Riflessioni sulla morte di un personaggio pubblico  –  di Carla D’Agostino Ungaretti

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“Vien dopo tanta irrision … la morte. E poi …? E poi …?”     (Arrigo Boito. Monologo di Jago dall’ “Otello” di Giuseppe Verdi).

di Carla D’Agostino Ungaretti

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zzzzbcnrDevo dire che la morte di Marco Pannella mi ha dato molto da riflettere e meditare tra me e me ed anche da discutere con parenti e amici, quasi tutti cattolici “adulti”. Poiché tutti sapevamo da tempo che era malato, erano molti mesi che io mi domandavo: “Che cosa starà pensando Pannella della morte, sapendo che essa gli è da tempo compagna quotidiana? Penserà mai al “dopo”? Il carattere dell’uomo è stato abbondantemente enfatizzato dai media che gli hanno dedicato un’infinità di post e di pagine; tutti sapevamo che aveva in corpo ben tre o quattro tumori, che fumava ogni giorno una miriade di sigarette e non disdegnava i liquori. Danilo Quinto, che lo  conosceva bene, ne ha descritto altrettanto bene in vari libri la personalità straripante e istrionica, sempre sopra le righe, capace di sedurre, con il suo esasperato senso dello spettacolo, artisti, intellettuali, “maitres à penser”, forse anche di più di quanto abbia saputo fare il partito comunista che, come tutti sappiamo, dopo la seconda guerra mondiale ha affascinato la maggior parte della cultura italiana.

Non credo che questo tipo di carattere fosse molto propenso a “rientrare in se stesso” e a guardarsi dentro confrontando ciò che vedeva con la Parola di Dio e preparandosi alla morte, perché il suo smisurato “ego” glielo impediva. Ha detto Rita Bernardini che egli era profondamente cristiano, ma non cattolico, perché citava spesso Benedetto Croce e il suo “perché non possiamo non dirci cristiani”[1]. Questo, a mio giudizio non significa affatto essere cristiani, ma attribuire alla figura di quel Gesù – che per lui non era certo il Figlio di Dio, il Cristo, il Messia morto per noi,  risorto alla vita gloriosa che Dio ha previsto anche per noi, se Lo accettiamo – un ruolo puramente sociologico di antesignano della rivendicazione dei diritti umani in favore dei poveri e degli emarginati, mentre per i veri cristiani Gesù è stato ben altro[2]. Ma anche questa rivendicazione era solo parziale e a senso unico: basti pensare alle battaglie in favore dell’aborto e dell’eutanasia, del matrimonio tra omosessuali contrabbandati come diritti umani mentre in realtà sono all’origine dello disgregazione della famiglia che vediamo intorno a noi.

Ma poiché, come tutti sappiamo, in questo momento storico la Chiesa cattolica  ha a cuore più la sorte degli immigrati, dei diseredati e degli emarginati (veri o presunti) che l’annuncio della Parola di Dio, ecco che il Nostro era riuscito ad affascinare anche persone di fede, vescovi, sacerdoti, suore, persone comunque consacrate che avrebbero dovuto avere una visione del mondo e della vita umana diametralmente opposta alla sua e che, invece di pregare ora pubblicamente per la sua anima, ne hanno pubblicamente esaltato l’impegno civile.

Pannella aveva riscosso perfino l’amicizia e la simpatia di Papa Francesco, suscitando (devo dirlo) stupore e disorientamento in una cattolica “bambina” come me, non perché pensassi che il Papa avrebbe dovuto lanciargli pubblicamente anatemi, ma perché mi sarei aspettata che, nei loro contatti, lo invitasse almeno a difendere, oltre la causa degli immigrati e dei carcerati, anche quella dei cristiani  perseguitati, uccisi e defraudati dei loro beni in tanti paesi del mondo, il che non mi sembra che Francesco abbia fatto. Evidentemente al Papa regnante interessa più la buona sistemazione degli immigrati in Europa che la sorte di quel suo povero gregge, che al buon Giacinto detto Marco interessava ancora meno, anzi di esso non gli importava proprio nulla perché sapeva che se costoro erano capaci di affrontare tante tribolazioni per rimanere fedeli alla loro fede, difficilmente si sarebbero lasciati affascinare dal suo Credo libertario e ateo. Perciò questa personalità perversamente affascinante mi ha sempre dato molto da pensare e da temere, perché (anche questo devo dire per onestà intellettuale) mi è sempre parsa una personalità demoniaca.

Esagero? Forse, ma devo anche dire però che, alla notizia della sua morte, ho recitato un “Requiem” per lui e ho pregato perché negli ultimi istanti di coscienza, prima di farsi sedare, abbia rivolto un pensiero a quel Dio al quale dubito che abbia mai pensato molto nei suoi anni “eroici”. Il secondo pensiero che mi è venuto in mente è stato, per associazione di idee, la frase che ho citato in epigrafe, il che esige una spiegazione. Sia nell’”Otello” di Shakespeare che nell’opera di Verdi, Jago è una figura demoniaca, fomentatore di discordie, calunniatore e istigatore di omicidi, e termina il monologo del suo Credo – che non compare nella tragedia di Shakespeare, ma fu introdotto da Boito nel libretto dell’opera – con una frase che non ho citato perché ovviamente non la condivido: “La morte e il Nulla! E’ vecchia fola il ciel …!”[3]  Ecco, questa mi sembra fosse l’idea della morte che aveva Marco Pannella, ma non solo lui: anche la maggior parte dei nostri contemporanei ritiene la vita umana una “irrisione”, la morte un salto nel Nulla e il “Cielo” una mera e vecchia “fola”.

