TRENTA RIGHE FUORI MODA – rubrica settimanale di Alessandro Gnocchi

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L’ultima trovata di quella che ci viene gabellata come “buona scuola”, è l’entrata a pieno regime dei “percorsi personalizzati”.

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In un giornale, “trenta righe”, sono come un sigaro toscano e una medaglia di cavaliere: non si negano a nessuno. Sono perfette per i primi balbettii di un praticante, per i funambolismi del vecchio cronista, per l’elzeviro del professore un po’ dandy e per l’editoriale del direttore. Dunque bastano anche a noi per dare un taglio veloce ed esaustivo a questa rubrica che commenta quanto accade dentro e fuori la Chiesa. Ma per favore, anche se la forma non è più quella della risposta alle vostre lettere, continuate a scrivere. Gli spunti migliori vengono sempre da voi.

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La ripresa della scuola è una brutta bestia. Per i genitori che ci mandano i figli, consapevoli di consegnarli alla depravazione di Stato. Ma anche per i figli che ci mandano i genitori, per le mogli che ci mandano i mariti e per i mariti che ci mandano le mogli perché hanno la sventura di avere in casa un insegnante. È il mio caso. Tutte le sere feriali che Dio manda in terra, la vecchia maestra Antonia (vecchia di formazione, s’intende) mi rovescia nel sacco, già discretamente colmo, tutte le ambasce di una vecchia (di formazione s’intende) insegnante che vorrebbe insegnare invece che cedere al decomporsi del corpaccione della Pubblica Istruzione.

L’ultima trovata di quella che ci viene gabellata come “buona scuola”, è l’entrata a pieno regime dei “percorsi personalizzati”. In pratica, ma anche in teoria, non vengono più fissati degli obiettivi minimi che tutti gli studenti devono conseguire a fine anno con relativo giudizio. Ora dovranno essere stabiliti obiettivi diversificati, tarati su ogni singolo alunno e sulle sue capacità. Tradotto con un esempio che presto sarà realtà, quelli bravi dovranno sapere che 2+2 fa 4, ma gli altri, a seconda dell’obiettivo personalizzato, potranno rispondere 3,9 oppure 3,8 o ancora 3,7, via via scalando fino a 0.

Non serve molta fantasia per immaginare che cosa saranno i medici, gli ingegneri, gli avvocati, ma anche gli operai e gli artigiani di domani. Che cosa saranno i ministri della Pubblica istruzione, invece, lo vediamo già oggi. Gioverà ricordare che questo è l’esito del donmilanismo, la teoria applicata nel piccolo paradiso di Barbiana da don Lorenzo Milani, personaggio nefasto come pochi altri nel Novecento in quanto è stato l’unico a contribuire alla demolizione sia della Chiesa che della scuola.

Non a caso, don Milani è l’anello mancante che congiunge nel ritorno al caos Sua Laicità Omissis I e Sua Ministrità Valeria Fedeli, oggi sposi nell’imperdibile Imparare ad imparare, di cui uno è impavido autore e l’altra dotta prefatrice.

Alessandro Gnocchi

Sia lodato Gesù Cristo

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18 commenti su “TRENTA RIGHE FUORI MODA – rubrica settimanale di Alessandro Gnocchi”

  1. A proposito di don Milani e della sua commemorazione in pompa magna, fatta da Bergoglio pochi mesi fa, ed alla quale si sono allineati pedissequamente molti settimanali diocesani, segnalo (senza ambizioni di protagonismo) una mia decisa replica ad un articolo all’epoca apparso all’epoca sul settimanale diocesano di Pordenone “Il Popolo” :
    http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV2039_Catholicus_Lezione_di_don_Milani.html.
    Quando questi pennivendoli papolatri passano il limite della decenza, è d’uopo replicar loro, punto su punto (come in quel famoso scritto in cui papa San Pio X contestava le tesi moderniste di quel tal Brambilla)

    1. C’è da ringraziare Dio che don Milani non ha operato al giorno d’oggi, se no avremmo un cardinal Milani ministro dell’struzione che quanto a promozione gender farebbe impallidire la Fedeli.

