Questo occidente non perdona alla Russia di essere tornata a Dio. Intervista a padre Andrej Tkachev

Il sito della Parrocchia ortodossa “San Massimo” di Torino (Patriarcato di Mosca) pubblica questa lunga intervista rilasciata a Sputnik Serbia lo scorso 5 gennaio dall’arciprete Andrej Tkachev, originario di Leopoli, in Ucraina occidentale, e attualmente in servizio a Mosca. Avendo cura di tenere presente la data in cui si è svolta, vale la pena di leggerla per intero poiché contribuisce a fare luce sui tanti inganni che la propaganda occidentalista sta disseminando in troppe teste, ma soprattutto in troppi cuori, a reti unificate. Ringraziamo padre Ambrogio Cassinasco che ne autorizza la pubblicazione. (a.g.)

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Vi presentiamo l’intervista in tre parti rilasciata il 5 gennaio 2022 a Sputnik Serbia dall’arciprete Andrej Tkachev, che nel suo solito stile senza compromessi spiega il ruolo della Chiesa russa e di quella serba nel conflitto di civiltà contemporaneo. Corrediamo il testo con il video dell’intervista, sperando che YouTube non censuri il canale di padre Andrej come ha fatto recentemente (e vergognosamente) con il canale Spas, reo di fare catechismo secondo la tradizione della Chiesa “sbagliata”. Se così dovesse accadere (e sarebbe un segno di persecuzione anticristiana da ultimi tempi), segnatevi e andatevi a rivedere almeno la trascrizione italiana della parole di padre Andrej, un ucraino che dal 2014 ha dovuto lasciare il suo paese per la sua malaugurata abitudine di dire sempre la verità.
Questa è un’intervista fatta dell’operazione militare russa in Ucraina, iniziata il 24 febbraio. Andrej Tkachev è di Leopoli, nell’Ucraina occidentale, e ha servito come sacerdote di una chiesa a Kiev durante la rivoluzione del Majdan, quindi è qualificato per parlare degli eventi in Ucraina. Padre Andrej non ha sostenuto la violenta rivoluzione che ha portato al rovesciamento del governo ucraino e la sua vita e quella della sua famiglia sono state minacciate a causa della sua posizione schietta. Ora presta servizio a Mosca.

Padre Andrej, grazie per aver accettato di parlare con Sputnik Serbia. Lei è ben noto qui e in Serbia dieci o più dei libri da lei pubblicati sono stati tradotti in serbo, non sono sicuro di quanti ne aveva pubblicati in russo, probabilmente molti di più. Bene, l’ultima volta che ci siamo visti è stato in Serbia; purtroppo, la pandemia ha trasformato le nostre vite in tanti modi. Viviamo in tempi difficili, quando le persone perdono la fede, si sentono sole e isolate, c’è una divisione così terribile tra noi e poi, i nostri valori… li stiamo perdendo, si stanno semplicemente sgretolando davanti ai nostri occhi. Mi dica dove dovremmo ritrovare la forza.
Negli ultimi dieci anni, abbiamo assistito a come questa irragionevole ideologia del comfort si sia impadronita di noi. Tutto, assolutamente tutto è permesso. Poi, all’improvviso, ha ceduto il passo a un’era di spaventosa paura per la propria stessa vita. In effetti, le interiora marce dell’uomo moderno sono state esposte, come se fossero state aperte con un apriscatole. Si scopre che l’uomo moderno non prega mai o prega a malapena, e raramente ripone le sue speranze in Dio; è così preoccupato per se stesso, disposto a rinunciare a tutti i suoi diritti e libertà affinché la sua vita duri più a lungo, diciamo, per qualche anno in più. È stata una lezione, uno schiaffo in faccia, se volete, che rimette al nostro posto tutti noi appartenenti alla civiltà europea.
C’è sempre una sola via d’uscita, non importa quanti problemi abbiamo incontrato: essere vicino a lui, il nostro Creatore, poiché tutto è nelle sue mani. Tutto è come nel libro del profeta Abacuc che parla di Dio: lo ha preceduto la peste, in altre parole, cose veramente terrificanti… e la peste ha seguito i suoi passi, cioè una siccità o una malattia o qualcos’altro, tutto ha a che fare con Dio. L’uomo moderno non fa questo, non collega gli eventi della sua vita – come neve, ghiaccio, siccità, pioggia o malattie – con Dio. Piuttosto lo spiega parlando di altre forze trainanti dietro tutto ciò. In effetti, tutto nella vita inizia, per così dire, e si collega con la legge morale e il nostro atteggiamento verso Dio. Allora tornate, figli prodighi! Ciò significa che in ogni guaio Dio sta dicendo: torna da me. Non puoi fare niente senza di me. Sei un uomo codardo, debole, solo e miserabile. Cioè, se te ne sei dimenticato, ti invierò un promemoria. Cioè, l’uomo dovrebbe tornare a Dio con pentimento, gratitudine, preghiera e con il desiderio di cambiare. Se vogliamo tornare alla vita normale, questa dovrebbe essere una vita migliore. Non quello che avevamo prima: feste, club, ristoranti, bevute, divertimenti, uno stile di vita spensierato. Non dovrebbe esserci più posto per quello stile di vita. Se torniamo alla normalità, dovremmo in qualche modo cambiare in meglio.

