I surreali poteri dell’imbecillità, ossia gli imbecilli al potere  –  di Piero Vassallo

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di Piero Vassallo

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zzsmr2Nessuno può dire che li ho eletti io. Sono spettatore non votante del feroce disastro politico in atto. Sono incolpevole. Amo la democrazia/partitocrazia come si può amare il tumore al cervello. Mi astengo, perché giudico devastante e ridicolo il pensiero di Churchill, che proponeva il cancro quale male minore. In ultima analisi rifiuto il delirio sciagurato e sanguinario, che ha scritto gli immortali princìpi del 1789.

Assisto alle scene di devastazione allestite dagli eletti e (almeno) mi consolo al pensiero di non essere elettore. Grandi scene – la politica al servizio degli usurai – e piccole scene, gli atti di una burocrazia sadica e demente.

Oggi, ad esempio, mi sono recato dal farmacista, che riceve le ricette del mio medico e mi consegna le relative medicine. Il farmacista assume un’aria di circostanza e mi annuncia:

“Per decreto ministeriale – emanato a tutela della privacy – da oggi le ricette il medico le consegnerà solo al paziente. In seguito il paziente verrà in farmacia, ricette alla mano e ritirerà la sue medicine”.

 “La privacy?” domando.

 “I farmacisti non devono conoscere le medicine assunte dal cliente. Dalla loro tipologia potrebbe infatti conoscere lo stato di salute del cliente”.

Atterrito dall’invitta logica, che illumina il gerarca impegnato nella difesa della mia privacy, mi taccio. Forse lo strapagato garante della privacy immagina farmacisti non vedenti. E’ possibile. L’idiozia democratica non conosce limiti.

La fulminata mente divaga e si abbandona al pensiero delle lunghe estenuanti code nello studio del medico, che consegnerà le riformate e sospirate ricette. Attempato e malato cronico dovrò sottrarre il mio attimo fuggente e versarlo nel contenitore della follia burocratica. Ma alla fine non riesco a nascondere il sospetto:

“I farmacisti leggono la ricetta, prima di consegnare le medicine al paziente?”

Il farmacista ovviamente sorride:

“Certo, noi farmacisti, infatti, non sappiamo leggere nel pensiero dei medici”.

“E la privacy?”

Il farmacista allarga le braccia. Forse sorride sotto i baffi.

La misericordia dei farmacisti … La mia misericordia è esaurita da tempo. E perciò domando: chi è il demente annidato nel ministero per emanare una grida intesa unicamente a recare disturbo ai pazienti? I sudditi possono conoscere l’entità del suo stipendio? Il ministro competente conosce i frutti del sordo e ozioso e sadico lavorio del suo sgherro, impropriamente detto funzionario? Possiamo tentare almeno di contenere i danni marginali causati da un sistema intrinsecamente pernicioso? O la difesa dal piccolo disagio (sappiamo che quello grande è un drago/Draghi invincibile) è destinata al vento dell’oblio e della stolta irrisione?

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16 commenti su “I surreali poteri dell’imbecillità, ossia gli imbecilli al potere  –  di Piero Vassallo”

  1. “Amo la democrazia/partitocrazia come si può amare il tumore al cervello. Mi astengo, perché giudico devastante e ridicolo il pensiero di Churchill, che proponeva il cancro quale male minore. ”
    Semplicemente formidabile.
    Grazie, carissimo Vassallo.

  2. ah ah ah, Piero, l’asino dell’illustrazione sembra godersela per esser diventati tutti noi suoi compagni, bastonati e irrisi dagli imbecilli al potere, che tuttavia sono più asini dell’asino, benché calzati e vestiti.

  3. GRAZIE caro Vassallo!!!
    La grande apostasia, non più silenziosa, è il grande MALE attuale delle ANIME.
    La burocrazia è il grande MALE attuale dell’Italia in tutti i campi, ed è anche una potente
    invincibile copertura per tutto il malaffare che c’è.
    Intendo dire che da qualsiasi parte guardiamo c’è il MALE.
    Non credo di essere pessimista ma solo realista.
    Ma sono sicura che Gesù provvederà.
    Spero al più presto.

