RASSEGNA STAMPA 18 – a cura di Rita Bettaglio

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dall’Itaia, dal Mondo  –  20 febbraio 2011

 

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a cura di Rita Bettaglio

 

www.catholicnewsagency.com

Polish priests display their skiing skills for John Paul II Cup

Wisla, Polonia,19/02/2011 (CatholicNewsAgency).- Polish clergymen rocketed down ski slopes to pay tribute to their beloved Pope and countryman, and to compete for a trophy in the John Paul II Cup.

Il 14mo Campionato di Sci Alpino per Preti e Seminaristi Polacchi si è svolto a Wisla, Polonia  il 12 febbraio u.s. Uno dei due sacerdoti organizzatori dell’evento, il 37enne Fr. Gregory Szwarc ha dichiarato che l’evento ha preso il via nel 1998 da un gruppo di francescani, che si sono ispirati ad una gara simile che si svolgeva in passato. I sacerdoti sciatori hanno “un buon modello” da seguire, continua Szwarc: “Il nostro papa Giovanni Paolo II sciava ed è per questo che abbiamo dato il suo nome alla competizione.”

Il torneo vede i preti divisi in quattro gruppi per età, mentre i seminaristi gareggiano fra loro in una separata categoria. Si tratta di uno slalom di 800 metri.

La competizione ha inizio con una tradizionale corsa d’apertura giù dalla montagna in abito talare. Per la gara vera e propria la tonaca cede il posto alla normale tenuta da sci.

Possono partecipare anche parenti stretti dei sacerdoti in una “doppia corsa”Members of the priests’ immediate families are also eligible to participate in a “doubles” race, with the fastest pair down the mountain taking the gold.

Quest’anno 30 sacerdoti e 7 seminaristi da tutta la Polonia hanno partecipato all’evento, un numero in crescita rispetto ai 26 dello scorso anno. Quest’anno la gara ha visto anche l’ingresso di 17 atleti della categoria ‘familiari’.

Gli ori nelle categorie dei preti sono andati a: Fr. Chris Sontag di Nostra Signora del Rosario di L?dziny; Fr. Henry Urbas, SDB, di Cracovia; Fr. Damian Copek della parrocchia Santa Maria di Katowice; e Fr. Simon Kos della parrocchia dei Santi Pietro e Paolo di Katowice-D?ba.

I vincitori ricevono uno speciale trofeo, la coppa Giovanni Paolo II.

I preti sciatori si fanno il loro Mondiale

31/01/2011

Il Centro sportivo italiano confeziona un gustoso epilogo ai Campionati mondiali di sci, in programma a Garmisch, dal 7 al 20 febbraio. Il 21 e il 22 a Passo del Lupo (Sestola, MO), si svolgerà infatti la dodicesima “Festa nazionale sulla neve per sacerdoti sciatori”, manifestazione sciistica nota come “Il Signore s(c)ia con voi”. Il campionato nazionale di slalom gigante, fondo e ciaspolada è organizzato dal Csi, in collaborazione con i Comitati di Reggio Emilia, Modena e Carpi e la Scuola nazionale maestri di sci Sestola. La Clericus Ski – così ribattezzata perché inserita nel progetto Clericus Cup, rivolto a sacerdoti e seminaristi – è patrocinata dalla Provincia di Modena, dal consorzio Valli del Cimone e dal Csi Presidenza nazionale.

L’appuntamento per i sacerdoti-sciatori è per le ore 15 di lunedì 21 febbraio presso la “Pista di fondo” del lago della Ninfa. Prima si cimenteranno con la gara di fondo, poi, dopo aver calzato le racchette da neve (le tradizionali “ciaspole”), daranno vita alla ciaspolada. Alle 18 la Messa a Sestola e alle 20 le premiazioni delle gare del giorno. Alle ore 10 di martedì 22 febbraio sulla pista “Beccadella”, la prima manche dello slalom gigante, alle 11,30 la seconda manche. Alle 14,30 premiazioni dei migliori sacerdoti slalomisti.

Non mancheranno senz’altro di presentarsi ai blocchi di partenza due affezionatissimi della manifestazione sciistica: il responsabile nazionale della Pastorale giovanile della Conferenza episcopale italiana, don Nicolò Anselmi (che vanta un ricco palmares alla “Il Signore s(c)ia con voi”) e monsignor Claudio Paganini, Consulente ecclesiastico nazionale del Csi, che ha sottolineato l’importanza di queste iniziative per mostrare il volto “più sportivo” della Chiesa e avvicinare in questo modo le giovani generazioni: «I principali destinatari della nostra “Festa nazionale sulla neve” – ha detto l’alto prelato – sono infatti proprio i preti giovani. A loro sono dedicate tutte le nostre iniziative targate Clericus: il calcio, il basket, gli scacchi, lo sci, tutti gli sport sono un linguaggio universale particolarmente adatto a proporci ai giovani come punti di riferimento per la loro educazione e la loro crescita».

