Ricordo di Oriana Fallaci  –  di Pucci Cipriani

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Ora che la minaccia islamica si fa sempre più aggressiva e chiara, forse la nostra società anestetizzata capirà finalmente l’allarme lanciato già tanti anni fa da Oriana Fallaci.

PD

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Per gentile concessione dell’Editore Solfanelli pubblichiamo un estratto dal capitolo 21 (Oriana Fallaci, Riccardo Mazzoni e altri) del  libro “La Memoria Negata”, di Pucci Cipriani.

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lamemorianegata

 

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zzfllc11 Settembre 2001.

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Era caduto, da tempo, il Muro di Berlino, decretando così la fine del Comunismo che, dopo il Nazismo, era stato, nel dopoguerra, il vero pericolo mortale, o, forse, più che il Comunismo, era finalmente terminata la paura del giogo comunista dell’Unione Sovietica, come era successo in Ungheria, in Cecoslovacchia, in Polonia, in Bulgaria, in Romania, in Jugoslavia… una vita di battaglie controcorrente perché, a un certo punto, i comunisti, in tutte le loro varie sfaccettature (filo, catto, social…) – che non sono mai stati maggioranza tra il popolo – divennero maggioranza effettiva nelle redazioni dei giornali, nelle facoltà universitarie, nella RAI, nelle scuole, nei consigli di amministrazione degli enti pubblici, financo nei Comitati Centrali di tutti i partiti (Destra compresa!) infiltrati e diretti dai così detti “intellettuali d’area” (“le cicale”) che, naturalmente, non disdegnarono di impossessarsi delle redazioni delle Case Editrici e, conseguentemente, dei Premi letterari.

E poi il Sessantotto, i “sessantottini”, i loro figli, i loro nipoti!

Sì i giovani che hanno avuto alle spalle: “Gente che ha saputo dargli solo il motorino e il telefonino o il computer e l’automobile, le vacanze alle Seychelles. Ha avuto pessimi maestri, gente che, uscita dalla cialtroneria non ha saputo insegnarli a fare una divisione e una moltiplicazione, a usare il condizionale o il congiuntivo. Ha avuto pessimi esempi. Gli esempi di una società che parla sempre di diritti e mai di doveri. E di conseguenza è una degenerazione scoglionata, per lo più composta da figli di papà cioè da borghesucci ben nutriti e molto annoiati. Da falsi ribelli in cerca di un nemico da combattere e nel medesimo tempo di ciò senza di cui gli esseri umani non possono vivere: un sogno, uno scopo.

Così ad un certo punto il sogno, lo scopo se lo sono inventato, e lo hanno chiamato pacifismo”.

Il 68: l’ignoranza e l’arroganza ancora “in cattedra”… e le solite invecchiate, con la pancia, i dolori artritici e il doppio mento ma sempre “in cattedra”, con le stesse frasi fatte, gli stessi slogan, con gli stessi saltimbanchi, pronti a “stupire” lo spettabile pubblico.

E quando non riuscirono a “stupire” con i saltimbanchi, impugnarono le spranghe e le chiavi inglesi, poi le p38…

Ma la Provvidenza, o se preferite lo Stellone d’Italia, ha sempre aiutato questo nostro Paese e, nella maggioranza degli italiani, ha prevalso in genere il buonsenso (oltre alla vigliaccheria!): ci si sentiva, e noi ci sentiamo tuttavia figli dell’Occidente, dove affondano le nostre radici cristiane: “[…] siamo occidentali e, comunque la pensino i califfi e i visir dell’Europa, ossia quelli che hanno steso la Costituzione Europea, siamo di conseguenza cristiani”.

Mi fa rabbia quando qualcuno dice che la democrazia cristiana ( che con il Cristianesimo, sia ben chiaro non ha avuto e non ha nulla a che fare) ci ha dato quarant’anni di benessere e di libertà: un corno!

La diga contro il Comunismo nel 1948 la costruirono gl’italiani e non i democristiani, e la libertà e un po’ di benessere ce li siamo guadagnati, lottando anno dopo anno, pazientemente, mentre De Gasperi regalava alla sinistra la cultura e la scuola in cambio del potere delle banche (ricordate l’infame patto De Gasperi-Mattioli?) e veniva messo in galera Giovannino Guareschi, lo scrittore che reduce dai lager nazisti, iniziò, in Italia, la sua battaglia contro il Comunismo e i tradimenti della Democrazia Cristiana.

E quando Giovannino Guareschi morì, nel 1968, stroncato da un infarto “L’Unità”, l’organo dei comunisti italiani, scrisse. “È morto uno scrittore che non era mai nato!”.

