TRENTA RIGHE FUORI MODA – rubrica settimanale di Alessandro Gnocchi

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La nuova categoria dell’infamia: essere uno spacciatore di “fake news”, ovvero un “fakenewsista”. Con una domandina finale sul futuro…

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In un giornale, “trenta righe”, sono come un sigaro toscano e una medaglia di cavaliere: non si negano a nessuno. Sono perfette per i primi balbettii di un praticante, per i funambolismi del vecchio cronista, per l’elzeviro del professore un po’ dandy e per l’editoriale del direttore. Dunque bastano anche a noi per dare un taglio veloce ed esaustivo a questa rubrica che commenta quanto accade dentro e fuori la Chiesa. Ma per favore, anche se la forma non è più quella della risposta alle vostre lettere, continuate a scrivere. Gli spunti migliori vengono sempre da voi.

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Il caro vecchio marchio di “fascista” perde quota, non bolla più d’infamia l’avversario con la stessa efficacia di qualche annetto fa. Certo, continua comunque a far comodo e ogni tanto viene rispolverato dagli amanti di anticaglie come la presidente (o presidenta, o presidentessa) della Camera dei deputati (e delle deputate o deputatesse). Date le sue origini, l’onorevole (o onorevola, o onorevolessa) Laura Boldini (o Boldrina, o Boldrinessa) non riesce esce a farne a meno, come accade con quei vecchi pullover (per le donne pullovere o pulloveresse) o quelle vecchie sciarpe (per le donne anche sciarpesse e per gli uomini, forse, sciarpi, ma gli uomini non hanno più diritto a nulla). Però persino lei ha capito che, più del “fascista”, oggi tira la sua versione 3.0, il “fakenewsista”, lo spacciatore di “fake news”, dette nella sottolingua italiana “notizie false”. Basta fare la prova con Google: se si digita “fake news”, in 0,51 secondi vengono forniti 78.200.000 (settantottomilioniduecentomila) risultati.

Dunque, dagli al fakenewsista. Che sarebbe, come spiega da tempo l’onorevole (oppure eccetera, eccettera) Boldrini (oppure eccetera, eccetera) e come ha ribadito recentemente il modernizzatore Matteo.Renzi.com, chi osa criticare il potere, cioè loro. Oppure chi osa criticare loro, cioè il potere. Ti permetti dire che l’onorevole eccetera eccetera ha detto una vaccata (o vaccatessa)? Sei un fakenewsista. Ti scappa da ridere davanti al piglio similiducesco di Matteo.Renzi.com? Sei un fakenewsista.

Insomma, il marchio d’infamia funziona a pieno regime ed è già chiaro chi lo ha in deposito e lo può utilizzare. Lo ha spiegato benissimo al Corriere della Sera Marco Carrai, esperto di sicurezza e consigliere di Matteo Renzi, quando gli è stato chiesto se ci fosse lui dietro alle accuse di spacciare fake news lanciate contro Lega e Cinquestelle. “Questo è un esempio di fake news” ha risposto il prode Carrai mettendo subito fuori gioco la domanda: lui può solo accusare altri di diffondere fake news, dunque non può essere accusato di farlo. D’altra parte, come dargli torto: se fa parte di coloro che stabiliscono cosa è vero e cosa è falso, può solo essere il giudice e non il giudicato. Per il bene del popolo, naturalmente.

Tutto questo non è stato detto per riempire a buon mercato le nostre trenta righe settimanali, ma per arrivare a una domanda molto semplice: quanto tempo si dovrà aspettare prima che venga bollato di fakenewsismo chi osa criticare Bergoglio? Queste sirene di stile postmoderno piacciono troppo alla chiesa che piace. Cari amici, potreste trovarvi su un sito di fake news senza neppure saperlo. E state certi che non verrà istituito un ufficio per la pastorale delle fake news e il recupero dei fakenewsisti. Statevi accorti.

Alessandro Gnocchi

Sia lodato Gesù Cristo

 

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7 commenti su “TRENTA RIGHE FUORI MODA – rubrica settimanale di Alessandro Gnocchi”

  1. tra le fake news metterei anche i pennivendoli dei giornali di regime che dicevano che bisognava fare la guerra a Saddam perche’ aveva i ‘weapons of mass destruction’: che non furono mai trovati e ora proprio tutti ammettono che erano stati inventati (ovviamente dai buoni, a fin di bene, ci mancherebbe). Perche’ nessuno pensa di punire questi giornalistoni che inventavano, o ripetevano, menzogne?

  2. ma la censura sta già cominciando ,è di questi giorni la censura di Diretta News ,le cui pagine sono state chiuse su Facebook ,perché diffondeva messaggi di contenuto nazionalistico e religioso cioè era tra i pochi nel modo della stampa a parlare del pullman della famiglia e cose simili

  3. Stefano Mulliri

    Secondo me caro dottor Gnocchi, non ci vorrà ancora molto, basterà che il neo prefetto della congregazione per la dottrina della(neo)fede lo codifichi, ed avremmo confezionato un nuovo peccato. Mi verrebbe da dire: tutto il resto è noia, ma non lo dirò perché potrebbe configurarsi un altro peccato, quello di indifferentismo alla neo religione. E allora non so più cosa pensare, certo che per meritarci tutto quello che ci sta accadendo dobbiamo avere peccato molto davanti Al Signore.

  4. Le galere sarebbero piene di politici e ministri della salute se veramente punissero le false notizie. Vi ricordate i 200 e più bambini morti di morbillo in Inghilterra l’anno scorso? La balla era della signora Lorenzin in arte ministro della salute e ricordate la Fedeli in arte ministro della pubblica distruzione ops, istruzione, che diceva e dice, che non c’è il gender nelle scuole? E la Corte costituzionale che dice che non c’è nulla di anticostituzionale sulla legge Lorenzin? E quelli del PD che cambiano nome, ma promettono le stesse sole da secoli, per fregare i fedeli compagneros? Ed Omissis che spara una menzogna al giorno perchè crede di togliere così il medico di torno? Insomma le false notizie sono all’ordine del giorno basta guardarsi un TG qualsiasi. Però loro sono impunibili, finchè glielo permettiamo, certo prima o poi la punizione arriva anche per loro, ma nel frattempo il mal di fegato viene a noi ed è dura mantenere i pensieri puliti e l’animo sereno. Che Dio ci aiuti, perchè in questa lunghissima ed estenuante prova non perdiamo l’anima.

  5. Luciano Pranzetti

    Se i reggitori di questa malmessa Italia volessero bonificare la storia e l’informazione dai falsi e dalle bufale, e mettere alla gogna gli autori, dovrebbero cominciare dal risorgimento, fabbrica e deposito dei falsi e delle bufale di marca massonica. Ma siccome chi gestisce il reggimento di questa malmessa Italia, porta il grembiulino e il maglietto, si preferisce divagare con l’anglomanìa delle fakenews. Bischeri!!!

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