RASSEGNA STAMPA – 17 – a cura di Rita Bettaglio

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp

dall’Italia, dal Mondo  –  31 gennaio 2011

 

rassegna stampa

a cura di Rita Bettaglio

 

MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DEL PONTIFICIO CONSIGLIO PER GLI OPERATORI SANITARI PER LA 58ma GIORNATA MONDIALE DEI MALATI DI LEBBRA (30 GENNAIO 2011)

“Unire i nostri sforzi per esprimere meglio la Giustizia e l’Amore verso i malati di lebbra”

Sua Santità Papa Benedetto XVI, nel suo messaggio alla XXV Conferenza Internazionale del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari del novembre scorso, intitolata “Caritas in veritate. Per una cura della salute equa ed umana”, ha sottolineato come: “nella nostra epoca” si assista “da una parte ad un’attenzione alla salute che rischia di trasformarsi in consumismo farmacologico, medico e chirurgico, diventando quasi un culto per il corpo, e dall’altra parte, alla difficoltà di milioni di persone ad accedere a condizioni di sussistenza minimali e a farmaci indispensabili per curarsi”. È questo un problema che tocca in modo vivo e speciale il mondo dei lebbrosi e questa 58ma Giornata Internazionale di lotta alla Lebbra è in effetti l’occasione per esprimere la “vicinanza e la solidarietà verso tutti i sofferenti di questo male e delle malattie che deturpano il corpo portando ad un quasi insanabile stato di emarginazione”.

La Giornata Mondiale di lotta alla Lebbra è una ricorrenza che costituisce al contempo un momento di riflessione per sottolineare ed esprimere gratitudine  nei confronti dell’impegno dei milioni fra operatori, professionali e volontari, del mondo della salute, della società, della politica e dell’informazione che hanno aiutato e aiutano i lebbrosi. Ciò a partire dall’offrire la possibilità di una diagnosi tempestiva e poi, come il Buon Samaritano,  dando le possibilità di cura ma anche i mezzi di sopravvivenza e di sostentamento a chi si ritrova con un futuro fortemente compromesso dalle disabilità e dalle deturpazioni che la malattia infligge. Dunque, ha proseguito il Santo Padre nel Messaggio, chinandosi “verso l’uomo ferito, abbandonato sul ciglio della strada”, adempiendo  “quella “giustizia più grande” che Gesù chiede ai suoi discepoli e attua nella sua vita, perché l’adempimento della Legge è l’amore”. Tra le persone e gli organismi di buona volontà ai quali desideriamo rivolgere un particolare grazie, per l’impegno verso i malati di lebbra, vi è la Fondazione Raoul Follereau. Una realtà che, scaturita dalla sensibilità, carità e capacità del suo fondatore, ne ha continuata l’opera anche sostenendo la celebrazione di questa Giornata Mondiale che, tra due anni, celebrerà il 60mo della propria istituzione.

2) La lebbra, in effetti, dopo la messa a punto di efficaci terapie farmacologiche si è vista ridurre notevolmente la propria carica letale ma continua a provocare sofferenza, menomazioni ed esclusione sociale. Intorno ad essa prosperano l’ignoranza, la diseguaglianza e la discriminazione che, a loro volta, ne alimentano la diffusione. Ciò attraverso l’incapacità di comprendere l’importanza di un accertamento clinico tempestivo e di accesso ai servizi sanitari eventualmente presenti; l’assoluta impossibilità per alcune popolazioni o comunità di fruire di un sistema sanitario anche minimale, l’emarginazione e il conseguente drastico impoverimento dei nuclei familiari ove si sia verificato un primo caso di contagio. Da un punto di vista sanitario e sociale permane drammatica la carenza di strutture sia per la diagnosi precoce dell’infezione sia per il reinserimento sociale e lavorativo delle persone guarite ma oramai mutilate dal Bacillo di Hansen.  Va inoltre promossa in modo ancor più diffuso e capillare l’educazione delle comunità e delle popolazioni affinché si comprenda che chi è guarito non presenta più alcuna minaccia d’infezione per gli altri e che va aiutato nel reinserimento.