Sì, ricordando l’ultimo Quarantennio, alla luce degli scritti e dell’insegnamento di Oriana Fallaci, le cose che più mi fanno rabbia e schifo sono la viltà, il conformismo, i compromessi: insomma il frinire delle cicale, in questo nostro Paese dove le opere di Alexander Soljenitzkin, forse il più grande testimone del XX Secolo, sono state stampate dopo un decennio, rispetto alle altre nazioni europee. E chi le leggeva era considerato un “fascista” dalle nostre cicale che mettevano in dubbio l’esistenza dell’Arcipelago Gulag.

Le stesse cicale ottuse che accusano di razzismo chiunque difenda l’Occidente cristiano e che negavano – e negano – i crimini dei comunisti e dei musulmani, come ricorda la Fallaci nell’ “Intervista a se stessa”, perché si sentiva la “morte addosso” ma aveva ancora tante cose da dire e “un’intervista m’è parsa il modo più sbrigativo per dirle almeno alcune”.

Ecco alcune delle cose che Oriana doveva ricordare alle nostre cicale: “Pensi ai musulmani che in Libano crucifiggevano i cristiani maroniti. Dopo avergli mozzato gli arti e cavato gli occhi, bada bene. Pensi alle allucinanti torture cui i nordvietnamiti sottoponevano nei campi di prigionia gli americani catturati. Pensi ai vietcong  che facevano a pezzi i neonati dei Montagnard cattolici e poi li buttavano dentro la capanna del capovillaggio. Pensi agli Kmer Rouges che in Cambogia schiacciavano i poliziotti con le jeep. E che il nostro collega Sean Flynn, il figlio di Errol Flynn,lo ammazzarono così: lo legarono a un albero, vivo, lo aprirono dal collo all’inguine, gli tolsero il fegato, e… Anche senza il fegato Sean ci mise tanto a morire. Storia, questa, di cui gli ipocriti che fanno i moralisti da una parte e basta hanno parlato ben poco o non hanno parlato affatto”.

Oriana racconta i fatti, ma raccontava tutto, non era dunque una politically correct, era percepita come una sorta di “grillo parlante”… e i grilli parlanti non si ascoltano, si vorrebbero schiacciare, mettendo così a tacere la nostra coscienza.

E per la Sinistra ottusa, per il Centro vigliacco, per la così detta Destra antiamericana che parteggia per i “tagliagole islamici” contro l’Occidente cristiano, Oriana è stata ed è tuttavia un grave “incomodo”.

“Puttana maschilista” era l’epiteto con cui le femministe nostrane insultavano la Fallaci negli anni 70, quando uscì quel meraviglioso libro: “Lettera a un bambino mai nato”.

Lo stesso epiteto, ragliato da una mandria immensa di somari saccenti agli ordini del nazicomunismo e del nazislamismo, allorchè la grande scrittrice fiorentina dopo “[…] i processi in Francia, le accuse di razzismo religioso, di istigazione all’odio, di xenofobia” venne nella nostra città, per dire basta alle “stronzate dei no-global che volevano entrare nel centro storico di Firenze e sfregiare i monumenti”. E qui, a Firenze, fu anche bruciata in effigie, come strega e eretica, di fronte alle contorsioni sceniche di una suffragetta e agli insulti di un vecchio Nobel, carico d’anni e di dubbia fama.

Ma già allora, negli anni 70, molti “cattolici adulti”, preti in fregola di contestazione, “cattolici pe il socialismo” [sic], avevano in uggia la Fallaci perché – dicevano – che parlasse di “problemi più grandi di lei” e che avrebbe dovuto pensare a fare la giornalista. E basta.

Insomma che non si immischiasse nel dibattito su “problemi che non la riguardavano”, né che si ponesse il dilemma se dare la vita o negarla.

“Stanotte – scrive Oriana nel libro: “Lettera a un bambino mai nato” – ho saputo che c’eri: una goccia di vita scappata dal nulla. Me ne sono accorta con gli occhi spalancati nel buio e d’un tratto, in quel buio, s’è acceso un lampo di incertezza: sì c’eri. Esistevi . È stato come sentirsi colpire in petto da una fucilata. Mi si è fermato il cuore […] Non hai tirato calci, non mi hai inviato risposte. E come avresti potuto? Ci sei da così poco: se ne chiedessi consenso al medico, sorriderebbe di scherno. Ma ho deciso per te: nascerai”.

Già bastò quel “nascerai” a scatenare l’ira dei “nemici della vita“, delle femministe, dei vari raggruppamenti del Movimento Studentesco, dei preti conciliatorprogressisti, delle monache con l’uzzola dello smonacamento… Ancora una volta il nome di Oriana fu scandito e ritmato nelle pubbliche piazze accompagnato dall’ormai noto epiteto.

Ma Lei continuava in quella sua lirica avvincente e struggente a un tempo, con il suo bambino che teneva protetto nelle sue viscere: “Sì, spero che tu sia una donna: non badare se ti chiamo bambino […] Ma se nascerai uomo io sarò contenta lo stesso […] Vorrei tenerti tra le braccia. Ma sei così minuscolo: non posso tenerti tra le braccia. Posso appoggiarti sulla palma di una mano ed è tutto. Perché un colpo di vento non ti rubi. Ecco cosa non capisco: pesi come un colpo di vento, ma io barcollo.

