Sua Eccellenza chiede scusa. “Scusateci, siamo cattolici… ma non vogliamo infastidirvi”  –  di Andrea Mondinelli

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Nuove sconcertanti dichiarazioni di Mons. Nunzio Galantino, vescovo di Cassano allo Ionio e segretario della CEI: “… chiedere scusa ai non credenti perché tante volte il modo in cui viviamo la nostra esperienza religiosa ignora completamente le sensibilità dei non credenti, per cui facciamo e diciamo cose che molto spesso non li raggiungono, anzi li infastidiscono…”

di Andrea Mondinelli

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zzglntnOggi ho sentito a Radio Maria il notiziario delle 13.30 e ad un certo punto il conduttore del radio giornale, parlando della futura visita del Papa a Cassano sullo Ionio, ha accennato alla preparazione che la diocesi di mons. Nunzio Galantino, neo segretario della Conferenza Episcopale Italiana, sta intraprendendo in attesa dell’incontro: “all’interno della “missione scusa” dobbiamo imparare a chiedere scusa ai poveri, ai giovani, ai ragazzi ed ai non credenti”. Scusa ai non credenti, forse per il fatto di essere credenti? È proprio così: sono andato a fondo ed ho trovato l’intervista a Galantino che spiega:

Poi, chiedere scusa ai non credenti perché tante volte il modo in cui viviamo la nostra esperienza religiosa ignora completamente le sensibilità dei non credenti, per cui facciamo e diciamo cose che molto spesso non li raggiungono, anzi li infastidiscono. Quindi, anche noi sul piano pastorale dobbiamo rivedere certi comportamenti, rivedere il modo con cui esprimere la nostra esperienza religiosa”.

Come contemporaneamente si riescano a fare e dire cose che non raggiungono i non credenti, ma, comunque, l’infastidiscono è un vero mistero! Cosa significa “rivedere il modo con cui esprimere la nostra esperienza religiosa”? Non pregare pubblicamente il Santo Rosario con l’inespressività dipinta sul volto? Evitare la processione del Corpus Domini? Boh!

Mi viene in mente una fulminante frase del teologo francese Louis Bouyer, che così tracciava la sintesi di mezzo secolo di prassi pastorale nel suo Paese:

“Il cattolico ‘militante’ degli anni 30 e 40 si proponeva la conquista. Dopo la guerra ha ripiegato sulla testimonianza. Con i preti operai ha tentato la presenza. Dopo il Concilio ha scoperto il dialogo. Poi ha cominciato a dire che voleva limitarsi a far compagnia. E adesso teorizza la necessità dell’assenza. Così il cerchio si è chiuso, finendo nel nulla”.

Francia, Italia: tutto il mondo è paese…

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Papa Francesco in Calabria il 21 giugno: la Diocesi lancia la ‘missione scusa’.

(estratto dell’intervista di Amedeo Lomonaco di Radio Vaticana a Mons. Nunzio Galantino)

Una tappa della missione è chiedere scusa ai giovani per non aver dato loro sempre le possibilità per realizzare i loro sogni: così, la diocesi sta mettendo in campo alcuni progetti.

CASSANO SULLO IONIO – Si è tenuta nella giornata di ieri a Cassano all’Jonio, in provincia di Cosenza, la conferenza stampa in vista della visita, in programma il prossimo 21 giugno, di Papa Francesco nella cittadina calabrese.
All’incontro hanno partecipato mons. Leonardo Sapienza, reggente della Prefettura della Casa Pontificia, e mons. Nunzio Galantino, vescovo di Cassano all’Jonio.
Il presule, recentemente nominato dal Papa segretario generale della Cei, ha parlato dei contenuti della conferenza stampa e del viaggio del Pontefice.
…(omissis)…