È una specie di avvertimento? Ricordo come mi disse in un’intervista due anni fa che la fine del mondo poteva essere più vicina di quanto pensiamo.
Certo. Può succedere dall’oggi al domani. Dal momento che il momento esatto ci è nascosto, dobbiamo essere pronti, poiché può accadere all’istante. Dovremmo avere timore di Dio. Senza dubbio, questo timore mira a raggiungere un solo grande obiettivo provvidenziale: insegnare all’uomo a temere Dio. Qualunque cosa accadrà, qualunque cosa accada… E l’umanità ha assistito a cose molto più brutali. Ci sono state volte in cui i cadaveri sono rimasti insepolti, poiché c’erano così tanti morti accatastati per le strade come escrementi di uccelli. E in quel momento, le persone credevano, si pentivano e si aiutavano a vicenda; si mettevano insieme, senza mai cedere alla disperazione. Quindi, a giudicare dai tempi di difficoltà che abbiamo avuto prima, è ovvio quanto siamo diventati più deboli da allora.

Allora, è una specie di guerra, giusto? Oltre a questa pandemia, il popolo russo (sta affrontando) innumerevoli sfide. È arrivato un momento strano perché i russi vengono incolpati di quasi tutto, quasi come durante il periodo sovietico; è colpa loro anche se tira il vento. Sono dipinti come persone sinistre e terribili…
Agli occhi della società.

Agli occhi della società occidentale, i russi sono sempre visti sotto una cattiva luce. Cosa è successo? Perché è così? Come si può spiegare? Perché sappiamo che un uomo russo, così come la Russia, è un precursore dell’Ortodossia e un portatore di spiritualità; è così che è sempre stato.
La nazione russa nella sua capacità attuale e, si spera, sempre di più in futuro, è un vivo rimprovero per l’Occidente moderno perché noi abbiamo riguadagnato ciò che una volta avevamo perso mentre loro hanno perso ciò che una volta avevano. Quindi, diciamo, negli anni ’60 o anche degli anni ’50, o prima dell’era dei Beatles, per così dire, gli Stati Uniti erano un paese devoto. Cioè, i movimenti LGBT, BLM e transgender di oggi, tutti questi cambiamenti nelle norme sociali riguardanti la sessualità erano semplicemente impensabili in quell’epoca. Era un paese pio e puritano, tutti andavano in chiesa la domenica, tutti leggevano la Bibbia e così via. Poi, è arrivato il momento in cui hanno perso tutto in un istante. Voglio dire, l’Europa è stata in realtà pioniera dell’empietà; per quanto riguarda l’America, anche questa ha vacillato e ha cominciato a sgretolarsi dall’interno.
Nel frattempo siamo passati dall’essere rossi e sovietici all’inizio di una nuova era, e non importa quanto la strada fosse dura o lenta, siamo tornati al Dio dei nostri padri. Ecco perché siamo per loro un vivo rimprovero, perché stiamo cercando di proteggere tutto ciò che sta alla base della civiltà occidentale e le ha dato potere. Ecco perché siamo i loro nemici ideologici. Inoltre, la Russia detiene un enorme potenziale di ricchezza mineraria e un vasto territorio che non ha mai effettivamente conquistato, ma che nella maggior parte dei casi ha diffuso il suo soft power. Quindi, la nostra potenziale ricchezza, oltre al nostro ritorno ai valori biblici, ci rende nemici dell’uomo occidentale, poiché quell’uomo è un espansionista. Guardiamo l’Europa, com’è piccola. Guardiamo la mappa del mondo e quanto possedevano gli europei. Il Portogallo, diciamo, possedeva metà dell’Africa, e l’Inghilterra possedeva metà del mondo. Questa piccola Europa… è veramente espansionista; infatti, il loro carattere è quello di un invasore, come Jafet che desiderava possedere il mondo. Quindi, il loro carattere non è cambiato e ci vedranno sempre come un ostacolo e un nemico ideologico. A tal fine, il potere delle armi informative è “attivo” nella sua piena capacità di denigrare l’immagine della Russia e presentarci come una sorta di criminale mondiale e così via. Ma non è ciò che siamo. Forse vorremmo esserlo, o a volte vogliamo giocare una partita più forte e agire con maggiore forza, ma non siamo così. Siamo più miti e gentili di come siamo rappresentati. Ecco di cosa tratta l’ostilità ideologica e spirituale. C’è un’inimicizia spirituale e ideologica verso la Russia, e non finirà.