Dammi la mano, ti prego: così. Bravo. Ora sei tu che mi conduci e mi guidi. Ma allora non sei un uovo, non sei un pesciolino: sei un bambino! Mi arrivi al ginocchio. No, al cuore. No, alla spalla. No, al di sopra della spalla. Non sei un bambino, sei un uomo! Un uomo con dita forti e gentili. Ne ho bisogno ormai: sono vecchia. Non riesco nemmeno a scendere i gradini se non mi sorreggi.”

Non ho mai visto adottare quel libro meraviglioso nelle scuole dove si legge (quando c’è ancora chi sa leggere, e non sempre e così… sia tra i docenti che tra i discenti!) il peggio del peggio, la spazzatura…

Due milioni e mezzo di copie vendute eppure c’è chi dice che i libri non cambiano il mondo, insomma non cambiano i cuori…

Eccome se li cambiano.

Quando all’età di 89 anni, nella sua dacia alla periferia di Mosca, è morto Alexander Solgenitzkin, che trascorse la maggior parte della sua vita, per aver combattuto il Comunismo con i suoi scritti, nei campi di concentramento (i Gulag) e in esilio, Mikhail Gorbachev, le cui riforme condussero alla fine del comunismo nell’Urss, gli ha attribuito un ruolo determinante nella distruzione del regime totalitario e sanguinario sovietico: “Le sue parole – ha detto – hanno fatto cambiare idee a milioni di uomini”.

Ho anch’io un esempio di quanto siano importanti le “parole”: Maria è una bella donna ancora ed è già nonna: quattro figli e sei nipoti… Maria nacque dopo che la madre, femminista accanita ebbe letto: “Lettera a un bambino mai nato”… la vedo spesso Maria e racconta a tutti l’episodio… peccato che tra i suoi figli e nipoti non abbia pensato di ricordare il nome di Oriana… dettagli, comunque: l’importante è l’amore per la vita che ebbe sempre Oriana e seppe trasmettere agli altri.  …

….. …..

Diceva già Oriana nel 2001, nella sua prima edizione del libro “La Rabbia e l’Orgoglio” che questa guerra contro il terrorismo ci sarà ma sarà lunga, molto dura, molto difficile: “almenochè il resto dell’Occidente non smetta di farsela addosso. E ragioni un po’ e dia una mano. Papa compreso” (allora il papa era Giovanni Paolo II n.d.                                                                                                                                                                                                                  p.).

E in quelle righe piene di rabbia, ma sempre alla luce della ragione, Oriana spiega magistralmente – e per questo furono piantate per lei le forche – che le Crociate furono fatte per riprendersi il Santo Sepolcro perché, precedentemente, se l’erano preso “i figli di Allah” che soggiogarono per sette secoli la penisola iberica Iberica: “dunque se nel 1490 Isabella di Castiglia e Ferdinando d’Aragona non si fossero dati una mossa oggi in Spagna e Portogallo si parlerebbe ancora arabo?”

Oriana Fallaci capì ( già i prodromi erano nell’aria da tempo!) che da quell’undici settembre è stata proclamata dall’Islam una “Crociata alla Rovescia” una vera e propria invasione dell’Occidente: “Una guerra che essi chiamano Jihad: Guerra Santa. Una guerra che […] certamente mira alla conquista delle nostre anime. Alla scomparsa della nostra libertà e della nostra civiltà. All’annientamento del nostro modo di vivere e di morire, del nostro modo di pregare o non pregare, del nostro modo di mangiare e bere e vestirsi e divertirci e informarci […] Non capite o non volete capire che non ci oppone, se non ci si difende, la Jihad vincerà. E distruggerà il mondo che bene o male siamo riusciti a costruire[…] distruggerà la nostra cultura, la nostra arte, la nostra scienza, la nostra morale, i nostri valori, i nostri piaceri […]”.

Altro che integrazione, altro che differenza di culture: “[…] a me – continua Oriana – dà fastidio perfino parlare di due culture: metterle sullo stesso piano come se fossero due realtà parallele, di uguale misura. Perché dietro alla nostra civiltà c’è Omero, c’è Socrate, c’è Platone, c’è Aristotele, c’è Fidia […] c’è l’antica Grecia col suo Partenone, la sua scultura, la sua architettura, la sua poesia, la sua filosofia, la sua scoperta della Democrazia eccetera. C’è l’antica Roma con la sua grandezza, il suo concetto della Legge, la sua letteratura, i suoi palazzi, i suoi anfiteatri, i suoi ponti, le sue strade. C’è quel Cristo morto in croce, che ci insegnato (e pazienza se non lo abbiamo imparato) il concetto dell’amore e della giustizia. C’è una Chiesa che […] ha dato anche un grande contributo al Pensiero […] C’è Leonardo da Vinci, c’è Michelangelo, c’è Raffaello. C’è la musica di Bach e di Mozart e di Beethoven, su fino a Rossini e Donizetti e Verdi and Company […]

E infine c’è la scienza, perdio, e la tecnologia che ne deriva […] Copernico, Galileo, Newton, Pasteur, Einstein […] non eran mica seguaci di Maometto. O mi sbaglio?