… Come si sta preparando la comunità, la diocesi in vista della visita di Papa Francesco?
R. -C’è veramente, e non poteva non essere così, un grande entusiasmo.
Ma c’è soprattutto la consapevolezza del dono che è stato fatto a questa Chiesa diocesana in maniera del tutto gratuita, perché evidentemente è una piccola comunità.
Quanto alle preparazioni – oltre a quelle che stanno pianificando i singoli movimenti, le singole parrocchie e le associazioni – abbiamo fatto anche un programma che si chiama “Missione scusa”.
Il Santo Padre ha detto che viene qui per chiedere scusa alla diocesi per aver sottratto il vescovo in alcuni giorni della settimana.
Allora, anche noi ci siamo posti questo problema.
Come vivere la preparazione?
E abbiamo intitolato la missione: “Anche noi vogliamo chiedere scusa”.

D. – A chi chiedere scusa?
R. – Vogliamo chiedere scusa ai poveri per averli lasciati tante volte soli per strada.
C’è allora l’impegno della Caritas nel vedere cosa significhi oggi chiedere scusa ai poveri.
Altra tappa della missione è chiedere scusa ai giovani per non aver dato loro sempre le possibilità per realizzare i loro sogni: così, la diocesi sta mettendo in campo – proprio in vista della visita del Papa-alcuni progetti.
Chiedere scusa ai ragazzi perché spesso abdichiamo dal nostro impegno di educatori.
Poi, chiedere scusa ai non credenti perché tante volte il modo in cui viviamo la nostra esperienza religiosa ignora completamente le sensibilità dei non credenti, per cui facciamo e diciamo cose che molto spesso non li raggiungono, anzi li infastidiscono.
Quindi, anche noi sul piano pastorale dobbiamo rivedere certi comportamenti, rivedere il modo con cui esprimere la nostra esperienza religiosa, ma anche chiedere scusa al territorio.
Il territorio calabrese è bellissimo ma, purtroppo, è sfregiato dall’egoismo.
Questo è il tipo di percorso di preparazione che stiamo facendo.

D. – A proposito di territori, la Calabria sicuramente trarrà giovamento dalla visita del Santo Padre.
Qual è il suo auspicio per questa regione?
R. – Sicuramente, trarremo tutti vantaggio dalla parola illuminata, dalla presenza del Santo Padre.
Questa è una regione che ha bisogno di gente che stia un po’ di più per strada per conoscere quali sono le attese delle persone.
Attese che molte volte sono state gridate e vengono ancora gridate ma che altrettante volte purtroppo trovano orecchie molto, molto sorde.
Allora, se si riuscisse ad avere gente capace di ascoltare – e che dall’ascolto faccia poi derivare un impegno più concreto a favore delle categorie di cui parlavo prima- saremmo già a buon punto.

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Copia integrale del testo al seguente link: http://www.papaboys.org/papa-francesco-in-calabria-il-21-giugno-la-diocesi-lancia-la-missione-scusa/

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33 commenti su “Sua Eccellenza chiede scusa. “Scusateci, siamo cattolici… ma non vogliamo infastidirvi”  –  di Andrea Mondinelli”

    1. … al di là di tutto, quando leggo le esternazioni di questo signore, mi viene in mente il conte Mascetti! …

  1. Giusti Lorenzo

    ovviamente non si parla mai di chiedere scusa ai cattolici che sono sconcertati e confusi dal comportamento di certi prelati

  2. La salvezza delle anime e il Regno Sociale di Cristo non interessano a Galantino, il quale probabilmente non crede più nemmeno in Dio.
    Per avere gli applausi del mondo (e per diventare al più presto cardinale) deve dire certe cose e quindi le dice: ritengo che non ci sia un altro modo per interpretare il comportamento scandaloso di Galantino.

  3. Per rispetto al presule e all’abito che porta, credo sia meglio non commentare, ma solo pregare per la Santa Chiesa. Possiamo pero’ ricordare l’esempio di N. S. G. Cristo, che non chiese scusa ai non credenti, agli ebrei e agli idolatri, ma non si risparmio’ e diede la vita per la loro conversione.

