SOLIDARIETA’ AD ALESSANDRO SALLUSTI. “QUANDO NEL MONDO LA CANAGLIA IMPERA, LA PATRIA DEGLI ONESTI E’ LA GALERA” – di Pucci Cipriani

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di Pucci Cipriani

 

 

asHo dovuto spegnere il televisore ieri quando gli agenti della DIGOS (e lo dico con molto rispetto per la Polizia di Stato che deve fare questo ingrato lavoro!) hanno fatto irruzione nella sede de “Il Giornale” per arrestare il Direttore Alessandro Sallusti e tradurlo in carcere come si fa con i criminali comuni…anzi come non si fa con i criminali. Ho qui davanti una foto di un ragazzino dall’aria arrogante che sembra ti guardi provocatoriamente: è in libertà…Cosa aveva fatto? Una cosa da niente, due anni fa, di ritorno da un “rave” Matteo Gorelli, con altri due “compari”, fu fermato a un posto di blocco da una pattuglia di Carabinieri e il “birichino” che ti fa? Scappa dalle grinfie dei gendarmi, imbraccia un grosso palo appuntito e lo conficca nel cranio dei due militi dell’Arma: uno è deceduto dopo un anno di coma e l’altro resterà semiparalizzato per sempre. Forse il cattivello era sotto l’effetto della droga e incapace di intendere e di volere? Nossignori- lu -ci -dis -si –mo, come confermato dai periti che hanno effettuato la perizia psichiatrica.

Perché questo paragone? Mi spiego subito: sono certo che i giudici che hanno deciso di scarcerare il Gorelli hanno agito secondo la legge, certamente ci spiegherebbero che il codice penale etc.etc.

Non ho dubbi sulla correttezza dei giudici. Ma è difficile spiegare a un ignorante in diritto qual io sono(e come me presumo che sia la maggior parte dei cittadini) che è giusto incarcerare un Direttore di giornale per “omesso controllo” di un articolo e mandare fuori un assassino che al solo vederlo ti vien voglia di vomitare.

vkE’ difficile spiegare a ignoranti come me e come la maggior parte dei cittadini italiani che era doveroso mandare in galera un giornalista perché rappresenterebbe una sorta di “pericolo pubblico”; è difficile non fremere di indignazione nel vedere trattato alla stregua di assassini e di brigatisti un uomo che è sempre stato in prima fila nella difesa dello Stato e delle forze dell’ordine e questo, se si volesse ancora un esempio, in Italia, dove i radicali mandarono in Parlamento a presiedere una Commissione quel D’Elia, l’assassino dell’Agente di P.S. Dionigi. Nessuno lo ricorda?

Ma tant’è, parliamoci chiaro, Alessandro Sallusti era  e rimane una persona antipatica: era un giornalista di Destra che ha osato sfidare il potere e, ultimamente, oltre a difendere l’indifendibile, e cioè il PdL, aveva attaccato e detto la sua a “rigor montis”, alla controfigura di Henver Hoxha, il dittatore Albanese, che, nel suo Paese fece la stessa politica del grigio contabile italiano al servizio dei Bilderberg: cooperativizzazione, abolizione della proprietà privata, abolizione dell’insegnamento religioso e dei principi del diritto naturale (le stesse cose da un po’ di tempo a questa parte  propone anche Sandro Bondi, quello che, ci dice il professor Vinicio Catturelli, in Argentina, veniva chiamato “mento loco” ,parola che in italiano, mi sembra, si traduca con “imbranato” o giù di lì) e infine la creazione dell’uomo nuovo, in contrapposizione a quello cristiano…così come lo volevano creare i nazisti e i comunisti. Esordì, l’uomo in loden, prima ancora di mettere la museruola all’incontinente Fornero, dicendo che avrebbe “cambiato la mentalità degli italiani”…come il suo defunto collega e sodale di Agirocastro(Albania).

Alessandro Sallusti, giornalista di razza, e uomo abituato a tenere la schiena diritta, queste cose le diceva, eccome! E le cantava anche ai politici della casta e ai suoi tanti, tantissimi colleghi giornalisti che, seppur bravissimi come Travaglio, da tempo hanno rinunziato ad andare controcorrente o, meglio, vanno controcorrente fino a un certo punto poi, quando hanno sentore di essere “giudicati” dal Grande Fratello, si fermano… e  le cantava ,Sallusti ,anche ai diretti dipendenti dei Poteri Forti come quel Calabresi, Direttore della Stampa di Torino (si spera che il cognome Calabresi sia solo un’omonimia con l’eroico Commissario di P.S.  Luigi Calabresi assassinato da Sofri e compagni!..).