Dopo questa lunga premessa, eccomi quindi arrivata al nocciolo della mia riflessione. Il funerale rigorosamente laico di Pannella è stato sicuramente coerente con il suo stile di vita e per questo egli riscuote l’ammirazione di tanti, anche cattolici. Io invece non credo che questo tipo di coerenza sia da ammirare e incoraggiare, perché è la coerenza di chi rifiuta fino all’ultimo di ammettere che “forse Dio esiste” e dopo la morte ci aspetta il Suo giudizio, dal quale non si potrà tornare indietro. E’ la coerenza ispirata dal demonio che induce il morente a rifiutare l’ispirazione dello Spirito Santo.  I funerali senza Dio e senza preghiera, disposti per sé da coloro che in vita si sono sempre professati atei, o agnostici, o più vagamente laici, hanno il potere di infondermi un senso di gelo spirituale ed evito sempre di parteciparvi, pur pregando per l’anima del defunto, perché mi sembrano il definitivo e pubblico rifiuto di Dio, anche se so bene che solo Lui vede nei cuori e conosce cosa può aver pensato il morente nei suoi ultimi istanti.

Da cattolica “bambina” quale io sono, forse anche un po’ ingenua, vorrei che tutti, anche i laicisti più irriducibili, quando riflettono sulla loro morte fossero ispirati a prendere in considerazione, almeno come remota ipotesi filosofica, la possibilità di un esito non solo materialistico della propria vita e della sopravvivenza della propria anima. Mi rendo conto che questa soluzione è ben lontana dalla “metanoia” cristiana, perché può sfociare anche nella fede nella reincarnazione o nella metempsicosi, ma chissà (penso ingenuamente) forse al Dio della Misericordia può bastare, perché io sono sicura che Egli accetta sempre la preghiera per noi di Sua Madre “nell’ora della nostra morte”.

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[1] Cfr  IL CORRIERE DELLA SERA, 21.5.2016, pag. 11.

[2] E’ in fondo lo stesso equivoco inventato e alimentato da coloro che definivano Gesù Cristo “il primo comunista della storia”.

[3] A questo punto, come sanno tutti gli amanti dell’opera di Verdi, i baritoni meglio calati nella parte, aggiungono una risata veramente demoniaca che, se non compare nella partitura, nondimeno ha uno straordinario effetto teatrale.

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10 commenti su “Riflessioni sulla morte di un personaggio pubblico  –  di Carla D’Agostino Ungaretti”

  1. Profondamente Cristiano ????? Ma Cristiano di che cosa ? Se fosse stato cristiano avrebbe fatto una vita molto diversa , avrebbe difeso i deboli fin nel grembo materno, avrebbe difeso le famiglie invece di sfasciarle, avrebbe propugnato la vita invece della morte , avrebbe difeso i deboli come Abele invece di difendere i Caini.

  2. I cattolici (bambini e non) debbono sapere che:
    (dal catechismo della dottrina cristiana di San Pio X)

    170. Che ci proibisce il primo comandamento?

    Il primo comandamento ci proibisce L’EMPIETA’, la superstizione, l’irreligiosità; inoltre l’apostasia, l’eresia, il dubbio volontario e l’ignoranza colpevole delle verità della Fede.
    Chi è l’empio? E’ colui che non riconosce Dio in quanto tale e non gli rende il culto a Lui dovuto.
    Il primo peccato commesso dall’uomo e dalla donna, ovvero il peccato originale è peccato di empietà.

    Quando si muore arriva il momento del giudizio personale ed il tempo della Misericordia si conclude, aprendo quello della Giustizia.
    Per salvarsi bisogna volersi salvare, la Misericordia salvò solo il ladrone pentito, l’altro fece una fine differente ed anche allora la Vergine Immacolata
    era presente. Un dubbio riguardo una remota ipotesi filosofica non salva nessuno purtroppo, solo Cristo salva, o con Lui o si è perduti.

    Pannella ora è dove deve stare.

