Solo la misericordia è la vera reazione al male?  –  di Fabio Trevisan

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Considerazioni a margine di una lettera di Don Julian Carron al Corriere della Sera sui tragici fatti di Bruxelles e sull’incidente del pullman con giovani dell’Erasmus.

di Fabio Trevisan

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zzzzbrxllsLo scorso 24 marzo Julian Carron, Presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione, scriveva una lettera al Direttore del“Corriere della Sera” (vedi in calce) a commento del grave incidente del pullman con ragazze dell’Erasmus in Spagna e dell’attentato terroristico in Belgio.

Da giornalista e osservatore di quanto avviene nel mondo cattolico sono rimasto ancora una volta sinceramente deluso dalle considerazioni di Carron.

In Belgio non è stato il vuoto a mostrare la sua faccia violenta e spietata ma, diciamolo con chiarezza, il terrorismo di matrice islamica e l’odio contro l’Occidente e i cristiani, anche se di civiltà cristiana è rimasta, nella coscienza europea, scarsa traccia. Il Presidente di CL si chiedeva come guardare questi fatti criminosi: mi permetto umilmente di suggerire che vanno osservati e meditati con lucidità e con memoria storica, pensando a cos’era accaduto a Lepanto, a Vienna, a Otranto e chiedersi se davvero l’Islam è la religione del dialogo o se piuttosto viene espresso l’odio contro la Croce di Cristo.

Consiglierei, sempre umilmente, al Presidente di CL di andarsi a leggere un saggio (“L’Europa e la Fede”) di un grande storico franco-inglese, Hilaire Belloc (1870-1953), laddove si afferma che è la coscienza cattolica della storia che manca all’identità europea. La coscienza cattolica della storia differisce profondamente dai punti di vista, dalle opinioni esterne sui fatti poiché guarda dal di dentro, dall’interno. Per Belloc il rapporto tra l’Europa e la Fede (con le lettere maiuscole, così come amava sottolinearne lo splendore) avrebbe dovuto essere così intimo da affermare fieramente che l’Europa era la Fede. Non solo, ma che la Fede era la Chiesa Cattolica.

zzzzdncrrnQuando Carron allude all’assenza di legami dovrebbe chiaramente dire che l’Europa senza la Fede (in tutte le sue manifestazioni pubbliche e private) non può esistere né tantomeno ostentare sicurezza. Come si può essere consci della portata della civiltà cristiana quando si è persa la propria profonda identità? Dato lo smarrimento delle radici cristiane vitali dell’Europa il bisogno che si impone è quello di restituire all’Europa stessa quello che l’Europa avrebbe dovuto ancora essere: la Sua Fede!

L’Europa e la Fede hanno assicurato per secoli a tutta l’umanità un patrimonio di arte, di spiritualità, di pensiero, di opere inestimabili: un patrimonio irrinunciabile su cui investire anche per le future generazioni. Dinanzi a questi fatti terribili, conseguenti a una “cultura della morte”, è davvero solo la misericordia la vera reazione al male? La misericordia non ha a che fare con la giustizia e la consapevolezza (anche storica)? Non ha a che fare con la verità? Se certamente, come giustamente Carron indica, Gesù Cristo si offre come risposta, perché non chiamare i cattolici a testimoniarlo dappertutto, a gridarlo dai tetti o nelle pubbliche piazze? Non è forse misericordia presentare la Verità tutta intera, facendone scorgere la bellezza?

Un’ultima osservazione: le ferite si medicano dopo aver combattuto, la Fede va difesa contro il Nemico e i suoi agenti (2Tm 4,6-8): “Quanto a me, il mio sangue sta per essere sparso in libagione ed è giunto il momento di sciogliere le vele. Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede. Ora mi resta solo la corona di giustizia che il Signore, giusto giudice, mi consegnerà in quel giorno; e non solo a me ma anche a tutti coloro che attendono con amore la sua manifestazione”.

