Renzi morirà sparando frottole  –  di Marcello Foa

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di Marcello Foa

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zzzzrenziCome sa chi frequenta questo blog, non ho mai amato Matteo Renzi ma la tracotanza degli ultimi giorni me lo rende insopportabile. E mi chiedo come facciano gli italiani a dargli ancora ascolto.

Venerdì si è segnalato per la gaffe del secolo: si è attribuito i meriti per il progetto ferroviario ad alta velocità dell’Alptransit che scorrono sotto il San Gottardo, annoverandolo tra i grandi progetti infrastrutturali italiani. Peccato che, come sanno i bambini delle elementari, il San Gottardo è un monte totalmente svizzero, che dista un centinaio di chilometri dal confine italiano. E l’Alptransit è un’opera spettacolare, di straordinaria modernità, ma concepita e finanziata interamente dalla Confederazione elvetica. L’Italia, semmai, si è segnalata per l’incapacità di dar seguito alle promesse ovvero a estendere la rete anche in Italia e infatti l’Alptransit si fermerà al confine.

Una gaffe colossale,  pronunciata in conferenza stampa mentre il ministro Del Rio, che sedeva a fianco di Renzi, annuiva. Evidentemente né l’uno nell’altro sapevano dov’è il San Gottardo. In altri Paesi i ministri che compiono passi falsi analoghi vengono ridicolizzati dai media, in Italia invece no. La notizia sui grandi media è passata sotto traccia, significativamente.

I grandi media hanno dato invece ampio spazio alle roboanti dichiarazioni a commento del fallito referendum sulle trivelle.

Ma con che ardire un premier afferma che “è stata sconfitta la demagogia”? Il referendum è fallito perché l’establishment italiano (a partire da Renzi) ha deciso di non parlarne in campagna elettorale. E la stampa, come al solito, si è adeguata. nessun titolo in prima pagina, speciali con il contagocce, scarse e svogliate trasmissioni in tv. La gente non è andata a votare semplicemente perché non si è nemmeno resa conto che ci fosse un referendum, tanto blanda era la campagna.

Il contrasto è ancor più stridente, scorrendo le paginate di oggi: fiumi di retorica sul comportamento degli italiani e naturalmente, “sulla lezione da trarre”. Ora che l’establishment ha ottenuto quel che voleva, fiumi di inchiostro. Prima, neanche una riga.

E ora, solo ora, tanto spazio alle dichiarazioni di Matteuccio: “Abbiamo salvato 11mila posti di lavoro. E per un premier è importante anche un solo posto di lavoro”. Come se l’impiego fosse davvero al centro del referendum. Un decoroso, compiaciuto silenzio sarebbe stato molto più opportuno ed efficace mediaticamente.

Ma Renzi non sa cosa sia la misura. Dal San Gottardo al referendum le spara sempre. E più grosse sono e più è contento. E’ nato “Bomba” e morirà politicamente come un “bomba”. Anzi morirà raccontando frottole e pensando in cuor suo, fino all’ultimo minuto, di essere l’unico vero furbo e gli altri, tutti gli altri, una manica di fessi.

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fonte: Il Giornale  

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9 commenti su “Renzi morirà sparando frottole  –  di Marcello Foa”

  1. Sono andato a votare. Avevo due buone ragioni per farlo:
    1) Napolitano auspicava che nessuno votasse
    2) Renzi auspicava che nessuno votasse
    quindi, se fosse stato necessario, sarei stato disposto a fare anche qualche centinaio di km pur di disobbedire al “consiglio” dei due…
    Renzi è la caricatura di sé stesso: sembra uno che riesce a convincersi da solo!
    Mi sovviene un proverbio dialettale delle mie parti che tradotto fa così: “Tu pompa che io innaffio!”.

  2. Beh, se è per questo, citi gli 80 euro dei suoi esordi come premier, che dovevano, a parer suo, provocare uno shock reale nell’economia e incrementare i consumi (variabili, sic!). Questa fu la più grave, perché citava termini tecnici, pur da ignaro. E’ nel suo stile.
    Gli italiani hanno perso oramai il lume della ragione, visto che partono con Lucignolo verso il paese dei balocchi.
    Oggi un giornale radio locale sosteneva che l’onere fiscale è diminuito del 43% (!!!!!!!???????) e che il PIL (che è un indicatore da prendere con le dovute cautele) è aumentato del doppio. Non credevo alle mie orecchie.
    Pinocchio era un principiante al confronto di Renzi e , comunque, si è ravveduto, cambiando completamente.

  3. Hanno ragione quello che lo definiscono il “frottivendolo”.
    Quanto ‘agli italiani che ancora gli danno ascolto’: chi sono e dove sono? Forse persone molto anziane che non leggono una riga di politica.
    Ormai sul premier si sentono ovunque commenti a cui bisognerebbe, in nome della finezza di linguaggio, mettere il sottotitolo di molte barzellette: SENZA PAROLE.

  4. Piero Vassallo

    temo che gli italiani meritino di essere umiliati da Renzi, comico che non diverte
    Renzi è ridicolo ma il dopo Renzi desta allarme

  5. Nella politica italiana, come anche nella nostra povera chiesa cattolica, vi è oramai un silenzio assordante di persone che sappiano di scienza e di sapienza . Purtroppo è in corso d’opera lo smantellamento sia della sana politica che della sana dottrina, anzi io penserei che la colpa dello scombinamento parte prima dallo sconvolgimento delle cose di Dio e come conseguenza lo scombinamento le cose umane. Emblematico è il 68 , prima vi è stato il CVII e poi come conseguenza il ‘ 68. Sbaglio ? Non credo.

    1. Non sbaglia affatto, cara Maria, il ’68 è figlio dei pretacci modernisti, del loro “vietato vietare” (divenuto poi lo slogano dei giovani comunisti parigini e italiani, e tormentone della cd contestazione generale). Il CV II ha aperto la strada alla rivoluzione comunista giovanile e poi all’apertura “a sinistra” del duo Montini-Moro (ricorda la famosa convergenza delle parallele?, chissà dove si sono incontrati i loro fautori, il papa masso-comunista e il democristiano amico dei comunisti e poi loro vittima sacrificale)

  6. Così l’ha fatto Geppetto, mica è colpa sua! Poi con amici come il Gatto e la Volpe e datori di lavoro quale Mangiafuoco (ovvero Massoneria, ovvero Demonio) cosa ci si può aspettare dal burattino Renzi? Speriamo nella fata Turchina. Il glillo parlante purtroppo è stato mangiato da qualche salutista new age.

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