SAN TOMMASO D’AQUINO E LA CUSTODIA ANGELICA DEI SINGOLI FEDELI – di Don Marcello Stanzione

di Don Marcello Stanzione


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Tommaso d’Aquino, il futuro dottore angelico, nacque nel 1225 nel castello di Roccasecca. Egli era l’erede di un nome prestigioso e di una fortuna economica, cose che non si abbandonano alla leggera. A Napoli dove si reca a studiare, conosce i frati predicatori del convento di San Domenico e  rimane affascinato dal loro stile di vita religiosa. Pertanto, Tommaso ha scelto. Quando rientra a casa sua alla fine dei suoi studi, egli annuncia ai suoi genitori che vuole essere frate domenicano.

L’Ordine creato da San Domenico è agli inizi ; esso non ha ancora acquisito quella reputazione intellettuale che lo renderà illustre. La famiglia d’Aquino è costernata. Il loro figlio, monaco mendicante, che predica a pieno vento sulle piazze pubbliche, a piedi nudi ! Misericordia ! Quale disonore ! Non potrebbe avere degli scopi più confessabili ? Con un poco di denaro e di contatto, cose che non mancano, sarebbe così facile, se vuol essere uomo di Chiesa, nell’aiutarlo a fare carriera. La sua cara abbazia di monte Cassino, dove ha studiato, non amerebbe diventarne l’abate, in alcuni anni ?

Ben lungi dal lasciarsi attrarre dalle promesse parentali, è giusto che Tommaso urli alla simonia. Scandalizzati e furiosi, i suoi genitori osano un colpo di forza : essi rinchiudono il figlio recalcitrante a Roccasecca. Non ne uscirà finché non sarà pervenuto alla ragione. Le settimane passano, poi i mesi. Tommaso rivela una testardaggine che i suoi non avevano mai sospettato che avesse. Nulla gli fa cambiare parere. Uno dei suoi fratelli ha un’idea perversa ed ignobile. Se il giovane si attacca in tale modo alla sua pretesa vocazione di frate mendicante e di monaco scalzo, è molto semplicemente perché egli ignora del tutto i piaceri della vera vita. Basta fargliene gustare. Si va a cercare, nei bassi di Napoli, una prostituta che gli Aquino prendono la pena di scegliere giovane, bella, esperta e senza alcuna vergogna e pudore. Dopo una notte nelle braccia di questa seducente e lussuriosa peccatrice, Tommaso non sognerà più i Domenicani e la vita del convento! E si rinchiude di nascosto la prostituta tentatrice nella camera del giovane. Ma tutti gli assalti della povera ragazza urtano contro una resistenza eroica. Al mattino, ella, nonostante il suo fascino erotico, si arrende e se ne va sconfitta.

Tommaso rimane solo. Ed ecco che gli Angeli gli appaiono. Nelle loro mani, essi hanno una cintura, simbolo di continenza e di purezza :”Nel nome di Dio, noi ti cingiamo con la cintura di castità che non potrà mai togliersi da alcuna impura tentazione”.

L’Ordine di San Domenico conserva ancora questo strano cordone nella sua chiesa di Chieri. Esso è oggetto di diverse investigazioni scientifiche che non hanno potuto scoprire la composizione della stoffa, di una materia sconosciuta, né spiegare perché il nodo è impossibile a disfare…

Vinti, i d’Aquino lasciarono il loro figlio seguire la sua via. Tommaso studia a Parigi e a Colonia sotto la guida del maestro domenicano fra Alberto, detto in seguito Magno, docente di cultura enciclopedica. A Colonia i suoi giovani confratelli scherzano sul suo atteggiamento silenzioso e sulla sua notevole corporatura fisica, e lo chiamano il bue muto. Sant’Alberto però osserva acutamente: “ Noi lo chiamiamo bue muto , ma egli con la sua dottrina emetterà un muggito che risuonerà in tutto il mondo”. Tommaso diviene un docente assai carismatico in mezzo ai suoi studenti, che riesce a coinvolgere in un modo straordinario. Si dice che dettasse tre o quattro libri in contemporanea ai suoi segretari. Il suo capolavoro è la “ Summa theologiae” nella quale raccoglie e fonde i contributi della filosofia classica, le conquiste della teologia e le inquietudini del suo tempo. Diviene il più rinomato dei teologi della sua epoca. Ma il 6 dicembre 1273 accade un  fatto misterioso: mentre celebra la Messa qualcosa lo tocca profondamente e da quel giorno non scrive né detta più nulla. Si racconta che poco tempo prima, davanti al crocifisso mentre era in orazione sentì dirsi dal Signore: “ Tu hai scritto bene di me. Che ricompensa vuoi?”. E Tommaso aveva risposto: “ Niente altro che Te, Signore”.

