come paradigma la nave Concordia per caso?
      La prego, cerchi di capire sulle righe e tra le righe senza che io debba inutilmente espormi al pericolo della sospensione a divinis per chi capisce ma preferisce fingere di non capire …
      Ogni storia ha lo Schettino che si merita o che si è fabbricato, che può far affondare tutte le navi del mondo, ma ce n’é una che di tempesta in tempesta non sarà mai affondata: la barca di Pietro.
      E non affonderà mai per un semplice motivo: ammettiamo pure che a guidarla sia uno Schettino, ma il proprietario non è la Costa Crociere, il proprietario di quella barca in tempesta è Nostro Signore Gesù Cristo.
      Mica poca, come garanzia, le pare?

  13. L’articolo mi è piaciuto, però le domande di Normanno Malaguti mi paiono più che legittime, non di rado il Papa in virtù del fatto che parla “a braccio” pronuncia affermazioni le quali lasciano un tantino perplessi, come ad esempio la “Moda del Perdono”, sembra che non si sia soddisfatti se non si chiede perdono a qualcuno.

    E’ vero, vi sono stati avvenimenti i quali si doveva chiedere perdono, ma l’uso “indiscriminato” fa del perdono un perdonismo, ne abbiamo un caso di qualche giorno fa, il Papa Bergoglio va a trovare il suo amico protestante, alla fine come non chiedere perdono?, il problema è in che modo lo ha fatto, queste le sue parole ” ” c’erano anche dei cattolici: io sono il pastore dei cattolici e vi chiedo perdono per quei fratelli e sorelle cattolici che non hanno capito e sono stati tentati dal diavolo”

    Con tale affermazione possiamo liquidare tutti gli avvenimenti accaduti nella storia, perché, quando si sono usate le maniere forti i cattolici “non hanno capito e sono stati tentati dal diavolo” ( qualcuno però duemila anni fa mi pare che usasse un bastone o qualcosa del genere, e non era per giraci la polenta)
    Strano che nulla si dice di tutti quegli atti dei protestanti verso i cattolici, cattolici massacrati dai protestanti, nessun protestante mi pare che abbia chiesto mai scusa, ciò non ha nessuna importanza, lo spettacolo continua.

  14. Caro don Ariel,
    grazie per la sua risposta.
    Mi rendo conto della delicatezza della situazione e sono d’accordo con lei. Tant’è vero che sto soffrendo molto..

  15. Caro Pascaliano,
    la madonna a La Salette e a Fatima ha fatto capire ai veggenti che la crisi nella Chiesa sarà spaventosa. Perciò se il Signore ci chiamerà ad agire dobbiamo essere pronti. Come e quando non lo sappiamo. Ma dobbiamo sempre farlo per amore del Suo e della Santa Chiesa Cattolica. Per questo dico che il papa per forza deve essere la roccia della salvezza, è dogma di fede.. Che cosa potrà mai accadere allora in un futuro prossimo?

  16. Il priore, qualche anno fa, venne al paese per annunciare che la verità non esiste propriamente, ma che, semmai, sorge dal dialogo tra un io e un tu. Mi è stato riferito che molti cattolici applaudirono. Peccato che nessuno abbia fatto notare al priore che tale definizione della verità si smentisce da sola: già, perché la proposizione che ” la verità sorge da un dialogo”, in realtà, non sorge da nessun dialogo, ma è semplicemente affermata. Grande mente quella del priore. Grande logico.

    1. Il cosiddetto “priore” è una vita, ormai, che sbarca il lunario vendendo fumo e fingendosi anche biblista…Chi lo ha sempre finanziato pretende che egli continui la sua opera demolitrice della Dottrina millenaria della Chiesa! Cui prodest?

  17. Caro Don Ariel,
    l’ammiro e la stimo tantissimo da quando ho letto il suo Erbe amare. Continui sempre ad aiutarci con i suoi scritti e che Dio la benedica

  18. Federico Fontanini

    Per don Ariel, distinguere la persona dal sacro ufficio. Il concetto è chiaro in teoria, meno nella pratica perché se i gesti e le parole di quella persona sollevano tanta confusione, che dobbiamo fare? É giusto criticare la pastorale sbagliata del Papa, ma come possiamo essergli fedeli? Per es. La FSSPX in teoria riconosce il Papa, ma in pratica lo sconfessa. Allora chiedo: in cosa consiste concretamente il riconoscere il sacro ufficio di Francesco? Il discorso fatto ai pentecostali è pessimo e sfiora l’eresia, perché parlare della diversità suscitata dallo Spirito in quel contesto e con quelle parole, lascia intendere anche ad un bambino che il papa intendeva riferirsi anche alle diverse comunità protestanti. Qui, come la mettiamo? Superficialità, incompetenza, altro…?

  19. Carissimo don Ariel, grazie perché in questo momento di grande (mia) confusione spirituale, lei mi ha donato un po’ di chiarezza e di speranza. Sicuramente molti gesti del Santo Padre e molte sue espressioni mi hanno rattristata e confusa, ma penso anche (e parlo in primo luogo di me stessa) che il papa stia indicando a noi “fissati con la dottrina” una tentazione pericolosa, quella della superbia, della chiusura del cuore del fratello maggiore della parabola del Padre misericordioso di Lc, del ” questa gente è maledetta” di Gv. Il Signore è sempre stato molto duro con chi cadeva in questo peccato, perché è una tentazione sottile e difficile da vincere e credo che noi fedeli non entusiasti di Bergoglio, pur con tutte le nostre ragioni, rischiamo seriamente di cadere in una durezza di cuore che non ci fa riconoscere il nostro peccato, ma solo quello degli altri, che sono sempre nostri fratelli, “priore” incluso. La strada che il Signore ci indica è la Croce. La sofferenza per la Chiesa che oggi sentiamo dentro dovremmo offrirla a Lui serenamente e con obbedienza, anche per il papa che sempre chiede di pregare per lui.

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