È perciò che chiediamo anche a Voi, vittime passate e presenti della lebbra, di impegnarvi ad essere solidali, di pregare per il bene di chi vi è vicino, di chi cerca di portarvi sollievo, ma anche per la salvezza di coloro i quali ‘banchettano’ chiudendo la porta davanti ai bisogni degli altri. Di coloro che vi allontanano chiamandovi “lebbrosi!” senza conoscere né voler conoscere il vostro nome, riconoscere la vostra dignità e la vostra storia. Eppure “anche nel campo della salute, parte integrante dell’esistenza di ciascuno e del bene comune, è importante instaurare una vera giustizia distributiva che garantisca a tutti, sulla base dei bisogni oggettivi, cure adeguate. Di conseguenza, il mondo della salute non può sottrarsi alle regole morali che devono governarlo affinché non diventi disumano” ha inoltre rilevato Sua Santità Papa Benedetto XVI . Come sottolineato nell’Enciclica Caritas in veritate, “la Dottrina Sociale della Chiesa ha sempre evidenziato l’importanza della giustizia distributiva e della giustizia sociale nei vari settori delle relazioni umane. Si promuove la giustizia quando si accoglie la vita dell’altro e ci si assume la responsabilità per lui, rispondendo alle sue attese, perché in lui si coglie il volto stesso del Figlio di Dio, che per noi si è fatto uomo. L’immagine divina impressa nel nostro fratello fonda l’altissima dignità di ogni persona e suscita in ciascuno l’esigenza del rispetto, della cura e del servizio”.

3) Ancora in occasione di questa 58ma Giornata Mondiale è giusto ricordare come  nella Storia della Chiesa vi siano state persone che si sono molto impegnate fino, in molti casi, a sacrificare la propria vita in favore delle vittime del Morbo di Hansen. Uno dei più recenti, in termini temporali, è il Cardinale canadese Paul-Émile Léger. “Un segno forte dell’azione umanizzante del messaggio di Cristo è senz’altro il Centro Cardinal Léger di Yaoundé” (Cameroun), ha sottolineato Papa Benedetto XVI durante l’udienza generale del 1° aprile 2009 a Piazza S. Pietro. “Ne fu fondatore il Cardinale canadese Paul-Émil Léger, che là volle ritirarsi dopo il Concilio, nel 1968, – ha poi evidenziato il Santo Padre – per lavorare” tra i poveri, i lebbrosi e i portatori di disabilità.

Rimanendo tra il XIX e il XX secolo,  desideriamo quindi ricordare il belga San Damien de Veuster della Congregazione dei Sacri Cuori di Gesù e Maria, che operò a Molokai (Arcipelago delle Hawaii, USA). “La sua attività missionaria che – ha sottolineato Sua Sanità Papa Benedetto XVI in occasione della canonizzazione di Damiano de Veuster, celebrata nel 2009 – gli  ha dato molta gioia” raggiungendo “il suo culmine nella carità… Il servitore della Parola divenne così un servitore sofferente, lebbroso fra i lebbrosi, durante gli ultimi anni della sua vita”.

Anche il Beato polacco Jan Beyzym della Compagnia di Gesù che, beatificato nel 2002 dal Venerabile Papa Giovanni Paolo II, si dedicò alle vittime della lebbra, nel suo caso in Madagascar, e riuscì persino a costruire nell’isola un ospedale specialistico tuttora attivo e in grado di ospitare 150 pazienti. La sua vita si distinse per la profonda fede, la sollecitudine samaritana per i più poveri dei poveri. Nella sua esistenza l’evangelizzazione si coniugava con la difesa della dignità dell’essere umano figlio di Dio. Di profonda fede mariana, dedicò l’ospedale che aveva fondato alla Madonna di Częstochowa. “L’opera caritatevole del Beato Giovanni Beyzym – affermò il Venerabile Giovanni Paolo II durante la cerimonia di beatificazione del padre gesuita, tenuta a Cracovia nel 2002 – era iscritta nella sua missione fondamentale: portare il Vangelo a coloro che non lo conoscono. Ecco il più grande dono di misericordia:  portare gli uomini a Cristo e permettere loro di conoscerne e gustarne l’amore”.