  4. c’è una cosa interessante. Galantino parla di “esperienza religiosa” e non di “fede cattolica”. Sarà solo una questione terminologica?

  5. “ascolto e chiedere scusa, ascolto e chiedere scusa….” Da un po’ di decenni questa solfa non fa che ripiegare cattolici ed europei in una sorta di senso di colpa ed autodemolizione di cui approfittano altre religioni, gestite da Quello che fu omicida fin dal principio.
    Contrariamente a quello che dicono altri ,in alto, che ogni religione ha in sè una traccia di verità, e che aiuta i suoi credenti a raggiungere….il Paradiso !
    Proprio contrariamente a quello che la santa chiesa cattolica ha sempre etto nei secoli, testimoniando le parole del Vamgelo: chi crederà e sarà battezzato, sarà salvo. Chi non crederà sarà condannato”.
    Più chiaro di così…

    1. E il “credere” è vitale, caro Nonc’è,, perché si tratta di dare credito a Dio (che Si rivela).

      Se si trattasse di dare credito a degli uomini, avrebbe ragione mons. Galantino. “…ricevendo la parola di Dio che noi vi abbiamo fatto udire, l’avete accolta non come parola di uomini ma, qual è veramente, come Parola di Dio…” (1Tess 2, 13)

  6. Se non ci fosse da piangere, ci sarebbe da ridere.
    Certo che quando parliamo di Dio Padre e di Gesù e operiamo secondo i suoi comandamenti diamo tanto fastidio ai non credenti.
    A quanti dobbiamo chiedere scusa! Chissà perchè non a Dio? O forse c’entra qualcosa in tutto questo?
    Una proposta: e se lo ignorassimo questo monsignore, se facessimo silenzio intorno a lui? Forse si è un po’ montato la testa. Però, senza chiedere scusa.

  7. Ottima la considerazione del teologo Bouyer…io comunque, per quel che mi riguarda, sono fermo agli anni ’30-’40. Forse Ravasi, Galantino & co sono molto più avanti…sono quasi alle soglie del nulla.

  8. con questa storia dell’ascolto, del chiedere scusa e della tolleranza ci vogliono far diventare tutti dei conigli paurosi e rinunciatari …

  9. E’ la nuova chiesa che chiede scusa a tutti fuorché a chi professa la fede cattolica in modo autentico come, per esempio, i perseguitati Frati Francescani dell’Immacolata.

  10. Ecco a CHI dovrebbero chiedere scusa parecchi uomini di Chiesa e PERCHÉ:
    Alle persone assassinate tramite aborto o eutanasia (per non aver predicato abbastanza contro questi abominii).
    A coloro che sono morti in stato di peccato mortale (per non aver insistito nei momenti opportuni e inopportuni affinchè cambiassero vita e per aver trascurato la predicazione sui Novissimi).
    Agli atei, agli agnostici e agli appartenenti ad altre religioni (per aver rinunciato a convertirli o per averli ingannati facendo credere loro che ci possa essere salvezza anche al di fuori della Chiesa Cattolica).
    Ai preti, religiosi e laici perseguitati, derisi, insultati o calunniati per la loro fedeltà incondizionata a Dio e al Magistero Perenne della Chiesa.
    A Dio (per aver barattato la Sua Legge e la Sua Parola con i desideri del mondo e le proprie opinioni).
    Mi auguro che QUESTE scuse vengano fatte al più presto!

  11. Consiglierei a S. Ecc. Mons. Galatino e a tutti di leggere “Appunti di metodo cristiano” di don Giussani. Leo Aletti. Vi dico solo che è breve.