Questi cosiddetti modi gentili; è questo che porta davvero il russo alla vittoria? Perché non si vendica?
Il santo ierarca Nikolaj (Velimirovich) di Serbia parlava delle Beatitudini di Cristo, dei miti che erediteranno la terra, e conosceva molto bene la Russia avendola visitata più di una volta. Diceva: guardate il popolo russo, non troverete una nazione più mite in nessun’altra parte del mondo. Guardate un contadino russo o una donna russa: sono le persone più miti del mondo. Così loro, i miti, erediteranno la terra. Ecco perché possiedono il più grande territorio della terra, voglio dire, del pianeta. Cioè, i miti ereditano la terra. Non è il più forte che erediterà la terra, ma i miti. Coloro che sono forti e potenti verranno e faranno un po’ di rumore solo per scomparire più tardi, mentre i miti rimarranno per vivere a lungo. Quindi è vero che l’uomo russo è potente nella sua mitezza, resistenza e longanimità. Bismarck, che ha vissuto anch’egli qui per molto tempo, ha avvertito i suoi connazionali che è difficile combattere la Russia perché la sua gente può vivere con pochi soldi. Possono accontentarsi di così poco e sopportare le difficoltà per molto tempo. Non basta uccidere un soldato russo, ma devi comunque farlo cadere a terra, perché rimarrà in piedi anche se è già morto. Quindi, i russi conservano una certa potenziale minaccia per l’Occidente e dobbiamo semplicemente accettarla: il nostro nemico non si calmerà. Come dice lo stesso profeta Abacuc, Perché trasgredisce con il vino, è un uomo orgoglioso… e non può essere soddisfatto.

Conseguenze del bombardamento NATO della Jugoslavia nel 1999

In questo, naturalmente, c’è una grande somiglianza con il popolo serbo; perché, un tempo, anche l’Occidente ci considerava i “cattivi” e forse lo fa ancora. [1] Tutto ciò che dissero fu che i serbi sono cattivi; ci avevano giudicato colpevoli prima e, purtroppo, lo fanno ancora oggi, come possiamo vedere tristemente quando considerano il “fattore destabilizzante”. Ho l’impressione che il popolo russo stia ripetendo il destino del popolo serbo, o forse viceversa, in un groviglio di circostanze.
Sì. Abbiamo visto la nostra storia ripetersi poiché condividiamo ugualmente una grande somiglianza psicologica e un uguale destino storico [con i serbi]. Lo stesso santo ierarca Nikolaj (Velimirović), quando seppe dell’omicidio dello tsar Nicola insieme alla sua famiglia, alla moglie e ai figli, disse: “Ecco il nostro nuovo principe Lazar, ed ecco il nostro nuovo Kosovo”. Cioè, sia i serbi che i russi sanno che puoi perdere ma vincere. Puoi vincere ma perdere. E, naturalmente, in Europa, i serbi sono visti, a quanto ho capito, come fratelli dei russi; così vedono voi in noi e noi in voi. Ecco perché sarete trattati proprio come noi. Lo vedo nelle chiese occidentali. Per esempio, solo i romeni vanno nelle chiese romene, per la maggior parte; o, per esempio, ci sono solo bulgari nelle chiese bulgare e greci nelle chiese greche. [2] Ma tutti vanno nelle chiese russe, compresi i serbi, ovviamente. Tutti vanno anche nelle chiese serbe, compresi i russi.

So che c’è un coro nella chiesa serba di Chicago dove cantano anche i russi.
È quello di New Gracanica?

Sì.
Oh sì, è sotto Vladyka Longin. È un uomo molto buono ed è un ottimo monastero. Nel complesso, condividiamo un destino simile e i nostri personaggi nazionali sono molto simili. È così che il principe Lazar ha ricevuto da un angelo un messaggio sul campo del Kosovo, che il suo popolo avrebbe mantenuto la fede per sempre e sarebbe stato ortodosso fino alla fine dei tempi. A quanto pare, anche il popolo russo dovrà affrontare lo stesso destino e quindi saremo trattati allo stesso modo.

Questa sofferenza del popolo russo e del popolo serbo — è ciò che li unisce, attraverso la nostra storia trasversale.
Sì, portiamo una croce attraverso i secoli. Come si suol dire, il popolo serbo porta la sua croce attraverso i secoli; e allo stesso modo, anche il popolo russo è un portatore di croce.

Possiamo tracciare molti parallelismi tra i nostri popoli. Uno di questi sarebbe che gli ucraini in Ucraina siano chiamati a ripetere lo scenario giocato in Serbia e Croazia durante l’operazione Storm. Lo stanno semplicemente ripetendo in Ucraina. Cosa ne pensa: è possibile?
Intende l’operazione nella Krajina serba? [3] Una pulizia etnica che non ha eguali a nient’altro che sia avvenuto in Europa dalla fine della seconda guerra mondiale? Può essere paragonata solo agli atti degli ustascia croati o ai campi di concentramento di Hitler, poiché si trattava di una pulizia etnica di un numero enorme di persone. [Questo vale per] le autorità ucraine di oggi, non per il popolo, no. Il popolo ucraino è diviso in fazioni, mentre le autorità del Paese al potere sono naziste. Naturalmente, apprezzano l’idea di uno sterminio di massa fulmineo di un gran numero di persone e di uno sgombero del territorio “fino al nulla”. Ma il fatto è che non possono farlo. In questo caso, non funzionerà in questo modo.