Da annotare che i politici (a cominciare da quelli del PdL che lui troppo generosamente ha sempre difeso) in trenta giorni non hanno saputo approvare un provvedimento che potesse evitare il carcere a un giornalista per un reato d’opinione…lo stesso Parlamento, che ha approvato  leggi e leggine  “ad personam” per personaggi del Centro, della Destra e della Sinistra…lo stesso Parlamento che (Presidente della Camera Oscar Luigi Scalfaro) convalidò l’elezione del terrorista Tony Negri, eletto “onorevole” grazie a quel Pannella che, insieme all’uomo in Loden, è divenuto il simbolo di questa “democrazia”, non ha saputo o voluto salvare Alessandro Sallusti dal carcere, da quella “gogna” che in molti, in troppi, hanno applaudito…

Stamani Sandro Bondi nelle pagine interne di “Libero” ha firmato, con accanto al suo riverito nome la dicitura di “Coordinatore nazionale del PdL”, un’articolessa…in difesa di Sallusti, direte voi! No, davvero, un’intemerata contro la Destra risorgente assicurando, in sintonia con Bartolo Cicchitto, che Forza Italia: “non è mai stato né è mai diventato un movimento politico di destra” e che lui, il Sandrocchio, “qualunque posizione assumerà il Presidente Berlusconi non potrò riconoscermi…in posizioni estremiste nel campo dei diritti civili e delle libertà personali” (in altre parole lui, il “pesce rosso”, ex sindaco comunista di Favizzano, vuole i matrimoni gay, l’eutanasia, l’aborto, la libertà di droga e via contando…), per cui se il PdL non cambierà “ognuno di noi, anche individualmente,  prenderà’, purtroppo, strade diverse”….magari!, aggiungiamo noi poveri untorelli bacchettoni, ma non tanto da credere che il Bondissimo lasci la poltrona (e soprattutto l’appannaggio milionario) sulla quale siede comodamente non per “volere del popolo”, ma per “investitura”…dal momento che, con le preferenze popolari, non sarebbe stato eletto neppure consigliere comunale di Ficulle o di Peretola.

Capito a cosa pensano coloro che, ci si sarebbe aspettati, avrebbero avuto il dovere morale di difendere Sallusti?

“Napolitano tiralo fuori” ha titolato stamani il suo editoriale su “Libero” Maurizio Belpietro…dubitiamo che Napolitano lo tiri fuori davvero. E’ un uomo che oramai festeggerà i novant’anni, è una vita che parla e tiene cattedra (io lo ricordo, ero un ragazzino, quando sull’Unità, l’allora esponente di punta del Partito Comunista Italiano, difendeva i carrarmati sovietici che invadevano Budapest!) e, c’è da giurarlo anche lui sarà stanco e amareggiato e, chi sa, forse anche pentito, di averci imposto un governo non voluto dal popolo, così come mostrò, con accenti sinceri che venivano dal cuore, di essere profondamente pentito di essere stato comunista. Sallusti sta ora vivendo il suo Calvario, così come lo visse tanti e tanti anni fa, un personaggio assai famoso: Giovannino Guareschi, anche lui spedito in carcere da quel De Gasperi che, durante l’invasione tedesca stette rannicchiato in Vaticano, mentre l’autore di don Camillo testimoniò la sua fedeltà al giuramento  alla Patria soffrendo, insieme agli altri prigionieri, in un lager nazista…è la nemesi storica.

Di una cosa però sono certo, che se qualcuno lo tirerà fuori sarà piuttosto Napolitano che  non Sandro Bondi  o  Mario Monti o quelli come loro.

Che dire a Sallusti? Coraggio, Direttore, le siamo vicini, la vogliamo ancora leggere e sentire tra noi, perché lei è un uomo, un uomo vero, in mezzo a tanti ominicchi e quaquaraquà, lei, caro Direttore, è diventato un simbolo e si ricordi un vecchio e sempre attuale adagio: “Quando nel mondo la canaglia impera, la patria degli onesti è la galera”.

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