Il motore, il telegrafo, l’elettricità, l’aereo, le astronavi con cui siamo andati sulla Luna o su Marte […] dietro l’altra cultura, la cultura dei barbari con la sottana e il turbante, che c’è? Boh! Cerca, cerca io non trovo che Maometto ed il suo Corano e Averroé con i suoi meriti di studioso […] e il solito Omar Khayyam”.

E come doveva divenire il bersaglio della “gioiosa macchina da guerra” del progressismo al caviale e della viltà cattocomunista dei così detti “cattolici adulti” quell’Oriana Fallaci che mosse le acque stagnanti della palude del conformismo italico?

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15 settembre 2006.

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Arrivai a Firenze il primo pomeriggio, in piazza Indipendenza, tutti sapevano ormai della morte di Oriana Fallaci: era stata “maledetta” dalla grande stampa e dai politicanti vigliacchi che ora si davano da fare per presentare dichiarazioni di circostanza nelle quali abbondavano le “espressioni di sincero cordoglio” per la “scomparso della più grande scrittrice e giornalista italiana”… la stessa Oriana oltraggiata, sbeffeggiata, bruciata in effigie, come strega…

Quando il Direttore de “Il Giornale della Toscana” mi chiese di fare un pezzo sulla morte della Fallaci lo intitolai: “Stiano alla larga quelli che l’hanno oltraggiata”.

Deposi la mia rosa gialla (l’unica che potei trovare) e vi aggiunsi un biglietto con una sola parola: “Grazie!”… con il mio erano cinque gli omaggi floreali ad Oriana…

A me non piace la pittura di Ottone Rosai, devo però riconoscere che fu colui che meglio descrisse l’agonia di Firenze: sì, Ottone Rosai, aveva previsto, nei suoi quadri e nei suoi affreschi tristissimi,la morte di Firenze.

E la città che nel XX secolo aveva parlato al mondo con accenti mistici de la “Vita di Cristo” di Giovanni Papini; ma anche con il timido Domenico Giuliotti, il “cattolico belva”, aveva quasi urlato, forse accorgendosi dell’onda montante del relativismo, la fede dei puri di cuore ne “L’Ora di Barabba”.

Poi il silenzio, la nebbia, il nulla su Firenze irriconoscibile dove, a sera la gente si rinchiude nelle proprie abitazioni, sprangando porte e finestre, ringraziando Dio di aver trascorso la giornata ma con l’ansia della notte e del giorno a venire.

Una paura che ci ricorda quella degli anni di piombo.

Ma la droga scorre a fiumi, anche di giorno, e gli spacciatori fanno affari d’oro, in pieno giorno davanti al  battistero del bel San Giovanni e nelle piazze più belle di Firenze… chi sa se il Corano, che pur è attento alle bevande alcoliche, parli o meno di droghe…

E dopo il silenzio ecco Oriana Fallaci che è davvero l’ultima voce di Firenze, quella Firenze oltraggiata, bruttata da questi figli di Allah che già nel 1999, nella nostra città, avevano montato una tenda e “sfregiarono e smerdarono e oltraggiarono per tre mesi e mezzo piazza del Duomo […] rizzata per biasimare condannare insultare il governo italiano, che una volta tanto esitava a rimandargli i passaporti di cui avevano bisogno per scorrazzare in Europa e che (alleluja) non gli lasciava portare in Italia le orde dei loro parenti. Mamme, babbi, fratelli, sorelle, zii, zie, cugini, cognate incinte, e magari i parenti dei parenti.

Una tenda situata davanti al marciapiede tenevano le scarpe o le ciabatte che nei liro paesi allineano fuori dalle moschee. E insieme alle scarpe o alle ciabatte, le bottiglie vuote di acqua minerale con cui si lavavano i piedi prima della preghiera. Una tenda posta di fronte alla cattedrale di Santa Maria del Fiore, e a lato del Battistero con le porte d’oro del Ghiberti […] sedie, tavolini, chaise-longues, materassi per dormire e per scopare, fornelli per cuocere il cibo ossia appestare la piazza col fumo e col puzzo […] Grazie a un radio-registratore sempre acceso, arricchito dalla vociaccia sguaiata  d’un muezzin che puntualmente esortava i fedeli, assordava gl’infedeli, e soffocava il suono delle campane. Insieme a tutto ciò, le gialle strisciate di urina che profanavano i marmi del Battistero […] Con le gialle strisciate di urina, il fetore dello sterco che bloccava il portone di San Salvatore al Vescovo: la squisita chiesa romanica (IX Secolo) che sta alle spalle del Duomo e che i figli di Allah avevano trasformato in cagatoio”

Sì anche per questa sua denunzia Oriana è stata una delle ultime voci, dopo quelle di Papini e di Giuliotti, che, alte e stentoree, si sono levate nel XX Secolo, toccando le coscienze e i cuori.

