Sweet Home Alabama

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Mercoledì 15 maggio il Governatore (Repubblicano) dello stato dell’Alabama, Kay Ivey (donna) ha firmato una legge sulla protezione della vita umana, lo “Human Life Protection Act”, una legge che rende illegale la maggior parte degli aborti in qualsiasi momento durante la gravidanza, eccetto quelli necessari a prevenire “un serio rischio per la madre del nascituro”.

Queste sono state le sue parole al momento della firma: «Oggi ho firmato l’Alabama Human Life Protection Act, un disegno di legge approvato dalle schiaccianti maggioranze in entrambe le camere della legislatura […] Per molti sostenitori del progetto di legge, questa legislazione rappresenta un potente testamento per la profonda convinzione degli Alabamiani che ogni vita è preziosa e che ogni vita è un dono sacro di Dio».

Si appresta ad essere, come molti già la considerano, la legge più severa della nazione americana in materia di aborto, rendendo praticamente colpevole di un crimine qualsiasi medico esegua un aborto in quasi tutti i casi. Diciamo che è la legge più severa perché negli USA, già altri stati hano legiferato in maniera simile, ma su presupposti diversi.

La legge della Georgia, per esempio, vieta l’aborto dopo che un medico sia stato in grado di rilevare “un battito cardiaco fetale nel grembo materno”. Di solito può essere a sei settimane, che è prima che molte donne si rendano conto di essere incinta. Nella legge dell’Alabama, invece, i medici non possono eseguire un aborto una volta che il feto è “in utero”. Questo è un cambio di impostazione fondamentale.

Come previsto, i media nazionali sono critici nei confronti della legge e hanno prestato poca attenzione all’obiettivo dei legislatori dell’Alabama, che è quello di contestare apertamente la sentenza della Corte Suprema del 1973 “Roe v. Wade”, stabilendo il principio ontologico secondo il quale un bambino all’interno dell’utero è una persona.

In questo modo, il disegno di legge riclassifica l’aborto, secondo la giurisdizione americana, come reato di classe A, punibile fino a 99 anni di carcere per chi lo pratichi. Le donne, che subiscono un aborto, tuttavia, “non saranno punibili”.

Dunque «Il cuore di questo disegno di legge è di affrontare una decisione presa dai tribunali nel 1973 che diceva che il bambino nel grembo materno non è una persona», ha detto la rappresentante di stato Terri Collins (uno dei due promotori con il senatore Clyde Chambliss). «Questo disegno di legge affronta questo problema. Quel bambino nel grembo è una persona? Credo che la nostra legge dice che lo è. Credo che la nostra gente lo dica. E credo che la tecnologia lo dimostri».

Molti hanno fatto notare che, nel testo, la mancanza di un’eccezione nei casi di stupro e incesto sembra estrema. Invece è un fatto voluto in forza della logica intrinseca alla proposta.

Dice il senatore Chambliss: «Lo scopo della legge è sfidare la sentenza Roe v. Wade del 1973 della Corte Suprema stabilendo un bambino nel grembo materno come persona. Se vengono aggiunte eccezioni per casi di stupro e incesto, allora si contraddice l’argomento».

Questo disegno di legge è passato in Alabama e non altrove per via di un presupposto giuridico, ovvero un’altra legge precedentemente approvata. Spiega la signora Collins: «Quindi questo disegno di legge basa il suo ragionamento sul fatto che il bambino nel grembo materno è una persona. E ci siamo basati sul fatto che nella legge dell’Alabama, attualmente consideriamo il bambino nel grembo una persona. Se sei un guidatore ubriaco e hai ucciso una donna incinta, hai un doppio omicidio tra le mani. Abbiamo votato come Stato per essere uno Stato pro-vita».

Per la stessa ragione è stata esclusa dal discorso la pillola del giorno dopo «Non entriamo nella pillola del giorno dopo, ma quando è “in utero”, che è il linguaggio che hanno usato quando una donna è incinta. Questo disegno di legge criminalizza l’aborto attraverso il medico. E non la donna, ma il dottore».