Alla Madonna Santissima, Salute degli Infermi e Consolatrice dei Sofferenti affidiamo tutti i malati di lebbra e tutti coloro i quali se ne prendono cura.

X Zygmunt Zimowski

Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari

(Fonte: Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede, 29/01/2011)

LA PILLOLA DEI “CINQUE GIORNI DOPO” SORVEGLIATA SPECIALE IN FRANCIA

28 gennaio 2011. Jacques Servier, l’industriale buon amico di Sarkozy e produttore del Mediator, il farmaco taglia-fame riconosciuto  responsabile in Francia di centinaia di morti (emerse dopo anni di allarmi e dopo che altri paesi avevano proibito il farmaco) ha annunciato le dimissioni dalla presidenza del G5, organismo che riunisce le prime cinque industrie farmaceutiche d’Oltralpe.

Investita a sua volta dalla bufera, e grande accusata di aver vigilato tardivamente e superficialmente sulla vicenda Mediator, l’Agence française de sécurité sanitaire des produits de santé (Afssaps) ha deciso di rendere pubblica, qualche giorno fa, la lista di cinquantanove farmaci che la Francia ha messo sotto particolare sorveglianza per monitorarne gli effetti collaterali. Nella lista, accanto a specialità sotto inchiesta da parte della Food and drug administration americana (come il Champix, usato per smettere di fumare ma accusato di aver provocato gravi depressioni e addirittura casi di suicidio), spicca EllaOne. Si tratta della cosiddetta pillola dei “cinque giorni dopo”, recentemente approvata dall’ente europeo di farmacovigilanza e commercializzata dallo scorso anno in alcuni paesi dell’Unione. Non ancora in Italia, però, nonostante le proteste di chi lamenta la nostra “arretratezza”, perché sono tuttora in corso accertamenti che ne escludano la natura abortiva, più che contraccettiva.
Gli effetti collaterali di EllaOne che i medici di base francesi sono stati invitati a segnalare all’Afssaps vanno dall’aumento della pressione arteriosa alle gravidanze extra-uterine ai danni epatici. Non proprio le rose e i fiori prospettati da chi minimizza i pericoli della cosiddetta “contraccezione d’urgenza”, che molto spesso riguarda ragazze adolescenti.

La lista dei sorvegliati speciali dell’Assaps contiene poi una vecchia conoscenza: il Gardasil, vaccino contro il papillomavirus (Hpv). Proprio quello che Livia Turco, ministro della Salute del governo Prodi, pensò bene di promuovere in Italia mettendolo a carico del servizio sanitario nazionale – primo paese al mondo – e consigliandolo a tutte le ragazzine a partire dagli undici anni (provvedimento confermato dall’attuale ministro, Ferruccio Fazio). Stiamo parlando di un vaccino di cui è riconosciuta l’efficacia solo sul 65 per cento dei ceppi di papillomavirus, di cui non si conoscono gli effetti sui ceppi non coperti, e che mai può sostituire il Pap-test in età adulta, vera strada per identificare precocemente il pericolo di tumore al collo dell’utero, al quale l’Hpv è associato (lo dice l’Istituto di ricerche farmacologiche “Mario Negri” di Milano). Poco, a fronte dei possibili effetti collaterali di cui, negli anni, si sono moltiplicate le segnalazioni. Tanto che negli Stati Uniti, nel 2009, la scheda tecnica del Gardasil era stata aggiornata per includere avvertenze riguardo a sincopi che possono presentarsi dopo la somministrazione (e, nel 2008, L’European medicines agency annunciò che due giovani donne, una austriaca a l’altra tedesca, erano morte improvvisamente dopo essere state vaccinate contro il papillomavirus). In Italia, quello stesso vaccino gode di una martellante promozione, forse degna di miglior causa.

