Rieccolo. Gianfranco Fini, dopo il disastro la comparsata – di Piero Vassallo

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di Piero Vassallo

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zzzzfngnfrncDurante la terza puntata dell’omofilo Festival di Sanremo, un sorridente e spocchioso Gianfranco Fini si è seduto, quasi in veste di morto politico vivente, alla tavola rotonda programmata, alla stregua di tappo, dai giornalisti della televisione di Urbano Cairo, intenzionati a far trascorrere nel vano e nel fatuo una serata invasa dalle canzonette.

La presenza dell’uomo politicamente squalificato dalla capriola a sinistra, aveva lo scopo d’incensare il malinconico destino della congiura quirinalizia, che ha sprofondato nel ridicolo la destra italiana.

Naturalmente non ho ascoltato le parole pronunciate dal fantasma apparso sul teleschermo a seguito di una mia infelice pressione sul tasto sbagliato.

Assorbito dalla vischiosità storica, il guitto che fu protagonista della comica finale scritta e messa in scena dal demiurgo Giorgio Napolitano non ha più niente di serio da dire.

Mentre il telecomando allontanava la desolante e grigia figura di Fini, non ho potuto fare a meno di pensare all’ostinata cecità del capocomico Giorgio Almirante (cecità diagnosticata puntualmente dall’ex deputato Italo Bocchino, in un memorabile articolo pubblicato nel quotidiano di Roma Il Tempo).

Almirante, che aveva rinunciato ad un luminoso destino di letterato per gettarsi in una disastrosa e sgangherata vicenda politica, fu inventore, apologeta e promotore della squillante nullità del futuro “ragazzo spazzola” di Napolitano.

Purtroppo la stortura mentale non abbandona la mente post fascista. E’ infatti evidente che il destino della destra contempla il suggello della infelice catena attiva nel circolo dell’urlo a vocazione insignificante, luogo nel quale si agitano ultimamente i reduci dalla infelice impresa finiana: Carla Meloni, Ignazio La Russa, ecc.

Per valutare seriamente la patetica escandescenza dei reduci dalla catastrofe finiana è necessario rammentare il salto nell’utopia che il Msi ha compiuto al fine di liquidare la politica realistica di Arturo Michelini.

Il Msi di Michelini, infatti, manteneva il profilo basso suggerito e imposto dal voto dello stretto 5% degli elettori italiani. Dal profilo basso Michelini aveva tuttavia ottenuto, dopo le elezioni del 1953, la legittimazione del suo sostegno ai governi democristiani (di Antonio Segni e Adone Zoli) costituiti per scongiurare l’apertura a sinistra, in allora oggetto della contrarietà del Vaticano.

L’uscita del Msi dallo stretto ma vitale spazio politico ottenuto quando i suoi voti furono indispensabili alla Dc, avvenne nel 1960, a Genova, dove si doveva celebrare il congresso della legittimazione.

Il Pci, spaventato dall’eventualità di una svolta che avrebbe spiazzato tutta la sinistra, inscenò una violenta manifestazione contro il congresso missino, avanzando il pretesto che la sua sede era prossima alla lapide, che celebrava i partigiani caduti durante la guerra civile.

Il luogo della insorgenza comunista era inattaccabile dalla polizia a causa della vicinanza con i carruggi, facile rifugio offerto agli agitatori in fuga dopo il lancio di sassi e/o di bombe Molotov.

Fernando Tambroni, capo del governo felicemente in carica grazie anche al voto missino, pertanto chiese a Michelini di accettare il trasferimento del congresso in una sede difendibile. Se non che Almirante insorse contro la ragionevole proposta, obbligando Michelini a sospendere il congresso e infine ad allontanare il Msi dall’area del potere.

Di qui la lunga e umiliante storia dell’emarginazione missina. Vicenda interrotta da Silvio Berlusconi, continuatore – in qualche modo –  dell’apertura a destra decisa da Tambroni.

Si suole dire che la gratitudine non è una virtù politicante. Tuttavia è impossibile disconoscere l’assurdità autolesionistica della rivolta contro gli alleati che hanno fatto uscire il Msi dal ghetto. A imitazione della insorgenza almirantiana contro Tambroni, Fini (obbedendo a Napolitano) ha attuato la rivolta contro Silvio Berlusconi, avviando il lungo letargo della destra.

