Sì, no, non so, fate voi. Le linee guida di Francesco per l’intercomunione con i luterani – di Sandro Magister

di Sandro Magister

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zzzzzzlt“È l’ora della diversità riconciliata”, ha detto papa Francesco nella Christuskirche luterana di Roma nella quale si è recato in visita.

Una riconciliazione che per lui si sostanzia nelle opere di carità, senza troppo insistere sulle diversità dogmatiche e di “dottrina”: una parola, ha detto, tanto “difficile da capire”.

Jorge Mario Bergoglio ha parlato a braccio, accantonando l’omelia scritta che era stata predisposta. E naturalmente ha risposto a braccio anche alle domande che gli sono state rivolte dai presenti.

Una di queste ha toccato la questione dell’intercomunione, cioè la possibilità o no di partecipare alla stessa comunione eucaristica tra cristiani di diverse confessioni. Intercomunione che la Chiesa cattolica ammette – a determinate condizioni – con le Chiese ortodosse, ma non con le protestanti, a motivo della concezione troppo diversa che queste hanno della presenza di Gesù nell’eucaristia (cfr. Catechismo della Chiesa cattolica, n. 1400).

Alla domanda papa Francesco ha risposto lungamente. La trascrizione ufficiale delle sue parole è riprodotta integralmente più sotto.

Ma se si arriva alla fine della risposta, uno proprio non sa che cosa egli abbia voluto dire. In certi momenti sembra propendere per il sì. In altri momenti per il no. In altri ancora dichiara la propria incompetenza a decidere. Oppure rinvia tutto alle scelte dei singoli: “È un problema a cui ognuno deve rispondere”.

Ed è forse quest’ultimo il succo che uno finisce col trarre. Il no della Chiesa all’intercomunione tra cattolici e luterani è stato di fatto rimesso in discussione dal papa. Un nuovo “processo” è stato da lui avviato. Non si sa verso dove. E intanto ciascuno si regoli come vuole.

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D – Mi chiamo Anke de Bernardinis e, come molte persone della nostra comunità, sono sposata con un italiano, che è un cristiano cattolico romano. Viviamo felicemente insieme da molti anni, condividendo gioie e dolori. E quindi ci duole assai l’essere divisi nella fede e non poter partecipare insieme alla Cena del Signore. Che cosa possiamo fare per raggiungere, finalmente, la comunione su questo punto?

R – Grazie, Signora. Alla domanda sul condividere la Cena del Signore non è facile per me risponderLe, soprattutto davanti a un teologo come il cardinale Kasper! Ho paura! Io penso che il Signore ci ha detto quando ha dato questo mandato: “Fate questo in memoria di me”. E quando condividiamo la Cena del Signore, ricordiamo e imitiamo, facciamo la stessa cosa che ha fatto il Signore Gesù. E la Cena del Signore ci sarà, il banchetto finale nella Nuova Gerusalemme ci sarà, ma questa sarà l’ultima. Invece nel cammino, mi domando – e non so come rispondere, ma la sua domanda la faccio mia – io mi domando: condividere la Cena del Signore è il fine di un cammino o è il viatico per camminare insieme? Lascio la domanda ai teologi, a quelli che capiscono. È vero che in un certo senso condividere è dire che non ci sono differenze fra noi, che abbiamo la stessa dottrina – sottolineo la parola, parola difficile da capire – ma io mi domando: ma non abbiamo lo stesso Battesimo? E se abbiamo lo stesso Battesimo dobbiamo camminare insieme. Lei è una testimonianza di un cammino anche profondo perché è un cammino coniugale, un cammino proprio di famiglia, di amore umano e di fede condivisa. Abbiamo lo stesso Battesimo. Quando Lei si sente peccatrice – anche io mi sento tanto peccatore – quando suo marito si sente peccatore, Lei va davanti al Signore e chiede perdono; Suo marito fa lo stesso e va dal sacerdote e chiede l’assoluzione. Sono rimedi per mantenere vivo il Battesimo. Quando voi pregate insieme, quel Battesimo cresce, diventa forte; quando voi insegnate ai vostri figli chi è Gesù, perché è venuto Gesù, cosa ci ha fatto Gesù, fate lo stesso, sia in lingua luterana che in lingua cattolica, ma è lo stesso. La domanda: e la Cena? Ci sono domande alle quali soltanto se uno è sincero con sé stesso e con le poche “luci” teologiche che io ho, si deve rispondere lo stesso, vedete voi. “Questo è il mio Corpo, questo è il mio sangue”, ha detto il Signore, “fate questo in memoria di me”, e questo è un viatico che ci aiuta a camminare. Io ho avuto una grande amicizia con un vescovo episcopaliano, 48enne, sposato, due figli e lui aveva questa inquietudine: la moglie cattolica, i figli cattolici, lui vescovo. Lui accompagnava la domenica sua moglie e i suoi figli alla Messa e poi andava a fare il culto con la sua comunità. Era un passo di partecipazione alla Cena del Signore. Poi lui è andato avanti, il Signore lo ha chiamato, un uomo giusto. Alla sua domanda Le rispondo soltanto con una domanda: come posso fare con mio marito, perché la Cena del Signore mi accompagni nella mia strada? È un problema a cui ognuno deve rispondere. Ma mi diceva un pastore amico: “Noi crediamo che il Signore è presente lì. È presente. Voi credete che il Signore è presente. E qual è la differenza?” – “Eh, sono le spiegazioni, le interpretazioni…”. La vita è più grande delle spiegazioni e interpretazioni. Sempre fate riferimento al Battesimo: “Una fede, un battesimo, un Signore”, così ci dice Paolo, e di là prendete le conseguenze. Io non oserò mai dare permesso di fare questo perché non è mia competenza. Un Battesimo, un Signore, una fede. Parlate col Signore e andate avanti. Non oso dire di più.