Nicoletta Tiliacos © – FOGLIO QUOTIDIANO

LIBERTA’ RELIGIOSA: POCO IMPEGNO DELL’AMMINISTRAZIONE OBAMA

Washington D.C., 28/01/2011(CNA, www.catholicnewsagency.com).- La visita di stato negli USA del Presidente cinese Hu Jintao ha messo nuovamente in evidenza la riluttanza dell’amministrazione Obama a difendere i diritti umani e la libertà religiosa.

“Il punto  non è ciò che ogni amministrazione dice, o quello che dice il Presidente, per quanto importanti siano le sue parole. La cosa principale è se, e come, quest’amministrazione faccia seguire alle parole iniziative consistenti ed efficaci,” afferma Thomas Farr, un ex-diplomatico oggi a capo del Progetto Libertà Religiosa del Berkley Center for Religion, Peace, and World Affairs della Georgetown University.

“E’ qui che l’amministrazione Obama cade, specialmente sulla libertà religiosa”, dice. Farr è stato spesso critico sul modo di trattare gli argomenti diritti umani e libertà religiosa dell’attuale amministrazione.

Ciò che Farr contesta è l’affermazione, non verificabile, che il Presidente avrebbe assunto la linea dura nei colloqui privati col leader cinese. Egli fa notare che la Cina compare ogni anno nell’elenco del Dipartimento di Stato di “paesi che destano particolare preoccupazione” per le “particolarmente gravi” violazioni della libertà religiosa. A parte “retoriche condanne della Cina”, Farr sostiene che l’Amministrazione non abbia, in concreto, fatto nulla.

Farr fu il primo direttore del Ufficio per la Libertà Religiosa Internazionale del Dipartimento di Stato (U.S. State Department’s Office of International Religious Freedom),  creato dal Congresso e dal Presidente Bill Clinton nel 1998. Egli lavorò sotto entrambi i presidenti, Clinton e George W. Bush. L’Ufficio ha il compito di monitorare nel mondo tutto ciò che concerne la libertà religiosa e redigere rapporti  annuali per il Congresso. Nei due anni di presidenza Obama, sottolinea Farr, deve ancora nominare l’Ambasciatore della Libertà Religiosa, una figura diplomatica creata dal Congresso nel 1998. Sebbene Obama lo scorso giugno avesse designato il pastore Suzan Johnson Cook, la sua nomina è stata bloccata ed è decaduta. Ora il presidente deve procedere ad un’altra nomina. Secondo Farr questo denota disinteresse da parte dell’Amministrazione su tali, importanti temi.

Farr ritiene urgente un approccio alla Cina che combini dichiarazioni pubbliche e passi politici concreti. Egli pensa che gli USA dovrebbero incoraggiare il presidente Hu a supportare un gruppo misto USA-Cina sulla libertà religiosa che dovrebbe riunirsi periodicamente in entrambi i paesi. Inoltre l’Istituto Cinese sulle Religioni nel Mondo (China’s Institute on World Religions), branca dell’Accademia di Scienze Sociali dovrebbe sviluppare un programmi di studi sulla libertà religiosa. Tali passi “possono avere un reale impatto nell’aiutare i cinesi ad approfondire la comprensione del valore della libertà religiosa per la Cina, inclusi l’armonia sociale, una crescita economica più ampia e sostenibile, stabilità politica e indebolimento dell’estremismo religioso.”Farr crede che questi temi siano cruciali per la sicurezza degli USA e la politica estera. Questo è l’argomento del suo libro del 2008 “World of Faith and Freedom: Why International Religious Liberty is Vital to American National Security.”

Recentemente il suo Centro di Berkeley a Georgetown ha ricevuto un finanziamento di 2 milioni di dollari dalla John Templeton Foundation per condurre uno studio internazionale della durata di 3 anni sulla libertà religiosa e i suoi rapporti con la democrazia, lo sviluppo economico e sociale e la pace.