  3. Mi rendo conto che questa soluzione è ben lontana dalla “metanoia” cristiana, perché può sfociare anche nella fede nella reincarnazione o nella metempsicosi, ma chissà (penso ingenuamente) forse al Dio della Misericordia può bastare, perché io sono sicura che Egli accetta sempre la preghiera per noi di Sua Madre “nell’ora della nostra morte” : se fosse così sarebbe inutile convertirsi a Cristo!
    Per salvarsi BISOGNA pentirsi SINCERAMENTE dei propri peccati, confessarsi (se possibile) e rimediare agli eventuali scandali commessi (se possibile)!
    Inoltre bisogna credere in Cristo (questo vale per chi ne ha sentito parlare e Pannella ne ha sentito parlare) e professare INTEGRALMENTE la Fede cattolica.
    Se nell’ultimo istante si è convertito SINCERAMENTE e pentito SINCERAMENTE si è salvato, altrimenti no!
    Credere in una generica altra vita NON BASTA…altrimenti avrebbero ragione i sincretisti: ogni “fede” salverebbe: induismo, islam, talmudismo, “reli-fai-da-te”, pastafarianesimo, buddismo, ecc.

  4. Si dice che la recita di un’Ave Maria potrebbe bastare per la salvezza di un’anima. “Prega per noi peccatori” chiediamo infatti alla Madonna, fiduciosi nel Suo soccorso. Confidiamo anche nel “Chiedete e otterrete”, nel “bussate e vi sarà aperto” e nell’invito a pregare senza interruzione. Insomma, bisogna metterci del nostro, anche poco, ma del nostro, perché se non vogliamo essere salvati il Signore non si impone sulla nostra libera volontà. Dunque Pannella, prima di essere sedato (sedazione su cui mi pongo mille interrogativi), avrà rivolto a Dio qualche minima richiesta? Speriamolo, se ci diciamo cristiani. In caso contrario, e cioè se vi fosse stata quella impenitenza fnale di cui più nessuno parla,non resta che compiangerlo.

  5. Mah… Non ci perderei tanto tempo, pur ammettendo l’enorme influenza sulla mente della gente. Influenza costruita apposta da gruppi di potere anticattolici. Ma possibile che si parli di uno che da subito si presentava per quello che era… ( una benemerita…) Le mie pochissime preghiere le dedico ad altri…

  6. Ormai Pannella andrebbe dimenticato con tutto quello che ha fatto;il discorso fatto su di lui vale giustamente per tutti gli atei o agnostici…me ne vengono in mente altri famosi morti negli ultimi anni:Margherita Hack,Levi Montalcini,Cossutta.Una volta deceduti cessano di essere atei e diventano credenti al cento per cento,ma ormai è troppo tardi!A volte entro per curiosità nel sito dell’UAAR (Unione atei agnostici razionalisti)tanto per cercare di confutare le stupidaggini che scrivono e vedo che hanno anche organizzato “lo sbattezzo” con cui uno può ripudiare il proprio battesimo facendosi cancellare ufficialmente dai registri parrocchiali (una mera illusione che dimostra anche una crassa ignoranza dottrinale,poichè si resta battezzati per sempre,anche all’inferno,essendo il battesimo un crisma indelebile).Ciò nonostante,questo ripudio ufficiale del proprio battesimo ed uscita dalla chiesa,equivale ad una apostasia che comporta la scomunica e quindi assicura la dannazione eterna.

  7. Pannella, lo ripeto, era fedele seguace di satana! amava tutto ciò che porta alla morte dell’anima e del corpo.
    Sarebbe stato meglio per lui se non fosse mai nato.( e non vale solo per Giuda).
    senza tanti giri di parola, in verità non starei neanche a dedicargli tanto spazio, se n’è parlato già abbastanza, e fra un po’ se continua cò stà tiritera ne chiederanno la beatificazione, tanto bergoglio e compagnia ne sarebbe entusiasta.
    Buona giornata a tutti, nella grazia del Signore.

  8. tutto quanto detto e scritto mi ha lasciato un profondo dolore, perché ritengo che solo l’incontro con Cristo possa dare il vero significato alla vita. Che Dio abbia misericordia
    dell’anima di pannella e di quanti credono nelle “opere di bene” da lui compiute (sic)!

  9. Abbiamo pregato per M. Pannella,.. negli ultimi giorni, quando si sapeva che la grave malattia lo stava portando via…quindi ” Coroncina alla Divina Misericordia ” – per lui,.. E’ una preghiera molto potente per i morenti,. lo ha detto Gesù a Santa Faustina Kowalska,..che con questa preghiera, Gesù ” dona la grazia del..pentimento all’anima del morente”. Il giorno stesso,..della morte, mentre alle h. 13 vedevo il TG,..c’era la notizia che Pannella era gravissimo : ..ho preso la Corona del Rosario ..ed ho iniziato a pregare per lui..la Coroncina della Div. Misericordia..fino alle ore 14,15..Poi,.nel pomeriggio ho udtito che lui è spirato verso le 14,20 -14,25. Grande è la Misericordia di Dio, egli perdona tutte le nostre colpe,..se ci pentiamo. Poi è morto nella clinica di S. Maria della Mercede,…la Madonna lo avrà..soccorso e portato a Gesù. Amen

  10. Preghiamo Dio che abbia misericordia per lui, per noi e per tutti gli ecclesiastici che lo hanno esaltato per il suo impegno civile ,sorvolando sulle sue battaglie a favore dell’aborto, dell’eutanasia, della liberalizzazione della droga e delle unioni omosessuali.

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