Forse anche quelli dei fiorentini – ammesso che i fiorentini abbiano un cuore – che furono avari di affetti con Oriana anche in occasione della morte. È rimasto poco, a noi fiorentini, a parte l’arroganza e, forse, i ricordi… forse i nostri pronipoti potranno conoscere la nostra Firenze, quella vera solo nella struggente sequenze di Franco Zeffirelli e – sarà già molto – nelle foto d’epoca dei fratelli Alinari.

Scordiamoci gli artisti, gli scrittori, i poeti, gli scultori, i pittori, i musicisti in questo squallido Suk in cui è ridotta Firenze; una Firenze dove è stata uccisa la speranza, ogni nostra usanza, ogni nostra tradizione: persino la fede o comunque la voglia di credere.

Un assessore della Sinistra del Comune di Firenze ha già proposto (e, statene certi, il progetto verrà attuato!) la costruzione di una granse Moschea nella nostra città con un altissimo minareto, sul tipo di quel obbrobrio che sta costruendo – nonostante la tenace opposizione della popolazione – a Colle Val d’Elsa una costruzione che deturperà (sta già deturpando) “il paesaggio chiantigiano di Duccio da Boninsegna e Simone Martini e Ambrogio Lorenzetti […] la moschea col minareto alto ventiquattro metri voluta, anzi imposta della giunta diessina per i musulmani di Siena: la banca che fu del PCI e dell’attuale DS”.

Sì, sì, addio presepi, addio novene, addio al Crocifisso nelle scuole… ora fanno notizia le scuole che hanno ancora il Crocifisso e se qualche ragazzo oserà ancora, per Natale, disegnare Gesù Bambino sarà additato al pubblico ludibrio dalla maestra – il fatto successe due anni fa a Firenze – e costretto così ad andarsene alla scuola privata.

E anche allora le cicale tacquero o, se parlarono, fu per difendere la maestra “giacobina”.

Per Oriana Fallaci difendere la libertà (e lei la sempre difesa, a testa alta, contro tutti i totalitarismi assassini del XX Secolo) voleva dire difendere la nostra civiltà, voleva dire difendere la vita.

E per la vita, alla quale ha sempre inneggiato in tutti i suoi libri, prese nettamente posizione per cui le Cicale sbraitarono e sbraitano ancor di più; ma la scelta di Oriana fu irrevocabile: contro l’aborto, contro le manipolazioni genetiche, contro l’eutanasia.

E i suoi interventi furono estremamente precisi, senza posizioni sfumate, irremovibili, la scrittrice fiorentina sentiva il tempo passare velocemente… il suo incontro con Benedetto XVI ci fece comprendere la grandezza di questi due personaggi. E sentimmo finalmente un papa dire una parola decisiva sull’equivoco del pacifismo ipocrita; predicato dalle Cicale, contro il quale si era scagliata Oriana.

Dice il Santo Padre: “[..] oggi esiste un nuovo moralismo le cui parole sono giustizia, pace, conservazione del creato, parole che richiamano valori morali essenziali. Ma questo moralismo rimane vago e scivola quasi inesorabilmente nella sfera politico-partitica. Che cosa serve alla pace? Abbiamo visto come il pacifismo possa deviare verso un anarchismo distruttivo e verso il terrorismo”.

Si spiega il perché le Cicale non amino questo papa riversando verso di lui lo stesso “disprezzo”, la stessa rabbia impotente che riversarono su Oriana Fallaci.

Sì, io pensavo che Oriana, dopo una vita eroica di battaglie e dopo tante sofferenze, dopo le sue prese di posizione in difesa della vita umana dal concepimento fino alla morte naturale, dopo l’incontro con Benedetto XVI, potesse fare il passo più difficile , l’ultimo passo, quello finale, insomma speravo nella sua conversione.

“Ha vissuto con profonda dignità il suo momento della sofferenza. Posso dire certamente che i suoi occhi – dichiara Mons. Rino Fisichella che le fu grande amico e fu con lei al momento del passo estremo – in alcuni momenti di dolore i suoi occhi erano alzati al cielo. Ma tuttavia Oriana è rimasta quello che ha sostenuto  e detto di essere: un’atea, ma cristiana. Del resto lei era battezzata, avava fatto la prima Comunione, poi la Cresima”.