Sarà un sofisma, magari, ma è molto più di quanto non si possa pensare di ottenere in Italia, anche se, di per sé, è molto poco pretendere che i medici ricomincino a fare i medici secondo Ippocrate.

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13 commenti su “Sweet Home Alabama”

  1. Va detto per onestà che al convegno recentemente organizzato a Verona è venuta fuori la proposta di organizzare un comitato referendario per la abrogazione della 194. I vari Gandolfini e altri cattolici tiepidini forte si sono sfilati subito.

    Va pure detto che Salvini ha dichiarato che la legge sull’aborto non si tocca, anzi ha detto “i diritti non si toccano” definendo quindi l’omicidio di aborto come un diritto intoccabile.

    Va infine detto che nel frattempo, mentre i nostri cattolici tiepidini sonnecchiano, oggi anche nel Missouri è stata approvata
    una legge che vieta l’aborto, simile a quella dell’Alabama.
    E’ il sesto stato americano che vieta l’aborto, gli altri sono Kentucky, Mississippi, Ohio e Georgia.

    Come si vede se pò fà…. ma servono le palle e per tirarle fuori bisogna averle, evidentemente i protestanti americani
    le hanno, mentre dai cardinali, fino ai pretini e baciapile cattolici dell’italietta (che crapulano con l’otto per mille) … no!

    1. il 26 Marzo 2017 il Cardinale Burke disse testualmente sui Dubia: “In caso di mancata risposta non dobbiamo far altro che sanare la situazione, ancora una volta in modo rispettoso; il che semplicemente significa formulare la risposta alle domande in base all’insegnamento costante della Chiesa e renderla nota pubblicamente per il bene delle anime.”.

      Da allora sono passati più di due anni a la correzione formale non s’è nè vista nè sentita.

      I mal di pancia cardinalizi se ci sono è solo perchè tra cene di gala e crapule con annessa presentazione di libri a vuoto, pennichelle e conferenze varie, alla fine digeriscono male e ingrassano bene.

      Con le ciarle giornalistiche non si va da nessuna parte, servono i fatti per salvare le anime e risollevare la Chiesa dalla tenebra in cui è precipiata.

      In USA i protestanti hanno lottato per anni e approvato leggi severe, così salveranno molte vite di bimbi innocenti, quà al massimo si organizza l’ennesima fiaccolata e poi tutti a cena al ristorante.

      1. Oswald Penguin Cobblepot

        Matteo, forse le sfugge che il 16.07.2017 la correzione c’è stata: è la “Correctio filialis”. Per quello che concerne i “mal di pancia cardinalizi” oppure “le ciarle giornalistiche”, (come li definisce lei) sono stati i tentativi di ammonire l’attuale papa sulle derive eretiche presenti nel suo magistero; tentativi, peraltro, andati a vuoto, al pari della denuncia delle eresie, formulata sotto forma di lettera aperta. Ed infine: siccome lei stesso riconosce come questi strumenti non hanno sortito nessun effetto concreto (almeno, fino ad ora “non si va da nessuna parte”), quali sarebbero allora “i fatti” necessari per “salvare le anime e risollevare la Chiesa”? La riforma della legislazione sull’aborto corregge le storture dell’ordinamento civile, ma non può incidere sull’ortodosso governo della Chiesa. Da Gotham, il Pinguino.

