Sovvertita la dottrina cattolica sulla Confessione nel Discorso di Papa Francesco ai Missionari della Misericordia – di Don Giovanni Stefano Di Maria

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di Don Giovanni Stefano Di Maria

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zzzzconfessRiprendo e commento – in grassetto – (spesso sono ironico, ma non c’è niente da ridere), le inusitate espressioni di Papa Francesco, rivolte ai Sacerdoti, insigniti della facoltà di rimettere tutti i peccati e denominati ‘Missionari della Misericordia’, nel Discorso loro rivolto il 9 febbraio (era Carnevale…).

Pertanto, qualunque sia il peccato che viene confessato o che la persona non osa dire, ma lo fa capire (come lo fa capire se non lo dice?), è sufficiente (è sufficiente per che cosa?).

E qui mi raccomando di capire non solo il linguaggio della parola, ma anche quello dei gesti (quali gesti?). Se qualcuno viene da te e sente che deve togliersi qualcosa (se sta per vomitare lo mando al bagno, se gli duole un dente gli suggerisco il dentista), ma forse non riesce a dirlo, ma tu capisci… e sta bene, lo dice così, col gesto di venire (Ciao. Sei venuto, perciò ti assolvo. Va’ in pace).

Se qualcuno viene da te è perché vorrebbe non cadere in queste situazioni (se parliamo di peccati in confessione è perché già c’è cascato), ma non osa dirlo, ha paura di dirlo e poi non potrebbe fare. Ma se non lo può fare, ad impossibilia nemo tenetur (infatti solo a Dio è possibile liberarci dai peccati, apposta c’è la Confessione… una, cento, mille volte). E il Signore capisce queste cose (e ci credo: è il Signore!), il linguaggio dei gesti (col Signore è meglio star zitti e non fare gesti, dato che Lui sa tutto!).

Vorrei, infine, ricordare una componente di cui non si parla molto, ma che è invece determinante: la vergogna (di per se stessa non è determinante, se non unita al pentimento e dolore). Non è facile porsi davanti a un altro uomo, pur sapendo che rappresenta Dio, e confessare il proprio peccato. Si prova vergogna sia per quanto si è compiuto, sia per doverlo confessare a un altro (era meglio vergognarci di fare quel peccato, ma ora che lo abbiamo commesso non vergogniamoci di confessarlo). La vergogna è un sentimento che incide nella vita personale e richiede da parte del confessore un atteggiamento di rispetto e incoraggiamento (sembra che il peccatore sia la vittima e non il bandito; comunque, coraggio, sono qui per aiutarti nel nome del Signore, non avere paura del confessore, non avere paura di confessare il tuo peccato, e soprattutto non avere paura di Dio).

C’è un altro brano della Genesi che mi colpisce, ed è il racconto di Noè…

Questo brano mi fa dire quanto importante sia il nostro ruolo nella confessione. Davanti a noi c’è una persona “nuda”, e anche una persona che non sa parlare  e non sa che cosa dire, con la sua debolezza e i suoi limiti, con la vergogna di essere un peccatore, e tante volte di non riuscire a dirlo (non è affatto vero, Santo Padre; se una persona non riesce a dire i suoi peccati al confessore, intanto non va a confessarsi, e non si è denudata, come invece si è denudato Gesù Cristo nella Croce per noi peccatori).

Dunque, noi non siamo chiamati a giudicare, con un senso di superiorità, come se noi fossimo immuni dal peccato (con un senso di superiorità no, ma giudicare sì. Se non giudichiamo, che confessori siamo per valutare se impartire l’assoluzione o meno? Per questo non è mai vero il tuo aforisma: “se una persona è gay e cerca il Signore e ha buona volontà, chi sono io per giudicarla?”. Sicuramente non è vero in Confessione, perché lì ­il Sacerdote deve giudicare, come ci insegna la Chiesa, se uno è pentito, se vuole camminare sulle strade di Dio e vuole evitare le occasioni di peccato, oppure ci convive e ci sguazza. E stai tranquillo, lo so che sono un peccatore, per questo mi vado a confessare da un confratello, e ringrazio Dio, che ha fatto le cose bene e non mi dato la facoltà di assolvere me stesso); al contrario, siamo chiamati ad agire come Sem e Jafet, i figli di Noè, che presero una coperta per mettere il proprio padre al riparo della vergogna. Essere confessore secondo il Cuore di Cristo equivale a coprire il peccatore con la coperta della misericordia (la Misericordia di Dio lava l’anima del peccatore con il Sangue prezioso di Nostro Signore Gesù Cristo, non solo copre la sua colpa, ma la cancella), perché non si vergogni più (perché non pecchi più) e possa recuperare la gioia della sua dignità filiale (questo è bello), e possa anche sapere dove si ritrova (ormai fuori della “selva oscura, che la diritta via era smarrita”).

