Somari della lingua, guappi del diritto – di Gianni Correggiari

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Chiunque propaganda le immagini o i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco, ovvero delle relative ideologie, anche solo attraverso la produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni raffiguranti persone, immagini o simboli a essi chiaramente riferiti, ovvero ne richiama pubblicamente la simbologia o la gestualità è punito con la reclusione da sei mesi a due anni. La pena di cui al primo comma è aumentata di un terzo se il fatto è commesso attraverso strumenti telematici o informatici».

di Gianni Correggiari

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Questo il testo licenziato dalla Camera dei Deputati. Come insegnano nella facoltà di Giurisprudenza fin dal primo anno di corso, quando si studiano i principi generali del diritto, la prima regola d’interpretazione della norma è l’analisi del significato letterale delle parole che la compongono.

Dunque, cominciamo ad analizzarne la prima parte: “chiunque PROPAGANDA le IMMAGINI o i CONTENUTI PROPRI del PARTITO fascista o del partito nazionalsocialista tedesco ovvero delle relative ideologie…”.

Cominciamo dai complementi oggetti e di specificazione: cosa significa “immagini del partito”? Che cos’è l’immagine del partito? La fotografia della sua sede? Le foto ricordo del suo congresso? La fotografia del suo fondatore o dei suoi dirigenti? C’è di che far viaggiare la propria fantasia. Una cosa è certa: non può riferirsi ai simboli, perché questi sono richiamati in seguito e, in tal caso, dovendo forzatamente presumersi che il legislatore abbia voluto dare un senso a ciò che ha scritto, bisogna che un altro significato a quell’ipotesi di condotta lo si dia. La verità è che ci troviamo di fronte ad una prosa involuta, che fa leva non su una catena sensata di concetti, ma sull’efficacia suggestiva delle parole, “propaganda”, “immagini”, “partito fascista e nazionalsocialista”, senza curarsi se il collegamento fra loro esprima dei concetti sufficientemente percepibili e chiari, cosa che nel diritto penale, dove vige il principio di necessaria determinatezza del precetto, è decisiva.

Sembra di assistere ad una nuova versione del film E.T. E.T. ….casa…telefono”, “Propaganda…immagini… partito fascista…”, con la differenza che il simpatico extraterrestre almeno si fece capire e riuscì a comunicare coi suoi lontani parenti.

Stando dunque all’interpretazione letterale che si riesce a estrarre da codeste parole sconnesse, una foto ricordo della gitarella fuori porta di un capomanipolo con moglie e pupi vestiti da giovani italiani e da balilla, o il ritratto del nonno vestito da maresciallo della milizia, potrà costituire una condotta punibile con la galera e meritevole di essere addirittura inserito nei delitti contro la personalità dello (parola grossa se riferita al nostro) Stato.

Passiamo al secondo complemento oggetto: i contenuti propri del partito. Cosa sono, di grazia? La prima cosa che viene in mente al comune mortale (dopo il vivido ricordo della prosa sgangherata di Peppone, pazientemente corretta, per pietà cristiana, da Don Camillo), è “le idee tipiche del partito, le sue concezioni politiche”; questa interpretazione è però da respingere perché alle “ideologie” (espressione che corrisponde ai concetti su richiamati) si fa riferimento subito dopo. Se sintassi e grammatica hanno un senso e l’italiano non è un’opinione, l’apprendista legislatore ha pure previsto un “contenuto del partito”; dunque, a seconda dei gusti, il partito può essere, a scelta, una lattina, una vasca da bagno, una bacinella, una bottiglia, un bidet, una tanica o, per i più raffinati, una scarpetta femminile tacco dodici dove versare un po’ di champagne.

Bene, anzi benissimo.

Passiamo all’ultima combinazione tra complemento oggetto e di specificazione: “le immagini… delle relative ideologie” (del partito fascista e di quello nazionalsocialista).

Come si fa a dare l’immagine, in senso stretto, di una nozione astratta? Pare che qualcuno sia riuscito persino a fotografare i fantasmi, ma un’idea, un sentimento, una passione, una virtù finora nessuno è mai riuscito a ritrarla. Forse che l’onorevole Fiano, guardandosi allo specchio, abbia colto l’immagine dell’intelligenza e abbia ritenuto che anche l’ideologia ne possieda una? Dubitiamo fortemente della premessa maggiore di questo traballante sillogismo, ma in ogni caso si tratterebbe di un simbolo e, per la contraddizione (interpretativa) che non lo consente, visto che la “simbologia” è già richiamata in seguito, non resta che relegare anche quest’ulteriore ipotesi di condotta vietata nello sgabuzzino dello stupidario semantico.