Anche la popolazione di lingua russa, i russi in Ucraina, sono forti nello spirito.
La gente del Donbass è gente forte, molto tenace. Sono di uno stampo speciale. Comunque, le carte che ci sono state distribuite non sono le stesse di prima. Voglio dire, questi teppisti non ce la faranno. È proprio così.

PARTE 2 – IL MALIGNO HA UNO SCOPO: DISPERDERE, DIVIDERE E DOMINARE, UNO ALLA VOLTA

Monastero di Ostrog

Purtroppo, possiamo tracciare un altro parallelo, anche se sfortunato, tra la Chiesa serba e quella russa in relazione agli eventi in Montenegro. Come sapete, abbiamo discusso molte volte della cosiddetta “Chiesa ortodossa montenegrina” e ciò, ovviamente, riecheggia o ripete l’esperienza della “Chiesa ortodossa dell’Ucraina” non riconosciuta. L’unica differenza è che la “Chiesa ortodossa dell’Ucraina” ha ricevuto il suo tomos dal Patriarcato ecumenico. Pensa che dovremmo temere uno scenario del genere in Montenegro, o questi cosiddetti ortodossi montenegrini sono stati sconfitti?
Dovremmo rimanere preoccupati. Ricordi come Gesù Cristo disse a Pietro durante l’Ultima Cena che Satana gli chiese di permettergli di setacciarlo come il grano (Lc 22:31). Il maligno ha uno scopo: disperdere, dividere e dominare, uno alla volta. Peccato che sua Santità il patriarca Bartolomeo della Chiesa di Costantinopoli agisca in questo caso come strumento di alcune forze discutibili e si occupi di questo processo di frammentazione e livellamento delle leggi canoniche. Penso che dovremmo fare attenzione a tali eventi in Montenegro. Sia lodato il metropolita Amfilohije, che Dio riposi la sua anima, che ha vinto la battaglia, e al popolo di Dio che ha trovato la forza di riunirsi volontariamente e difendersi. C’è un buon tratto nazionale nel popolo serbo dal quale tutti noi dovremmo imparare: il vostro popolo… senza alcuna persuasione, perché sa già la verità, esce e rivendica i propri diritti. Ma sa una cosa, penso che sia molto importante per i serbi, i montenegrini e i russi conoscere la storia generale, oltre che la storia spirituale, dei loro paesi. Se ogni ragazzo o ragazza in Montenegro e Serbia potesse leggere a fondo la vita di san Basilio di Ostrog e fargli visita, se tutti conoscessero san Pietro di Cetinje e ne venerassero le reliquie, se tutti conoscessero la terra su cui camminano e la sua storia e i suoi eroi, ciò avrebbe un profondo effetto sul nostro comportamento nella nostra vita quotidiana. Quanto a me, sono sicuro che gli scolari russi avrebbero guadagnato molto se avessero conosciuto la vita di san Serafino di Sarov, molto più utile della metà delle materie che studiano nelle scuole. Possono facilmente dimenticare ciò che hanno studiato, ma non dimenticheranno mai san Serafino di Sarov. Le nostre due nazioni hanno un problema con la loro memoria storica, ma se ci atteniamo alle nostre radici ancestrali, diventeremo sicuramente una forza da non sottovalutare. I nostri nemici subirebbero quindi una sconfitta totale, più e più volte, a causa dell’unità del popolo, come è avvenuto in Montenegro negli ultimi anni.

Quindi non pensa che la gente del Montenegro possa rilassarsi, anche dopo le pacifiche proteste di preghiera? In qualche modo abbiamo ritenuto di aver sopraffatto i nostri avversari in Occidente.
L’avete fatto. Avete inferto loro un colpo, ma c’è una caratteristica che l’Occidente ha acquisito probabilmente già in epoca romana: le battaglie perse in passato non li hanno mai scoraggiati dal combatterne di nuove in futuro. Sono maestri persistenti e audaci del pensiero strategico; fanno progetti per molti, molti anni a venire, e se subiscono una sconfitta una volta, non significa che si siano dimenticati o si siano spaventati. Lo faranno di nuovo, provando altri mezzi e metodi, attraverso agenti diversi. Non ha funzionato con Đukanović? Ne prenderanno un altro, e quando quello non funzionerà, faranno una specie di Greta Thunberg del Montenegro. Si insinueranno per raggiungere i vostri giovani, i vostri media, i politici e la Chiesa. Non tornano indietro, non lo fanno mai. Voglio dire, dobbiamo capirlo: il nostro nemico non cambia mai idea.

Foto: wikimedia.org

Padre Andrej, secondo lei, come è stata l’intronizzazione del metropolita Joanikije a Cetinje? C’è stato un grave incidente. Non sembrava una cosa folle in Russia?
Beh, sì, è stato così. Ebbene, in un certo senso, eravamo anche preparati a vedere difficoltà all’intronizzazione, ma grazie a Dio è andato tutto bene. Vedete, non c’è amore predicato dai nostri cosiddetti “amici”. Professano amore, pace e armonia, ma, in realtà, sono persone davvero malvagie che non vogliono che le altre persone vivano a modo loro, ma solo come viene loro detto. Quindi, ovviamente, non possiamo rilassarci.