Il ritorno di Fini sulla scena politica è una eventualità destinata ad incontrare ed incentivare la pochezza della Meloni e del suo barbuto superiore. La devastazione e la dissoluzione della destra è all’orizzonte. La desolante baruffa romana è un segnale inconfondibile della insignificanza a destra.

Non tutto il male della dissidenza vien per nuocere tuttavia, dal momento che ridimensiona i figli e i nipoti di Almirante portatori di un virus invincibile, che produce la paralisi del pensiero e dell’azione politica.

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25 commenti su “Rieccolo. Gianfranco Fini, dopo il disastro la comparsata – di Piero Vassallo”

  1. La mancanza di uomini politicamente all’altezza non è un male solo della destra ma direi della politica italiana. Il forte astensionismo elettorale ne potrebbe essere una conferma.

  2. Pucci Cipriani

    Dissento dal mio amico Piero Vassallo-La Giorgia(non Carla) Meloni è stata l’unica a Destra che ha sempre avuto posizioni buone sulle leggi “eticamente possibili”. Fini la scomunicò ai tempi del referendum sull’eterolaga perché lei fece propaganda contro la legge di morte (io, senza conoscerla, la contattai e subito acconsentì a firmare un appello della Comunione Tradizionale sul referendum). Ha votato, forse unica, contro il “divorzio breve” e contro tutte le leggi di morte (aborto – eutanasia – testamento biologico etc) schierandosi a viso aperto. Partecipa ogni anno (con Maurizio Gasparri, la Binetti, Magdi Allam…) alla Marcia per la Vita a Roma a maggio.In Sicilia sbarrò il passo a quel presunto intellettuale filoislamico di cui non ricordo il nome che si convertì all’Islam e pretendeva di guidare la Destra nell’isola. Prendersela con la Meloni oltre che sbagliato e ingeneroso mi sembra, oltretutto, masochistico. Fermo restando il mio pensiero su TUTTI i partiti : il Solve e Coagula massonico : la Destra funzionale alla Sinistra, la Sinistra funzionale alla Destra. Michelini, del resto, come Almirante, stette al gioco…come tutti.

    1. Pietro Montevecchio

      Beh, però non spari sul buon Buttafuoco: è un po’ la Croce Rossa in quel campo di battaglia. Cordialmente.

  3. Che Fini sia un badogliano traditore non c’è dubbio…ha rinnegato tutti i suoi ideali per i posti di governo, ma Almirante non ha mai rinnegato ciò in cui credeva e non ha mai chiesto alcun posto o sottoposto di governo, è stato coerentemente all’opposizione per tutta la vita quando, con la sua abilità, se fosse stato in un partito di regime, avrebbe potuto benissimo raggiungere le più alte cariche dello stato. Secondo Montanelli fu uno dei pochi uomini politici italiani a cui si poteva stringere la mano senza timore di sporcarsi.

  4. Piero Vassallo

    All’amico carissimo e stimatissimo Pucci: amici romani e milanesi (solitamente bene informati) mi dicono che la Meloni fa parte della “cordata” di Ignazio La Russa. La Meloni, peraltro non è praticante e non si definisce cattolica. Senza esitare dichiara di non essersi spossata in chiesa. In breve: io sono dell’opinione che si legge nel proverbio “meglio soli che male accompagnati”. Ove fosse dimostrato che le mie informazioni sono errate – ovviamente – sarei pronto a ritrattare- Al camerata rispondo che fu Almirante a imporre Fini segretario (contro l’opinione dei deputati che giudicavano gravemente errata tale scelta). Infine Almirante è stato fondatore di Alleanza Nazionale il partito che – al congresso di Roma 1973 – ha cancellato (nottetempo e con un sotterfugio) la norma che vietava ai massoni l’appartenenza al Msi. Non penso che le mani di Almirante fossero sporche, nego che Almirante sia stato un politico meritevole del consenso cattolico. L’indegnità di molti democristiani non promuove…

    1. Caro Vassallo,(se non erro c’eravamo conosciuti tanti decenni fa nella sede missina di Genova)mi sembra che Lei confonda Alleanza Nazionale,che fu fondata nel 1994 alla morte del MSI,con la DESTRA NAZIONALE che fu fondata nel 1973 appunto da Almirante con la fusione del MSI col PDIUM di Covelli.Quando Fini fondò AN, Almirante era già morto dal 1988.E’ vero che il nostro indimenticabile Giorgio sbagliò nell’indicare Fini suo successore,ma allora il Gianfra sembrava un uomo veramente di fede (legga l’orazione funebre,pubblicata sul Secolo d’Italia,che fece al funerale di Almirante e Romualdi…è tutta una esaltazione dell’ IDEA in una sorta di continuità ideale) poi ha cominciato a rinnegare tutto per fare carriera nel governo Berlusconi.Fini aveva anche un’ottima oratoria (parlava a braccio nei comizi proprio come Almirante) pareva il giovane giusto per la segreteria nazionale! Almirante si definiva un cattolico credente e fece molte battaglie cattoliche.Fini ha rovinato AN dopo il MSI.

