“Si può discutere solo conoscendo i fatti”. Una commissione dell’Unione Europea ha esaminato la protezione dei confini ungherese – a cura di Andras Kovacs

Ringraziamo il nostro amico Andras Kovacs, che ci ha inviato la traduzione di un estratto dall’articolo pubblicato sul sito ungherese Szegedma.hu . E’ una lettura utile per conoscere anche le voci ungheresi sulla politica di controllo delle frontiere, in genere presentata dalla stampa, anche italiana, come brutale e repressiva.

Domani pubblicheremo un’intervista a Mons. Gyula Márfi, arcivescovo della Diocesi ungherese di Veszprém su “Pasqua nell’ombra del terrorismo”.

PD

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Coloro che attaccano la chiusura delle frontiere ungheresi dovrebbero leggere questo articolo.

“Abbiamo fatto vedere come funziona da noi la protezione delle frontiere Schengen UE. Il 20 aprile del 2017 una delegazione internazionale ha controllato la situazione della protezione delle frontiere ad un seminario a Seghedino e nella zona di transito a Röszke. Presidenti tedeschi, austriaci, belgi, irlandesi, spagnoli, greci, italiani, portoghesi, polacchi, cechi, slovacchi, croati, sloveni e ungheresi, oltre a sindaci locali si sono interessati sul perchè abbiamo il recinto, quale è il contesto normativo, come funziona e come era la situazione nel 2015 e nel 2016, prima della costruzione del recinto. Hanno potuto conoscere il contesto legale, i nostri obblighi per proteggere i confini, poi hanno avuto accesso ai segreti del servizio frontiera internazionale e della polizia locale, del funzionamento della zona di transito e dell’attività dell’Ufficio Immigrazione riguardo i richiedenti asilo.

Hanno ascoltato delle conferenze anche sul funzionamento e sulle difficoltà delle organizzazioni umanitarie; poi due sindaci, in rappresentanza dei cittadini, hanno spiegato gli aspetti locali – sia dal punto di vista ungherese che serbo. Sono potuti entrare anche nella zona di transito e possiamo dire che ha suscitato una grande riconoscenza il trattamento ben organizzato, deciso ma nello stesso momento anche umanitario, riservato ai richiedenti asilo. L’area separata per le famiglie con parco giochi per i bambini – con strutture per arrampicare, altalene, tavolo da pingpong e fiori – ha particolarmente sorpreso i visitatori. La questione a volte altrove sentita non si è neanche posta: “perché i poliziotti picchiano i richiedenti asilo?”. Hanno preso atto con riconoscenza del centro tecnico dove ogni camera può essere seguita continuamente, filmano gli eventi e qualunque cosa succeda – per esempio una tentativo di tagliare il doppio recinto – comporta un immediato intervento. Secondo me tutti sono tornati a casa con tante nuove e vere conoscenze e possono portare la verità sull’Ungheria: proteggiamo secondo le normative le frontiere dell’Unione Europea e nello stesso momento anche loro.

Naturalmente erano presenti rappresentanti di tutti i partiti, ma solo uno, il delegato socialista, ha sottolineato di avere un’obiezione di principio contro il recinto, perché esso “non è una soluzione”. Dato che i partecipanti erano dei politici regionali e locali, ognuno di loro sente che nella propria patria deve rispettare le esigenze quotidiane dei cittadini e in tal senso il recinto non è un suo nemico, ma è un amico che evita il moltiplicarsi dei problemi. Infine bisogna dire che per dei mesi c’era stata discussione se una delegazione straniera poteva venire o no, perché secondo alcuni politici di sinistra l’Ungheria non poteva essere mostrata; meno male, ha poi prevalso il buon senso.

Si può discutere solo conoscendo i fatti, quindi non chiudete gli occhi. Ora ecco la nuova possibilità al passo concettuale in avanti, che finalmente deve essere seguito da un atto anche al livello della UE.”

3 commenti su ““Si può discutere solo conoscendo i fatti”. Una commissione dell’Unione Europea ha esaminato la protezione dei confini ungherese – a cura di Andras Kovacs”

  1. Contributo valoroso per la verità, al di là di qualsiasi fumosa Propaganda di regime, che ovviamente non ha ricevuto il riscontro che avrebbe meritato. Sempre meno persone Hanno ormai il coraggio e le competenze minime necessarie (purtroppo) per fare in autonomia un po’ di analisi dei fatti, che come tale non si fermi alle prime 10 parole urlate dai megafoni dei banditori di Piazza targati ONG e similia

  2. Beh qualcuno a Bruxelles e dintorni, dove la sicurezza è del tutto aleatoria, troverà da ridire: se la realtà non rispetta l’ideologia, tanto peggio per la realtà… Se le “sanzioni” sono già decise, contro chi fa rispettare leggi e regolamenti tanto sbandierati!, nessun controllo sul campo le potrà sventare. Meglio che ungheresi e altri galantuomini lascino UE e NATO finché sono in tempo, e facciano lega fra loro. Se no sarà peggio del 1956.

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