  4. luciano garofoli

    La realtà, come al solito, supera qualsiasi tipo di fantasia anche quella più perversa ed inimmaginabile.
    Allora il paziente porta personalmente in garmacia la ricetta su cui è scrtitto nome e cognome nella intestazione.
    La da al farmacista che ovviamente deve consegnargli le medicine: ovviamente saprà, voglio sperare, a cosa servano.
    Dove sta la violazione della Privacy? Una volta senza tante scemenze demenziali i professionisti erano legati al segreto professionale che tagliava la testa al toro e metteva tutti sotto tutela!
    Pensa che qui si disquisisce del sesso degli angeli poi vai dal medico e magari le ricette le prepara e le firmax lui la segretaria: e la privacy? o meglio sono dei falsi in atto pubblico bello e buono, anche se il profesionista non dirà mai che quella non è la sua firma. Ma se la segretaria si sbaglia ed il paziente assume un farmaco che non deve: chi paga?
    Ma a questo punto la catena può essere spezzata dal farmacista il quale dice: guardi q

  5. luciano garofoli

    qui c’è un errore questo non è il farmaco che di solito assume. Viola o no la privacy?
    Demenzialità in libera uscita: sembra di sentire il mullha che sentenzia davanti al quesito; fa peccato o no la donna che uscendo nuda dalla doccia si mostra al cane maschio? Risposta sì! E questa è una religione? A dire del Vescovo di Roma pro tempore ( sarà meglio cominciare a dirlo) certamente sì!!
    Ti abbraccio: coraggio, domani sarà anche peggio di oggi!!
    luciano garofoli

  6. E che ne dici di quello che ha fatto la norma per cui se uno non è in regola coi contributi non può lavorare? In uno stato che non ti garantisce il pagamento delle tue fatture, se non hai quindi i soldi per pagare i contributi NON DEVI LAVORARE!. (e se per campare lavori in nero come la mettiamo con lalotta all’evasione fiscale?) E’ proprio vero: imbecilli al potere (e sempre più col sedere nel burro)!

  7. La burocrazia è un mostro senza testa, oserei dire, per chi ci crede, che c’è veramente il demonio a dettare certe scelte.
    Essa infatti annichilisce l’uomo e scatena in lui pulsioni “bestiali”.
    La burocrazia toglie l’anima.

  8. Mi congratulo con l’estensore dell’articolo per la grandiosa vittoria sia in Emilia Romagna sia in Calabria: quelli che la pensano come lui sono la maggioranza assoluta. Chiedo solo una cosa: abbiano il buon gusto di non si lamentarsi dell’operato di quelli che, con il loro atteggiamento, hanno favorito. Sarò un illuso, ma io nel mio piccolo non mi limito a criticare, ma ho sempre cercato da fare proposte costruttive

  9. Purtroppo non è idiozia: è cattiveria bella e buona. E’ un modo per rompere le scatole al prossimo e rendergli volontariamente difficle la vita. E pensando proprio male è un modo per far risparmiare soldi alla Sanità perchè così, per evitare code dal medico non si prenderà più la ricetta e si pagheranno i medicinali a prezzo pieno.

    1. Caro Edoardo, concordo con Lei, ma la situazione è ancora più tragica: la maggior parte dei farmaci salvavita e quelli per le malattie croniche NON possono essere dati senza la ricetta del medico, quindi chi vorrà evitare code resterà spesso senza farmaci: il sistema sanitario ci guadagnerà così in due modi: 1)Risparmio sui farmaci 2)Aumento della mortalità degli anziani, che sono i pazienti più costosi per la sanità (dopo decenni passati a pagare tasse questa è la ricompensa che ricevono da questo stato immorale).

  10. Piero Vassallo

    a Maurizio C. mi permetto di rammentare che in passato ho tentato di diffondere la dottrina sociale della Chiesa negli ambienti della cultura di centro destra – risultato: mi sono fatto dei nemici
    la verità è che i politici in democrazia pensano solamente ai loro stipendi – in Italia la loro festa è facilitata dall’invecchiamento della popolazione e dalla diseducazione (scolastica…) dei giovani – che fare? 1. pregare 2. diffondere dove si può la sana dottrina 3. tentare di ridurre le rivalità in corsa nei centri fedeli alla tradizione – se qualcuno crede che Berlusconi o la Meloni… – Salvini? Vedremo se è capace di interpretare la tradizione italiana – confersso infine che la Le Pen non mi piace

  11. previero amos

    E’ la vendetta dei politici che da anni si sentono attaccati e vilipesi (e si continua) dai media e nei media

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