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la lettera di Don Julian Carron al Corriere della Sera

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zzzzcarron

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10 commenti su “Solo la misericordia è la vera reazione al male?  –  di Fabio Trevisan”

  1. Condivido pienamente le osservazioni di Fabio Trevisan. Purtroppo il presidente di Cl, scrivendo al Corriere (ora al Corriere, ora a Repubblica, sempre per restare in campo politicamente correttissimo, chissà mai che scrivendo altrove il movimento e le sue diramazioni potessero esser visti di traverso…), non fa altro che adeguare il suo parlare a quello tanto apprezzato e tanto imitato e ripetuto (nella terminologia, nelle espressioni) del vdr. Ferite e misericordia a profusione, come se la perdita della Fede e la scristianizzazione di un continente che si è fatto grande sulle fondamenta della cristianità e soprattutto sulla fede cattolica non fossero la causa di tanti mali. E’ il concetto del combattimento che tanto giustamente sottolinea Trevisan che si teme di nominare. Un combattimento forte, in nome di una Verità eterna che nei secoli ha salvato la nostra civiltà dai feroci attacchi dell’islam e non solo. Ed è solo proclamando chiaramente questa Verità che ci risolleveremo dal nostra afflizione.

  2. Osservo in primo luogo che è leggermente fuorviante accostare un grave incidente automobilistico a un grave attentato terroristico. Non si tratta certo di fatalità. L’incidente del bus certamente è stato favorito da qualche grave inosservanza delle regole circa il riposo dell’autista ecc. Nel caso dell’attentato di Bruxelles, poi, è un’offesa per le vittime e per noi tutti vederci il vuoto o l’odio cieco, perché queste espressioni generiche e retoriche celano una profonda ipocrisia: l’Islam non è il vuoto, ma un nemico assai concreto dell’Occidente, il cui odio non è cieco, ma ci vede benissimo. Vale a dire: vede benissimo la nostra insipienza.

  3. Eternamente grato a mons.Giussani per la sua testimonianza a Cristo, provo sconcerto e dolore per le posizioni di Carron. L’attuale guida di CL si allinea all’odierna moda pontificia di accettare tutto, comprendere tutto, scusare tutto (e misericordia gratis per tutti! senza pentimento, senza conversione, senza giustizia, senza croce) e si ostina a non voler osservare le cose per ciò che sono (posizione che invece in Giussani era basilare). Lo rilevava Socci già nel comunicato stampa di Carron ai fatti di Parigi: una cosa è il disegno di Dio che ci chiama a Lui quando non sappiamo, non capiamo, non vorremmo; altra cosa, e bisogna dirlo, è che ciò accada per l’azione di odio e violenza di chi deliberatamente uccide in spregio a Dio (maiuscolo) pur proclamando di farlo per un dio (minuscolo). Purtroppo dando per scontato e “comodo” il bene si finisce per dimenticare l’esistenza del male, che invece c’è (eccome) e fa bottino non tanto di corpi straziati, quanto di anime perse.

  4. Cio’ che dice Carron e’ gia’ in sintesi detto da Bergoglio: “cieca violenza”. Non si vuole parlare di terrorismo, ne’ tantomeno di Islam, ma di semplice negazione del bene. E abbiamo capito in cosa consista la misericordia, che Carron prontamente ricorda. E’ un accogliere tutti e soprattutto accogliere qualsiasi orientamento religioso, anche non appartenente alla tradizione cristiana. L’anno giubilare sempre piu’ appare come il nuovo fondamento di una nuova chiesa.