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L’amico “vescovo episcopaliano” che papa Francesco ha qui ricordato era il sudafricano Tony Palmer. E la sua vedova cattolica è ritratta al fianco del papa nella foto che correda questo servizio di www.chiesa di un anno fa, ricco di informazioni in proposito:

> Come Francesco si fa amici i pentecostali

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La documentazione integrale, orale e scritta, della visita di papa Francesco alla Christuskirche luterana di Roma è nel sito web del Vaticano.

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Su come e perché il “protestante” Roger Schutz, fondatore della comunità di Taizé, ricevette più volte la comunione da Giovanni Paolo II e dal cardinale Joseph Ratzinger, si veda questo servizio del 25 agosto 2008:

Il fondatore di Taizé era protestante o cattolico? Un cardinale scioglie l’enigma

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fonte: L’Espresso   

35 commenti su “Sì, no, non so, fate voi. Le linee guida di Francesco per l’intercomunione con i luterani – di Sandro Magister”

  1. Se neanche un papa sa dare risposte lasciando il compito ai cd “teologi” che, a suo dire, ne sanno più di lui, di chi dobbiamo fidarci? Del “teologo” Mancuso o di altri teologoni come lui? Non era forse il papa il depositario della dottrina e della fede? Se ne è dimenticato? Il catechismo lo ha mai imparato? E i sacramenti si ricorda che cosa sono? La Confessione sa in che cosa consiste e come e con chi bisogna farla? E la Comunione?Conosce quel piccolo particolare per cui noi cattolici crediamo che nella particola è Gesù con il Suo Corpo, la Sua anima, la Sua Divinità? E quando recita il Credo, si rende conto di ciò che crede? Si è mai soffermato su: “Credo la Chiesa Una Santa Cattolica Apostolica e Romana”? E questa “cena del Signore” cosa è per lui? Un ricordo, una imitazione? Gli va tutto bene, tanto sono “spiegazioni, interpretazioni”; e se non sa dare spiegazioni che anche un bambino saprebbe dare, cosa fa in vaticano vestito di bianco? Credo di sognare, anzi di avere un incubo. Non pensavo tanto. Mi viene da piangere.

    1. Cara Tonietta, l’ho appena scritto in un commento alla posta di A.G. di ieri: inutile chiedergli più di quanto non ci può dare. Non l’ha fatto prima, non lo farà neppure oggi e in futuro – a meno di un gravissimo intervento diretto dal cielo (a Dio tutto è possibile!). Dobbiamo farcene una ragione. Lo so, è dura, è straziante, ma è così. Andiamo avanti. Il buon Dio ci ha messo in questi tempi e dobbiamo servirlo al meglio qui.
      Anche a me viene da piangere, sa, ma cerco di resistere e di superarmi. Irrobustiamoci il più possibile nella fede, confidando in Lui che non ci farà mancare il Suo sostegno e non ci proverà al di sopra delle nostre forze, che il giubileo deve ancora cominciare. Spero di sbagliarmi, ma temo che dovremo vederne delle ‘belle’. Come vede, non è ancora cominciato e già c’è qualche assaggio.

      1. Nel credo non è scritto “Romana”…..
        ***
        Obiezione tipicamente protestasnte….

        Nel Credo c’è scritto cattolica: il termine di cattolica significa universale ed è implicito l’appellativo di romana.
        Credo la Chiesa Una Santa Cattolica SIGNIFICA sia Apostolica che Romana. La Chiesa è fondata da Cristo per mezzo del SOLO Apostolo Pietro (la Pietra su cui Gesù ha DECISO di fondare la Sua Chiesa) a lui ha dato il potere di governare su tutta la Chiesa universale (cattolica) e la sede è a Roma e dunque romana. E’ più chiaro adesso?