Voi avete sentito, anch’io ho sentito, tanta gente (esagerato!) che dice: “No, io non ci vado mai, perché sono andato una volta e il prete mi ha bastonato, mi ha rimproverato tanto, o sono andato e mi ha fatto domande un po’ oscure, di curiosità” (Ci siamo. È la stessa logica della legge universale col pretesto del caso particolare: un bambino può nascere infermo e pertanto approviamo l’aborto per tutti e sempre). Per favore, questo non è il pastore, questo è il giudice che forse crede di non aver peccato, o è il povero uomo malato che con le domande è incuriosito (Il Sacerdote non deve fare domande in Confessione? Perciò i giovanotti, che sono fidanzati da dieci anni e più e ancora non si sposano e vengono a confessarsi e non accusano di avere avuto relazioni sessuali prematrimoniali, e io glielo domando, non perché me ne importi qualcosa, ma perché voglio che facciano una buona confessione e non rimangano con uno o più peccati mortali nell’anima, quei baldi giovani che fanno?  1: non c’avevano nemmeno pensato a confessarlo e mi ringraziano perché gliel’ho ricordato, come mi capita sempre? 2: si vergognano e lo negano, pertanto escono dal confessionale con gli stessi peccati e in più il sacrilegio?  3: si giustificano, dicendo che si amano e che non c’è niente di male e ci vuole tutta la mia pazienza per cercare di convincerli e arrivare a dar loro l’assoluzione?  4: protestano per la mia ingerenza e curiosità e se ne vanno scandalizzati e faranno un esposto al Papa, che li riceverà commosso, concedendo loro una udienza speciale in Santa Marta al Vaticano?).

Alcuni mesi fa parlavo con un saggio cardinale della Curia Romana sulle domande che alcuni preti fanno nella confessione e lui mi ha detto: “Quando una persona incomincia e io vedo che vuol buttar fuori qualcosa (parliamo sempre di peccati  in confessione o stiamo ancora al gabinetto a vomitare?) e me ne accorgo e capisco (un ‘gorbu’ che intelligenza!), le dico: Ho capito! Stia tranquilla! E avanti (dove?). Questo è un padre (Macché, Santità, questo è uno sciocco Cardinale! Primo, perché non ha capito niente, né del Sacramento della Confessione, né di quali peccati ha commesso quella persona! Secondo, perché ogni persona ha la dignità che lei dice di volere difendere e che postula primariamente di essere ascoltata! Terzo, perché un penitente ‘sbrigato’ da un ministro, il quale non l’aiuta ad accusare i propri peccati, se ne va deluso, insoddisfatto e con la vergogna e il rimorso ancora sulla coscienza!).

Vi accompagno in questa avventura missionaria, dandovi come esempi due santi ministri del perdono di Dio, San Leopoldo e San Pio (Padre Leopoldo Mandic no, ma Padre Pio da Pietrelcina sì che ‘bastonava e brontolava tanto’, mandava via i fedeli, che poi ritornavano).

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Dal Catechismo della Chiesa Cattolica:

n° 1424. È chiamato sacramento della Confessione poiché l’accusa, la confessione dei peccati davanti al sacerdote è un elemento essenziale di questo sacramento…

n° 1455. La confessione dei peccati (l’accusa), anche da un punto di vista semplicemente umano, ci libera e facilita la nostra riconciliazione con gli altri. Con l’accusa, l’uomo guarda in faccia i peccati di cui si è reso colpevole; se ne assume la responsabilità e, in tal modo, si apre nuovamente a Dio e alla comunione della Chiesa al fine di rendere possibile un nuovo avvenire.

