Ricostruire il centrodestra?  –  di Marco Manfredini

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E’ ora di gridare, prima che sia troppo tardi, che il progressismo di sinistra, centro o destra che sia, sa di morte, fame e depravazione. Il progressismo è sempre in ritardo, la tradizione è sempre aggiornata. Il progressismo è sempre in ritardo nel desistere e farsi da parte, perchè continua imperterrito a somministrare in dosi sempre maggiori la sostanza che è causa del male; la vera tradizione è sempre aggiornata, perché i fondamentali dell’uomo non cambiano mai.

 di Marco Manfredini

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zzfnIl giornale Libero lancia un appello: come ricostruire il centrodestra? L’esigenza in effetti, si fa sempre più pressante, anche su queste pagine se ne parla spesso.

Vorrei dare il mio piccolo contributo: avete presente Fini? Troviamo un leader che pensi e faccia l’esatto opposto di quello che ha fatto lui.

Potrebbe sembrare una boutade o una risposta superficiale, ma contiene l’essenza di quello che occorre. Cerco di spiegarmi, anche se l’impresa, specialmente dopo aver visto il centrodestra attuale votare quasi compatto con la sinistra in favore della legge sul divorzio breve, appare disperatamente vana.

Cosa ha fatto Fini? Ha pensato (siamo generosi) di modernizzare una destra già moribonda e senza riferimenti, sradicandola del tutto dal suo terreno e cercando di traghettarla verso quel lido di qualunquismo buonista, di fumosità politicamente corretta, di insipidità e inutilità totali, di sudditanza ai poteri forti, in breve verso quella forma di progressismo in avanzato stato di decomposizione chiamato, da chi se ne intendeva, radicalismo di massa. Compiendo cioè l’operazione di cui meno si sentiva il bisogno: ingrossare le file dei politici votati alla dissoluzione.

L’operazione, tentata grazie a qualche illuminato suggerimento dall’alto facendo leva su meschine ambizioni personali, ha avuto fortunatamente l’esito che abbiamo visto, anche se ha lasciato sul campo morti e feriti. In particolare nelle vesti di defunto ricordiamo tre anni orsono un governo che, per quanto criticabile, era il risultato di libere elezioni: oramai un antico ricordo, in quanto procedura democratica che diventa opzionale quando non fornisce i risultati sperati dai paladini della democrazia stessa. Paladini rivelatisi chiaramente in quell’occasione per quello che sono: utili idioti al servizio delle oligarchie finanziario-predatorie globali, desiderosi di asservire a queste anche il popolo sottostante.

E’ possibile imparare qualcosa da questa triste vicenda ed evitare di commettere gli stessi macroscopici errori?

Non so a dire il vero se a tal fine sia veramente necessario rifondare proprio un “centrodestra”, ma mi pare che sia assolutamente necessario fondare un partito, o un movimento (chiamatelo come volete), che parta da un pensiero ed ideali giusti, non mutabili a seconda dell’aria che tira.

Un partito, di destra o meno, non dovrebbe fondarsi sulla ricerca del consenso, ma piuttosto preoccuparsi di partire da idee sane. Dopodiché, non ci nascondiamo dietro un dito, siamo consapevoli che alla società plasmata dal radicalismo progressista odierno, le idee sane appariranno orrendamente, scandalosamente, impresentabilmente di destra. Una destra becera, reazionaria, sicuramente fascista e omofoba. Allora noi ce ne faremo una ragione, e se i complimenti saranno questi la prenderemo come definitiva conferma d’essere sulla strada giusta.

Il consenso poi verrà, e se non verrà si sarà fondato comunque qualcosa di buono. Ma le idee giuste dove si trovano? Chi siamo noi… per indicare quali sono le idee buone?

Siamo povera gente incapace di contenere in sé la verità, ma che ha un lume per indicarla. Gente che riconosce ancora l’esistenza di una legge naturale che viene prima delle leggi emanate dai parlamenti e dei decreti imposti dai governi; una legge perso il riferimento alla quale tutti i crimini diventano possibili, anzi, vengono incoraggiati. Noi cristiani cattolici, almeno fino a poco tempo fa, avevamo addirittura dei pastori che in caso di dubbio ci aiutavano a riconosce dove stava veramente il Bene.

Ma sorvoliamo accontentandoci di ciò che passa il convento, e veniamo al pratico con un esempio: un partito fondato sulla roccia della legge naturale, per definizione giusta e immutabile (partito che ci rassegneremo senza grossi complessi a definire di destra), non potrà mai restare sul vago di fronte alla sciagura del divorzio breve; significherebbe non avere un’idea chiara sulle cose importanti da difendere nella drammaticità del momento presente, da difendere anche qualora la propria base elettorale non fosse del tutto d’accordo.

Le posizioni sui temi cruciali non si decidono in base a sondaggi, per compiacere l’elettorato. Se una parte della base ha idee errate, non può portare fuori strada l’intero partito; cambi sponda e voti uno dei tanti partiti esistenti che gli errori ce li ha nel DNA. La base si crea, si educa, si eleva facendole vedere la bellezza delle idee giuste, che sono conseguenza della Verità. L’esatto opposto, come dicevamo, di chi partendo da un elettorato potenzialmente ben orientato ha cercato di “modernizzarlo” nel senso più deteriore del termine.