  5. Pucci Cipriani

    Credo che anche la Russa faccia parte di FdI e anch’io non amo la Russa e il suo mondo. Di fronte alla catastrofe del cattolicesimo con il Papa che porta per esempio una assassina come la Bonino , andare a fare le pulci alla Meloni (“non è praticante” “non si è sposata in Chiesa”) mi sembra completamente fuori luogo. Ribadisco la mia simpatia per la meloni e il mio ringraziamento per quanto fa ion difesa della vita.

    1. Pietro Montevecchio

      Di La Russa ricordo che nel tardo 2010, ancora Ministro della Giustizia, giunse in grave ritardo all’inaugurazione del monumento ai Martiri di Kindu, in piazza Novelli a Milano. Parenti, ufficiali, autorità, tutti ad aspettare in piedi, in quel giorno grigio e freddo, che Sua Maestà concedesse graziosamente la presenza per onorare nei fatti quei caduti tanto decantati a parole.
      Non è degno rappresentante di una vera destra, ma è il perfetto rappresentante di questa destra che ritroviamo oggi, malinconicamente, sull’orlo della dissoluzione.

  6. Dottor Pucci Cipriani domando: una Destra Cristiana Tradizionista è possibile? o attenderemo veramente la Fine dei Tempi? Giorgia Meloni, conosciuta di persona a Perugia è una persona intelligente e ben informata, e nella povertà intellettuale vigente tra i politici è già una buona combattente. Il punto è: tecnici della politica efficacemente armati come la Meloni, che però difettano di assolutezza di principii perchè sono Nel-Sistema. Oppure campioni dell’etica e della Sapienza Cristiana, come Paolo Caucci, che giustamente s’è ritirato dall’agone polito in tempi non sospetti e opera nel mondo dalla parte di Nostro Signore risvegliando il Pellegrinaggio di Santiago di Compostella? Una destra Cristiana di tecnici politici abili combattenti, o una Tradizione Cristiana di uomini veri; cristiani e testimoni di Cristo?
    Quale dovrebbe essere la matrice di un Movimento Tradizionale Cristiano? Cristiani assoluti o politici cattolici?

  7. Il MSI,

    • nato come “rifugio” dei nostalgici del Ventennio,

    • soprattutto durante la Grande Sopraffazione Rossa – il c.d. sessantotto – divenne luogo di aggregazione per persone aventi concezione del mondo tradizionale, specie in riferimento alle esigenze che sia riconosciuta l’Autorità e che sia fatto valere il Diritto (anche a costo della vita umana, contro il “dogma” mediatico-clericale: p.es. quando qualcuno spara a un rapinatore).

    Dal punto di vista delle Forze Segrete della Rivoluzione, non la prima ma il secondo doveva essere distrutto: Gianfranco Fini è stato l’esecutore di questo piano, con la collaborazione di Berlusconi, il quale è forse di destra nell’ordine economico, ma non in quello della concezione del mondo.

    Quando le persone di Destra nell’ordine della concezione del mondo si decideranno a vedere la distanza che li divide da coloro che sono di destra nell’ordine meramente…

  8. giorgio rapanelli

    Provenendo dal PCI, poi fondatore dei Verdi, due votazioni a M5S e una alla Lega, non mi intendo di cose della Destra. Mi sembra irreale continuare a riferirsi alla Destra, al Centro o alla Sinistra. I vecchi partiti della nostra giovinezza sono passati. E sepolti. Rimangono i valori che potrebbero essere comuni a tutti, se non fosse che poi vengono rinnegati se li si torna a catalogare a Destra, al Centro e a Sinistra. E’ possibile che non si riesca a vedere le cose in una nuova unità di tempo. Amare la propria storia positiva, la ricchezza culturale e il proprio territorio, ossia la propria identità italiana dimostra una mentalità di Destra o di Sinistra? Forse, l’unico guaio è che non abbiamo nuovi elementi come leader su cui fare una nuovo affidamento. Per cui ci ritroviamo con figuri stagionati e mummie imbalsamate. Nuove personalità autonome non ne vedo. E si continua ad essere divisi sull’egemonia di questo o quel vecchio schieramento. Se c’è una cosa da dover apprezzare di Renzi è quella che sta distruggendo ciò che rimane di quella appendice del PCI, onde formare un nuovo partito a sua immagine e somiglianza e secondo i desideri dei potentati da cui ha avuto il potere. Mentre tutti i vecchi arnesi della Sinistra vogliono continuare a banchettare sul cadavere decomposto del PD.