Cosa ne pensa della premessa proveniente dall’Occidente secondo cui la Chiesa serba è un’estensione, per così dire, una mano destra della Chiesa ortodossa russa che contribuisce all’espansione dell’influenza russa e della Chiesa ortodossa russa nei Balcani? Alcuni dicono addirittura che la Chiesa ortodossa russa utilizzi deliberatamente la Chiesa serba per i propri interessi.
Sia la Chiesa serba che la Chiesa russa sono la mano della Pentecoste, la mano della discesa dello Spirito Santo. Il compleanno della Chiesa universale è avvenuto alla discesa dello Spirito Santo sugli apostoli, quindi le nostre chiese sono la mano dello Spirito Santo. Questo è tutto. Nessuna politica di sorta. Inevitabilmente ci incontriamo o parliamo con qualcuno, o pensiamo e scriviamo qualcosa, ma ciò che conta di più è ciò che la nostra Chiesa e la vostra Chiesa vivono e respirano. Vivono per ciò che lo Spirito Santo dice loro, per come egli agisce e ci guida nella nostra vita. Ecco perché noi non siamo agenti del Cremlino e voi non siete la mano di qualcos’altro, ma siamo la mano di Dio in questo mondo. La nostra missione è diffondere la conoscenza di Gesù Cristo nel mondo.
Pertanto, l’ostilità verso la nostra Chiesa è, in generale, ostilità verso Gesù Cristo, che è il nostro re e capo della Chiesa. Potrebbero non capirlo, ma a loro non piacciamo non perché abbiamo, diciamo, un colore degli occhi diverso, cantiamo canzoni diverse, o che mangiamo cibo diverso, o per la nostra politica. A loro non piacciamo perché… probabilmente perché a loro non piace Cristo. È tutto.

Sentiamo un’altra accusa, per così dire, di fare politica, un tentativo, di fatto, di politicizzare la Chiesa, un’affermazione che la Chiesa ortodossa serba fa parte del progetto della “Grande Serbia” che assorbirà tutti gli altri popoli. Cioè, ci sono continui tentativi di imporre un ordine del giorno politico alla Chiesa serba.
Beh, francamente, non c’è mai stato un simile precedente storico e non riesco a vedere niente di simile nella storia. Quello che sento oggi, per esempio, sono i piani per creare la Grande Romania; sento costantemente parlare della Grande Albania e delle grandi idee polacche di creare la Grande Polonia dal Baltico al Mar Nero. Sento tutti i tipi di idee politiche. Non ho mai sentito alcuna idea generata dai politici serbi per creare una Grande Serbia che avrebbe inghiottito Croazia, Slovenia, Macedonia e qualsiasi altra cosa là fuori, per ricreare la Jugoslavia. Non credo che i serbi amino tali piani; non ne sono a conoscenza, in ogni caso. Tuttavia, sento idee completamente diverse, sento idee molto diverse, come piani fantasma per restaurare vecchi imperi, ma questo non viene dai serbi.

Per non parlare della Chiesa ortodossa serba. O forse la nostra Chiesa si frappone sulla loro strada servendo nelle aree popolate dal popolo serbo?
La Chiesa serba, ovviamente, resterà nelle zone densamente popolate dai serbi… che avranno i loro monasteri, celebreranno la loro “Krsna Slava”, il Natale e la Pasqua, e avranno le loro scuole domenicali. È inevitabile. Ovunque vivano i serbi, i russi o i greci, ci saranno le loro chiese ortodosse, le scuole domenicali, le feste, i digiuni, i sermoni e il Vangelo. Forse questo è ciò che l’Occidente non vuole che abbiamo?
La Chiesa di Dio è governata da un’idea, da un comando di Dio: andare su tutta la terra (cfr Rm 10:18). Non ha nulla a che fare con l’espansionismo o la forgiatura di un impero. Si tratta di amore fraterno tra tutti i popoli. Questa è l’idea. Non ce ne sono altre.

È comune affermare che il popolo serbo e la Chiesa serba, in effetti, soffrono perché si pongono come un ostacolo sul percorso dei piani di invasione occidentale verso est, verso la Russia. Bene, che ne dice di questa interpretazione di ciò che è successo ai serbi negli ultimi decenni?
Mi sembra giusta. Ma, come dice nostro Signore: Voi avrete tribolazione nel mondo, ma abbiate fiducia; io ho vinto il mondo! (Gv 16:33). Questo significa che stiamo ostacolando qualcuno, ovviamente. Naturalmente, stiamo involontariamente ostacolando i piani di qualcun altro. Se io come prete predico che le persone devono mantenere la castità prima del matrimonio e la fedeltà coniugale, sarò comunque di ostacolo a qualcuno. Sarò d’ostacolo a coloro che non vogliono che le persone rimangano caste prima e fedeli nel matrimonio. Starò loro in mezzo ai piedi. Ma non lo farò apposta; tutto ciò che voglio è che le persone vivano vite divine, tutto qui. Non appena lo deciderò e prenderò le misure necessarie, mi metterò in mezzo ai piedi di tutti. Se dico altre cose vere come “Devi mettere da parte una decima di ciò che hai guadagnato” o “Trova qualcuno che è più povero o ha bisogno di soldi più di te”, disturberò di nuovo qualcuno. Una volta che dico qualcosa di buono, questo mi metterà immediatamente in mezzo ai piedi. Dobbiamo ricordare che un benefattore, che vuole fare il bene secondo il Vangelo, diventerà inevitabilmente nemico di un gran numero di persone. Non l’ha voluto né cercato, ma si è trasformato in un nemico, perché ci sono tante persone che non vogliono vivere il Vangelo e odiano chi vuole vivere il Vangelo. Questa è, infatti, la fonte dell’animosità.