    2. Ho letto. Con fatica, con gli occhi semi chiusi. Rapidamente ….
      Terribile, stucchevole. Certi personaggi non dovrebbero essere ricordati.
      Che abominio.

      1. Anche io ho letto con orrore…sono senza parole per descrivere la nausea che mi ha colta. E mi nausea ancora di più che Francesco esalti un tale vergognoso personaggio. Anche se non c’è da stupirsi, purtroppo.

  2. Interessanti osservazioni, caro dott. Gnocchi, ma riscontro un’omissione: negli esempi che ha fatto mancano gli alunni bravi cattolici, i quali dovranno essere consapevoli che 2+2 può fare 4, ma anche 5!

  3. In pensione da qualche annetto, guardo con raccapriccio agli anni vissuti a scuola, non tanto pensando al rapporto con i ragazzi che, in verità, mi è sempre piaciuto molto, ma come sottoposta a indicazioni ministeriali sempre più astruse e complicate e variabili a seconda del governo in carica. Mi viene in mente il lavoro infinito per il famoso “portfolio” inventato dalla Moratti per cui ad ogni alunno doveva corrispondere un enorme faldone pieno di tutto a prova di tutti gli interventi. E le valutazioni, ora sotto forma di lettere dell’alfabeto, ora di giudizio, ora coi numeri. Quanto tempo a tediare i poveri insegnanti con ore e ore di collegi docenti, di aggiornamenti, di riunioni, infine inutili, a pensarci ora. Fumo, nient’altro che fumo, visto che i ragazzi sono sempre più ignoranti, di un’ignoranza che cresce col crescere dell’ordine delle scuole. Non è che dobbiamo immaginarceli i medici, gli avvocati, gli artigiani di domani, caro Alessandro, ce li abbiamo già, ché questa è una vecchia storia che si ripete e peggiora ogni anno che passa.

      1. Ottimo Alessandro Gnocchi!! Sagace, essenziale e pungente, come sempre. Complimenti di tutto cuore! Apprezzo e approvo tutto, fino all’ultima virgola (sono anch’io un marito 59enne di una “vecchia” maestra elementare che non ne puó piú, e a casa poi con qualcuno si deve pure sfogarsi e … … ). Nel manifestare la mia piú sincera e profonda stima, pregoche il Signore l’accompagni sempre, carissimo Allessandro – L.J.C.

  4. Luciano Pranzetti

    Fedeli – Bergoglio = Dio li fa e poi l’accoppa. Segni di una doppia parabola discendente: da Gentile a Fedeli, da Pio XII a Bergoglio.

  5. Bisogna però darsi da fare. Le scuole parentali sono una risposta. Quante congregazioni sono state fondate per educare ed ora si stanno estinguendo! Possibile che nessuno più abbia questa vocazione? Possibile che tutti i cattolici siano cattoqualcosaltro? Forse son io che non so. Mi sembra impossibile che non esista nessun consacrato ancora cattolico che non senta e non veda il dramma del momento? Bisogna andare in un deserto per educare cristianamente?

    1. adriana dasiena

      Bisogna educare a casa. Oggi di certo non mancano i mezzi, in molti casi solo la buona volontà da parte dei genitori ( in particolare le madri) che preferiscono chiudere gli occhi alla realtà per non dovere prendere una decisione che andrebbe ledere loro “diritto di realizzarsi” (fuori casa). L’aspetto economico quasi sempre non c’entra. Il caso non raro di due coniugi professionisti con un unico figlio è chiara dimostrazione di come attualmente si vive la genitorialità. Ci sono casi assurdi dove si va ad insegnare i figli di estranei e non si ha il tempo (o voglia?) per insegnare (o relazionarsi) con i propri. La donna italiana non è più quella che nel passato fu riconosciuta in tutto il mondo come modello di moglie e madre esemplare. Salvo casi eccezionali, assieme alle altre “conquiste” il femminismo è riuscite a togliere il senso della maternità anche alle donne italiane.