        1. … è chiaro che la Chiesa Cattolica coincide con quella romana, ma siccome si citava una parte del credo, volevo solo sottolineare la svista…

  2. Dopo un ‘ discorso ‘ del genere , non so proprio cosa restera’ della Chiesa Cattolica fra due o tre anni . Adesso siamo gia’ al ‘ Cattolicesimo fai da te ‘ . Ma dove stiamo andando ? E c’e’ un capolinea ?

  3. un parlare ambiguo non può far altro che testimoniare l’ambiguità della persona che lo esplicita e se la persona è ambigua NON è adatta ad essere a capo di un bel niente!
    ps: se si è in buona fede ci vorrebbe un’umiltà sufficiente per ammettere l’INADEGUATEZZA del ruolo che si ricopre e trarne le dovute conseguenze, se NON si è in buona fede vuol dire che si agisce come un pesce sul fondo del fiume che muovendosi in continuazione solleva un tal nube di fango da oscurare tutto in modo da non far più capire dov’è l’alto e il basso e a chi entra in confusione può essere convogliato docilmente dove si vuole .dopo la società liquida ora sembra proprio il tempo della chiesa liquida!

  4. Indegno pastore che consapevolmente tradisce e si prende gioco del gregge…….agghiacciante e diabolica la falsa umiltà che ostenta. Che Dio ci liberi presto da tale castigo.

  5. Ogni mattina mi sveglio e mi chiedo: cosa dirà JorgeMario oggi per riuscire, anche stavolta, a superare sé stesso? Stento a credere che “l’agenda degli Illuminati” preveda tempi così stretti …forse il “biancovestito” è già fuori controllo anche per loro! Se non ci fosse da piangere, ci sarebbe di che ridere. La grande nave della Madre Chiesa è stata dirottata da quello che dovrebbe essere il suo Comandante!

  6. Beati i tempi in cui si prestava fede all’espressione: “Il vostro parlare sia sì, sì, no, no. Il di più viene dal Maligno”.

  7. Bergoglio è fuori controllo e anticattolico fino al midollo ma c’è del metodo in quello che fa: è un maestro nell’insinuare dubbi e nel provocare scandali (quanti grazie alla sua frase (non riportata in questo articolo) non andranno più a Messa?), inoltre fingendo di non sapere ciò che è IMPOSSIBILE che ignori, ha riaperto una questione che era già stata chiusa per sempre da alcuni papi precedenti (chiudere una questione significa anche NON lasciare più liberi i teologi di discuterne, se ora la domanda è lasciata ai teologi, vuol dire che la questione è riaperta)!
    Inutile dire che quell’apertura è solo APPARENTE: un papa (vero o presunto che sia) NON ha il potere di modificare il Magistero Infallibile precedente e neppure di metterlo in dubbio…quella sua apertura è sia un’eresia che un abuso di potere!
    “La vita è più grande delle spiegazioni e interpretazioni”: si sta parlando della presenza di Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Cristo: come si può dire ciò senza essere in malafede?

    1. Mi trovo perfettamente in linea con questo commento: Malafede,malafede,malafede!!! Falsa umiltà e chiaro disegno concepito con altri nell’oscurità,di trasformare la Fede Cattolica in un protestantesimo sincretico con tutte le religioni. Dio ci aiuti a superare gli”Ultimi Tempi” con fede salda e dignità nell’ultima grande persecuzione! E soprattutto, che i sacerdoti si sveglino presto e si allontanino da questa ignobile eresia per tornare a guidarci come veri pastori,perché per ora sono tutti soggiogati e addormentati!

  8. Sono disgustata.
    Inoltre mi sento costretta a dirvi: perché continuate a chiamare bergoglio papa???
    NON LO E’!!!!!
    Il suo mandato sta precipitando sempre di più…

  9. Mi chiedo quale riconciliazione si possa avere con chi, da secoli, umilia il Logos, con chi pretende continuamente di reinventare, su misura, la realtà e la Sacra Dottrina.

  10. Io non ho capito nulla. Non c’è un filo logico, un pensiero espresso coerentemente. Per me non sapeva cosa rispondere: se avesse detto la verità sarebbe stato poco “misericordioso”, ma al contempo sapeva che non avrebbe potuto autorizzare la signora a fare la comunione. Forse sarebbe bastato invitarla a convertirsi alla vera fede. Orrore!