Ma non è colpa dei russi se qualcuno capisce male!
Non è colpa nostra, naturalmente. Dovremmo semplicemente avere una chiara comprensione di come vivono le altre persone. Una persona di buon cuore, sa, guarderà naturalmente al mondo con calore. Avrà difficoltà a pensare che qualcuno auguri il male alle persone. Se non rubo, faccio fatica a immaginare che qualcuno rubi. Se non sono un donnaiolo, non riesco a immaginare qualcuno che non possa vivere senza lussuria. Ma dobbiamo capire: anche se tu non vuoi fare del male, non significa che tutti gli altri non lo vogliano. Ecco perché è un affare così brutto cercare di dare un senso alle intenzioni degli altri. Come nella nostra favola di Krylov (“Il lupo e l’agnello”, ndt), l’agnello litiga con il lupo e il lupo dice: “Zitto! Basta! Non ho tempo per risolvere i tuoi problemi! È colpa tua se sono affamato”, dice, e trascina l’agnello nel bosco. Siamo colpevoli di una sola cosa: qualcuno vuole mangiare. Qualcuno vuole divorare le nostre foreste, petrolio, alluminio, nichel, oro, pelli, gas, ecc. Per alcune persone là fuori, sembra che abbiamo troppa terra o che vogliamo attaccare qualcuno. Alcune persone immaginano sempre delle cose. Tuttavia, abbiamo un detto: il segno della croce tiene lontane le tue ipotesi. Ma quelle persone non sono credenti, e quindi speculano.

Qualcuno sta stuzzicando anche il loro appetito per il Kosovo. Ha menzionato il principe Lazar; quindi questa sofferenza, i processi ai serbi in Kosovo che sono ancora in corso, qual è la sua prospettiva sulla questione di trovare una via d’uscita dal problema del Kosovo e dai problemi dei serbi del Kosovo?
È improbabile che si trovi una soluzione al problema dei serbi in Kosovo in un prossimo futuro, ma si dovrebbero compiere sforzi per evitare che si ciò diffonda in tutta la Serbia. Sua Santità il patriarca di Serbia Pavle di beata memoria diceva che se una donna albanese dà alla luce cinque figli e una donna serba ha cinque aborti – ed è proprio così che ha detto – questa terra non ci apparterrà più. Abbiamo lo stesso problema in Russia. Dovremmo impedire alle donne russe o serbe di uccidere i loro bambini e impedire agli uomini di aiutarle a farlo. Dobbiamo fermare lo spopolamento, perché le nazioni in via di estinzione stanno liberando gli spazi dei loro paesi per estranei che verranno e agiranno senza pietà. Potrebbe diventare un problema enorme, non solo per il Kosovo, ma per un intero paese, il vostro e il nostro. Quindi dobbiamo imparare ad amare di nuovo la nostra gente, o ad amare noi stessi, se vuole. È necessario fermare il genocidio del nostro stesso popolo; sto parlando degli aborti. È necessario che il nostro popolo formi forti legami coniugali e abbia famiglie numerose. Abbiamo bisogno di avere una mente e un’anima sane e promuovere l’amore per la nostra terra. A Dio piacendo, nel corso degli anni, potremo riprendercela, se solo continuiamo a pregare.

