Santa Teresa di Lisieux, più affettuosamente santa Teresina  –  di Rita Bettaglio

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“Il mio Cielo è restare sempre in sua presenza, chiamarlo Padre mio ed essere sua figlia”

di Rita Bettaglio

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zzstpIl 1° ottobre sarà la festa di Santa Teresa di Lisieux, più affettuosamente santa Teresina.

Il 22 settembre è iniziata la novena a questa santa che divenne patrona delle missioni senza essere mai uscita dal proprio convento carmelitano.

Personaggio affascinante Teresina, al secolo Teresa Martin, di Alençon, Francia, dove nacque il 2 gennaio 1873.

Bambina e adolescente vivace, a 15 anni vorrebbe entrare nel Carmelo di Lisieux, ma è troppo giovane per farlo. Ma lei non si perde d’animo. In occasione di un pellegrinaggio a Roma e relativa udienza papale concessa ai fedeli della diocesi di Lisieux, la piccola Martin, si rivolge direttamente al pontefice, Leone XIII. E il permesso lo ottiene.

In convento rimane solo 10 anni perchè  muore all’età di 25 anni, per una grave forma di tubercolosi. In questo anni scriverà, su indicazione della Superiora, un diario, divenuto un best-seller della spiritualità dal titolo “Storia di un’anima”.

Chi non lo avesse letto ne è fortemente invitato, perchè è un libro straordinario.

Pio XI ebbe a definirla “un grand’uomo”: ed era solo una ragazza, semplice ma decisa a scegliere il meglio, il posto di Maria, assorta ai piedi di Gesù.

Ebbene, stavo leggendo la prima parte della Novena a lei dedicata (molto bella, la potete trovare qui) e ho trovato una frase che mi ha molto colpito.

Teresa parla alla sorella Celina, preoccupata per una difficoltà che lei giudica insormontabile. “”Questa volta è impossibile, non ce la faccio a superarla!”, protesta Celina. “Non mi stupisce”, rispose Teresa, “Noi siamo troppo piccole per superare le difficoltà, dobbiamo passarci sotto”.

“Passarci sotto”. Davvero è qualcosa cui non avevo mai pensato. Eppure il ragionamento fila.

zzstgTeresa continua: “Ecco che cosa si guadagna ad essere piccoli. Non ci sono ostacoli per i piccoli, si intrufolano dappertutto. Le grandi anime possono superare i problemi, raggirare le difficoltà, arrivare a mettersi al di sopra di tutto con il ragionamento e la virtù, ma noi che siamo piccolissime, dobbiamo guardarci bene dal provarci. Passiamo sotto! Passare sotto ai problemi significa non affrontarli troppo da vicino, non ragionarci troppo sopra”.

Quanta saggezza in queste parole! E quanto differente è il mio consueto atteggiamento verso le difficoltà! Io, come molti altri, credo, vorrei affrontare le difficoltà e sconfiggerle quasi senza accorgermene, senza versare una goccia di sudore. Un bel salto, elegante come un blasonato cavallo da concorso e, via, l’ostacolo è superato.

Invece non succede quasi mai così e si continua a battere in capo contro mille e più difficoltà. Se, per una volta, provassi a piegare un po’ la schiena, abbassare il capo, forse avrei migliori risultati.

Una cosa che non sopporto, che mi fa perdere quel poco autocontrollo interiore che ho, è quando ci sono problemi per cui non si profila, almeno a breve, una soluzione. Quant’è difficile permanere nella difficoltà, sapendo che bisogna pazientare e niente altro.

Noi donne del boom economico questo non lo riusciamo a digerire. Ci hanno passato col latte materno (che il più delle volte era artificiale, perchè andava di moda così) la pretesa che per ogni situazione si potesse trovare una via d’uscita, una soluzione. Eppure io lo ricordo, quando c’insegnavano al catechismo, tra le opere di misericordia, il “sopportare con pazienza le persone moleste”. Persone e situazioni.

La realtà non è così. La maggior parte delle cose è imprevedibile e assai poco programmabile. Il mondo si è intestardito a voler controllare tutto: la nascita, la morte e tutto quello che vi sta in mezzo. E noi con lui. Semplicemente impossibile, ma spasmodicamente perseguito.

Il passare sotto alle difficoltà suggerito dalla santa di Lisieux ci propone una prospettiva diversa o, meglio, un punto di osservazione diverso. La nostra altezza. La nostra condizione di anime ‘piccolissime’ che, perciò, conviene si attrezzino a sfruttare non l’altezza, ma la piccola statura.

Ma per far questo è necessario ammettere di essere piccoli: non è cosa da poco ma (credo, perchè io ne sono ancora ben distante) cambia la vita. Parola di “un grand’uomo”: Teresina.

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fonte: blog dell’Autore

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7 commenti su “Santa Teresa di Lisieux, più affettuosamente santa Teresina  –  di Rita Bettaglio”

  1. Mi sono innamorata del Carmelo dopo che ho letto la vita di Santa Teresa del Bambino Gesù del Volto Santo . Quanto farebbe bene a certi grandi ” teologi ” leggere e meditare in tutta umiltà ” la piccola via ” della nostra amatissima sorellina Teresa . Che immenso amore ebbe questa piccola bambina di Gesù , quanto amore diede e ne ricevette dal suo Signore . Se fossero così anche i nostri pastori, come sarebbe bello e santo tutto il mondo.

  2. Carla D'Agostino Ungaretti

    Grazie, cara Signora Rita, per averci segnalato quella frase della petite Thérese! Anche io, come lei vorrei affrontre i problemi a muso duro e dove non riesco a risolverli, trattarli come il nodo gordiano. Grazie per la lezione di umiltà! Ne avevo bisogno.

  3. A volte capovolgere un luogo comune rivela una verità più profonda. Passarci sotto, ai problemi, aiuta a snobbarli e alla fine i nostri avversari si sentiranno, anche loro, piccoli piccoli. Preghiamo dunque insieme aspettando il primo di ottobre.

  4. Ci insegnano fin da piccoli che dobbiamo saper affrontare i nostri problemi. E chi ha difficolta’ e’ un perdente. Quanto siamo lontani dalla Verita’. Affidiamoci ai santi. Non resteremo delusi.

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