    1. Quella di Renzi è una Sinistra caviale e salmone che le radici nel PCI, partito quest’ultimo, che a parole difendeva gli operai ma, in realtà, era funzionale alla grande industria ed alla grande finanza proprio come l’URSS, alleata al liberal-capitalismo anglosassone.

  9. 1) Riguardo il congresso di Genova, se fu Giorgio Almirante – come scrive il Prof. Vassallo – a non accettare le prevaricazioni comuniste meglio così; con certa gente ogni compromesso è impossibile;
    2) a differenza dei camorristi della DC che, fregiandosi di una Croce hanno ucciso la famiglia e la vita in combutta con i comunisti, Michelini, Almirante, il MSI furono gli unici difensori della famiglia e della vita senza sbandierare simboli religiosi come fatto, invece, dalla non cristiana democrazia cristiana;
    3) riguardo i massoni ed il MSI-DN, dopo il congresso del 1973, l’art. 5 del nuovo statuto missino sancì l’incompatibilità massoneria-MSI-DN;
    4) che Almirante abbia imposto Fini alla segreteria è cosa vera ma, detta scelta, fu a mio parere motivata dal fatto che Giorgio voleva uno zerbino politico alla segreteria per continuare a dirigere da dietro le quinte il MSI-DN; Almirante non aveva fatto purtroppo i conti con la morte vicina;
    5) Della Meloni non mi fido in quanto FDI è figlia di AN.

  10. luciano pranzetti

    Sono stato molto vicino a Giorgio Almirante durante il mio segretariato MSI – 1968/1979 – e pertanto conosco bene taluni aspetti contraddittorii di cui parla Vassallo. Uno per tutti: legatosi alla DC, ci fece combattere, in senso anche fisico, la battaglia contro il divorzio – e lo facemmo con convinzione, la stessa che nutrirei ancora adesso – anche perché aveva preso una barca di quattrini dalla DC proprio per questa operazione. Divorzio approvato, e che ti fa il concubino Giorgio? Divorzia da Gabriella sua prima moglie, da cui ha avuto una figlia, e regolarizza la sua nuova posizione con “Assunta”. Non si parli, perciò di militanza e cultura cattolica almirantiana, per piacere. Quanto a Fini, me lo ricordo, giovincello perennemente rintanato e al sicuro nell’ufficio di Via 4 Fontane – Roma – imbalsamato in un trench. Non lo vedemmo mai nelle piazze in mezzo alle sommosse, a prendere sganassoni e manganellate dalla polizia. Il signor “Tulliani” stava imparando ad essere leader . . .a Montecarlo.

  11. La Meloni è l’ unica di spessore nell’ insignificante Fdl attuale. E con ciò ho detto tutto.
    Purtroppo mancano alla Destra uomini di coraggio e insieme di valore.
    Ma non è facile averli nel clima apocalittico in cui viviamo. Bisogna pregare perché avvenga un miracolo.

    Gaetano

  12. CARISSIMI TUTTI!!!!
    INTERESSANTISSIMI TUTTI I VOSTRI COMMENTI, la maggior parte addirittura
    da stampare, ma dovete tenere presente che i retroscena, le storie, i dettagli,
    NON SONO A CONOSCENZA DELLA MAGGIOR PARTE DELLA GENTE
    specialmente dei giovani, come ho scritto alla gentile Sig.ra Frezza su un altro
    argomento!!!
    Ora la sinistra e la DESTRA sono a pezzi, e gli TUTTI gli elettori hanno le idee
    confuse.E’ conferma di questo il basso numero dei votanti!!!
    Quindi rimbocchiamoci le maniche, chiudiamo un occhio, qualche volta anche
    tutti e due, e votiamo o Lega o Fratelli d’Italia (o Forza Nuova?).
    La Meloni, Salvini sono chiarissimi sui “valori non negoziabili” tanto cari a Ratzinger
    e che bergoglio sconfessò chiaramente dichiarando che i valori sono “tutti uguali”
    (una delle sue prime eresie..).
    E Salvini e la Meloni dichiarano CHIARAMENTE che la famiglia è formata da BABBO
    E MAMMA!!!!
    E questo è un principio che capiscono TUTTI!!!!!!!!!