So che aveva chiesto a Mons. Fisichella di tenerle la mano al momento del suo trapasso e sono anche certo del suo incontro meraviglioso con Cristo…

Quel giorno, per annunziare la morte di Oriana come ella aveva chiesto, le campane di Santa Maria del Fiore suonarono per un’ora: e le campane sono la voce del Signore, il simbolo della fede, quelle campane che venivano spezzate dai musulmani, allorchè venivano a razziare sulle nostre coste.

E la campana di mezzogiorno è il saluto a Maria Regina delle Vittorie (“Non virtus, non arma, non vires, sed Maria Rosarii victores nos fecit” – non il valore, non le armi, non i condottieri, ma la Madonna del Rosario ci ha fatto vincitori – fu la lapide che il Senato Veneto fece affiggere dopo la battaglia di Lepanto che salvò l’Europa dall’invasione musulmana) e ogni giorno ci ricorda (anzi dovrebbe ricordarci, visto che tutti lo ignorano) la nostra identità occidentale e cristiana.

Nessuno oggi vuol ricordare la Battaglia di Lepanto che, in caso di vittoria turca, avrebbe trasformato l’Europa in Califfato musulmano… come sta accadendo nel Kossovo…

Mi tornano alla mente le dolci parole di Franco Zeffirelli al momento della dipartita di Oriana: “Hai lasciato questa terra con il cuore pieno di ansie e di timori per il nostro futuro, hai tanto lavorato, ora, ti prego, riposa in pace”.

E io amo credere in quella pace celeste a cui tutti aspiriamo.

Ma ci sarà pace per la nostra Europa che – come aveva lucidamente e drammaticamente previsto Oriana Fallaci – dopo quest’immensa invasione islamica si vergogna di ricordare la vittoria di Lepanto?

Ricordate il libro stupendo “Insciallah” e quell’ancora più stupendo e agghiacciante brano dell’agonia della giumenta diventata il bersaglio “divertente” di musulmani e cristiani?

“C’era una notte di inerzia, a Talune (nel Libano n.d.p.). Chissà perché nessuno aveva ammazzato nessuno, e i cecchini delle opposte fazioni si erano molto annoiati. Per ripararsi della noia, dunque, al sorgere dell’alba riesumarono sadico tirassegno al quale la cavalla bianca reagiva come se le pallottole che volavano attorno fossero tafani o mosche da scacciare muovendo la morbida coda, e presto sulla rotonda si levò un nitrito acutissimo: quasi uno strillo di donna che partorisce o viene seviziata. Forse a causa della foschia mattutina il gioco di sfiorarla e basta non era riuscito, e anziché sull’erba una 7,62 […] era finita dentro la possente groppa. Un’altra nella spalla destra. Subito dopo una 5,65 sorella della 5,65 che aveva passato il cervello di Rocco andò a conficcarsi nella coscia sinistra dove aprì un largo squarcio vermiglio e, pazza di dolore,la cavalla bianca si impennò: nella speranza di scrollare via i tre sassi infuocati balzò fuori dall’aiola, prese a galopparvi intorno, e il vero martirio ebbe inizio. Era una tale tentazione, capisci, quel bersaglio mobile: quel gran corpo solido e delicato che galoppava disperatamente,quella lunga criniera bionda che fluttuava in setose ondate di luce, quel bel muso che si tendeva in cerca della salvezza. Era un tale invito a sbrigliare la loro ferocia e la loro viltà: non potevan mica consentirle di cavarsela con tre ferite appena! E una volta tanto concordi, musulmani e cristiani […] impugnarono meglio i fucili a cannocchiale. Si appoggiarono meglio al muricciolo e ai balconi delle finestre sbrecciate, si unirono nell’impresa di distruggerla senza mirare alla testa o al cuore sennò crollava subito e addio svago, le scaricarono addosso una pioggia di quei sassi infuocati. Tun-tun-tun! Bang-bang-bang! Ding-ding-ding! Allora lei si fermò. Col ventre bucato, il garretto sinistro spaccato, il ginocchio destro lacerato, il garrese straziato, il dorso piegato, risalì sull’aiola. Imbrattata di sangue, smarrita dalla che battersi o scappare non serviva a nulla […] e la morte il solo rifugio nel quale trovare salvezza, si accasciò in mezzo all’erba: nella sua casa. E qui rimase ad ansare, soffiare, sbuffare, dissanguarsi a poco a poco, patire sempre di più: gli immensi occhi viola […] spalancati in uno sguardo che sembrava chiedere che cosa ho fatto di male? Che cosa?!? Perché non muoio? Perché non mi riesce? Perché?”

E un po’ la metafora della vecchia Europa tra l’incudine della viltà dei cristiani che hanno perso la loro fede e la loro identità e costruiscono “ponti d’oro” non al nemico che fugge, ma che invade e, semmai distrugge, e il martello dei musulmani, determinati a dominarci e a “conquistare le nostre anime”.

