Senato, immigrati e marò  –  di Lino Di Stefano

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Una riforma pasticciata viene contrabbandata come una delle “urgenze” per il bene della Nazione. Intanto continua un’immigrazione incontrollata e incontrollabile, mentre ci si scorda dei nostri due marò, da oltre due anni sequestrati in India, nella totale inazione dei nostri governanti.

di Lino Di Stefano

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zzrenzi-pinocchioCi siamo di recente occupati su questo sito della cosiddetta ‘Riforma del Senato’ con l’articolo ‘Il Senato di Romolo e il Senato di Renzi’; ora intendiamo tornarci su di fronte allo spettacolo di una maggioranza – comprensiva, purtroppo, anche di Forza Italia e alcuni ex esponenti di tale movimento politico – pasticciona e preoccupata soltanto del proprio ‘particulare’, avrebbe detto chi se ne intendeva e cioè il Grande Segretario fiorentino .

La menzionata riforma, a detta dei senatori, che giustamente vi si oppongono, e degli addetti ai lavori, è un vero e proprio pasticcio nel senso che ancora non si sa quali saranno, una volta approvata – speriamo vivamente di no – le mansioni di un’Assemblea millenaria fondata, com’è noto, dal primo re di Roma, ovvero Romolo, nel 753.

Riforma, insistiamo, fortemente voluta da Matteo Renzi – capo del governo ‘sine suffragio’ popolare – e dalla sua ministra che cinque o sei mesi fa era un’illustre Carneade, con tutto il rispetto per questo notevole filosofo greco (III-II sec. a. C.) che, ad onta del suo probabilismo, rimane un insigne esponente del pensiero ellenico; egli fu pure mandato a Roma come rappresentante di un’ambasceria anche se il suo pensiero non piacque ai maggiorenti dell’Urbe.

La quale ministra s’arrabbia, o fa finta di arrabbiarsi,  parlando di ‘bugie’ che in politica, a suo dire, non pagherebbero, laddove l’intera politica mondiale, da quando esiste la cosiddetta civiltà, è un coacervo di menzogne per non dire altro; e qui, ci piace ripetere il giudizio dell’ex ministro socialista Rino Formica il quale della ‘politiké techne’ fornì la migliore definizione: ‘sangue e m.’. Ora, la ministra afferma che non la fermerà nessuno, ignara, evidentemente, che in politica certe affermazioni apodittiche non si possono formulare “per la contraddizion che nol consente” avrebbe detto l’Alighieri, suo celebre conterraneo.

Anche il suo mentore fa le medesime affermazioni, quasi fosse un novello Messia venuto, è sempre Dante che parla, “a miracol mostrare”. Il tutto col pretesto delle riforme che vanno, naturalmente, sì fatte, ma con calma – “adelante con juicio”, avrebbe fatto dire don Lisander ad un suo personaggio – e con ponderazione,  lasciando all’assemblea legislativa preposta il compito di fare il proprio mestiere.

Arrivano, invece, da alcuni politici, minacce a coloro che vogliono, con ponderazione, operare innovazioni e cambiamenti; in ciò sorretti, gli stessi, anche dal capo dello Stato che oggi si è schierato apertamente al fianco del presidente del consiglio venendo meno, a nostro giudizio, a quei doveri di indipendenza propria della maggiore carica dello Stato.

Noi ci auguriamo che la riforma del Senato – il cui prestigio, com’è noto, è superiore all’omologa assemblea parlamentare dell’antica Grecia – non vada in porto così com’è concepita e che i senatori siano eletti e non nominati, quantunque alcune correzioni vadano fatte come, ad esempio, la riduzione del numero dei suoi componenti, la limitazione dei suoi pletorici funzionari, con stipendi favolosi, e l’attribuzione della fiducia alla sola Camera dei deputati.

Senza dimenticare, ovviamente, che si possono fare altre correzioni per rendere più snello l’’iter’ delle leggi: basterebbe solo la volontà e invece no, perché i dirigenti del PD si sono arroccati su posizioni pregiudiziali con l’espresso disegno di piegare la libertà dei senatori i quali – unico caso al mondo – dovrebbero votare contro sé stessi, lasciando, di conseguenza, il campo ad illustri sconosciuti provenienti dalle file dei consiglieri regionali e dei sindaci; con l’assurdità, ‘sic stantibus rebus’, che anche un semplice elettricista, come ha osservato, qualche giorno fa, un giornalista politico, potrebbe indossare il laticlavio. Con tutto il rispetto, ovviamente per l’elettricista o qualsiasi altro benemerito lavoratore. Ma, qui si parla di Senato!