        1. A me non sfugge proprio nulla caro amico.
          La Correctio Filialis non è un atto di magistero nè ordinario nè straordinario, inoltre non mi risulta che sia stata firmata da alcun Cardinale o Vescovo con potestà di governo, ergo è del tutto inconferente in termini di diritto ecclesiale, potevo scriverla io o Lei ed era uguale, invece debbono farlo i cardinali.
          L’unica cosa che si dovrebbe fare è dichiarare decaduto ipso facto l’impostore biancovestito per eresia, ovvero dire le cose come stanno dando loro la necessaria connotazione canonistica e rendendo impegnativo in foro esterno il dovere per un cattolico a disconoscere gli sfondoni dell’impostore eretico della pampa. La lettera debbono farla Vescovi e/o Cardinali, altrimenti il dovere di rifiutare le eresie di Bergoglio resta limitato alla sfera della coscienza di ognuno.
          E’ la gerarchia che deve fare il suo dovere perchè ormai è chiaro che moltissimi cattolici (ed io sono tra questi) rifiutano Bergoglio come papa e non lo seguono più, non potendolo più seguire a causa della sua eresia formale e manifesta.

          1. Oswald Penguin Cobblepot

            Matteo, ha messo il dito sulla piaga. 1. Anche qualora la Correctio filialis fosse stata firmata dall’intero collegio cardinalizio, essa non avrebbe forza vincolante. 2. “Dichiarare decaduto ipso facto l’impostore biancovestito per eresia”: questo è il punto dolente. Contro il can. 1404 cjc (“Prima Sedes a nemine iudicatur”) non si può andare; quindi è giocoforza dedurre che, vigendo l’attuale ordinamento canonico, non esiste alcuna autorità che possa giudicare e convincere il Papa di eresia. Può essere antipatico dirlo, ma è così. 3. Molti teorizzano il “concilio imperfetto generale”, la cui convocazione è giustificata dalla rimozione del non Papa, ed all’elezione di un Pontefice regnante. Obiezioni. (a) E chi lo convocherebbe? Chi ha una simile autorità nella Chiesa? (b) Il solo pensare ad un concilio imperfetto, ossia riunito senza o contro l’autorità petrina, è eresia (“Execrabilis” Pio II, 18.01.1459. “Pastor aeternus gregem” Leone X, 19.12.1516. CV1, “Pastor aeternus” Pio IX, 18.07.1870). Il nostro vero dramma è tutto qui. Da Gotham, il Pinguino.

          1. Il canone da Lei citato è inconferente. Si parla di prima sede e non di questo o di quel papa, in quanto tale.

            E’ ovvio che il papato non può essere giudicato, come è altrettanto ovvio che quando un papa decade dal primato per eresia nessuno giudica la prima sede che resta ingiudicabile, ci si limita soltanto a prendere atto della decadenza ipso facto per eresia del decaduto che si è privato dal suo primato da sè stesso. Non c’è da giudicare la prima sede ma solo da rilevare che il decaduto ispo facto è eretico formale manifesto.
            Per fare ciò basta un qualunque cardinale (che è esente da limiti di giurisdizione) oppure un vescovo con potere di governo e giurisdizione.
            Nessuno giudica il papa se il papa non è più tale essendo già caduto in eresia, ci si limita a rendere noto a tutti che l’eretico è decaduto a causa della sua stessa eresia, il papato ovvero la prima sede resta del tutto intatta e ingiudicata.
            Se così non fosse allora verrebbe negato il dogma della infallibilità del papato oltre che il suo libero arbitrio.

  2. Una legge che apre il cuore alla speranza. Ci sono tante coppie senza figli che lo desiderano. Vorrà dire che chi aspetta un figlio indesiderato aspetterà di farlo nascere e poi lo lascerà per l’adozione. Non credo che però questo stato di grazia si espanda a macchia d’olio, come altre notizie porterebbero a farci credere. La teoria malthusiana che tanto ispira le elite fa pensare proprio che dovremo convivere col fango che soffoca sempre più le nostre società.

  3. Oswald Penguin Cobblepot

    Ogni tanto, qualcuno mette i punti sulle I. Capita sempre più raramente, ma capita. E questo vale ogniqualvolta un giudice diviene esattamente consapevole delle proprie responsabilità, e per chiunque difende la vita umana, nel suo essere ad immagine e somiglianza di Dio. Abortisti, genderisti, transumanisti: diverse declinazioni del medesimo satanico progetto di odio e dannazione contro il genere umano. LJC da Gotham, il Pinguino.

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