Le iscrizioni (la quota di 20 euro comprende Skipass e assicurazione) sono ancora possibili presso la segreteria regionale Csi di Reggio Emilia (tel.: 0522511482; fax: 0522511583; e-mail: info@csi-emiliaromagna.it). Per ulteriori informazioni ci si può rivolgere anche all’ideatore della manifestazione don Aronne Magni, Consulente ecclesiastico del Csi Emilia Romagna.

LE ‘SUORE DI OPRAH’ SI ESPANDONO IN CALIFORNIA

San Francisco, Calif., 19/01/2011(catholicnewsagency.com).- Le Sorelle Domenicane di Maria, Madre dell’Eucaristia, uno degli ordini religiosi femminili in maggior crescita crescita negli USA si sta espandendo in California, dove hanno assunto l’amministrazione di una scuola cattolica di Sacramento.

Le Sorelle Domenicane sono partite dalla loro casa madre ad Ann Arbor, Michigan, e hanno in programma di aprire due nuove case di formazione in California e in Texas. Ognuna ospiterà 100 suore. Lo stile di vita di queste religiose ha attirato l’attenzione della famosa conduttrice televisiva Oprah Winfrey, che le ha ospitate due volte nel proprio show nel 2010. Il risultato è stato il soprannome di ‘suore di Oprah”.

“Sono entrate 22 giovani in agosto ed abbiamo avuto tra le 10 e le 20 vocazioni all’anno negli scorsi 5 anni”, dice suor Thomas Augustine, direttrice del California Mission Advancement. “Ci è accaduto di non aver più posto ancora prima di aver terminato la casa madre ad Ann Arbor. Questa volta speriamo di essere previdenti e così abbiamo progettato due nuove case di formazione!”.

Fondate nel 1997 da quattro suore domenicane del convento di Nashville, solo 31 delle 110 Sorelle Domenicane di Maria, Madre dell’Eucaristia, hanno emesso i voti perpetui. Le altre suore sono nei vari stadi di formazione e discernimento, aggiunge la superiora.

“Non mandiamo via nessuno. Dormiremo sul pavimento. Vivremo in ogni stanza, bagno e cucina compresi. Lo abbiamo già fatto in passato”, conclude suor Thomas Augustine.

Il terreno a Loomis vicino Sacramento è stato acquistato da Fred e Joan Cordova, una coppia che nel 2005 ha espresso il desiderio che le suore aprissero una casa in California.

Attualmente sono 8 le suore nella diocesi di Sacramento. Quattro insegnano alla Presentation School, una scuola elementare che ha visto aumentare gli studenti da 44 a 196 da quando ci sono le suore, cioè dall’anno scolastico 2010-11, dice Kevin Eckery, portavoce del Vescovo Jaime Soto. “E’ il primo aumento di iscrizioni in cinque anni”, sottolinea Eckery.

Il principale apostolato è l’insegnamento. Le suore vengono mandte in piccoli gruppi. Esse insegnano e amministrano scuole cattoliche in California, Texas, Arizona, South Carolina e Michigan. Una nuova missione aprirà il prossimo anno a Columbus, Ohio.

“La cosa da notare è quello che tutte noi abbiamo in comune: l’abito, la vita comunitaria, la devozione all’Eucaristia e a Nostra Signora, l’assoluta fedeltà all’insegnamento della Chiesa e l’influenza di Giovanni Paolo II,” conclude suor Augustine, che faceva l’avvocato a New York prima della vocazione.

Per maggiori informazioni www.sistersofmary.org

APPELLO DEI TRADIZIONALISTI AL PAPA: NO PASSI INDIETRO SULLA  SUMMORUM PONTIFICUM

18/01/2011, Catholic Herald.uk

I tradizionalisti di tutto il mondo lanciano un appello a papa Benedetto XVI di non approvare un documento, di cui si vocifera, che conterrebbe restrizioni alla celebrazione della Messa Tradizionale.

Dozzine di persone hanno già firmato una petizione sul sito  motuproprioappeal.com che chiede al papa di opporsi a un documento di chiarimento della Summorum Pontificum.

