RASSEGNA STAMPA – 20 – a cura di Rita Bettaglio

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dall’Italia, dal Mondo  –  19 marzo 2011

 

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a cura di Rita Bettaglio

 

GIAPPONE: EPICENTRO DEL TERREMOTO VICINO AL LUOGO DELLE APPARIZIONI MARIANE

(Fonte: Catholic News Agency)

NIIGATA, Giappone, 14/03/2011(CNA) – L’epicentro del terribile sisma che ha colpito il Giappone l’11 marzo si trova vicino al luogo in cui la Vergine è apparsa e ha messo in guardia circa un disastro mondiale che potrebbe colpire l’umanità.

Le autorità della Chiesa giapponese hanno confermato che la diocesi di Sendai, nel nord del paese, è stata duramente colpita dal terremoto e dallo tsunami.

E’ accertata la morte di centinaia di persone nella città di Sendai, situata a meno di 90 miglia dal luogo dell’apparizione di Nostra Signora di Akita, nella città di Yuzawa.

La città di Akita, che ha fatto esperienza di incendi e inondazione, insieme a molte parti del Giappone settentrionali, è un luogo di venerazione per i cattolici.

Nel 1973 la Vergine Maria apparve tre volte alla suora giapponese Sr. Agnes Sasagawa, predicendo un numero di disastrosi eventi, inclusi disastri naturali. Le apparizione della Vergine in Giappone furono approvate dalla Chiesa, dopo accurata indagine da parte dell’allora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, card. Ratzinger, che ne dichiarò la validità. Il messaggio della Madonna mette in guardia da disordini all’interno della Chiesa e disastri che possono colpire il mondo intero.

“Se gli uomini non si pentono e non migliorano, Dio Padre infliggerà una terribile punizione a tutta l’umanità,” sarebbero le parole della Vergine a Suor Agnes. “In tal caso la punizione sarà più grande del diluvio (biblico), qualcosa di mai visto prima.”

“L’opera del demonio s’infiltrerà anche nella Chiesa tanto che si vedranno cardinali contro cardinali e vescovi contro vescovi. Le chiese e gli altari saranno saccheggiati. La Chiesa sarà piena di persone che accettano compromessi e il demonio spingerà molti preti e consacrati ad abbandonare il servizio di Dio.” “Recitate ogni giorno il Rosario”, ha detto la Vergine a suor Agnes, “col rosario pregate per il Papa, i vescovi e i preti.”

Due anni dopo l’ultimo messaggio, la statua della Vergine, nella cappella dove erano avvenute le apparizioni, cominciò emettere lacrime e gocce di sangue. Questo andò avanti per più di 6 anni.

Le notizie da Akita dopo il terremoto di venerdì indicano che la città ha subito danni in misura assai minore delle altre parti del Giappone settentrionale, nonostante la sua prossimità all’epicentro del sisma.

ARGENTINA: GRUPPI-FAMIGLIA LANCIANO UNA PETIZIONE PER ANNULLARE LA LEGGE SUI MATRIMONI OMOSESSUALI

Buenos Aires, Argentina, 18/03/2011 (ACI Prensa).- La Rete Federale delle Famiglie (Red Federal de Familias) in Argentina ha lanciato una petizione popolare per chiedere l’annullamento dela legge sui “matrimoni” omosessuali.

Il gruppo spera di raccogliere 500mila firme.

Juan Pablo Berarducci, il coordinatore della raccolta di firme, il 16 marzo ha dichiarato alla CNA che, se la misura passerà, il matrimonio omosessuale sarà fuori legge nell’intero paese.

Il matrimonio omosessuale è stato legalizzato in Argentina, primo paese dell’America latina a farlo, nel luglio 2010.

Tale legge potrebbe essere in contrasto con la politica argentina per la famiglia, che affonda le proprie radici nell’articolo 14 della Costituzione che si colloca ad un livello legislativo superiore, ha spiegato Berarducci.

Il progetto, disponibile sul sito della Rete, chiede anche di proteggere le donne gravide e afferma che, fin dal concepimento, “il nascituro ha l’inalienabile diritto alla vita, come diritto umano primario, fonte e origine di tutti gli altri, ragione per cui non può essere alla mercè di alcuno.”

“Garantire questo diritto nella sua massima estensione è un obbligo fondamentale dello Stato a tutti i suoi livelli e in ogni situazione si possa presentare”, aggiunge il testo.

Berarducci ha dichiarato ad ACI Prensa che la Rete si propone di raccogliere 500mila firme prima di luglio 2011, “prima che vengano definiti i nomi dei candidati a Presidente e Vicepresidente della nazione e che si formino le liste di candidati a deputato e senatore”.