(Fonte: Marianne Medlin, CNA)

REGNO UNITO: ARCIVESCOVO AMMINISTRA LA CONFERMAZIONE PRIMA DELLA COMUNIONE

Liverpool, 26/01/2011- Nei prossimi anni i bambini dell’Arcidiocesi Cattolica di Liverpool riceveranno la Cresima prima della Comunione, invertendo così l’usuale ordine dei sacramenti.

Un foglio che sarà inviato a tutte le parrocchie la prossima settimana spiega il cambiamento. Esso recita: “Questi tre sacramenti tracciano il processo di appartenenza alla Chiesa, chiamato Iniziazione Cristiana. I sacramenti non sono sempre stati in quest’ordine e gli adulti che si preparavano per l’iniziazione li hanno sempre ricevuti nell’ordine originale: Battesino, Cresima, Eucaristia.”

Dal settembre 2012 nell’arcidiocesi i neo battezzati seguiranno questo ordine.

“Chi avrà 8 anni entro il 1 settembre 2012 sarà invitato a ricevere la Cresima e la Prima Comunione nei giorni tra l’Ascensione e il Corpus Domini 2013, e lo stesso sarà negli anni successivi”, dice il foglio.

I dettagli si trovano anche sui siti web dell’arcidiocesi e della Cattedrale Metropolitana di Liverpool. La decisione di restaurare l’antico ordine dei sacramenti dell’iniziazione e d’introdurre una catechesi familiare, supportata da parrocchie e scuole, è stata presa dall’arcivescovo Patrick Kelly di Liverpool, con l’incoraggiamento del Council of Priests, alla fine del 2008.

La nuova procedura coinvolgerà in maniera maggiore le famiglie nella preparazione dei bambini ai sacramenti.

“Invece di insegnanti, catechisti e preti che istruiscono bambini e genitori sui sacramenti, essi aiuteranno i genitori a trasmettere la propria fede ai figli, adempiendo i privilegi e le responsabilità espresse nel rito del Battesimo. Nuove risorse aiuteranno i genitori a preparare i propri figli per i sacramenti col supporto della locale comunità ecclesiale”, dice il foglio diocesano.

“Con questi cambiamenti intendiamo aiutare noi stessi a comprendere che i sacramenti sono doni della grazia di Dio, che i genitori sono i primi maestri di fede dei propri figli e che sono chiamati a conoscere e far conoscere meglio Gesù Cristo nel cammino della vita.”

Le famiglie di questi bambini saranno invitate a conoscere e celebrare il sacramento della Riconciliazione coi figli ogni anno durante l’Avvento, mentre i teenagers e le loro famiglie lo faranno durante la Quaresima.

I prossimi due anni saranno un periodo di transizione dalla vecchia prassi alla nuova. Nel 2011 non ci saranno Prime Comunioni nella maggior parte delle parrocchie. I bambini della 6a classe (10-11 anni) riceveranno la Cresima; nel 2012 questo accadrà ai bambini dagli 8 agli 11 anni. Dal 2013 in poi la normalità sarà che i bambini a 8 anni riceveranno Cresima e Comunione nella stessa cerimonia.

David V Barrett (Fonte: Catholic Herald UK)


Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Seguici

Chi siamo

Ricognizioni è nato dalla consapevolezza che ci troviamo ormai oltre la linea, e proprio qui dobbiamo continuare a pensare e agire in obbedienza alla Legge di Dio, elaborando, secondo l’insegnamento di Solženicyn, idee per vivere senza menzogna.

Progetto Mondo piccolo

Vogliamo dimostrare che vivere guareschianamente è possibile, per questo collabora con i tanti mondi piccoli sparsi per tutta l’Italia: aziende agricole, produttori, artigiani e qualsiasi attività in linea con i principi di un mondo buono e a misura d’uomo, per promuoverne lo stile di vita e i prodotti. Scopri di più!

Emporio Mondo piccolo

Ti potrebbe interessare

Eventi

Sorry, we couldn't find any posts. Please try a different search.

Iscriviti alla nostra newsletter

Se ci comunichi il tuo indirizzo e-mail, riceverai la newsletter periodica che ti aggiorna sulla nostre attività!

Torna su