RIFLESSIONI SOTTO L’OMBRELLONE, IN COMPAGNIA DI CHESTERTON – di Claudio Forti

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di Claudio Forti

 

 

Domenica 7 luglio. Sono a Cattolica: tempo di vacanza, di notti rosa percorse da una folla vagante qua e là alla ricerca del divertimento. La spiaggia e’ stracolma. Sono sotto l’ombrellone e ascolto la registrazione in mp3 di una tavola rotonda che un anno fa Radio Maria dedicò al grande scrittore inglese Gilbert Chesterton. Mi impressiona l’attualità di un passaggio del suo poema epico – scritto nel 1911 dopo la sua conversione al cattolicesimo – intitolato “La ballata del cavallo bianco”. In esso si narra la vicenda di Re Alfredo il grande, del IX secolo e dell’Inghilterra, col fatto cristiano dell’epoca, contro i pagani danesi. I cristiani sono sconfitti, ma questo re ha una visione della Vergine Maria che lo conforta e lo stimola ad agire, perché – parola di Chesterton -: “è necessario combattere per ciò che si ama”.

dsEcco allora la visione, che si trova verso la fine dell’opera: “Tra molti secoli, tristi e lenti, io ho una visione. Io so che i pagani ritorneranno, non con lo spirito dei cacciatori o con la feroce destrezza del guerriero, ma mettendo a posto ogni cosa con parole morte. Ma se anche calpesteranno il mare santo di Maria e ruberanno le ali di S. Michele, voi li riconoscerete da questi segni. Lo spezzarsi della spada, e l’uomo che non è più un cavaliere libero, capace di amare o di odiare il suo Signore. Si, questo sarà il loro segno: il segno del fuoco che si spegne e l’uomo trasformato in uno sciocco, che non sa chi è il suo Signore. Da questo segno li riconoscerete: dalla rovina e dal buio che portano; da masse di uomini devoti al nulla; dalla presenza di peccatori che negano l’esistenza del peccato; dall’ombra scesa su Dio e sull’uomo; dalla morte e dalla vita rese un nulla”.
E seguì il secolo delle due guerre mondiali, dei lager e dei gulag. E alla fine l’odierna dittatura relativista. Ma, come ben rappresentato da questo castello sulla sabbia, non sarà il dragone infernale – omicida e ingannatore fin dal principio – a vincere, ma la Donna vestita di sole e la fede dell’esercito da Lei schierato.

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