La mattina del 7 marzo 1274 muore all’età di 49 anni. Nel 1323 viene canonizzato e nel secolo XV riceve il titolo di dottore della Chiesa. E’ il patrono degli studenti delle università cattoliche, dei librai e dei filosofi.

San Tommaso riguardo alla custodia angelica dei singoli fedeli (La Somma Teologica, I,q.113,a.a.1-8) inizia la sua limpida ed esauriente dimostrazione ricordando la legge generale del creato: nel piano della divina Provvidenza, tutti gli esseri corporei (la creazione materiale e pure l’uomo, composto di materia e di spirito) sono regolati da sostanze spirituali ( i puri Spiriti). Agli uomini sono assegnati gli Angeli quali custodi e guide nel conoscere e nell’operare. Questo provvidenziale soccorso, invisibile, è necessario, perché l’uomo, pur avendo iscritta nel cuore la legge naturale, si inganna spesso nell’applicare i principi generali alle azioni particolari. A causa delle passioni che lo spingono al peccato, può, con il suo libero arbitrio, evitare il male solo in parte e, quindi, deviare dal bene. La custodia angelica, tuttavia, non impedisce le libere decisioni della volontà umana, che come può discostarsi dalla legge naturale , così può rifiutare le ispirazioni dell’Angelo. Queste illuminazioni e mozioni angeliche  sono generalmente interiori , invisibili; solo in “casi straordinari per una grazia speciale di Dio”, – afferma S. Tommaso – si hanno apparizioni di Angeli.  Egli conclude questo primo articolo della “questione sulla custodia angelica”, con una affermazione importante: “che gli uomini periscano, non va imputato alla negligenza degli Angeli, ma alla malizia degli uomini”. La salvezza , dunque, è sempre nelle nostre mani!

Ciascun uomo è custodito da un Angelo particolare? La risposta è affermativa. L’uomo a differenza delle altre creature, è un individuo particolare: ha un’anima razionale, immortale. La custodia angelica, che rientra nell’esecuzione della Provvidenza Divina a suo riguardo, ha di mira anche l’attività intima, occulta dell’uomo, destinato alla vita eterna. Perciò ciascun uomo è affidato da Dio a un particolare Angelo Custode.

L’Angelo Custode è dato a tutti quanti gli uomini? Si, egli risponde, perché ogni uomo, nel faticoso cammino della vita verso la patria del Cielo, incontra molti pericoli. Per superarli ha bisogno di una guida, di un sostegno, di un soccorritore. Dio, perciò, affida tutti quanti gli uomini alla custodia degli Angeli.

L’Angelo Custode è assegnato all’uomo fin dalla nascita? Il Dottore Angelico accenna a due diverse opinioni a questo riguardo. Alcuni ritengono che l’Angelo Custode è donato da Dio ad ogni essere umano fin dal suo nascere, e altri invece dal suo Battesimo. S. Tommaso, considerando che l’uomo ha un’anima razionale, afferma che la custodia angelica inizia dalla nascita, è un aiuto provvidenziale anche per i bambini, bisognosi di protezione nei pericoli fisici e spirituali. Nella vita prenatale , si può credere che i nascituri siano sotto la custodia dello stesso Angelo della madre, a cui sono ancora uniti. Alla nascita, invece, ricevono un Angelo Custode personale.

L’Angelo Custode abbandona talora l’uomo? Si può affermare dell’Angelo Custode quello che si suole dire di Dio, quando permette che l’uomo cada in un pericolo o in una tribolazione, per il suo maggior bene. L’Angelo Custode, che segue il piano della provvidenza, non impedisce talora una colpa o una sofferenza del suo protetto; ma, anche quando è da lui localmente distante (quando è in Cielo presso il trono di Dio), conosce le necessità dell’uomo e istantaneamente può essergli vicino per soccorrerlo.

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