    1. PS.
      Da quanto mi piace fini non compro più neanche i tortellini con il
      suo nome!!!
      ALLA LETTERA!!!
      Temo che siano disgustosi come lui….

  13. Piero Vassallo

    agli amici vorrei rammentare che nel congresso del 1973 all’Eur Almirante fece votare (nottetempo) l’abolizione degli articoli dello statuto che vietavano l’appartenenza al Msi di massoni ed ex partigiani. massoni e partigiani entrarono nel Msi al galoppo. Il risultato fu la scissione causata dal grottesco incidente Saccucci.
    L’esatta memoria del passato è (a mio parere) indispensabile per chiudere la pagina della falsa destra e indirizzare l’energia dei cattolici fedeli alla tradizione (sono numerosi e qualificati) alla difesa della dottrina (ed eventualmente a un sereno e fraterno dibattito sulla storia italiana). In questa scena c’è spazio e per l’astensione dal voto (decisione conforme alla sfiducia totale nella democrazia) e per il voto a Salvini e/o alla Meloni. Voto da attribuire con i guanti disinfettati. Spero di essere riuscito a far capire che non credo nella democrazia e nei partiti democratici di sinistra, di centro e di destra. Sono infatti trascorsi secoli senza democrazia e senza…

  14. I ricordi più disgustosi del massone filoamericano fini: “il male assoluto” e la sua testa ornata dalla kippah. Lui sì che viene e deve tornare nelle fogne. Fini boia.

  15. massimo trevia

    paola b.,hai centrato il punto!la meloni e salvino sono giovani,anche se esperti,e chiari su ciò che a noi sta a cuore.certo,personalmente so che non sono cattolicamente irreprensibili,ma credo abbiano il pregio di essere onesti nel pensiero,cioè si piegano alla realtà:ad esempio a ciò che dice la natura:maschio e femmina li creò,con tutto ciò che ne viene circa il matrimonio. e così in altri campi.e chi fece la natura?Dio! poi,parliamo di quanto ci vorrebbe un partito davvero cristiano.anche io lo vorrei!ma,chiediamoci:non è meglio riconoscere che attualmente non c’è una cultura che lo possa generare?in questo senso:finchè non cambieranno le cose,se siamo in questo stato è perché dall’illuminismo si è rotta l’unità fra fede e ragione e ricomporre ciò era l’intento di ratzinger….e per questo l’hanno defenestrato.anche se qualcuno non sarà d’accordo,è indubbio che oggi la maggior parte del popolo ragiona o da clericale:la ragione è un impiccio(ne conosco)e quindi la fede è da prendere a scatola chiusa, e così non si forma davvero un pensiero cattolico,per cui poi ci si chiude nella convinzione che la fede sia cosa privata e si esalta “l’essere semplici”;
    oppure si ragiona in modo “pratico”,ma non si approfondisce la fede,vivendo un cristianesimo,in fondo modernista,fatto più che altro “opere sociali”.
    e credo quindi che attualmente si debbano vedere come provvidenziali la meloni e salvini.l’importante è che facciano il bene!

  16. Piero Vassallo

    la legge cristiana contempla l’esercizio della misericordia e l’obbligo dell’intransigente difesa delle verità di ragione e di fede – al proposito rammento che le sciagure nazionali ebbero inizio dall’infame e bestiale legge Baslini-Fortuna (un liberale e un socialista: la perfetta unione personale delle menzogne moderne) – la disgraziata e spregevole legge fu approvata grazie alla diserzione del clero progressista e alle ambiguità della destra – le conseguenze del tradimento consumato dai cattolici liberali e/o progressisti e dai militanti nella destra recalcitrante e infingarda sono visibili nella confusione babelica in cui oggi si trova l’Italia

  17. Piero Vassallo

    un amico mi telefona per rammentare che Almirante si oppose al divorzio – a mia volta gli ho rammentato (e lo rammento agli eventuali immemori) che (per dimostrare la misura della sua fedeltà alla legge naturale) dopo il referendum Almirante divorziò per sposare donna Assunta – di conseguenza Almirante ottenne il titolo squillante di capocomico

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