Una destra siffatta dovrebbe sostenere chiaramente che il dialogo su certe cose non esiste. Tra una legge giusta e una legge criminale non si può, nel nome del dialogo, della democrazia o più prosaicamente della poltrona, approvarne una terza che sia “un po’ meno criminale”. Il totalitarismo democratico ne sta imponendo sempre di più di questi abominii: non contento delle leggi su aborto e divorzio degli anni ’70 le forze della dissoluzione, avendo la maggioranza in parlamento, sono tornate alla carica per completare l’opera, allargando ulteriormente le maglie di queste leggi infami e imponendone di nuove su fecondazione, eutanasia, favoreggiamento dell’inversione, corruzione dell’infanzia. Dopodiché presumibilmente ci aspetteranno pederastia, zoofilia, somministrazione ambulatoriale di buona morte, necrofilia e coprofilia per tutti, in una vorticosa e irrefrenabile discesa verso l’abisso.

Una destra, temo a questo punto senza la speranza di un aiuto da parte del centro, deve dire NO a tutto ciò. Un NO chiaro, inflessibile e motivato, senza complessi, fermo e orgoglioso.

C’è un popolo che forse inizialmente non sarà numerosissimo, ma che si merita, dopo tanti anni da orfano, tutto ciò.

E’ ora di gridare, prima che sia troppo tardi, che il progressismo di sinistra, centro o destra che sia, sa di morte, fame e depravazione. Il progressismo è sempre in ritardo, la tradizione è sempre aggiornata. Il progressismo è sempre in ritardo nel desistere e farsi da parte, perchè continua imperterrito a somministrare in dosi sempre maggiori la sostanza che è causa del male; la vera tradizione è sempre aggiornata, perché i fondamentali dell’uomo non cambiano mai.

Occorre assolutamente un movimento fondato sulla roccia della legge naturale, che in ultima istanza è la legge di Dio, o quel poco che rimane della nostra civiltà verrà spazzato via, come quel tale di cui si parlava all’inizio.

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8 commenti su “Ricostruire il centrodestra?  –  di Marco Manfredini”

  1. Dionisio di Francescantonio

    Bravo Marco, queste cose, scritte da un giovane come te, sono consolanti e incoraggianti per tutti.E dovrebbero essere proprio dei giovani come te a costituire quell’indispensabile primo nucleo organizzativo che si muovesse nella direzione da te indicata, senza escludere ovviamente i meno giovani che dovrebbero immediatamente aggregarsi per irrobustire il movimento.

  2. luigi da montefalco

    eccellente articolo. occorre avviare un progetto inteso alla formazione di una classe politica giovane e non contagiata dagli errori del passato, hegelismo, esoterismo, neopaganesimo ecc.. il centrodestra è fallito a causa della schizofrenia o polifrenia della sua cultura. nel partito di Fini la confusione mentale era rovente. il msi e i suoi succedanei erano nutriti dalla convinzione che fosse possibile la convivenza di filosofie (e mitologie) irridicubili. la baraonda culturale ha generato la baraonda politica e ha radunato le acque del naufragio “quirinalizio”. per ricominciare occorre dunque seguire l’indicazione di Manfredini e affermare la fedeltà alla legge naturale e alla filosofia tomista. occorre fondare una scuola di formazione coerente con la vera tradizione italiana e refrattaria al sincretismo (su questa strada a Roma sta già avanzando il prof Roberto De Mattei, la sua iniziativa deve essere imitatata da altri). solo una classe politica coerente (e refrattaria al sincretismo) può tentare di sfidare i “poteri forti”.

  3. Partito fondato sulla roccia della legge naturale, sulla dottrina sociale della Chiesa, per il ritorno ad uno stato Cattolico.
    Anche “contro” la “volontà” popolare,
    perfettamente d’accordo con Manfredini.
    Emanuele A.

  4. Come non essere d’accordo con tutto quanto scritto in questo articolo. Fratelli d’Italia è a mio avviso una formazione politica non molto lontana (pur se con qualche recente .. “caduta”) dall’ “identikit” politico di destra tracciato da Manfredini in questo articolo, anche in rapporto alla accoglienza della legge morale naturale e della Verità. Non sarà [Fratelli d’Italia] il massimo, ma probabilmente è un punto di partenza accettabile per avviare la ricostruzione della destra. Ed è una forza politica in crescita, segno questo che la gente incomincia a capire. Fini ormai non esiste più politicamente, e dubito che, qualsiasi cosa faccia, possa ottenere un consenso tangibile. Monti è stato azzerato alle europee, vorrà pur dire qualcosa, no?! Alberto Franchetti cita Forza Nuova, ma quella formazione ha a mio parere una visione eccessivamente statalista e centralista riguardo alla organizzazione dello stato sociale. Saluti.

  5. Oreste Sartore

    ottima sintesi: legge naturale e filosofia perenne (da Socrate a San Tommaso) contro i sofisti presenti in ogni generazione e instancabilmente all’assalto della città dei padri. Coraggio delle idee oltre la ricerca del consenso immediato. Sono totalmente d’accordo. Per una rinascita anche spirituale della nostra cara nazione italiana

  6. piero vassallo

    a Manfredini: a Genova è già attivo un nucleo di studiosi impegnati severamente nello studio dei princìpi di una destra realmente cattolica – non puoi prendere contatto con loro? a Roma De Mattei ha avviato i corsi di formazione politica. E’ quersta la direzione da seguire, visti i danni causati dall’ignoranza missina / nazional-alleata – abbiamo ottimi maestri (mons Livi, il prof Pasqualucci, il prof De Mattei, Pucci Cipriani, gli amici padovani della prof Frezza, Paolo Caucci, Tommaso Romano, Paolo Deotto, Matteo D’Amico, Pietro Giubilo, Valentino Cecchetti, ecc. ecc. – con loro si può gettrare la base culturale di un nuovo movimento

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