PARTE 3 – NON CHIEDETE PERCHÉ

Foto: svoboda.org

La Chiesa russa ha aiutato molte volte i monasteri serbi e i serbi nel Kosovo. Sa che siamo costantemente sfidati lì. Per esempio, loro [gli albanesi] non vogliono restituire al monastero di Visoki Dečani ciò che appartiene di diritto al monastero. Nonostante la decisione del tribunale del cosiddetto tribunale del Kosovo, sfidano la sua decisione.
In questo caso abbiamo a che fare con un avversario molto difficile. Gli albanesi sono avversari piuttosto particolari e, ovviamente, non possiamo sperare che tratteranno i serbi con sincerità o simpatia. Inoltre, l’Europa asseconda gli albanesi. Niente di tutto ciò sarebbe accaduto se l’Europa non avesse chiuso un occhio sull’Esercito di liberazione del Kosovo, sui suoi crimini etnici e sull’espulsione dei serbi dalle case nelle loro terre ancestrali. Fondamentalmente questo è ciò di cui l’Europa dovrebbe occuparsi direttamente. Ideologicamente l’Unione Europea, e l’Europa collettiva, sono l’assassino e la mente dietro questi crimini. Quanto agli albanesi, nelle mani degli europei venivano semplicemente usati come un’ascia o un coltello. Sono stati gli europei a infliggere una ferita ai serbi, non agli albanesi. Sono stati gli europei che, come ha detto prima, vedono i serbi come una sorta di ostacolo ai loro piani globali in Europa o nel mondo intero. Si rendono conto che i serbi non si adattano, che sono in qualche modo diversi. La pensano diversamente, la loro storia è diversa, vogliono altre cose nella vita, e per di più sono amici della Russia per qualche motivo… Ecco perché hanno inflitto una profonda ferita ai serbi usando gli albanesi come un’arma affilata. È esattamente il modo in cui l’America sta preparando l’Ucraina ad agire contro la Russia. L’Ucraina non è un attore indipendente in questa situazione, agisce come un tirapugni, o un’ascia o un bastone nelle mani di un mafioso incallito. L’Ucraina non è un mafioso incallito. È solo un bastone nelle mani del mafioso. Quindi, abbiamo a che fare con un’enorme scommessa geopolitica e siamo nuovamente coinvolti nei colpi di scena della storia.

L’Europa sta attraversando un processo di scristianizzazione, e perché è questo pericoloso?
Non sta attraversando il processo, poiché è già stata scristianizzata. Questo processo continuerà a crescere e ad espandersi, ma è una cosa così terribile perché l’Europa è stata arricchita dalla sua fede nel corso dei secoli. La fede è stata il più grande tesoro d’Europa. Solo molto più tardi, e grazie alla sua fede, l’Europa ha avuto le sue università, i diritti civili e tutto ciò che può vantare. Una volta che abbandonerà del tutto la fede, perderà tutto ciò che ha acquisito. Questi processi in Europa sono simili al suicidio. Vi assisteremo, accadrà davanti ai nostri occhi; lo vedremo. La differenza è che non capiranno mai perché sta succedendo. Di recente, a Offenbach, in Germania, c’è stata una mostra pornografica che mostrava icone ortodosse (di nuovo, nella città tedesca di Offenbach! ) con repliche di genitali attaccate. Come mai? Ebbene, secondo il sindaco della città, è un esempio di libertà di espressione.

“Arte performativa”.
Sì, “performativa”. Cioè “abbiamo il diritto di esprimere qualsiasi opinione e non possiamo vietarlo”. Quindi, se leggiamo successivamente nelle notizie che la città di Offenbach è stata spazzata via dalle inondazioni, non sorprendiamoci: se le sono tirate addosso! È così che il suo sindaco può finalmente capire quando succede qualcosa, Dio non voglia. Possano vivere a lungo, ma se succede qualcosa… Può succedere di tutto: potrebbero gelare quest’inverno, per poi scomparire la prossima primavera insieme allo scioglimento della neve. Oppure potrebbe essere un terremoto, un incendio o qualsiasi altra cosa. Ma allora non chiedete perché. Quando l’Europa sarà sommersa dalla conflagrazione e i livelli di pazzia aumenteranno al massimo, quando scomparirà lentamente e morirà in agonia, per favore non chiedete perché. L’Europa ha scacciato Gesù. Ha semplicemente cacciato fuori Gesù Cristo, bandendolo dalla casa europea. Anticristiani, attivi anticristiani, hanno preso il potere. Sono intolleranti al cristianesimo, non dicono: “Beh, potete crederci o no”. Si prendono gioco di Cristo. Cacciano via Cristo. Odiano Cristo per qualche ragione. E non capiscono che una volta che Cristo esce dalla loro porta europea e la sbatte… Proprio come disse agli ebrei, Ecco, la vostra casa vi è lasciata in rovina (Mt 23:38; Lc 13:35)… La vita in Europa sarà intollerabile. Non la riconosceremo più. Non riusciamo già a riconoscerla. Coloro che hanno visitato l’Europa in alcune occasioni, o hanno avuto l’opportunità di confrontare come erano le cose negli anni ’70 o ’80 con l’Europa del ventunesimo secolo, possono dirvi come l’Europa che conoscevano sia diventata un luogo diverso.

Questo è interessante, sullo sfondo del Natale, vogliono la correttezza politica e l’inclusività [usando i musulmani come scusa]; mentre dall’altra parte del confine, in Polonia, vediamo quanto siano non inclusivi, persino crudeli, nei confronti dei musulmani.
Ebbene, prima di tutto non hanno chiesto ai musulmani se volevano celebrare il Natale, perché la maggioranza dei musulmani tratta con rispetto la Natività di Gesù Cristo. Hanno anche il loro “compleanno del Messia”, eid al milad almasih. Così chiamano in arabo la Natività di Cristo: il compleanno del Messia. In effetti, non sono aggressivi riguardo a questa festa a meno che non siano una specie di talebani o, diciamo, l’ISIS. L’Islam radicale è probabilmente contrario, mentre i comuni musulmani sunniti, più frequentemente rappresentati qui in Europa, non la pensano negativamente. Nessuno si è degnato di chiederglielo. È così che gli europei usano la tolleranza come copertura. Coprono il loro odio per Cristo con parole d’amore per i musulmani, gli stranieri, gli indù o gli atei. È una scusa. Quindi sì, hanno espulso Gesù Cristo, anche dalla lingua. Hanno proibito alle persone di dire “Buon Natale!” e detto loro di usare al suo posto “Buone feste!”. Ma quali feste? Cos’è tutto questo?