Secondo problema: i cosiddetti migranti. Adesso, è chiaro, a scanso di equivoci, che è giocoforza – come sta succedendo da anni – esprimere tutta la solidarietà e tutto l’aiuto possibile a questa gente proveniente dall’Africa la quale – pagando in media somme di duemila euro a testa – arricchisce, con somme astronomiche, non solo le Associazioni criminali che stanno dietro a tali sconce operazioni, ma è pure costretta a morire per annegamento e per gli stenti patiti durante le traversate.

Per non parlare, ancora, delle percosse ricevute dagli scafisti e dalla gente che agisce a loro detrimento senza scrupoli. Questa è la pura e sacrosanta verità, se non si vuole a continuare a fare gli ipocriti. Dunque, accoglienza sì, ma nel rispetto delle leggi e delle regole anche se non abbiamo dimenticato che l’abolizione del reato di immigrazione clandestina – votata, purtroppo, anche da Forza Italia e da altre compagini similari – ha spalancato le porte della penisola a chicchessia, con una Marina Militare distratta dai suoi compiti istituzionali e costretta, inoltre, a violare le acque territoriali altrui.

zzmaròAltro che ‘mare nostrum’! I Romani s’indignerebbero – è un eufemismo – moltissimo al cospetto di tale drammatica e tragica situazione con una Nazione – non paese, come dicono tutti, senz’alcun rispetto per la propria patria – allo sbando totale, senza identità, senza dignità e senza rispetto del proprio passato Terza questione: una Nazione in cui l’attuale presidente del Consiglio, così come molti dei suoi accoliti, non ha speso una parola, da quando è in carica, né sul problema dell’immigrazione, né sulla ‘vexata quaestio’ relativa ai ‘marò’, da due anni abbandonati al loro destino in India, i cui immigrati l’Italia accoglie con grande umanità e con tutte le garanzie possibili e immaginabili.

Ma, ci chiediamo a questo punto: quale prestigio possono sciorinare – sul piano internazionale – i nostri governanti, ad iniziare dal presidente del consiglio e dagli altri due ministri preposti, per indurre l’India a rilasciare i due marò? Detenuti, tra l’altro, senza che la magistratura asiatica sia riuscita ad esprimere un preciso e formale atto d’accusa. E, allora, la classe dirigente cerca di coprire quelli che sono le reali  e tangibili problematiche dell’Italia parlando di presunte riforme, di modernizzazione dello Stato e di altre quisquilie per ingannare l’opinione pubblica.

Improbabili riforme, che trovano in quella del Senato l’alibi per innovazioni e cambiamenti istituzionali meritevoli di ben altre premure e di più ponderate riflessioni prima di affidare i destini di un’istituzione illustre, come Palazzo Madama, a veri e propri mestieranti della politica italiana, la quale già ne è ricca in maniera smisurata ove si consideri la generale mediocrità della sua classe dirigente.

Renzi, per il momento, può dormire sogni tranquilli, visti i due appoggi venutigli da Berlusconi e dal Colle: il primo, domenica 20 luglio, ha definito il presidente del consiglio, “un fuoriclasse privo di partito” – probabilmente senza rendersi conto della spropositata definizione – mentre il secondo, proprio ieri, 22 luglio, ha affermato, testualmente: “io sto con Renzi”.  Noi, più modestamente, stiamo con la verità la quale ci ammonisce che l’abolizione del Senato, se approvato, come si va delineando, rimane un ‘pasticcio’ di cui gli attuali fautori dovranno, al momento opportuno, sonoramente, rendere conto agli elettori.

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12 commenti su “Senato, immigrati e marò  –  di Lino Di Stefano”

  1. giorgio rapanelli

    Che ormai ad ogni livello siamo dei buffoni e facciamo schifo in Italia e in Europa, non fa più notizia.
    Occorrono messaggi forti. Ad esempio, respingere tutta questa massa si africani e musulmani che ci destabilizzeranno?
    Nessuno prevede cosa avverrà tra venti anni, quando i musulmani, procreando come conigli con tutti i benefici del caso democratici, vorranno la shari’à. Stiamo barattando la nostra identità e la civiltà raggiunta con il vuoto multiculturalismo relativista e distruttivo. Ma appena dici certe cose ti trattano da razzista e fascista.