Egli ha spiegato che il proposito è “ottenere dichiarazioni da parte loro, a favore o contro la nostra iniziativa, perchè l’elettore abbia un’informazione genuina di come sarà il comportamento legislativo dei propri rappresentanti e possa esprimere il voto con maggiore qualità istituzionale.”

Dopo aver ricevuto il progetto, i deputati avranno un tempo massimo di 12 mesi per affrontarlo.  “Questo è l’effetto più importante, poichè le firme dei cittadini realmente obbligano e danno un mandato imperativo ai propri rappresentanti, dicendo loro ‘vogliamo questa legge’.”

L’iniziativa sta ricevendo l’apprezzamento di numerosi membri “di diverse forze municipali, provinciali e nazionali (…). Ci sono anche parlamentari in carica che hanno manifestato il loro appoggio e siamo in dialogo, secondo le caratteristiche di ogni provincia, con alcuni possibili candidati.”

Berarducci ha spiegato che la Rete Federale delle Famiglie “è un’istituzione non partitica e multireligiosa”, che, nel caso dei cattolici, l’iniziativa è intesa come “un’azione civica politica di competenza prioritaria dei laici.”

L’Iniziativa Popolare si trova alla pagina http://www.todosporlafamilia.com.ar/wp-content/uploads/2011/03/texto-ley-iniciativa-popular.pdf


MALAYSIA:LE CHIESE IN MALAYSIA RIFIUTANO LE BIBBIE BLOCCATE E DETURPATE DAL GOVERNO

Kuala Lumpur, 18/03/2011, (AsiaNews) – La comunità cristiana ha detto oggi di essere inorridita da quella che definisce la “sconsacrazione” da parte dell’amministrazione Najib di circa 5100 Bibbie trasportate per nave dall’Indonesia, e si rifiuta categoricamente di ritirarle al porto d’arrivo di Klang. La Federazione cristiana di Malaysia (Cfm) che rappresenta oltre il 90% delle Chiese del Paese, ha chiesto che vengano immediatamente fatte cadere le condizioni imposte per lo sblocco dei due carichi di Bibbie in lingua malay nei porti di Klang e Kughing, per un totale di 35mila esemplari. (vedi: 2/03/2011 Cristiani protestano: il governo blocca 30mila Bibbie in lingua malay).

La notte scorsa la Società biblica della Malaysia (Bsm) ha saputo che la sua spedizione di 5100 “Al Kitab”, come è chiamata la Bibbia, ha ricevuto il sigillo ufficiale del ministero degli Interni, così come volevano le condizioni decise per lo sblocco due giorni fa, ma senza che la Bsm abbia dato il suo permesso.  Le condizioni imponevano che gli importatori stampigliassero sulla copertina di ciascuna delle 35mila copie le seguenti parole: “Avvertenza: questo ‘Al Kitab Berita Baik’ è solo per l’uso dei cristiani.  Per ordine del ministero degli Interni”. La copertina di Al Kitab riceverebbe così il sigillo ufficiale dell’amministrazione, e la data.

La seconda condizione obbliga gli importatori a stampigliare un numero seriale su ogni copia per identificare le copie di ogni spedizione e far sì che di ogni libro si possano conservare le tracce. “Questo significa che la Bibbia in Bahasa (cioè il linguaggio corrente della Malaysia) è ora trattata come un prodotto controllato, e la parola di Dio è fatta oggetto di controllo da parte dell’uomo. Questo è pienamente offensivo per i cristiani”, ha dichiarato in un comunicato dai toni forti il presidente della Cfm, il vescovo Ng Moon Hing. L’organizzazione ha respinto la tesi del governo secondo cui si sarebbe raggiunto un compromesso, negando di aver mai accettato che i libri sacri sarebbero entrati nel Paese con la scritta “è solo per cristiani”. “Ogni persona che rispetta le Sacre Scritture sarebbe inorridita da questa azione. Non accetteremo mai una sconsacrazione della Bibbia, perché la parola di Dio è sacra per noi”, afferma ancora il comunicato.

Facendo riferimento a un atto emanato nel 1982 in base alla legge di Sicurezza interna, la Cfm ha affermato che da nessuna parte in quella legge è scritto che su ogni copia della Bibbia in Bahasa ci deve essere un’avvertenza stampata sopra. “Dal momento che alcune copie possono già essere state stampigliate, non le ritireremo”. La Cfm ha aggiunto che rifiuta integralmente la tesi del governo secondo cui la Bibbia in Bahasa malay “è pregiudiziale all’interesse nazionale e alla sicurezza della Malaysia”. E condanna il trattamento del governo di questi libri sacri come se fossero “una pubblicazione sovversiva”.