Sì Oriana Fallaci, per amore della libertà, ha dedicato gli ultimi anni della sua vita a mettere in guardia l’Occidente vile. Vedeva la grande apostasia che affligge i cittadini di questa Europa che non c’è… e vedeva l’orda avanzare e distruggere, prima ancora che i nostri beni, le nostre case, i nostri figli, “le nostre anime”… per questo i “chierici” e le Cicale hanno cercato di far fuori l’eretica, la strega, la coscienza vera dell’Occidente. Ma invano… hanno invece creato un simbolo in cui si ritrovano ancora coloro che credono e hanno a cuore le sorti dell’Occidente cristiano.

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13 commenti su “Ricordo di Oriana Fallaci  –  di Pucci Cipriani”

  1. Si deve precisare che la Destra antiamericana in Italia appoggia il regime di Assad e non i ‘tagliatori di teste’ islamici foraggiati a suo tempo dagli usa usati per distruggere il governo legittimo siriano rappresentato da Assad. Ricordiamo che solo dopo l’uccisione del giornalista americano, Obama ha deciso di combattere l’isis.

  2. Qui siamo alla resa dei conti, Io sono pronte a combattere questa inciviltà permanente, altro che accoglienza, questa è un invasione. Che la Vergine del Rosario ci difenda e ci guidi alla vittoria, come a lepanto il 07/10/1571.
    Ma allora la Chiesa era un ‘altra cosa, ora dopo il Concilio Vaticano II, c’è chi invece di combattere, organizza partite di calcio veramente miserevoli e pianta alberi a Pentecoste insieme ai nostri più acerrimi nemici. Che vergogna.
    Come Paolo Deotto sono anch’io scandalizzato.

    1. Pucci Cipriani

      Sì, in effetti, l’ISIS è una creatura creata dagli USA che si è rivoltata al padrone…Oggi gli antiislamici debbono appoggiare Assad….che buffa la storia: per i loro sporchi interessi gli amerikani sono diventati (insieme ai vertici del Vaticano) i foraggiatori dei tagliagole islamici. Cosa avrebbe detto Oriana? Vista la sua onestà intellettuale avrebbe detto le stesse cose che fa rilevare Sergio. Speriamo, poi, che gli amerikani, con la scusa dell’ISIS, non bombardino -more solito – criminalmente la Siria.

  3. MAMMAMIA MAMMAMIA MAMMAMIA !!!!!!
    POVERA ORIANA !!!!!!!
    E ORA POVERI NOI!!!!!
    LA GRANDE APOSTASIA, CHE NEL 1988 FU DENOMINATA SILENZIOSA, STA DIVENTANDO
    SEMPRE PIU’ RUMOROSA, E STA INVADENDO TUTTO IL MONDO, IN MODO DA SPIANARE
    IL TERRENO AGLI INVASORI ISLAMICI!!!
    E NON POSSIAMO PREGARE MARIA COME A LEPANTO!!!
    POSSIAMO SOLO FAR GIOCARE UNA PARTITA DI CALCIO…….

  4. giorgio rapanelli

    Questo articolo mi ha lacerato il cuore. Noi Italiani siamo stati sempre al servizio di qualcuno. Siamo sempre andati dietro a qualcuno. “O Franza, o Spagna, purché se magna”. Nulla come idea che sia nato qui. Marxismo, bolscevismo, Illuminismo, maoismo: tutte ideologie venute da fuori. Adesso l’Islam: Con gli ex-comunisti privi di ideologia, ma pieni di rancore verso Dio, la Chiesa, la nostra civiltà, che diventeranno musulmani. Pure se dovranno rinunciare alla parità tra i sessi ed alla libertà di essere omosessuali pubblicamente.
    E la Chiesa? Nel Vaticano c’è da sempre il “partito arabo”. Noi che eravamo con il fronte di liberazione del Sud Sudan neanche ci avvicinavamo al Vaticano, o ai Comboniani che avevano le missioni nel Nord Sudan musulmano.
    Voi continuate pure a denunciare e a scrivere. Ma è giunto il momento di sapere chi è per l’identità della nostra civiltà e chi è contro. Occorrono nomi, associazioni, clero, pronti alla lotta.
    Per il momento siamo già…

    1. “.. Marxismo, bolscevismo, Illuminismo, maoismo: tutte ideologie venute da fuori “. Questa è una nostra grande gloria, caro Giorgio R. : non abbiamo odiato l’essere umano, né Dio che lo ha creato e gli offre la Redenzione.
      “Franza o Spagna, purché se magna” significa che non siamo stati interessati neppure agli Assolutismi monarchici del 1500/1600: ottimo anche questo. Sono stati proprio gli Assolutismi -soprattutto quello del “Re Sole” (un nome che è una bestemmia) – a preparare la catastrofe dei “Lumi”.

