Sinodo dei giovani. Nel questionario la difesa della vita è “Sin dalla nascita”. E prima niente? – di Marco Tosatti

di Marco Tosatti

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Dobbiamo ringraziare un lettore di Stilum Curiae che ci ha segnalato un interessante dettaglio del Questionario rivolto ai giovani per il Sinodo dei vescovi che si svolgerà nel 2018, e che si intitola appunto “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”.

Fra le tante domande ce n’è una in cui si chiede ai giovani di mettere in ordine quelle che dovrebbero essere le priorità della Chiesa. E fra queste appare la difesa della vita. Ma attenzione: la domanda è formulata in questo modo:

“Una maggiore promozione e difesa della vita sin dalla nascita”.

Sarà una dimenticanza, certamente, anche se ci stupisce da parte del cardinale Baldisseri, gran maestro delle cerimonie sinodali, come abbiamo visto nel 2014 e nel 2015, e da a parte del sottosegretario Fabene. Ma dalla formulazione sembra che un grave problema sociale e antropologico siano gli infanticidi, cioè la soppressione dei bambini dopo che sono nati. E non l’aborto generalizzato e propagandato anche come metodo per risolvere gli eventuali problemi di sovrappopolazione del pianeta. E che faceva parte fino a qualche anno va delle battaglie della Chiesa cattolica.

Sembra incredibile, no? Però ormai forse bisogna abituarsi a non stupirsi più di tanto; se l’Accademia per la Vita come potete leggere QUI QUI   ospita degli abortisti fra i suoi membri.

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Del questionario, che potete raggiungere a questo SITO parlava il cardinale Lorenzo Baldisseri al SIR in questi termini:

“La decisione della Segreteria Generale del Sinodo di aprire un sito internet e di proporre in esso un questionario a tutti i giovani, nessuno escluso, risponde all’esigenza di coinvolgerli il più possibile nel cammino sinodale che la Chiesa sta percorrendo sul tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”. Con il sito, da un lato si vogliono fornire degli strumenti che possano far sì che la loro partecipazione divenga sempre più consapevole e coinvolgente. Dall’altro, si vuole dare visibilità alle iniziative che li vedono protagonisti.

Per mezzo del sito, vengono messe in rete informazioni, conoscenze, esperienze, iniziative. Il questionario è invece lo strumento attraverso il quale i giovani possono far sentire la loro voce, la loro sensibilità, la loro fede, ma anche i loro dubbi e le loro critiche, affinché il loro grido giunga ai Pastori, così come sono stati invitati a fare da Papa Francesco nella Lettera che ha indirizzato a loro all’inizio del cammino sinodale. Il questionario che si trova nel sito è diverso da quello contenuto nel Documento Preparatorio. Diverso sia nelle finalità che nelle domande. Infatti, si rivolge direttamente ai giovani invitandoli a ‘raccontare’ la loro vita, i loro desideri, i loro timori.

Attraverso le domande proposte, i giovani possono presentarsi, dire come vedono se stessi ed il mondo attorno a loro, come vivono le relazioni con gli altri e come si collocano rispetto alle scelte di vita. Si chiede loro di esprimersi circa il rapporto con la religione, la fede e la Chiesa. L’ultima serie di domande focalizza l’attenzione sulla loro presenza sul Web. Alla fine sono invitati a far sapere qualcosa di sé che non è stato chiesto nel questionario”.

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fonte: Sito dell’Autore    

8 commenti su “Sinodo dei giovani. Nel questionario la difesa della vita è “Sin dalla nascita”. E prima niente? – di Marco Tosatti”

  1. Questa Cupola, o team di occupazione, o gruppo di Modernisti, come lo si voglia chiamare, non è più “la Chiesa” – e agisce espressamente in modo “nuovo”. Vivono di ermeneutica della Discontinuità.
    Come ho fatto in altre occasioni, suggerisco vivamente di lasciarli alle loro opere morte: di non osservarli, e tantomeno rivolgere loro appelli o richieste di chiarimento.
    È tutto estremamente chiaro. “Vita umana, Famiglia, Libertà di Educazione dei figli” sono i valori non negoziabili di papa Benedetto: il minimo sindacale per i Cattolici.
    Non-vita, Non-famiglia, Non-libertà di educazione sono i riferimenti di costoro e dei loro amici, mandanti, stipendiati

    1. Opere non tanto morte, caro Raffaele, ma che generano morte: della nostra civiltà, dei nostri valori, della nostra Religione, della nostra Patria. Ci resta solo la speranza, questo sì. La speranza nel soccorso di Maria Ausiliatrice, l’unico nostro appiglio.