  12. Federico Fontanini

    Mi domando quanto sia utile continuare ad evidenziare le sciocchezze di questo o di quel prelato. In questo tempo è probabile che di simili affermazioni ne sentiremo sempre più. La verità è che la Chiesa di Cristo è allo sfacelo, ma non tutta. Rimarrà un piccolo resto in un abominevole desolazione che col sangue – forse – smuoverà la misericordia di Dio (quella vera) che farà giustizia separando il grano dalla pula. Non abbiamo paura. Invito a leggere su Rorate coeli l’intervista in inglese a. Mons. Athanasius Schneider sull’attuale crisi. È molto bella! Diffondetela anche in questo sito!

  13. rita bettaglio

    Dalle parole riportate e da altre che ogni giorno invadono fastidiosamente la mia povera persona sembrerebbe che basti un vago sentimento, una spremuta di cuore (che importa cosa ci sia in questo cuore?), un anelito a stare meglio: ecco le coordinate della religione di cui si parla. Tutto umano, tutto basso basso, raso terra.
    Personalmente di mediocrità mi basta la mia: da Nostro Signore attendo la Salvezza, non un pannicello caldo!

    1. Il “sentimento religioso”, cara Rita, era ed è una struttura portante del Modernismo (figlio dell’Illuminismo: “Visto che la Dea Ragione nega il soprannaturale nella vita civica, rifugiamoci nelle catacombe, dove coltiveremo il Sentimento”).
      Le chiavi della Salvezza sono l’Umiltà di Cristo (“Dio si è fatto come noi/per farci come Lui) e il Suo essere “Verità dell’uomo” (in un mondo in cui l’inesistente “Umanità” astratta è presente solo con uomini tortuosi, non veri)
      ,

  14. Scusi, Mons. Galantino, ma si rende conto dell’abito che porta, totalmente in contrasto con le parole che le escono di bocca? A qualcuno potranno forse piacere, ma non certamente a quelli che sono rimasti cattolici!

  15. Il cattolico è un combattente, basta con tutti questi piagnistei e con il chiedere scusa anche per il fatto di esistere.

  16. Invece di dire a questi giovani, convertitevi al Vangelo a abbiate fede, perche’ non sappiamo ne’ il giorno e neanche l’ ora, un autorita’ come un Vescovo, non si deve comportare cosi, chiedere scusa ai giovani per non aver dato loro sempre le possibilità per realizzare i loro sogni, la diocesi sta mettendo in campo alcuni progetti errati, come tutte la riforme e gli atti scandalosi che mettono in atto, i non credenti ma sicuramente, molte saranno creature battezzate, gli dovrebbe dire: guardate che quando vi siete battezzati avete fatto delle promesse, dicendo che avreste rinunciato al mondo, a satana, dicendo che avreste creduto al Signore, e dicendo guardate che se non mettete in pratica le vostre promesse, c’e’ l’ inferno, ecco i frutti pastorali errati del concilio vaticano II che cosa hanno provocato

  17. Giovanni Novelli

    Matteo 5:13-16
    VOI siete il sale della terra; ora, se il sale diviene insipido, con che lo si salerà egli? non val più a nulla, se non ad esser gettato via, e ad essere calpestato dagli uomini. Voi siete la luce del mondo; la città posta sopra un monte non può esser nascosta. Parimente, non si accende la lampana, e si mette sotto il moggio; anzi si mette sopra il candelliere, ed ella luce a tutti coloro che sono in casa. Così risplenda la vostra luce nel cospetto degli uomini, acciocchè veggano le vostre buone opere, e glorifichino il Padre vostro che è ne’ cieli.

  18. Direi che in primo luogo devono chiedere scusa e magari con i flagelli alla mano, a Dio, per averlo offeso, tradito, misconosciuto vergognandosi di Gesù, che sarà l’unico che un giorno li giudicherà. Poveri noi come siamo caduti in basso, ecco perchè la Madonna alla Salette piangeva.

  19. don Alessandro

    Bisogna chiedere scusa a tutti. Allora perchè mons. Galantino non chiede scusa per aver accettato di diventare segretario della cei?