N°1456. La confessione al sacerdote costituisce una parte essenziale del sacramento della Penitenza: È necessario che i penitenti enumerino nella confessione tuti i peccati mortali, di cui hanno consapevolezza dopo un diligente esame di coscienza, anche se si tratta dei peccati più nascosti e commessi soltanto contro i due ultimi comandamenti del Decalogo (Cf Es 20,17; Mt 5,28), perché spesso feriscono più gravemente l’anima e si rivelano più pericolosi di quelli chiaramente commessi” (Concilio di Trento, Sess. 14°, Doctrina de sacramento Paenitentaiae, c. 5: DS 1680):

  – “I cristiani [che] si sforzano di confessare tutti i peccati che vengono loro in mente, senza dubbio li mettono tutti davanti alla divina misericordia perché li perdoni. Quelli, invece, che fanno diversamente e tacciono consapevolmente qualche peccato, è come se non sottoponessero nulla alla divina bontà perché sia perdonato per mezzo del sacerdote. “Se infatti l’ammalato si vergognasse di mostrare al medico la ferita, il medico non può curare quello che non conosce” – (Concilio di Trento, come sopra; Cf San Girolamo, Commentarius in Ecclesiasten 10,11: CCL 72, 338 – PL 23, 1096).

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Dal Catechismo di San Pio X:

Quante e quali cose si richiedono per fare un buona confessione? Per fare una buona confessione si richiedono cinque cose: 1) L’esame di coscienza; 2) il dolore dei peccati; 3) il proponimento di non commetterne più; 4) la confessione; 5) la soddisfazione o penitenza.

Di quali peccati siamo obbligati a confessarci? Siamo obbligati a confessarci di tutti i peccati mortali, non ancora confessati o confessati male; giova però confessare anche i veniali.

Come dobbiamo accusare i peccati mortali? Dobbiamo accusare i peccati mortali pienamente, senza farci vincere da una falsa vergogna a tacerne alcuno, dichiarandone la specie, il numero ed anche le circostanze che aggiungessero una nuova grave malizia.

Chi per vergogna, o altro motivo, tacesse un peccato mortale, farebbe una buona confessione? Chi per vergogna, o per altro motivo non giusto, tacesse un peccato mortale, non farebbe una buona confessione, ma commetterebbe un sacrilegio.

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37 commenti su “Sovvertita la dottrina cattolica sulla Confessione nel Discorso di Papa Francesco ai Missionari della Misericordia – di Don Giovanni Stefano Di Maria”

  1. INCREDIBILE!!!!!! Mi viene in mente anche la parola disgusto, ma non
    voglio mancare troppo di rispetto al vdr.
    E BELLISSIMI, anche se ironici, i suoi commenti gentile Don Giovanni
    Stefano Di Maria!
    E’ evidente che appartiene a MARIA!!!!

    1. Don Giovanni Stefano Di Maria

      Gentile signora Paola
      E’ vero: appartengo alla Santa Madre di Dio, Maria Vergine, totalmente e perpetuamente, con la Consacrazione a Lei, secondo la spiritualità e l’insegnamento di San Luigi Maria Grignion de Montfort, di San Massimiliano Kolbe, del Papa San Giovanni Paolo II, del Beato Luigi Novarese, del Movimento Sacerdotale Mariano e di papà Ruggero, che era molto devoto della Madonna del Carmelo e mi ha trasmesso la gioia di portare lo Scapolare della Santa Vergine, fin da piccolino. Penso anche che sia chiaro, vero ed evidente che sono un peccatore. Mi sono confessato anche stamane: al confratello ho detto i miei peccati e non li ho nascosti.

      1. Caro (mi permetto) Don Giovanni Stefano di Maria, grazie per
        la sua gentile risposta!
        Siamo tutti peccatori, ma l’importante è confessarsi il più
        spesso possibile da “BUONI” confessori.

  2. lorena meneguzzi

    Scusate, non sono riuscita sempre a capire quali siano le parole di Francesco e quali quelle dell’autore dell’articolo. Però mi pare di aver avvertito, qua e là, un po’ di negatività forzata… Sbaglio?

    1. L’autore mette i suoi incisi tra parentesi, il resto è tutta farina del sacco argentino.

      Riguardo la negatività forzata, certamente sbaglia, l’intento dell’autore è quello di mettere di buon umore il lettore con questa raccolta di barzellette.