  2. Da tanti anni siamo governati da persone con le fette di salame sugli occhi, non vedono niente se non il loro effimero posticino al sole. Lo scivolare però sempre più verso il basso è talmente veloce, che probabilmente cadremo tutti nel liquame della fogna in breve tempo. Ci vogliono i cattolici di buona volontà al governo , non i cattosincretisti disfattisti e aggiungo menefreghisti . Facciano meno tamburellate e chiaccherate, e si occupino del paese ITALIANO, e degli ITALIANI. Portino a casa i nostri valorosi militari, vogliamo a casa i nostri UOMINI , le loro famiglie li aspettano da due anni . VERGOGNA !!!! . Forse sarebbe bene, che i nostri ministri e ministresse andassero a far le ferie un mese all’ anno in qualche miniera di carbone in cina ( in italia le anno fatte chiudere tutte ,e così abbiamo centinaia e centinaia di disoccupati, e il carbone lo importiamo ) , e che vivesso con lo stipendio di un minatore per il mese sucessivo. Altrimenti vadano in qualche bel paese arabo o africano, là staranno benissimo, tanto fra un po’ in quei paesi non ci sarà più nessuno, perchè saranno tutti in italia che oramai è diventata il paese delle banane.

  3. Fare tornare i maro’ – che fra l’altro ci avevano già restituito, il che implicitamente voleva dire: teneteveli pure – è semplicissimo e si può fare in tre giorni. giorni. Giorno primo: l’ambasciatore italiano a Delhi viene richiamato in Italia per consultazioni urgenti insieme a tutto il personale. La nostra ambasciata chiude temporaneamente. Giorno secondo: il personale dell’ambasciata indiana a Roma viene espulso e l’ambasciatore trattenuto agli arresti domiciliari fino alla liberazione del maro’. Giorno terzo: i maro’ arrivano in Italia e TUTTO ritorna normale.

    1. francesco giuseppe

      Solo purtroppo un’espressione geografica lascia che il proprio territorio venga percorso ovunque da pericolosi sbandati senza fissa dimora provenienti da ogni parte del Mondo.

  4. Visto che il mondo sta girando al contrario e quasi nessuno sembra preoccuparsene, mi soffermo un po’ sulla notizia di oggi che riguarda la cristiana sudanese Meriam, precedentemente condannata a morte e poi liberata, giunta a Roma con volo speciale della Presidenza del Consiglio. Pur essendo ben felice per l’esito positivo della sua vicenda, qualche cosa mi puzza di bruciato. Da troppo tempo si fanno stragi di cristiani in ogni dove senza che vi si ponga particolare attenzione (qualche raro trafiletto nelle ultime pagine dei giornali, zero parole nei tg, niente di niente – tanto si tratta di cristiani, mica di musulmani o di ebrei o di chissà chi -) ed eccoti che all’improvviso si muove addirittura la presidenza del consiglio, col presidente e la presidentessa in persona sull’attenti all’aeroporto. In un mondo così distante da tutto ciò che abbia a che vedere col cristianesimo, mi pare strana tanta accoglienza per chi ne ha testimoniato la sua appartenenza a rischio della sua stessa vita. E i marò? Mi frullano in testa tanti ma tanti ????????????????

    1. Anch’io ho i suoi dubbi.
      Mi sembra però una copertura per farsi belli agli occhi di tanti, soprattutto cattolici, e distogliere l’interesse da gravi questioni che si profilano all’orizzonte.

  5. Annarosa Berselli

    Onore ai nostri Marò e vergogna a chi ci chiama razzisti! Mi ricorderò sempre che, pur interessandomi
    alla civiltà ebraica dal lontano 2 febbraio 1972, sono stata chiamata razzista da un negro, per le vie di
    Bologna, la mia città, solo perché non volevo comprare nulla da lui!

  6. I nostri politici, compresi (e sopratutto) quelli che stanno ai vertici, sono solo delle marionette, dei fantocci manovrati da ben altri personaggi più in alto e più nascosti, i cui obbiettivi abbietti sono direttamente dettati dal loro padrone (Satana). Renzi e gli altri ridicoli personaggi si godono il loro minuto di celebrità, eseguono gli ordini che gli arrivano e quando hanno demolito un altro pezzettino del nostro Paese vengono destituiti…e via, al potere vengono messi su altri fantocci per andare avanti nell’opera di distruzione. Hanno fatto però i conti senza l’Oste, perchè il nostro Paese e il mondo intero appartengono a Dio solo!!!

  7. Si parla di Roberta Pinotti come presidente della repubblica e mi chiedo che meriti abbia, oltre a non aver fatto niente per i marò, che evidentemente è un titolo di merito….,

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