Bene, per ora è solo un suggerimento.
No, è già diventato legge in alcuni paesi e lì è formalmente approvato. Beh, ovviamente è straziante. Ma quando la terra starà per sgretolarsi sotto i loro piedi, non chiedete perché.

Ebbene, speriamo che questo permetta all’Europa di svegliarsi, dopotutto.
Può darsi. È possibile, ma ci credo poco.

Sa che abbiamo perso il nostro patriarca Irinej. Stava parlando del metropolita Amfilohije e dei suoi successi in Montenegro. Li ha incontrati e ha parlato con loro. Quali sono i suoi ricordi di loro? Come saranno ricordati nella storia dell’Ortodossia?
Non avete perso nessuno. Ci salutiamo per il momento, ma ci rivedremo. Vedremo tutti i nostri patriarchi e metropoliti. Anche vladyka Milutin è morto durante questa pandemia del Covid-19. Il loro lavoro parlerà per loro. Vladyka Milutin era solito dire: “Dato che sono uno dei Milutin” – Milutin era un principe che per Adempiere a un giuramento costruiva chiese e monasteri ogni anno – doveva costruire una nuova chiesa per ogni anno in cui era sul suo trono episcopale … Quindi, ha fatto crescere la sua Chiesa per tutta la sua vita. Il frutto del loro lavoro è ciò che resta. La metropolia montenegrina: i montenegrini e i serbi stanno pregando per vladyka Amfilohije. Tutti lo ricordano. Un documentario su di lui sta per uscire nelle sale. Penso che si chiamerà “Le rondini del cielo”. Non è cambiato nulla: avete avuto il patriarca Irinej e il patriarca Pavle. Tutti i patriarchi serbi sono insieme, a Dio piacendo, e continuano la loro liturgia celeste.

Sì. Che ne dice del nostro nuovo patriarca Porfirije, l’ha già incontrato?
Non ancora, perché prima di tutto abbiamo avuto la pandemia e non ho ancora avuto la possibilità di visitare il vostro Paese.

Ci saranno altre opportunità, a Dio piacendo.
A Dio piacendo.

Forse entro il prossimo Natale [questa intervista si è svolta poco prima del Natale]… Cosa augura alla Serbia e al popolo serbo?
Prima di tutto, vorrei che ogni anima cristiana sapesse che il Figlio di Dio è venuto in questo mondo freddo, strano, bello ma crudele e che non siamo soli. Il mio desiderio è che ogni anima possa sentire la potenza di Cristo venire nel mondo. Cristo è sempre davanti a noi, dietro di noi, alla nostra destra e alla nostra sinistra; Cristo è sopra e sotto di noi. Cristo è onnipresente. Ma dobbiamo mantenere la nostra fede in Dio. Dobbiamo raggiungere in questi ultimi giorni la grotta della Natività e venerare Gesù Bambino insieme ai Re Magi. Per quanto riguarda i doni, dobbiamo portare quanto segue: fare pace con i nostri nemici, i nostri vicini e i nostri cari in modo che nessuno si arrabbi più. Dobbiamo pentirci dei peccati che abbiamo commesso di recente e comunicarci al corpo e al sangue di Gesù Cristo. Dovremmo visitare le tombe dei nostri familiari defunti e proclamare: “Cristo è nato!” Che anche le loro ossa ascoltino che il Signore è con noi. Dobbiamo anche vivere una vita devota. Non abbiamo nemico più grande del peccato. Se mettiamo in scena una battaglia contro il peccato con Cristo come nostro aiuto, otterremo la felicità. Ecco perché, buon Natale, dragi srby (“cari serbi”)!

Noi diciamo: Cristo è nato! E poi rispondiamo: Veramente è nato!
Cristo è nato! Sì.

Grazie!
Anche a voi!

[Note]

[1] Questo è un riferimento alla guerra del Kosovo del 1998-1999, che si è conclusa con il bombardamento NATO della Serbia nel giugno 1999. Il bombardamento ha provocato fino a 528 vittime civili e la NATO ha usato munizioni all’uranio impoverito che hanno lasciato una duratura contaminazione da radioattività in Serbia.
[2] Questo non vale necessariamente ovunque, per esempio negli Stati Uniti.
[3] Conosciuta come “Operation Storm”, la battaglia finale per l’indipendenza della Croazia durante la quale i croati effettuarono una pulizia etnica dei villaggi serbi della Krajina serba.

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