    2. Don Giovanni Stefano Di Maria

      Gentile signora Lorena
      Vedo che dovevo darle io una risposta. Matteo ha riferito quello che era già annunciato all’inizio dell’articolo, che cioè il mio commento sarebbe stato esplicitato nella stampa in grassetto (e posto fra parentesi). Io poi dal testo del Discorso del Papa ho evidenziato alcune espressioni, ponendole in corsivo. Forse per questo c’è stata un po’ di confusione. Avevo scritto, nonostante le legittime risate che si è fatto Matteo, che non c’era niente da ridere, pur avendo usato uno stile ironico (tanto grave è la questione). La negatività, che lei riscontra e non esplicita, la attribuisco interamente a quello che dice Papa Bergoglio. Io nego la sua negatività, perciò sono positivo. Spero non le dispiaccia se le do la mia benedizione.

  3. A papa Bergoglio, che spesso parla, in metafora, di ospedale da campo, di medicine per l’anima, ecc, occorre citare il proverbio medicale: “MEDICO PIETOSO FA LA PIAGA PUTRIDA”, col suo corrispettivo più popolare: “MEDICO PAZIENTE FA LA PIAGA PUZZOLENTE”
    Quanto agli aneddoti della sua vita che spesso narra (la madre di otto figli incontrata vent’anni fa a Buenos Aires, l’anziana donna incontrata in metropolitana trent’anni fa che gli ha detto…., ecc.) e che poi gli servono come base per le sue catechesi, per far passare per verità universali i pensieri di quelle persone, mi domando, forse maliziosamente: ma veramente il papa crede fanciullescamente a quello che dice, o usa questi ricordi come mere scusette per tirare l’acqua al proprio mulino?
    Marisa

    1. “Secondo me” bergoglio crede di DOVER parlare in questi termini perché
      apparteneva alla teologia della liberazione, ora teologia del popolo (come
      precisato da leonardo boff), cioè a loro interessa prima di tutto il SOCIALE,
      e infatti l’inviata di RaiNews 24 (faccio zapping) ha detto che anche oggi
      bergoglio si è occupato dei problemi del sociale…
      Non ricordo il discorso preciso, ma ricordo il riferimento, “ammirato”, al
      sociale..
      Cioè il vdr non si rende assolutamente conto, come tutti i sinistri, che il sociale
      è “soltanto” uno dei frutti dell’albero, e che i frutti più importanti sono
      l’osservanza della Dottrina della Chiesa, dei Comandamenti, la moralità,
      ecc.
      Ma soprattutto non si rende conto che sta adoprandosi per far demolire
      definitivamente L’ALBERO…

      1. Ma noi non ascoltiamolo, cara Paola, non degnamolo di uno sguardo; faccia come me, che appena appare la sua faccia sul video cambio subito canale, mqa altrettanto faccio con tutti i suoi accoliti, da lui cooptati a posti di comando per imprimere un “motus in fine velocior” alla distruzione di quel poco che rimane di cattolico nella Chiesa; infine, mi rifiuto anche di guardare i così detti preti da strada, don Mazzi, don Ciotti ed altri personaggi simili. Questa è vera astinenza quaresimale, astinenza dalle carni….e dalle menti in confusione.

        1. L’assicuro, caro Catholicus, che anch’io non mi soffermo a sentire
          bergoglio, però sono abbastanza “maniaca” dei dibattiti politici, delle
          interviste, delle rassegne stampa, ecc. perché sento il bisogno di
          essere informata il più possibile per non basarmi solo sulle mie idee
          che ovviamente possono anche essere sbagliate!

  4. Ma avrà letto a suo tempo il catechismo il VDR? Sicuramente la prossima sua iniziativa sarà la revisione di quelle norme…..e della morale cristiana!

