Succede alla Clinica Mangiagalli di Milano. Una lettera di Giorgio Celsi

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Giorgio Celsi, infermiere, fondatore e presidente della Associazione “Ora et labora in difesa della Vita” prosegue instancabilmente la sua opera per ricordare una verità elementare: l’aborto è l’uccisione di un innocente, e quindi è un crimine che nessuna legge potrà mai far diventare “giusto”. Però viviamo in una strana epoca, e capita che se qualcuno dice la verità, ci siano altri che invocano l’intervento della Polizia. Abbiamo ricevuto la lettera che pubblichiamo. Forza Giorgio, sappiamo che non sei il tipo da arrenderti. E tu sai che ti siamo vicini, con la preghiera e con la stima per la tua opera e la tua tenacia.

PD

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Mercoledì 19  febbraio pomeriggio durante il mio consueto volantinaggio del mercoledì all’esterno della Clinica Mangiagalli il Vicedirettore Sanitario è uscito gridandomi di togliere i cartelli che avevo esposto per dare alle mamme in tentazione di aborto la possibilità di scegliere per la Vita. Ovviamente i cartelli li ho lasciati dov’erano e questo anche quando sono arrivati 3 uomini della Polizia chiamati dallo stesso Vicedirettore per farmeli togliere.

I cartelli la polizia non me li ha potuti togliere, sia perché avevo informato come al solito la questura che io ero lì, e sia perché alla loro richiesta di toglierli io ho risposto che l’avrei fatto solo se mi avessero fatto un verbale di sequestro con su scritto il reato da me commesso, e nonostante ci abbiano pensato molto non è loro venuto in mente nessun reato. Poi sono arrivati gli uomini della Digos, che nei miei confronti sono sempre molto cordiali, e i poliziotti se ne sono andati, mentre io ho continuato a volantinare in tutta tranquillità. Ma io mi chiedo: perché la Direzione Sanitaria della Clinica Mangiagalli al posto di essere contenta che faccio pubblicità alla loro “fabbrica degli Angeli” dicendo che sono specializzati nel fare aborti (1.500 ogni anno, senza contare gli aborti farmacologici, in barba al Codice Deontologico e al Giuramento di Ippocrate), cerca in ogni modo di farmi desistere dal testimoniare in difesa dei bambini? (Certo che se dicessi che sono specializzati a fare appendiciti non succederebbe nulla, dico invece che sopprimono bambini con l’aborto e succede quasi ogni volta il pandemonio). Ve la dò io la risposta: è la loro coscienza che è sporca, perché “sanno quello che stanno facendo” e cercano in ogni modo di tenerlo nascosto. Non sto qui ad analizzare se lo facciano per meri scopi economici (un aborto essendo considerato un intervento “urgente” – non so poi cosa ci sia di urgente nel sopprimere un bambino concepito –  viene retribuito molto bene dalla Regione e quindi con i nostri soldi), o per motivi ideologici, so solo che stanno contribuendo ad impoverire questa Italia sempre più vecchia, questa Italia di nonni senza nipotini, con più carrozzelle che carrozzine, della risorsa più importante: i bambini!

Ho saputo che il Direttore Sanitario della Clinica Mangiagalli è un bravo cristiano; ebbene con il cuore in mano gli chiedo, visto che la gravidanza non è una malattia e l’aborto tanto meno una cura, di cessare questi interventi che gridano vendetta davanti a Dio e davanti agli uomini (gli ricordo che per legge un ospedale potrebbe non accettare di fare aborti se ve ne sono altri vicino che li fanno, e a Milano di queste “fabbriche degli Angeli” ce ne sono già tante). Io pregherò per lui affinché il Signore possa illuminarlo e aiutarlo a prendere questa decisione, che lo rimetterebbe a posto con la sua coscienza e ridarebbe piena dignità al nostro lavoro di sanitari e al suo ospedale. Nel frattempo continuerò ancora a dare la mia testimoniare a difesa della vita concepita, in divisa da infermiere davanti alla sua clinica (anche se so che è perché indosso la mia divisa che dò molto fastidio) e sarò disponibile a confrontarmi con lui quando vuole.

Giorgio Celsi

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Giorgio Celsi e i poliziotti (clicca sull’mmagine per ingrandire)

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5 commenti su “Succede alla Clinica Mangiagalli di Milano. Una lettera di Giorgio Celsi”

  1. assassini. Non c’e’ altro da dire. la vittima non puo’ decidere. Se lo potesse fare deciderebbe senz’altro per la vita.

  2. L’opera di Giorgio è un esempio per tutti!
    Purtroppo, anche fra la maggior parte dei cattolici l’aborto è visto come una scelta personale o, al massimo, come un omicidio di serie B.
    La maggior parte delle persone si scandalizza molto di più per l’uccisione di un cane o di un gatto che per un aborto e questo la dice lunga sul degrado morale di questa società!
    Io non mi stancherò mai di ripetere che aborto, “femminicidio” e “maschicidio” hanno la stessa gravità.

  3. la cosa più raccapricciante sono queste donne che difendono il loro “diritto”, ma di quale diritto stiamo parlando?? voi parlare del vostro corpo,ma del corpicino che avete dentro perché non ci pensate??? ravvedetevi e fate vedere la luce a questi piccoli che tenete nel vostro grembo e smettetela di uccidere una creatura che non ha nessuna colpa se si trova nel vostro grembo e come tale deve venire alla luce….

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