Questionario di valutazione sulla didattica bergogliana

È tutto vero: esiste veramente l’Agenzia della Santa Sede per la Valutazione e la Promozione della Qualità delle Università e Facoltà Ecclesiastiche. E produce veramente un discreto numero di questionari, tra cui quello sulla “Valutazione della didattica” degli atenei, che contiene le domande riportate qui sotto. Per divertirsi, Léon Bertoletti ha deciso di prenderle sul serio e di rispondere applicandole alla “didattica bergogliana”. Buona lettura.

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Forse ignorate. Bene: ignorava anche l’autore, anzi il compilatore, di questo modello v3_s2ew e altra robaccia scaricabile. Scartoffie. Pratiche. Incartamenti. Burocrazia. Si può raggiungere il Paradiso senza, almeno spero. Ma insomma c’è da giurare che esiste davvero da qualche parte, concretamente intendo, fisicamente, con impiegati analogici in carne e ossa, non soltanto puro spirito forse consacrato e non soltanto sperduta nei meandri digitali, questa speciale, specialissima Agenzia della Santa Sede per la Valutazione e la Promozione della Qualità delle Università e Facoltà Ecclesiastiche. Urca.

L’acronimo è AVEPRO e suona un po’ come OVRA, a ben pensarci: opera vigilanza repressione… eccetera eccetera. La sua utilità è dubbia, perlomeno qui; perlomeno sbirciando perizie supersegrete, rapporti confidenziali, relazioni PITOS (“per i tuoi occhi soltanto”, cioè da distruggere immediatamente dopo la presa in visione) sulla croccante situazione educativa, sulla friabile condizione di forme e contenuti elargiti come hamburgerdi fast foodnella vita attuale, nella vita reale, adesso, ora, negli atenei sedicenti cattolici. La missione si trova invece più che esplicitata nella ragione sociale, quindi è imbecillle andare avanti a menarla.

Per non sentirsi un ente inutile tra gli altri, l’Agenzia (sic) pratica la diffusione di questionari (ogni polizia segreta ha i suoi) «frutto di uno studio fatto analizzando diverse tipologie di modelli raccolti in varie istituzioni ecclesiastiche europee». Hai detto niente. Servono a giudicare (giudicare? ma non si era detto…). Più chi li scrive, comunque, che coloro ai quali sono indirizzati. Quello sulla didattica viene utile per esprimere nostre personalissime opinioni sul Maestro dei maestri, il Docente dei docenti, il Professore dei professori: il Santissimo Signore Nostro Francesco per divina Provvidenza Papa I. Lo promuovono anonimo, il questionario: vecchio trucco per infinocchiare. Lo si può completare (ah, le regole, se fa comodo si scrivono e si applicano, eh!) «quando sono state seguite almeno il 90% delle lezioni». Non siamo assenteisti quando a insegnare è l’Illustre Bergoglio, quindi procediamo.

ORGANIZZAZIONE DELL’INSEGNAMENTO

1. Il carico di studio di questo insegnamento è proporzionato ai crediti ad esso assegnati?

Decisamente sì. A seguire e mettere in pratica il Magistero del Sommo Pontefice si dovrebbero infatti ottenere visti e vidimazioni per il passaporto celeste. Dovrebbe essere così.

2. Le conoscenze preliminari da te possedute sono risultate sufficienti per la comprensione degli argomenti trattati?

Più no che sì. L’impressione è che spesso si parli di un Vangelo diverso da quello che conosciamo (sarà colpa delle traduzioni). Il Catechismo non somiglia affatto a quello che teniamo in casa. Anche la storia della Chiesa viene citata in maniera strana. Per non parlare della dottrina sociale, estrapolata per interessi di parte. Così alla fine si capisce poco o niente. Il risultato è una gran confusione in testa.

3. Gli argomenti trattati sono risultati nuovi/integrativi rispetto alle conoscenze che hai già acquisito in altri insegnamenti?

Decisamente sì. È tutto completamente nuovo e diverso. Tutto!

4. Il materiale didattico (power point, lucidi, dispense, bibliografia) è adeguato per lo studio della materia?

Decisamente sì. C’è soltanto l’imbarazzo della scelta. Radio Radicale illustra il tema con dovizia di particolari. Si possono inoltre integrare e approfondire gli argomenti con la lettura dei testi sacri di Repubblica, l’esseggetica bibbianica del Manifesto, la sottotterriologia di Avvenire, l’ottica pizzicoanalitica fornita dall’Osservatore Romano. Né mancano libri papaloni e papalini nella sezione «religioni varie» delle librerie.