  6. Nelle congregazioni di suore dedite all’insegnamento (ormai dato tutti in mano ai laici per mancanza di vocazioni) ci sia una folle paura da regime dittatoriale. Non solo non possono rendere conto della loro vera fede le poche suore “sane” rimaste, ma esse stesse vengono sottoposte quotidianamente a lavaggi del cervello selezionati, sulla nuova stranamaledetta dottrina. Ne sono a conoscenza

  7. Non Metuens Verbum

    a proposito di scuole cattoliche, si lasciarono completamente fregare dalla magnanimamente concessa “parità scolastica” , che le obbliga a non essere cattoliche, in cambio di NIENTE.
    E’ la stessa cosa del “matrimonio concordatario”. Tu celebri un grande Sacramento, e lo Stato decide che il tuo matrimonio è una burletta dissolubile ad libitum ed equiparata a qualsiasi finocchieria.

  8. Grazie per il suo commento, dott.Gnocchi; viviamo in un clima da romanzo distopico, assurdo. Mi viene da pensare che tutto questo scempio deve implodere per necrosi interna; resta solo la domanda del salmo 12: “Usquequo, Domine?”

  9. Povero S.Petronio

    Ah! dunque, programma personalizzato per ogni studente, mentre riguardo ai vaccini (farmaci) vanno fatti tutti a bomba a tutti i bambini, con lo stesso scriterio(scriterio è scritto apposta), senza nessuna valutazione, senza guardare in faccia a nessuno ad occhi chiusi. Più guardo cosa ogni giorno si inventano sti……bip…..più penso che il buon Dio farà bene a mandarci le 7 piaghe d’Egitto, per ora ne abbiamo 4 evidenti tre sono donne ed uno è Omissis l’innominabile, che oggi ha detto messa allo stadio (il Bologna non farà più nessun gol da ora in poi), e fatto pranzo a S.Petronio, forse era troppo banale dire Messa a S.Petronio e fare pranzo ad un ristorante o se proprio proprio voleva andare allo stadio a mangiare. Il fatto è che questi innominabili (già il nominarli fa venire l’ulcera allo stomaco) non hanno vergogna di dire ciò che dicono, di fare quel che fanno, non si sentono nemmeno ridicoli. E noi che facciamo? Perchè li teniamo ancora li a distruggere da una parte l’Italia e le famiglie italiane e dall’altra la Chiesa e le anime. Non vendono più i forconi?

  10. Percorsi personalizzati, forse una sorta di adattamento rispetto alla obsoleta “offerta formativa differenziata”. Sono state quindi lanciate altre fantasiose opzioni, come il libero utilizzo del web in aula, durante le ore di lezione. Perché limitarsi? Si potrebbe anche aggiungere l’uso della consolle per il dj … così, tanto per introdurre una nota di allegria in un’atmosfera tanto seria, e alleggerire la fatica delle sudate carte. Leopardi … Sarà ancora possibile proporre modelli assoluti in ogni campo dello scibile umano? I punti di riferimento che non hanno tempo perché sono validi per l’uomo di ogni tempo? Potremo sottrarci alla tirannide dei diritti pretesi e creati per legge? Shakespeare è attuale? Dante ha ancora da dirci qualcosa? Caravaggio? E la Fede, ragione della nostra speranza? Il lascito di Gesù Cristo è sempre valido? Tutto è dono, tuttavia sta a ciascuno di noi accogliere la grazia di stato, secondo la vocazione ricevuta, che sia “l’insegnamento, l’esortazione, le opere di misericordia” o prima fra tutte, la guida delle anime.

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