  5. Non ci sono limiti alle trovate del vescovo col sombrero. E’ evidente che voglia trasformare la Chiesa in un circo mediatico (da non escludere spot pubblicitari durante la Messa). Propongo ai veri cattolici di smetterla di indignarsi . Occorre un’azione massiccia di sbugiardamento attraverso una satira corrosiva. Ringraziamo il buon Dio per i buoni sacerdoti ancora a disposizione per la salvezza delle nostre anime. Smettiamola di essere seriosi e ricorriamo all’umorismo,scatenandoci contro i falsi pastori e la loro inettitudine. Ricordate vescovi e preti ai tempi di Ratzinger ? Il loro look era tutto un pizzo e un merletto bordato di ermellino e babbucce in pelle morbidosa. Tutti a parlare il latinorum ed agitare i turiboli. Grottesca la rapidità con cui hanno adottato lo stile bergogliano: paramenti arcobaleno rigorosamente in acrilico, scarpe da bovaro e (soprattutto!) la valigetta alla Buster Keaton. Non prendiamo sul serio questi fantozzi dall’alito fetido e ricopriamoli di ridicolo. Buon appetito

    1. Condivido in toto il tuo commento…Quello che fa indignare è la pavidità di tutti (vescovi, cardinali, giornalisti, vaticanisti,etc.), che tradiscono la Dottrina, per assecondare un perito chimico argentino, che nulla sa di Dottrina Cattolica, non avendovi mai creduto, tantomeno studiata…

  6. Don Giovanni Stefano…grazie infinite!!!!!!!! noi abbiamo bisogno di sacerdoti come lei !!! io mi sono convertita 12 anni fa e MAI mi è capitato un sacerdote curioso o che mi abbia mai fatto domande curiose/impertinenti etc etc…

  7. Se non si trattasse di Bergoglio sembrerebbe la sbobinatura di qualche ubriaco.

    Bisogna capirlo, nel cervello ha la macchia scura, e a quanto pare, cresce ancora.

  8. Christian Nomenomen

    Caro Don Stefano, la sua analisi è molto precisa. Bisogna però stare attenti a non far cadere i penitenti nello scrupolo, cosa assai grave. Taluni, presi da tentazioni che arrivano dal maligno, potrebbero non sentirsi perdonati o indegni se ricadono negli stessi peccati. Personalmente ho avuto una brutta esperienza di scrupolo, continuavo a confessarmi senza trovare serenità. Poi ho conosciuto un bravo sacerdote che mi ha detto che era il mio orgoglio a farmi sentire inadeguato o non perdonato. Le anime sono cose assai delicate, io non ci scherzerei troppo. Quanto più si sale sul Calvario, tanto più si allarga l’orizzonte e i peccati che prima non si vedevano ci appaiono per quel che sono. Se vista in questa ottica tutte le confessioni che abbiamo fatto prima della salita risultano imperfette. La vita è un cammino, e anche fare una buona confessione richiede la volontà di progredire verso la santità. Uno spirito contrito è sacrificio a Dio; un cuore contrito e affranto tu, o Dio, non disprezzi.

    1. Don Giovanni Stefano Di Maria

      Caro Christian
      Avere rigettato la superficialità grave e capziosa di Francesco circa il Mistero del Sacramento della Confessione, non da adito sicuramente a una deriva di scrupoli. Un buon Sacerdote, che lei trovò, e una buona Confessione, ci liberano da questi due estremi. Ringraziamo il Signore Gesù, per il dono della Sua Grazia di Misericordia, e la Sua Santissima Madre Maria, per la Sua intercessione per noi peccatori e figli Suoi.

  9. Grazie Don Giovanni Stefano de Maria, lei parla chiaro in Verità . Cosa rara, oggi, c’è tanta confusione: si ha paura di parlare di “peccato”,…dei rapporti pre-matrimoniali, convivenze, divorziati-risposati : ora, sono tutti poveretti che .non riescono ad osservare i Comandamenti.Allora,.cosa vanno a confessarsi, se si confessano ?..ll confessore dovrebbe giusificarli,.compatirli, dicendo,” ma no,..non ti preoccupare,.non è più così l’interpretazione-rigida- della dottrina,…vai vai, in pace.”. Non dice non lo fare più?. Mah,..veramente questa che ci viene proposta è proprio un ‘altra chiesa, ma NON la Vera CHIESA Cattolica. Non mi riconosco in questa nuova dottrina progressista. Grazie invece a Lei don Giovanni che ha il coraggio di dirci qual’ è il ruolo e l’agire del vero prete-cattolico.