      Non siamo neppure un popolo “etnico” (tribale).
      Siamo filoni diversi e variamente frammisti, nel centro del Mediterraneo, uniti dalla presenza di Roma, con il Vicario di Cristo e con lo Jus, di diretta derivazione romana antica.
      Questo è il nocciolo dell’ “Impero Romano-Cristiano”. Un nocciolo nato e cementato subito dopo Cristo, quando la struttura imperiale (allora neonata) si stava afflosciando su se stessa, e i Santi Pietro e Paolo fondarono, a Roma, la…

  5. Anche io trovo assolutamente scandaloso organizzare partite di calcio con i nemici della Vera Fede Cattolica piuttosto di condannarli apertamente. Anche io chiedo a Maria Santissima che ci aiuti come ha fatto a Lepanto il 7 Ottobre 1571; che Lei ci aiuti nonostante i nostri peccati. Maria confidiamo in Te.

  6. Chiedo a tutti di leggere e rileggere l’articolo, che è una sintesi del dramma che ci sta davanti. Tutti insieme si affollano contro la giumenta tutti i movimenti vincenti attuali, dal capitalismo feroce e disumano che ha inglobato potenze ex socialiste come Cina e India, al relativismo massonico che nega tutto, all’islamismo conquistatore e persecutore, al cristianesimo umanitario che rigetta la rivelazione. Rimane, a disposizione di pochi, l’iper tecnologia che non rappresenta nulla in termini di valori, mentre questi ultimi, che non sono mai riusciti ad affermarsi completamente, stanno dileguandosi sotto i colpi della barbarie che avanza inesorabilmente. Come alla fine de “Il padrone del mondo”, siamo costretti ormai in una ridotta.
    Dobbiamo unirci fra noi, cementare la nostra comunione nella fede che ci è stata donata, guardare in alto e prepararci a qualsiasi cosa.
    Non credo che l’uomo durerà altri cento anni. Ogni giorno dobbiamo essere pronti. Finirà bene.

    1. caro Giovanni, con questo papa e questa Chiesa neomodernista fino al midollo, a tutti i livelli, c’è poco da sperare in bene (per l’umanità intera), ragion per cui anch’io non credo che al genere umano rimanga molto tempo, prima dell’intervento diretto di NSGC, o della Sua SS.ma Madre, per sconfiggere definitivamente satana ed i suoi accoliti, ormai numerosissimi (come la sabbia del mare, non si contano più, ormai). Forse sarà solo una tappa verso la Parusia, gli “ultimi tempi”, come ci dice la Madonna in molti suoi messaggi ed apparizioni, comunque vale la pena di stare sempre all’erta, preparati, “con i sandali calzati e la cintura allacciata”. Forza e coraggio ! Sia lodato Gesù Cristo.

  7. Anche io mi sono commosso alla lettura di questo bellissimo articolo; ma, non vi sembra che sia giunto il tempo di fare qualcosa? E’ possibile che siamo capaci solo di elevare lamenti e compatirci a vicenda? Ma perchè non cominciamo a contarci, innanzitutto? Potremmo riconoscerci partendo da una base cittadina per proseguire a livello provinciale, regionale …..
    Perchè alla fine se risulterà che siamo quattrogatti, mbè più che lamentarci non potremo fare. Però se, come spero, saremo un numero…. e allora bisognerà parlarne, impegnarsi e spendersi per cominciare a farsi sentire : che nedite? Aspetto un segnale.

  8. Cosa fare per la pace?, ricapitolando
    L’otto Giugno in Vaticano, nei giardini tutti e quattro si sono messi a fare il coltivatori diretti, ma non ha funzionato, poco dopo è scoppiata la guerra tra Hamas e Israele.

    Allora pensa Bergoglio, proviamo con una bella partita di calcio inter-religiosa (mi scuso con l’Inter), una manifestazione gioiosa, folcloristica, mentre i cristiani venivano ammazzati.
    ma neanche la partita sembra che funzioni.

    Ecco allora il discepolo di Bergoglio Shimon Peres, che partorisce un’idea geniale , facciamo ” ORU” , organizzazioni delle religioni unite, visto che l’ONU non serve a niente proviamo questa, Bergoglio, non ha detto ne si, ne no, ma un ni,

    Eppure la pace si otterrebbe con molta facilità, adempimento alla richiesta che la nostra Madre Celeste disse a Lucia ” Se mi consacrerete la Russia il mondo avrà la pace”, sembra che da un orecchio entra e dall’altro esca, cioè, attraversa il vuoto.

  9. Ottimo articolo, Oriana è stata e sarà sempre un simbolo pro-life, in barba alle “cicale”, alle galline femministe e agli indegni chierici che l’hanno insultata e oltraggiata a causa della sua nobile battaglia!
    Mi associo ai commenti di Giorgio Rapanelli, Giovanni e Aldo: dobbiamo unire le nostre forze ed essere pronti a tutto, denunciare il male è giustissimo e doveroso ma non è più sufficiente!
    Propongo anch’io di iniziare a contarci, magari in un articolo dedicato a questo scopo!

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