    1. A proposito di Louis Carron del suo allineamento al “politicamente corretto” in tema di invasione islamica e di capitolazione ai poteri massonici mondialisti (NWI, religione unica mondiali sta, meticciato alla Kalergi, ecc.), segnalo due interessanti articoli, il primo relativo al rischio di”normalizzazione” che sta correndo la Fraternità sacerdotale S. Pio X (potenza delle sirene vaticane!) ed il secondo ai legami tra i messaggi della Madonna rilasciatici a Fatima ed a La Salette e l’attuale apostasia galoppante delea gerarchie ecclesiastiche, ormai solamente ex cattoliche :
      http://apostatisidiventa.blogspot.it/2016/04/eppur-ci-piace.html (Mons. Bernard Fellay, Superiore Generale della FSSPX)
      http://www.agerecontra.it/public/press40/?p=22327 (Arai Daniele, su Agere Contra, venerdì 1° aprile 2016)
      In particolare, di questo secondo articolo, mi è piaciuta molot l’aafermazione di Arai, secondo il quale “Il famigerato Vaticano 2 é il processo subdolamente legato a un nuovo ordine mondiale ….. . Un…processo di omologazione ecumenista che procede alla pari di quello della globalizzazione mondialista”

  5. Carron ha la memoria corta. Nel senso che ha già dimenticato il discorso di Ratisbona di Benedetto xvi. Il papa poneva all’attenzione di tutti ilmproblema irrisolto dell’islam rispetto alla violenza, eppure lui, all’epoca era un fan sfegatato di Ratzinger. Adesso non più. Evidentemente tutta la ‘passione’ nel seguire questo o quello non è dettato dalla ragione (come don Giussani ha magistralmente insegnato) ma dalle mode e dalle convenienze ‘politiche’. Ancora una volta don Carron ha deluso, in primo luogo sè stesso dimostrando ancora una volta di essere una mera controfigura di quello che dovrebbe essere un vero pastore di anime
    Libera nos Domine !

  6. massimo trevia

    non è giusto,anche perché come conseguenza alla mancanza di lotta reattiva,che poi significa anche continuare ad accettare una invasione,ci vanno di mezzo gli altri!io magari sono forte e mi difendo,ma una donna?un bambino?la nostra terra,con la sua storia,che fine fa?c’è un po’ di misericordia o c’è solo per gli invasori?e poi manca questo:io voglio reagire,ma con questa ottica sembra che il mio desiderio non c’entri con il mio battesimo!ma non è altro che il pensiero di bergoglio:la misericordia usata come grimaldello ideologico!la falsa misericordia!io sono in cl dal 1978.sono molto incavolato e deluso!!!!!eppure cantavamo una canzone di claudio chieffo(“la canzone dell’uomo vecchio”),che diceva:”la mia terra non l’ho difesa mai:sono fuggito ancora,io fuggo sempre,sai”).ed ora (non io:io litigo….)si canta un peana a bergoglio,allineandosi alle sue menzogne!!!!!!ah,dimenticavo:avrete notato che,dopo che ci hanno per due anni parlato dei due sinodi,nessuno parla del loro imminente risultato:

  7. massimo trevia

    il documento post-sinodale?padre livio e compagnia,i giornali,la tv…..silenzio….e guarda che strano:proprio in questi giorni tutti parlano dell’attico di bertone,così come vicino all’ultimo sinodo uscirono notizie su pell…

  8. La vera Misericordia è difendere il proprio popolo innanzi tutto, perchè bisogna aver misericordia prima per le vittime eventuali, per quelli che sono minacciati, per i deboli, poi la misericordia può essere estesa ai carnefici che si pentono, ma misericordia non significa ingiustizia, ma applicazione della giustizia, che può richiedere anche l’uso di armi. Non è misericordia quella che permette ai criminali di commettere il crimine e oltretutto di rimanere impuniti. Comunque la parola misericordia oggi è abusata, perchè nella nostra società ipocrita la misericordia è rara trovarla, se si pensa ai milioni di bambini abortiti, se si pensa ai bambini mercificati, agli uteri in affitto, ai pecatori che non vengono ripresi, ma aiutati a peccare con leggi inique. Non c’è misericordia, se non nella Verità, oggi al massimo c’è calabraghismo difuso.

  9. Quello che si è constatato è che il movimento di CL, dopo l’udienza a S. Pietro dal papa, ha smarrito la propria bussola, che prima indicava una direzione certa. Se ne recuperera’ un’altra al momento non è dato sapere, considerata la forte ambiguità di certe prese (o non prese) di posizione: vedi il caso descritto, il Family Day di gennaio, …..

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