  20. Dalle parole di Galantino si intende benissimo che il suo giudizio su duemila anni di cattolicesimo e’ che esso sia stato un fallimento totale su tutti i fronti , dallo spirituale al social-politico .
    Cattolici ( e Chiesa , di conseguenza ) , totalmente incapaci di capire gli altri , di aiutarli , di far intendere il loro ‘ messaggio , al punto che questi ‘ altri ‘ pur non comprendendo niente di quello che diciamo e facciamo , ne sono mortalmente offesi ! E’ pero’ un po’ strano che , nonostante i dati ufficiali mondiali sostengano che l’ ottanta per cento delle ‘ charities ‘ sono cattoliche o vicine alla Chiesa ed aiutano tutti indistintamente ( a differenza di quasi tutte le altre religioni ) e’ sempre il cattolicesimo che e’ colpevole e responsabile di tutto e di piu’ .
    Galantino ha mai sentito il Partito Comunista Italiano di una volta o attuale chiedere anche solo velatamente scusa per quello che il comunismo ha fatto da cent’anni a questa parte ? Ha mai visto mense popolari stabili gestite dai partiti della Sinistra ? Ha mai visto societa’ o gruppi laicisti intervenire in giro per il mondo in casi di catastrofi naturali ? E come se non bastasse ,adesso si inventa che dobbiamo chiedere scusa anche al ‘ territorio ‘ ? Per cosa , per non fare bene la raccolta differenziata ? E cosa ha a che vedere lo scempio della natura in Calabria con la Chiesa , il messaggio di salvezza , i ‘ novissimi’ di cui sacerdoti , vescovi e ….altri non parlano neanche piu’ , forse perché ‘ offendono ‘ certe sensibilita’ ?

  21. Ariel S. Levi di Gualdo

    In alcune circostanze molto delicate della mia vita sacerdotale, quando ho dovuto scegliere tra la verità e la vigliaccheria, tra la giustizia e il quieto vivere , ho scelto di dire la verità e di reclamare quella giustizia sempre più spesso e sempre più gravemente violata all’interno della Chiesa.
    Le conseguenze pagate, di prassi, sono sempre state davvero terribili, mi sono sempre ritrovato solo e bastonato a sangue.
    Qualche Galantino, per caso, ha tempo per chiedere scusa ad un devoto servitore della Chiesa, o lui e diversi suoi mondani confratelli, sono troppo impegnati ad amoreggiare con atei, agnostici, anticlericali, massoni e intellettuali da sempre anti cattolici, lieti e orgogliosi di essere tali?

    Mons. Galantino, poste queste premesse, più che il segretario della CEI, pare essere il suo curatore fallimentare.
    E che Dio abbia pietà di lui.

  22. Lo Spirito soffia dove vuole.
    Sembra che molti pastori si siano chiusi al trascendente per scimmiottare noi laici nell’occuparsi di cose terrene.
    A noi allora tocca di ricordare loro l’essenziale ovvero che Cristo è il Signore dell’universo e della storia e che “Extra Ecclesiam nulla salus”.
    Guai a quei pastori che sono motivo di scandalo.

  23. enrico pagano

    Lo stato confusionale di Galantino è ormai manifesto.
    I “visi inespressivi” , da lui dileggiati , sono sempre in attesa delle sue sacrosante scuse.

  24. duvnjak petar

    Non capisco, come è possibile tenere all’interno della chiesa di Cristo, un suo avversario, che si batte per la legalizzazione dell’omicidio delle anime e che, già, miete le vittime delle anime deboli. Invece di affidargli una così alta responsabilità, è urgente estrometterlo dalla Chiesa. Così potrà meglio battersi per le famiglie gay e per altre porcherie a lui molto care. Scusate per lo sfogo, non ne potevo più. Sono troppo scandalizzato e addolorato. Questi scandali fanno troppo male. Oh se fossi io Papa, estirperei subito dalla Chiesa, tutti i veleni, anche per salvare una sola anima dalla morte. Amen!

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