  10. Grazie per l’aricolo. Non mi soffermo sulle farneticazioni di Bergoglio, che considero non cattolico. Ritengo piuttosto che molti sono diventati restii alla Confessione da quando hanno rimosso le opere d’arte che erano i confessionali. Li ricordo bene, e ricordo anche il senso del sacro, della riservatezza e dell’intimo colloquio con l’alter Christus e non con il prete. Non vedendosi reciprocamente sollevava il penitente e la vergogna si fermava alla grata. Oggi in ogni caso, dopo decenni di “misericordia” conciliare protesa all’esame libero della coscienza alla protestante, il senso della vergogna è molto mitigato presso i giovani. Intravedo che il fine ultimo è quello di abolire il Sacramento della Penitenza attraverso la banalizzazione. E’ un’ulteriore tappa per convergere verso una religione unica (l’ONU delle religioni auspicata da Bergoglio)

    1. Verissimo! il confessionale è fatto apposta per fare della confessione un sacramento e non una scampagnata per qualcuno, una vergogna invincibile per molti. Dietro la grata c’è Gesù, non l’amico prete.

  11. Don Giovanni Stefano Di Maria

    Aggiungo una prima considerazione all’articolo. La veemenza retorica con cui Papa Francesco cita un cardinale della Curia Romana, definendolo ‘saggio’ e additandolo come fulgido modello di paternità spirituale, in quanto rassicurerebbe un ‘povero peccatore’, che sicuramente l’ha fatta grossa, con solo dichiarargli: Ho capito. Stai tranquillo, è ingannevole e subdola, lo dico francamente: eretica, perché pretende e intende far passare per buona, anzi migliore, l’esenzione dall’accusa dei peccati mortali in confessione, se questo comporta vergogna e forte imbarazzo nel penitente. Ciò non solo contraddice apertamente la Dottrina della Chiesa Cattolica, come ho documentato, ma anche il buon senso e la natura: infatti un papà, al figlio che entra a casa traumatizzato e tremante (non ha la patente, ha preso l’auto del padre, ha avuto un incidente e c’è una persona sulla strada, che forse è morta), a questo giovane, prima di bastonarlo o perdonarlo, gli dice: Calmati, siediti e dimmi tutto quello che…

  12. Don Giovanni Stefano Di Maria

    … è successo! Seconda considerazione aggiunta. Penso che oltre me, molti si sono chiesti chi erano e cosa avrebbero fatto questi ‘Missionari della Misericordia’, annunciati dal Papa nella Bolla d’Indizione del presente Anno Santo. Ora io lo so: un gruppo di Sacerdoti, certamente bravi e sperimentati nel ministero della Confessione, STRUMENTALIZZATI dal Sommo Pontefice e blanditi per far passare le sue malsane e pericolose idee, espresse in occasione del loro mandato (non ho trovato però nel sito del Vaticano un documento che enunzi le facoltà loro attribuite). Mi chiedo come mai nessuno di loro si sia offeso per le gravi indicazioni ricevute, e non sia uscito gridandogli in faccia con coraggio: “Ma che dici Papa Francesco?” Purtroppo abbiamo dunque una ARMATA BRANCALEONE, senza strategia, senza un Nemico dichiarato e senza obiettivi mirati; confessori dotati delle armi spirituali più complete, ai quali si intima: Non usatele! Non combattete! Fate la pace!

  13. Don Giovanni Stefano Di Maria

    Ora vi sollevo un po’ con il racconto di un fatterello, capitatomi veramente in Confessione. Dal confessionale, un po’ moderno ma con la grata, scorgo un bambino di circa dieci anni. Dopo il segno di Croce e le domande iniziali di Rito: Da quanto tempo non ti confessi? Di cosa chiedi perdono a Gesù?, lui esordisce dicendo: Ho desiderato la donna degli altri. Io, tranquillo e per nulla turbato, chiedo delucidazioni: Come.. hai desiderato la donna degli altri? e lui me le da: Eh sì, padre (dice proprio così), agli altri bambini, amici miei, le loro mamme preparano il ciambellone, le crostate, la pizza… mia mamma invece non lo fa mai! (Opss… ho posto a un bambino innocente una domanda ‘oscura’ su una materiale sessuale! Se non l’avessi fatto però, il Diavolo mi farebbe ancora credere che quello ero un discolaccio malizioso e io non avrei questa simpatica storiella da raccontare).

    1. GRAZIE di nuovo per questo straordinario dolcissimo quasi incredibile
      racconto!!
      Mi sento molto molto rasserenata dai suoi scritti e anche dai vari commenti
      perché si capisce che la Chiesa VERA esiste ancora.
      Sia ringraziato il Signore e che Lui vi benedica!!!!