  11. Dobbiamo accettare questo castigo di Dio, di avere al timone della Chiesa una persona schizofrenica che dice una cosa, e subito dopo il contrario, creando grande sbandamento spirituale. I nostri peccati, le nostre infedeltà, hanno attirato sulla Chiesa tutto questo. Don Jorge Bergoglio, rispecchia in modo perfetto una buona parte dei cristiani di oggi, preti o laici che siano. Niente di più. Sono come canne sbattute dal vento. Cosa fare? Dobbiamo innanzitutto convertirci noi ogni giorno, e poi pregare per lui perché ritorni in se stesso, ritorni alla luce della vera Fede. Sia lodato Gesù Cristo, Re dell’universo.

    1. Vede, caro Giovanni, il Papa come istituzione è stato inventato da Cristo perché “confermasse i suoi fratelli”.
      Qui c’è un biancovestito (un “Martini Bianco”, secondo quanto si ipotizzava molti anni fa) che sconvolge i suoi fratelli. Allora delle due l’una:
      1- non è Papa, l’elezione non è valida (cosa altamente probabile)
      2- peggio

        1. Grazie signora.
          Mi sento di consigliare a tutti, a partire da me stesso, di non dedicarsi a cogliere le parole e le azioni rivolte contro la Chiesa dal sodale del card. Martini, del card. Kasper, del card. Braz de Aviz (distruttore dei Francescani dell’Immacolata), dei “teologi della liberazione” ecc. Praticamente tutte sono proiettili, pietre per lapidare i Cattolici Romani.
          Abbiamo altro da fare, veramente…

  12. L’ennesima eresia formale pronunciata pubblicamente e su cui il sedicente cattolicesimo fedele alla tradizione “chiangne” e tira a campà….

    Testuale: “E quando condividiamo la Cena del Signore, ricordiamo e imitiamo, facciamo la stessa cosa che ha fatto il Signore Gesù”
    Testuale: “È vero che in un certo senso condividere è dire che non ci sono differenze fra noi, che abbiamo la stessa dottrina”.
    Testuale: “È un problema a cui ognuno deve rispondere. Ma mi diceva un pastore amico: “Noi crediamo che il Signore è presente lì. È presente. Voi credete che il Signore è presente. E qual è la differenza?” – “Eh, sono le spiegazioni, le interpretazioni…”

    Qui c’è l’affermazione nero su bianco del pensiero eretico di Bergoglio che esprime senza infingimenti il suo indifferentismo religioso affermando
    che la differenza con i luterani riguardo “la Cena del Signore” è solo di interpretazione. Lui non dà permessi ma l’eresia la proclama lo stesso.

    Come si può in buona fede davanti a Dio…

    1. Noi diciamo che il Signore è presente: e va bene. Ma loro non dicono che il Signore è presente, altrimenti ammetterebbero la transustanziazione; cosa che invece non ammettono assolutamente. Dar loro la S.Comunione è un orribile sacrilegio e nient’altro. Di questo passo e con queste picconate il vdR sta distruggendo la Chiesa Una Santa Apostolica e ROMANA!!! Bisogna che qualcuno lo fermi.

  13. Caro Matteo, è probabile che per una volta Bergoglio dica il vero quando afferma: “non ci sono differenze tra noi”, perché è chiaro che fra lui e i luterani non ce ne sono. L’importante è non comprendere nel “noi” anche i cattolici.

  14. C’è una logica in tutto, a partire dal “non esiste un Dio cattolico”, passando per gli incontri “ecumenci” fin qua è che Costui si pone al di sopra del Papa, come il Capo di una religione unica mondiale e per far entrare oves et boves, falsi dei e idoli vari deve per forza ribadire che non ci sono “porte blindate”, deve declassare la Chiesa Cattolica (fuori della Quale non c’è Salvezza), e deve di conseguenza declassare il Cristo (Unico Salvatore) servendosi anche del declassamento del Matrimonio cristiano al fine di ottenere questo scopo, dato che “Questo Mistero è grande, lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa”. Non si tratta di schizofrenia o tantomeno (un gesuita poi)! di ignoranza, ma di un piano accuratamente e minuziosamente preparato per raggiungere “l’obiettivo di cui sopra” (quest’ultima precisazione avendo due significati, uno riscontrabile in questo testo di breve commento e l’altro guardando la “gerarchia”, perché ponendosi sia pure come “Capo” è pur sempre…

        1. Caro Matteo, in TEORIA ha a disposizione 1020 spazi, in pratica, se vuole che i suoi commenti vengano pubblicati integralmente, dovrebbe lasciare VUOTI gli ultimi 10 spazi!

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