Passiamo all’inciso successivo: “…anche solo attraverso la produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni raffiguranti persone, immagini o simboli a essi chiaramente riferiti ovvero ne richiama pubblicamente la simbologia o la gestualità …

Queste ulteriori modalità di condotta si riferiscono al “propagandare” le immagini e i contenuti eccetera eccetera.

Perché “anche solo attraverso” ? La congiunzione “anche” era più che sufficiente ad esprimere un valore concessivo, analogico, aggiuntivo alla nozione (si fa per dire, vista la sua fumosità, incomprensibilità, inutilità, idiozia) che si richiama.  “Anche attraverso” non esprimeva forse lo stesso concetto?

Certamente sì, ma poiché questi somari dubitano del significato di quello che scrivono, visto che non lo capiscono bene neanche loro (pretendendo però che i destinatari dei loro strafalcioni lo comprendano), allora aggiungono delle parole inutili con cui pensano di rafforzare il valore dei loro ragli.

Compare, inoltre, un’altra contraddizione d’ordine semantico, che vale la pena sottolineare. Qui entra in gioco il predicato verbale : “propagandare”. L’espressione richiama l’idea di uno scopo, di una finalità, come osserva il vocabolario Treccani che lo definisce: “diffondere a fine di propaganda”.

Se, dunque, la portata della prima parte della norma pare, alla luce di questo significato, attenuata dalla necessità di una finalità “propagandistica” (delle ideologie fascista o nazionalsocialista), con l’esclusione della punibilità di coloro che “diffondono” semplicemente “immagini e contenuti” senza scopi di propaganda, ossia di raccolta del consenso (salvo poi capire come questa indagine sull’elemento piscologico potrà mai compiersi), questa interpretazione liberale viene immediatamente smentita dall’inciso che abbiamo iniziato prima a esaminare.

Infatti, la “propaganda” può anche (solo) realizzarsi con la produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni, o anche col semplice “richiamo” alla simbologia. Il che sta a significare che si considera propaganda qualsiasi forma di diffusione, anche a fine di lucro, di oggetti riferiti all’ideologia fascista o nazionalsocialista, o la semplice esposizione (“richiamo”) dei relativi simboli.

Il bello è che questi manipolatori della lingua e dei suoi comuni significati – la loro propensione al controllo del linguaggio viene da lontano – avrebbero potuto usare, fin dall’inizio il verbo “diffondere”, ma l’hanno introdotto, sostantivandolo, successivamente come formula di chiusura volta ad allargare lo spettro delle condotte vietate.

Si inizia introducendo il verbo “propagandare” – espressione orribile, quindi adatta alla loro prosa scadente (riflesso di una povertà di pensieri), ma capace di esprimere un’idea di pericolo, di epidemia, di agguato e che parrebbe limitare il quadro a condotte finalisticamente orientate – ma si finisce poi per tradirne il concetto.

La destrutturazione del linguaggio e dei suoi comuni significati si accompagna ad un’ipocrita quanto schizofrenica tecnica di redazione. “Il legislatore è un cane!”, esclamava il mio compianto professore di procedura penale, uomo di sinistra ed eccellente, onesto, studioso di diritto, riferendosi alle norme emanate negli anni Ottanta e Novanta in occasione delle cosiddette legislazioni di emergenza. Quale animale potrebbe oggi rappresentare il livello di competenza tecnico-giuridica dei nostri legislattori comici?

Non sono però soltanto dei somari della lingua e del diritto. Sono pure dei guappi.  Sbattono i pugni sul tavolo, ringhiano e si fanno beffe, forti della propria arroganza – loro, i democratici, i difensori della costituzione – delle interpretazioni che la Corte costituzionale ha, da decenni, fornito alle norme sulla legge Scelba, precisando che qualsiasi atto di propaganda, apologia, gestualità, richiamo, esaltazione può trovare punizione solo se concretamente idoneo a ricostituire il disciolto partito fascista.