La Cfm afferma che i cristiani malaysiani hanno sempre agito in buona fede e con grande pazienza per trovare una soluzione pacifica a tutte le discussioni di carattere religioso che non compromettano la loro fede. “Ma alla nostra buona fede il governo non ha risposto nello stesso modo”, ha detto il presidente.  E ha accusato il governo di aver spostato “i confini”  nel corso degli anni “attraverso una sistematica imposizione di restrizioni e condizioni irragionevoli”. “Come cristiani ci chiediamo come le nostre Sacre Scritture possano diventare una minaccia alla sicurezza nazionale, quando un numero incalcolabile di noi le trova utili a portare speranza e guarigione a vite e focolari infranti, in cui possiamo portare testimonianza”.

La Cfm ha fatto appello affinché tutti i malaysiani si uniscano nel rifiutare ogni tentativo di controllare la libertà religiosa nel Paese. E ha suggerito ai cristiani di restare calmi e di pregare per una soluzione dignitosa e rispettosa della discussione attuale su Al Kitab; ha sottolineato che domenica 20 marzo segnerà il secondo anno di blocco per i libri nel porto di Klang.

Il ministro degli Interni Datuk Seri Hishammuddin Hussein ha difeso oggi la stampigliatura su 5100 copie della Bibbia nel porto di Klang con il suo sigillo ufficiale dicendo che è un protocollo standard, e che con è fatto per “deturpare” Al Kitab. Il ministro ha detto anche che i suoi uomini non avevano altra scelta se non quella di aderire a queste procedure, dal momento che la Bsm ha chiesto un rilascio immediato. “Abbiamo stampigliato la Bibbia in base a questa prassi in precedenza…durante l’incarico di Abdullah Badawi e anche al tempo di Tun Dr Mahathir”, ha dichiarato ai reporter, facendo riferimento ai precedenti primi ministri. E ha fatto capire che secondo lui  le proteste sono pretestuose. “Volevano che le sbloccassimo in fretta…se vogliono trovare dei motivi di protesta, possono trovarne dappertutto…magari possono dire anche che i libri hanno un cattivo odore, dopo essere stati bloccati tanto a lungo” ha dichiarato il ministro. Ha aggiunto che i suoi funzionari non avevano intenzione di deturpare la Bibbia. E ha espresso frustrazione per l’impossibilità di superare il solco che si allarga con la comunità cristiana su questo punto.

REGNO UNITO: RECORD DI FEDELI CHE SARANNO RICEVUTI NELLA CHIESA A PASQUA

15/03/2011

(Fonte: catholicherald.uk)

Un numero record di fedeli in Inghilterra e Galles saranno ricevuti nella Chiesa cattolica nella Settimana Santa e a Pasqua.

Oltre 4700 persone hanno preso parte alle celebrazioni del  Rito dell’Elezione (rito d’inizio Quaresima per i catecumeni che faranno il loro ingresso nella Chiesa a Pasqua) nelle diocesi di Inghilterra e Galles lo scorso finesettimana, segnando un anno boom di nuovi fedeli, sia catecumeni che candidati a essere ricevuti nella Chiesa cattolica.

Il numero è stato insolitamente alto grazie all’ingresso di un gruppo di anglicani nell’Ordinariato Personale di Nostra Signora di Walsingham – circa 800 laici e 61 preti.

L’Arcidiocesi di Westminster ha avuti il più alto numero di candidati e catecumeni, circa 900, 62 dei quali entreranno nell’ordinariato nella Settimana Santa, mentre 829 persone saranno ricevute o battezzate a Pasqua. L’Arcidiocesi di Southwark ha avuto un record di 684, di cui 167 stanno unendosi all’ordinariato.

Inoltre, secondo i dati forniti dalla Conferenza Episcopale di Inghilterra e Galles, la diocesi di  Brentwood ha il più alto numero di ex-anglicani tra tutte le diocesi, con 240 persone. L’Inghilterra del Sud ha avuto il più grande numero di persone che sono entrate nell’ordinariato, mentre in 11 diocesi, situate principalmente nel nord d’Inghilterra e Galles, nessuno era presente al Rito dell’Elezione. Partecipare a questo rito era facoltativo per gli ex-anglicani che abbracciavano l’ordinariato. Parlando al Rito dell’Elezione, il vescovo Crispian Hollis ha detto: “Questa è la mia 23esima celebrazione del Rito dell’Elezione in questa cattedrale e nella diocesi, e quest’anno vediamo il maggior numero che io conosca giungere allo stadio finale del cammino verso i sacramenti pasquali.”

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