Trump e non solo. La multinazionale delle menzogne che fabbrica odio – di Roberto Pecchioli

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… il mondo narcisista e politicamente corretto, Metropolis contro Polis, favorevole alla legalizzazione di tutto fuorché del senso comune, non può avere torto per definizione e predestinazione divina (Lutero è sdoganato anche da Bergoglio …).  Essi sono depositari di una misteriosa, arcana, gnostica sapienza a cui inchinarsi come dinanzi ad una santa reliquia e se i fatti non vanno nella giusta direzione, tanto peggio per i fatti.

di Roberto Pecchioli

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znttrmpSorpresona! Ha vinto Trump, e, per quattro anni, salvo attentati o macchinazioni, sarà lui l’inquilino del 1600 di Pennsylvania Avenue, Washington D.C. Si stanno consumando le tastiere dei computer di tutto il mondo per esprimere giudizi e chiarire come e qualmente è accaduto l’imprevedibile. Non ci uniremo al coro dello “spiegone”, come lo chiama Fiorello, se non per constatare  con soddisfazione che le oligarchie dell’Occidente stanno vivendo, finalmente, tempi duri: il voto dell’Austria, la Brexit, adesso addirittura il ciuffo ossigenato di Donald alla Casa Bianca. Se sono rose fioriranno….

Ciò che facciamo osservare è qualcos’altro e ci permettiamo di pensare che sia una delle chiavi di interpretazione di tanta parte della storia e della cronaca di questo piccolo pianeta dal 1789 in avanti.

Si tratta della pianificata, furibonda, scientifica opera di demonizzazione della quale siamo stati spettatori, rivolta ad un personaggio cui è stato cucito addosso una abito tra Jack lo Squartatore, Gengis Khan, Gargamella e lo Scemo del Villaggio (Globale).  Una chirurgica introduzione di odio in dosi massicce, unita alla denigrazione più assoluta a mezzo dell’intero sistema mediatico, culturale (culturale?) e dell’intrattenimento, in scrupolosa osservanza di tutti i luoghi comuni del sinistro progressismo occidentale. Non ha funzionato, ed è la seconda doccia gelata dopo la vittoria degli ignoranti, dei vecchi e dei male informati britannici nel referendum sull’Unione Europea.

Non è un caso che un vecchio malvissuto come l’ “emerito” Giorgio Napolitano, alto funzionario di lungo corso delle oligarchie che non ha mai dismesso, ma solo rivoltato, la livrea, abbia affermato, dopo il brusco risveglio, che l’elezione di Trump è l’episodio più sconcertante da quando esiste il suffragio universale. Voce dal sen fuggita, l’età non perdona, il vecchio comunista disprezza fieramente il voto popolare, per questo è il servo ideale dei padroni del mondo. Quanto a Fabrizio Rondolino, una semplice mezza figura, un impiegato d’ordine del sistema, l’ha sparata proprio grossa, in un impeto di sincerità, sbottando sul rischio del suffragio universale per la “civiltà occidentale”. Parola di quelli che cantano le lodi della democrazia ad orario continuato, festivi compresi….  Qui sta, forse, il punto. L’Impero del Bene, che ha bombardato ed assordato l’universo mondo da troppi anni con la democrazia, la volontà e la sovranità popolare, l’uguaglianza, il politicamente corretto, il rispetto ossessivo di tutte le minoranze e di qualunque sensibilità squinternata, non può abolire le elezioni, rito massimo del sistema. Può, avendo il controllo di tutto, non solo orientarle, non solo officiare il rito con liturgie sempre nuove –sistemi elettorali costruiti per assegnare la vittoria in anticipo e circoscrivere la stessa partecipazione – , può manipolare l’elettorato e organizzare menzogne su larga scala . Può anche, ed è il caso inglese, tentare l’ultima carta, scatenare alcuni parrucconi delle istituzioni che il vangelo liberale chiama di garanzia per ribaltare la volontà popolare. I tre giudici britannici che hanno stabilito che il voto dei connazionali sulla Brexit non vale se non è confermato da analoga pronuncia del parlamento indicano che la sovranità popolare non è solo un’elegante finzione giuridica, ma una menzogna bella e buona, esattamente come i referendum irlandesi ripetuti sino allo sfinimento per ottenere, tra ricatti politici ed economici scanditi da imponenti campagne mediatiche, il risultato voluto da lorsignori.

La giustificazione virtuosa ? La mitica, meravigliosa “stabilità”, condizione assai vicina alla stasi, ovvero,  estremizzando, alla morte cerebrale. Stabilità, cioè nulla si deve muovere se non per espressa decisione di coloro che sanno e possono. Il voto, l’umore popolare, il rischio che le decisioni vengano prese dai soggetti sbagliati, ammettiamolo, è un bel fastidio. Per questo, è in servizio permanente effettivo l’intellettuale collettivo (una volta era il partito comunista…) che anima, orienta, aizza, instilla, fabbrica la giusta idea del bene e del male in attrezzate officine mediatiche ed accademiche. Mai come nel caso Trump si è potuto verificare come mezzo e messaggio coincidano, secondo l’intuizione di Marshall Mc Luhan. Attraverso stampa, internet, televisione, prese di posizione di cantanti, attori,  scrittori, professori, “esperti” di tutte le materie, veline di banche ed agenzie di rating, i padroni dei mezzi lanciano i messaggi “giusti”, che diventano parole d’ordine virali, cambiano i cervelli di milioni di persone, rese docili  dalla dose cavallina della somministrazione, novello TSO, trattamento sanitario obbligatorio.