Soltanto in questo modo, ebbero a precisare i giudici costituzionali, seguiti poi dalla giurisprudenza di legittimità, quelle norme possono sopravvivere al confronto con le – gerarchicamente superiori – disposizioni della costituzione, che prevedono la più ampia libertà di pensiero e di manifestazione delle idee.

Questi somari prepotenti pretendono invece, introducendo nuove disposizioni di legge in contrasto con quell’autorevole interpretazione, visto che le hanno partorite loro, di passarla liscia, come se i principi di diritto emessi dalla Corte costituzionale in relazione alla legge Scelba – di cui la proposta di legge Fiano è una banale scopiazzatura – non possiedano un valore assoluto e non li riguardino. Infatti, sono dei guappi proprio per questo; fanno la voce grossa e credono che nei quartierini che bazzicano siano loro a comandare. L’antifascismo è “cosa loro”. Somari della lingua. E guappi del diritto.

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fonte. Ordine Futuro 

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18 commenti su “Somari della lingua, guappi del diritto – di Gianni Correggiari”

  1. Premessa: gli ebrei sono lo 0,2 % della popolazione mondiale. In questa esiguità si contano un 130 premi Nobel. E’ palese che ci sia qualcosa di speciale.
    Di speciale però ci sono anche le bufale, ad es. Marx, Freud. Ergo eccellenza nel buono ed eccellenza nella fetenzia, fortunatamente in minor misura.
    Il Fiano, sicuramente, non è all’altezza di un Carletto o di un Sigismondo ma ben si potrebbe misurare con la fetenzia. O no?
    Quesiti: se dico che il cav. Mussolini ha fondato l’opera nazionale maternità ed infanzia, le colonie per i figli dei lavoratori, incorro nel reato ?
    se dico che il partito fascista ( sono già passibile ?) nasce da una scissione del partito socialista e che il cav:Mussolini era direttore dell’Avanti, incorro nel reato ?
    come la mettiamo coi libri di storia nelle scuole ?
    Modesto suggerimento: on. fiano, nel suo anelito di purezza e giustizia, si è dimenticato che gli egizi e relativi faraoni tennero schiavi i suoi antenati e poi dovettero vagare per quarantanni nel deserto. -continua –

    G. Vigni

  2. il provvedimento è tragicomico secondo me. Primo, perché a voler ben vedere, il reato di apologia del fascismo già esiste nel nostro ordinamento (e sorvoliamo..); secondo, perché allora la stessa logica dovrebbe essere estesa a tutte le situazioni in cui si configura il “mero” ricordo, anche attraverso azioni e/o pensieri, (quali ?) riferentisi a qualsiasi altro tipo di regime/forma societaria che in passato non si sia mostrato “conforme” ai pilastri dell’odierna “democrazia”. Vogliamo annoverarne qualcuno ? Impero Romano (tiriamo giù i monumenti e i memoriali degli imperatori ? Licenziamo i gladiatori al Colosseo ? Stato della Chiesa (censuriamo ogni devozione al Romano Pontefice e alla Santa Chiesa Cattolica ? (beh qui già ci sta pensando qualcun’altro); Buttiamo giù dunque Reggia di Versailles, Reggia di Caserta, qualsiasi altro monumento che ricordi le sanguinarie Monarchie assolute ? Censuriamo qualsiasi opera musicale, teatrale e letteraria composta o stesa nei secoli in memoria o in onore di un laido sovrano o imperatore ? No, non so, ditemi voi. Viva i macachi!!

  3. Annarosa Berselli

    Come ho scritto nel registro delle firme al cimitero di s. Cassiano qualche anno fa, Qualcosa di
    buono hai fatto. Se non entravi in guerra con quel pazzo di Hitler, saresti morto nel tuo letto,
    come Franco e Tito.

    1. “qualcosa di buono”?!? Sì, qualcosa concediamoglielo, poveretto! Se diamo del pazzo ad Hitler, che diciamo allora dei ‘democratici’ del mondo intero che l’ascesa di quel “pazzo” hanno agevolato, via Wall Street (cfr. Anthony Sutton), e quella guerra hanno innescato, come l’altra precedente, premessa della successiva, quando Hitler come tale non c’era? E il molto di buono che hanno creato le ‘democrazie’ nel dopo Hitler e Mussolini, sarebbe quello che stiamo osservando oggi??? La libertà che ci hanno portato i ‘liberatori’, sarebbe la goduria di oggi, quella che esperimenta molta nostra gente, come accennato nel commento di Luciano Pranzetti???