  14. Sono d’accordo anch’io con tutti voi. Anche a me viene voglia di cambiara canale quando vedo il Papa. Sembra che reciti sempre una parte, secondo l’opportunità più o meno conveniente rispetto al successo ed all’affermazione sua personale. Ci chiede preghiere per lui: è l’unica cosa che ci rimane da fare! Tanto amato dai lontani, crea sempre più un distacco tra i comuni peccatori credenti e i poveri peccatori, illusi della Misericordia se non si convertono, pensano: perchè fare fatica inutile ad impegnarsi in un cammino di conversione? E chi sono questi credenti che ci giudicano? Nel nostro cuore regni sempre e soltanto la compassione umana e la preghiera reciproca. Quante volte la Madonna ha raccomandato di pregare per i Sacerdoti, pensiamo per il Papa!!!!!!

  15. Ho letto ora su RaiNews:

    ULTIM’ORA:
    Papa in Messico: preferisco famiglia ferita a società chiusa e fredda.

    ————————
    Trovo questo discorso semplicemente diabolico: come al solito lui
    dichiara esplicitamente che ama la società più della famiglia!
    Quindi non si rende conto, ” poveruomo”, che una società chiusa e
    fredda è DEL TUTTO DIPENDENTE DALLA FAMIGLIA SFASCIATA!!!

  16. Purtroppo questo papa si nutre di sfide (‘Nella Chiesa si è sempre fatto così? Da oggi in poi si farà cosà’). E perché i credenti adesso dovrebbero fare cosà?
    Risposta (immaginaria ma plausibile al 99,99%): ‘Interrogarsi sulla teologia fa perdere tempo. Contano le porte aperte e lo scendere in strada a incontrare la gente, sennò la Chiesa diventa paranoica e autistica. Basta con le ‘regole’, il papa sono io’.
    Leggevo nel web la dichiarazione di non so più che superiore religioso in Sudamerica che diceva che laggiù ci hanno messo VENT’ANNI a sistemare tutti i sovvertimentimenti fatti da Bergoglio quand’era superiore di qualcosa. Quel che è chiaro è che, se J.Bergoglio viene descritto da chi lo conobbe in Argentina come ‘persona TIMIDA, SCHIVA e di POCHE PAROLE’, qualcosa nel frattempo è successo. Una malattia? Un delirio di onnipotenza latente scatenatosi con l’elezione? Altro? Sarebbe sano capirlo, perché ora lui rischia di aprire le porte dell’inferno a quelli che gli credono. Triste a dirsi, ma è così.

  17. Don Giovanni Stefano Di Maria

    Non ho rimarcato nell’articolo la grottesca spavalderia con la quale Papa Francesco equipara e denomina i peccati mortali, quelli più gravi e per i quali i ‘Missionari della Misericordia’ hanno la facoltà di assolvere, quale per esempio la profanazione delle Sacre Specie Eucaristiche, letteralmente come “qualcosa che uno sente che deve togliersi”, e insiste “vuol buttare fuori qualcosa”. Attenzione anche a quel “sente”: il sentimento, fondamentale per costruire leggi statali eversive della fondazione morale e comodo a Bergoglio per far passare le sue stranezze come sapienza teologica popolare. Anche il triste sentimento della vergogna è assunto a categoria “determinante”, non per fare una buona confessione, come le ‘cinque cose’ elencate dal Catechismo di San Pio X e nelle quali la vergogna non è menzionata, ma per essere esentati dal confessare le proprie colpe!

  18. Don Giovanni Stefano Di Maria

    Aggiungo che nei fantomatici 1400 o non so quanti, costituiti ‘Missionari della Misericordia’, non figurano dunque i 3000, più o meno, Vescovi della Chiesa Cattolica, ai quali si poteva e si doveva concedere, senza indire una Assemblea forzata e strumentalizzata, le facoltà speciali, preannunciate per i primi, i quali quest’anno nella Comunità Cristiana hanno poteri spirituali, che non competono a tutti i Pastori delle stesse Comunità. Nella pagliacciata eretica del giorno di Carnevale 2016, non solo dunque ha sovvertito Papa Francesco la dottrina cattolica sul Saramento della Confessione, ma ha intaccato la struttura gerarchica della Chiesa Cattolica.

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