5. Le attività didattiche integrative (esercitazioni, laboratori, seminari, ecc.) risultano utili ai fini dell’apprendimento? (se non sono previste, rispondere non previste)

Decisamente sì. In chiesa e all’oratorio è tutto un parlare di Francesco, citare Francesco, riferirsi a Francesco, lodare Francesco, sbrodolarsi addosso Francesco. Dunque alla fine il messaggio tocca inghiottirlo anche se non si vuole, a bottiglioni con l’imbuto, come l’olio di ricino.

6. Sono state fornite informazioni chiare sulle modalità di esame?

Più no che sì. Non si capisce bene di che renderà conto il Supremo Giudice, quando verrà l’ora della sessione di esami. Pare che farà passare tutti, chi ha studiato e chi no. Dicono che sia di manica larga. E se invece chiedesse di citare a memoria e saper controbattere anche le noterelle malandrine stampate piccole in calce a certi documenti pontifici? Francamente la verità è dubbia.

7. Sei interessato agli argomenti dell’insegnamento?

Più sì che no. Sarebbero senza dubbio d’interesse, ma una trita lezione ripetuta all’infinito, a mo’ di mantra, comincia a stufare.

ASPETTI RELATIVI ALLA DOCENZA

8. Gli orari di svolgimento dell’attività didattica sono rispettati?

Più sì che no. A volte il professore accumula ritardi.

9. Il docente è effettivamente reperibile per chiarimenti e spiegazioni?

Decisamente no. Quando gli hanno sottoposto alcuni dubia, non si è neppure degnato di rispondere.

10. Il docente stimola/motiva l’interesse verso la disciplina?

Decisamente no. Mi pare che inviti ciascuno ad affidarsi al proprio sentire, al giudizio personale, alla propria coscienza. Il sapere non è affidato alla cattedra ma all’intuito personale.

11. Il docente espone gli argomenti in modo chiaro?

Più no che sì. Sforna pasticci pastorali, dice una cosa e il suo contrario, succede che si perda nel roveto del suo stesso guazzabuglio.

12. Le lezioni sono bene organizzate e logiche?

Decisamente no. L’improvvisazione batte l’organizzazione e pure la logica scarseggia. Sovente si comincia con un argomento e non si capisce bene dove si voglia andare a parare.

13. L’insegnante interagisce con gli studenti?

Più sì che no. Cerca l’applauso, fa ripetere slogan, invita alla preghiera comune.

14. Complessivamente sei soddisfatto di come questo insegnamento è stato svolto dal docente?

Più no che sì.

AULE E ATTREZZATURE

15. Le aule in cui si svolgono le lezioni sono adeguate (si vede, si sente, si trova posto)?

Più sì che no. Maxischermi e altoparlanti aiutano. Il pubblico è in alcune occasioni numeroso, ma banchi vuoti se ne trovano sempre.

16. I locali e le attrezzature per le attività didattiche integrative (esercitazioni, laboratori, seminari, ecc.) sono adeguati? (se non sono previste attività didattiche integrative, rispondere non previste)

Decisamente sì. Per l’accoglienza dei migranti, unica attività curricolare ed  extracurricolare consentita, ogni ambiente (anche il più insolito) deve rendersi disponibile.

ORGANIZZAZIONE COMPLESSIVA DEL CORSO DI STUDI

17. Il carico di lavoro complessivo degli insegnamenti ufficialmente previsti nel periodo di riferimento (bimestre, trimestre, semestre, ecc.) è accettabile?

Decisamente no. Troppo di tutto: materie, lezioni, discorsi, interventi, conversazioni, chiacchiere, conferenze, visite, incontri, udienze, interviste, omelie. Pause di riflessione, meditazione e silenzio, mai?

18. L’organizzazione complessiva (orario, esami intermedi e finali) degli insegnamenti ufficialmente previsti nel periodo di riferimento (bimestre, trimestre, semestre, ecc.) è accettabile?

Più che no sì. Levatacce insostenibili e fusi orari pazzeschi.

19. Quali sono i punti di forza del corso?

Inclinazione papolatrica, sostegno di circoli occulti, appoggio di media che strillano, supporto di criminalità organizzata sangallese, aiuto di miliardari e antagonisti in cerca di visibilità.

20. Come pensi che le lezioni potrebbero essere migliorate?

A dire il vero, nutro poche speranze. Un altro insegnante potrebbe… forse… magari… chissà… ma anche no.

21. Per favore, descrivi ogni particolare difficoltà incontrata nel corso

Incertezza dottrinale, liberalismo teologico, primato della prassi, orizzontalità ideologica, stravaganza formale, discontinuità, sconfinamenti para-ereticali, desacralizzazione del maestro e dell’ammaestramento…

22. Ritieni che il presente questionario sia adatto al suo scopo?

Mi sembra adeguato.

23. Ritieni che debba prevedere altre domande?

Ne aggiungerei una.

24. Se sì, quali?

Comprereste un’auto usata da quest’uomo?

Data: 25 giugno 2019

GRAZIE PER LA COLLABORAZIONE

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