      1. .. mi scuso per il riferimento sbagliato alla fine del mio commento, volevo riferirmi all’osservazione di G.Vigni qui sotto.

  4. on., chieda la distruzione delle piramidi, della sfinge, delle mummie, magari si bombardi .
    Come la mettiamo con gli spagnoli, per i “marrani” del 1492 ? La devono passare liscia ?
    Perplessità: si dice che la repubblica abbia qualche problema: disoccupazione, migrazione, terremoti, inondazioni, pensioni d’oro e non, mafia, corruzione e molte altre quisquilie.
    Un on., recte dison., strapagato e spesato, che lavora, si fa per dire, qualche ora alla settimana, si preoccupa di un’avaria , liquidata e svanita da ottantanni ?
    dison. mi può dire cosa pensa il pensionato che razzola nei bidoni della spazzatura e dorme in macchina, del gran problema del saluto fascista ?

    G. Vigni

  5. Una cosa che non ho mai capito di questa Italia sedicente “democratica” “liberale” in cui viviamo è questo continuo accanirsi dei suoi politici verso il fascismo e il totale silenzio su quell’orrore che fu ed è il comunismo. Una democrazia che si definisce democratica e liberale dovrebbe vietare qualunque partito comunista, la sua ideologia e vietare qualunque autore, propagatore e sostenitore di tale efferata ideologia. I nostri politici hanno perso da molto la mia considerazione e la mia stima, e questa è l’ulteriore conferma della loro meschinità , miopia e malafede.
    Emanuele

  6. Luciano Pranzetti

    Il Fiano è colui che si offese per essere stato definito, da non ricordo chi, “uno circonciso sulla testa”, metafora di chiara allusione. Si offese e chiese, ottenendo, la solidarietà dell’orbe terracqueo compreso qualche vescovo. Non dovremmo anche noi cristiani sentirci offesi per le bestemmie e le ingiurie contro Gesù, la Madonna, i Santi, la Chiesa che si possono leggere sul Talmud? Ma a Bergoglio sta più a cuore Skorka e il rabbinato davanti al quale – per vergognosa viltà e chiara apostasìa – nasconde il crocefisso del pettorale nella fascia lombare.Motus in fine velocior. . .siamo nel 2017, centenario di Fatima il cui messaggio/comando non è stato mai assolto, a disdoro di tutti i papi che si sono succeduti dal 1917 ad oggi. L’apostasìa della Chiesa sta esplodendo.

  7. Incombono le elezioni in Sicilia e l’anno prossimo dovrebbero esserci le politiche (tutto da vedere se accadrà sul serio, dopo più di sei anni di democratura!)

    E quindi, pensando al botteghino elettorale, in quale pentola potevano mai andare a rimestar dei nullivendoli, se non in quella della retorica arci-ammuffita e che però parla ancora alla pancia di una parte del paese?

    Che ss’ha dda fà per tenersi lo sgabello!

  8. Si puo essere, anzi si deve essere cristiani e patrioti senza rifarsi al fascismo. IL fascismo è roba passata che non deve tornare più.

  9. Giusto! Finalmente sarà punito anche chi ti iscrive obbligatoriamente alla Previdenza per i versamenti dei contributi dato che l’iscrizione è stata imposta con la trasformazione della cassa Operai ad iscrizione volontaria nell’INFPS, poi INPS, appunto con iscrizione obbligatoria!

  10. Ovviamente ignorerò COMPLETAMENTE tale insulsa e oscena legge, a meno che non ne venga fatta una identica contro i comunisti, i radicali, i musulmani e i talmudisti!

  11. Prova a dire che la cittadinanza non la devi dare al clandestino: in un attimo sei bollato come “fascio” e se non ti becchi una chiavettata inglese in testa, vai al gabbio.

  12. Non è che questi contenuti del partito sono volutamente nebulosi per permettere a questi signori di inventarseli ad hoc, magari ad personam, per debellare tutti coloro che li ostacolano?
    E, coerentemente, dell’urbanistica fascista che ne facciamo? La demoliamo?
    Gli spagnoli comunisti durante la guerra civile sparavano alle statue sacre; spareranno anche ai fasci littori e alle colonne aquilate? Bombarderanno Predappio? E Latina l’antica Littoria? La raderanno al suolo?
    Siamo in mano a dei folli esaltati.

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