SIRIA. IL GAS SOFFOCA LA VERITA’ – di Piero Laporta

 

di Piero Laporta

fonte: sito dell’Autore

 

pp9

 

(vedi anche una galleria di immagini da Il Giornale)

 

 

 

La macchina delle fandonie è di nuovo all’opera, anzi ha solo aumentato il ritmo di produzione visto che non ha mai cessato di sfornare falsità, almeno sin dai primi istanti del colpo di stato in Libia, in Tunisia, in Egitto, in Algeria (tentato ma non riuscito). Oggi tocca nuovamente alla Siria. A maggio pubblicammo quello che i media italiani nascosero accuratamente (leggi qui): i gas li hanno impiegati i cosiddetti ribelli, cioè i prezzolati dei quattro cavalieri della pace: Obama, Hollande, Cameron e Merkel.

Pubblicammo anche la testimonianza d’una giornalista della CNN (leggi qui), costretta a manipolare menzogne contro Siria e Iran.

Le truppe speciali francesi furono pizzicate in Siria, lo scrivemmo oltre un anno fa (leggi qui). Anche le commedie sui bombardamenti e sulle stragi sono state da tempo smascherate. Purtroppo troppi giornalisti italiani hanno la memoria corta.

La prima pagina de La Stampa agli albori del colpo di stato in Libia

I bombardamenti sulla Libia e l’imposizione della no fly zone seguirono due menzogne grossolane: le stragi perpetrate da Gheddafi sui ribelli e i bombardamenti del Colonnello sui civili.

Un cimitero senza cadaveri

Con Marco Reis di malainformazione.itsmascherammo la panzana dei diecimila morti ammazzati da Gheddafi nei primi giorni della guerra civile (leggi qui), una granata tossica sparata sulle prime pagine dei giornali italiani, La Stampa di Mario Calabresi in prima fila. Per accreditare la strage dei 10mila morti diffusero la foto d’un “cimitero”, del quale però si vedevano solo fosse vuote, come fossero state appena scavate ad uso dei fotografi; però mancava la materia prima dei cimiteri, i cadaveri, e dovevano essercene 10mila.

lp9In precedenza avevamo già smontato un filmato diffuso dalla Rai, da Repubblica e dal tiggì di Enrico mentana su La7, nel quale un morto ammazzato da un killer antigovernativo, a Tirana (gennaio 2001), era invece attribuito dai tiggì alla polizia di Sali Berisha (leggi qui).

In queste ore i quattro cavalieri accusano il presidente siriano Bashar Hafiz al-Asad  di aver bombardato coi gas nervini la popolazione civile, causando 1.300 morti, secondo le solite fonti delle truppe speciali anglo americane, i cosiddetti ribelli.

Non c’è un solo fotogramma, che sia uno, che mostri un morto ammazzato da gas nervino.

Il gas nervino è così pericoloso che una sola goccia può uccidere una moltitudine. Affermare che, a seguito d’un bombardamento su una città, per quanto spopolata essa sia stata, vi siano stati “solo” 1.300 morti, è forte indizio di menzogna poiché se vi fosse stato davvero un bombardamento con ordigni chimici, 1.300 vittime sarebbero state certamente troppo poche. D’altro canto, se avessero dato cifre più consistenti, sarebbe stato facile chiedere, come già si dovrebbe fare sin d’ora: dove sono tutti questi 1.300 morti? La bugia diventa ancora più evidente osservando che manca la proporzione fra i morti e i sopravvissuti intossicati.

Tokio 1995

Shoko Asahara

Nel 1995, un quintetto di membri di Aum Shinrikyo – gruppo religioso, guidato da Shoko Asahara, autonominatosi “Sacro Imperatore del Giappone” – attaccarono col gas Sarin i pendolari sulla metropolitana di Tokyo. I cinque, saliti sui treni nell’ora di punta, giunti alla stazione di Kasumigaseki, lo snodo più trafficato, aprirono 11 sacchetti di plastica che contenevano gas Sarin in soluzione liquida, molto pericolosa ma non in concentrazione apocalittica, per fortuna. I cinque bellimbusti, pur avendo assunto un antidoto, erano tuttavia consapevoli che una concentrazione maggiore sarebbe stata sgradevole anche per loro.

Diffusosi il gas nell’aria, seguì il caos. Dodici persone morirono e ben 5mila ebbero necessità di soccorsi. Non fu un bombardamento come quello avvenuto a Damasco, secondo le fonti anglo americane e sunnite. Per ogni deceduto a Tokyo, con una concentrazione modesta, si ebbero oltre 400 lesionati. Nel caso di Damasco, su oltre 1000 deceduti, dovremmo avere almeno un 100mila persone con gravi lesioni oculari, polmonari, cerebrali e cardiache, a causa del cosiddetto bombardamento. Dove sono queste centinaia di migliaia di sfortunati cittadini siriani?

Quando  Saddam Hussein impiegò il gas nervino contro i Curdi nel 1988, fra i sopravvissuti in centinaia persero la vista e fu difficile nascondere l’evidenza di fronte a lesioni come quelle osservabili cliccando qui per far comparire un’immagine, la cui visione è davvero sconsigliabile alle persone sensibili.

I manutengoli dei quattro cavalieri della pace tentano di intossicare la verità col gas nervino: mettono in fila qualche decina di cadaveri, ben composti, coi lineamenti e le pose di cadaveri qualsiasi, dai coloriti normali (ma sono davvero morti quanti sono ritratti in quelle foto?), spacciandoli per vittime dei gas nervini.

Solo degli imbecilli e dei cosiddetti giornalisti sottratti ai lavori nelle stalle possono bere una simile fandonia, poiché il gas nervino causa spasmi cardiaci e muscolari terribili, soffocamenti inarrestabili, contratture muscolari ed emissioni dal profondo dei polmoni di schiuma sanguinolenta, lasciando sul terreno migliaia e migliaia di cadaveri tormentati, incomponibili, devastati nel sembiante, nelle posture, nel colore della pelle.

Osservate questo filmato trasmesso dal TG1 per comprendere le imposture.

I ragazzi e le ragazze che s’agitano e piangono, presunte vittime di gas nervino, hanno tutt’al più patito una dose di gas lacrimogeno, tale da consentire anche ai generosi soccorritori di stare loro accanto senza alcuna protezione. Il gas Sarin esigerebbe una tuta integrale e stagna, per avvicinarsi a chi è stato vittima di un bombardamento  chimico.

Chi sopravvive ai gas nervini, patisce danni neurologici permanenti anche se colpito da quantità infinitesimali. Il filmato diffuso dal Corriere della Sera, “Siria, ragazzina si sveglia dopo attacco con gas”, (guardalo qui), dopo un’appetitosa pubblicità del Galbanino, mostra una bambina urlante, apparentemente terrorizzata per essere appena scampata al bombardamento col gas nervino. Peccato che la ragazzina sia perfettamente coordinata nei movimenti e priva di qualunque sintomo, anche uno minimo, che possa farla credibilmente sembrare una vittima del gas nervino piuttosto che di un abile regista di menzogne che si spaccia per “dottore” e “soccorritore” davanti alla telecamera compiacente.

Il premio Nobel per la pace, Hussein barak Obama e gli altri tre cavalieri della pace ci vogliono portare verso la guerra, con la complicità di giornalisti gonzi, a dir poco.

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