Il sito afferma di aver avuto sentore che la tanto attesa istruzione “cancellerà quanto stabilito legalmente nel Motu Proprio”.

Esso aggiunge: “Ogni misura restrittiva potrebbe essere fonte di scandalo, divisione e sofferenza per la Chiesa e frustrerebbe la riconciliazione così fortemente voluta dal papa.”

La petizione segue quanto affermato dal  blog Rorate Caeli blog secondo cui “strane, violente e oscure forze vogliono far fallire l’applicazione della Summorum Pontificum”.

Secondo il blog, diverse fonti suggerirebbero che “persone malintenzionate, all’interno dell’alta gerarchia della Santa Sede, vorrebbero utilizzare il documento di chiarimento sulla Summorum Pontificum come un cavallo di Troia, svuotando il Motu Proprio di tutti i suoi contenuti, specialmente riguardo i sacerdoti delle parrocchie e altri membri del clero diocesano… Questa è una minaccia pericolosa, chiara e credibile, ma tutti i preti e i fedeli laici devono agire.”

Il Motu Proprio del 2007 di Benedetto XVI concedeva ai sacerdoti di celebrare la messa tradizionale senza il permesso del Vescovo. Il documento chiariva che i parroci potevano celebrare secondo la forma preconciliare, se lo volevano, e ci si aspettava che i vescovi provvedessero a ciò.

Padre Lombardi spiega l’uso dell’iPhone nella confessione

CITTA’ DEL VATICANO, mercoledì, 9 febbraio 2011 (ZENIT.org).- Il programma Confessione per iPhone e altre nuove tecnologie simili possono aiutare a realizzare l’esame di coscienza, ma non potrebbero mai sostituire il dialogo personale tra il penitente e il sacerdote, o non ci sarebbe sacramento.

Lo ha spiegato il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi, di fronte ai dubbi espressi da alcuni giornalisti che coprono le informazioni vaticane circa l’imprimatur concesso all’applicazione Confessione per iPhone, come ha reso noto ZENIT (cfr. 4 febbraio 2011).

Di fronte ad alcune informazioni che suggerivano che si trattava di confessioni “attraverso” iPhone, padre Lombardi ha spiegato che “è essenziale capire bene che il Sacramento della Penitenza richiede necessariamente il rapporto di dialogo personale fra il penitente e il confessore e l’assoluzione da parte del confessore presente”.

“Questo non può essere sostituito da nessuna applicazione informatica”, e quindi “non si può parlare in nessun modo di ‘Confessione per iPhone’”, ha spiegato.

In un mondo in cui molte persone usano supporti informatici per leggere e riflettere (ad esempio anche testi per pregare), ha tuttavia aggiunto, “non si può escludere che qualcuno rifletta in preparazione alla Confessione aiutandosi con strumenti digitali, come in passato lo si faceva con testi e domande scritte su fogli di carta, che aiutavano ad esaminare la propria coscienza”.

In questo caso, ha sottolineato, si tratterebbe di “un sussidio pastorale digitale che qualcuno potrebbe trovare utile, pur sapendo bene che non è per nulla un sostituto del Sacramento”.

“E’ anche importante che vi sia una vera utilità pastorale e non si tratti di un business alimentato da una realtà religiosa e spirituale importante come un Sacramento”, ha dichiarato.

Il programma, “Confessione: un’applicazione cattolica romana”, è stato sviluppato dalla compagnia Little iApps e ha ricevuto pochi giorni fa l’imprimatur da monsignor Rhodes, Vescovo di Fort Wayne-Southbend (Stati Uniti).

Secondo quanto ha spiegato allora a ZENIT Patrick Leinen, promotore e cofondatore di Little iApps, il programma, alla cui creazione hanno collaborato Thomas Weinandy, direttore esecutivo del Segretariato per la Dottrina e le Pratiche Pastorali della Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti, e Dan Scheidt, pastore della chiesa cattolica Regina Pacis di Mishawaka (Indiana), è progettato per la preparazione della confessione.

L’applicazione offre l’esame di coscienza, una guida passo dopo passo del sacramento, l’atto di dolore e altre preghiere.

Non è il primo programma con queste caratteristiche, perché esistono anche “Mea Culpa – Esame di Coscienza Cattolico per Cattolici” e “iConfess – Guida alla Confessione”, creati per lo stesso uso in dispositivi come l’iPhone, ma è il primo a ricevere l’imprimatur da parte di un Vescovo.

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