  2. C’è poco da stupirsi di quella voce del questionario.
    Ho dato un occhio: la prima paginona fitta di domande è puro sociologismo d’accatto, poi vengono altre paginone menosissime per indagare sull’uso dei social networks, come fossero l’orizzonte unico di espressione dei giovani.
    Emergerà un ritratto per forza di cose fasullo, visto che nel suo orizzonte c’è tanta fuffa ma nulla di realmente e genuinamente cattolico. Un giovane davvero cattolico si aggirerebbe smarrito tra le paginate di domande socio-psicologiche, senza trovare mai nulla che sfiori neanche da lontano il suo cammino per la salvezza dell’anima.
    D’altra parte, un non-cattolico non arriverebbe neanche al 30% del sondaggio e chiuderebbe la pagina a colpo sicuro.
    Chi lo compilerà, allora? qualche impegnatissimo cattocomunista oratoriano, temo.
    Segnalo un bel po’ di strafalcioni ortografici, conditi da una perversa preferenza per la scrittura “qual’è”. Credo lo scrivano sempre e solo così, per coerenza, convinti del fatto proprio.

  3. Onestamente avrei da ridire anche su altre domande che trapelano dall’immagine.
    Dubito della bontà di tale questionario. Mah!

  4. Un’ennesima presa in giro ai giovani. Tanto ormai il Nuovo cattolicesimo ha finito per distruggere loro la vita. E sì che avrebbe dovuto invece proteggerli dal Mondo!

  5. Nell’immagine non compare nessuna delle vere priorità di un cristiano, a cominciare dalla salvezza della propria anima.

  6. I neo-modernisti che hanno sostituito la gerarchia cattolica ora giocano a carte scoperte: quel questionario non ha niente di cattolico è di uno squallore impressionante e, nella domanda sulla difesa della vita, è FONTE DI SCANDALO: un lettore sprovveduto potrebbe pensare che la dottrina della Chiesa non condanni l’aborto (ciò è vero per quel che riguarda l’oscena dottrina della neo-chiesa modernista, ma la dottrina Cattolica condanna l’aborto ALMENO quanto condanna l’omicidio di una persona già nata).
    A questo punto cosa si può dire a parte invitare a non versare l’obolo di San Pietro?
    Speriamo che di tali “vocazioni” ce ne siano il meno possibile!

  7. Sarebbe bello se fosse solo un refuso, una svista, ma il dubbio che la lacuna, che poi è una voragine, sia non casuale resta ed è fondato. Si registra in questi ultimi tempi (non ricordo precedenti di analoga portata) una tragica presa di distanza dai principii, anzi ovunque, nel campo educativo, politico, culturale e soprattutto religioso è un susseguirsi di dichiarazioni più o meno dello stesso tenore : “Sì certo, sarebbe giusto in un mondo deprivato, rivalutare il bello … ma – sia chiaro – non certo attraverso il richiamo a PRINCIPII ASTRATTI …”. Così nella Chiesa : “Perché ricondurre la famiglia AD UN IDEALE ASTRATTO?”. Di grazia si chiarisca dunque il significato del termine “principio”: è o no la base, il presupposto, il fondamento generale su cui è costruito un sistema, una disciplina, una norma giuridica, una teoria scientifica, nel nostro caso la Dottrina Cattolica? Oppure esso è solo il frutto di un’esperienza personale, relativa, casuale, di conseguenza una “non regola”, che è per sua natura generale e astratta? Tradurre nella vita l’ideale, a questo siamo chiamati, nella nostra fragilità.

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