Come in tutte le dipendenze (oggi, nel mondo della connessione continua, dipendiamo dai messaggi come i tossici dalla cocaina per le loro prestazioni), al fine di ottenere l’effetto desiderato occorre aumentare costantemente il dosaggio. Adesso siamo pervenuti alla pianificazione dell’odio per overdose di messaggi negativi, bugiardi come la promessa delle sostanze stupefacenti di farci star meglio. Donald Trump, che non è Madre Teresa di Calcutta e neppure Giulio Cesare, diventa così , se ci si passa il termine, la Merda Totale, il male assoluto contro cui insorgere per imperativo morale.

Credevamo che fosse la specialità e la necessità dei comunisti di tutte le latitudini quella di avere il Nemico del Popolo contro cui scatenare plebi fanatizzate che chiamavano masse. Proprio in Italia abbiamo realizzato, dalla discesa in campo di Berlusconi,  che le peggiori attitudini dell’universo comunista erano state assorbite, ed innalzate a livelli scientifici, dai Superpadroni Globali.

Avevano a disposizione il personale addetto, gli impiegati di concetto della pseudo carovana  intellettuale, disoccupati a causa della fine  del sogno comunista. Volentieri si sono aggregati alla folta compagnia i membri del ceto semicolto, come lo chiamava con sarcasmo Costanzo Preve, di rinforzo ampia parte del clero e dei parrocchiani, orfani di quel Dossetti che pronunciò su Silvio, dall’eremo bolognese, il più terribile e definitivo anatema antropologico che potesse uscire da bocca cattolica: “un principe del rinascimento”, Cesare Borgia più i Medici lussuriosi. Vent’anni di odio organizzato, demonizzazione e denigrazione sino alla meschinità, ben oltre i numerosi demeriti del Cavaliere.

Oggi sappiamo che il lungo esperimento italiano, cui potremmo aggiungere l’omologo francese contro i Le Pen, padre e figlia, era ed è svolto, in corpore vili, come allenamento per raggiungere la perfezione scientifica nella formazione dell’odio e nella propalazione delle falsità dell’ultimo anno, l’ AntiTrump come l’Antiduehring di Carlo Marx scagliato contro il nascente riformismo  socialdemocratico. Lo sgomento è che non ha funzionato. Cercheremo di dire qualcosa alla fine, alla buona, sui perché la campagna di Washington abbia conosciuto la Beresina di Napoleone, ma è necessario prima analizzare come hanno agito, su quali emozioni e sentimenti abbiano fatto leva, e quali conseguenze lasci la mobilitazione totale dei Forti e dei Giusti, così possente e granitica che avrebbe destato l’ammirazione di Ernst Junger.

Intanto, il mondo dei sondaggi e delle indagini demoscopiche; delle due l’una, o forse un combinato disposto: o sono degli imbroglioni seriali o meritano la patente di imbecilli. Qualcuno tra i più scafati, come l’italiano Mannheimer, confessa che le domande poste sono sbagliate. Insomma, nel mondo della libertà, della trasparenza e della democrazia, chiedere a qualcuno per chi vota non funziona. Poi ci sono i 9 intervistati su 10 ( !!!!) che buttano giù il telefono perché hanno altro da fare, e naturalmente, guarda un po’, anche quelli che il telefono non ce l’hanno, o lo tengono spento. Solo ora prendono atto che sono elettori anche loro. Interessante è anche la conclusione degli “esperti” ( categoria onnicomprensiva alla quale farebbe assai bene un lungo periodo di lavoro bracciantile) sulle vittorie della Clinton nei dibattiti televisivi.

Scoprono al termine della partita ciò che ai manipolatori dei Big Data avrebbe dovuto essere chiaro da prima, ovvero le due variabili seguenti: una è che moltissimi non guardano la TV o cambiano canale ai dibattiti, ma, ahimè, fanno parte dell’ opinione pubblica e nel cassetto hanno la tessera elettorale. L’altra, strabiliante, è la rivelazione che quei dibattiti sono seguiti soprattutto dai “progressisti”, talché il campione è bacato all’origine. Eppure, la sociologia ha inventato il cosiddetto “gruppo di controllo” da molti decenni. Dunque, sono degli imbroglioni, di cui le persone oneste fanno bene a diffidare, evitando di rispondere loro, o addirittura, a disorientarli con risposte contraddittorie e beffarde.

La corporazione degli esperti di indagini demoscopiche ha proceduto indubbiamente su mandato dei “superiori”, che, nel frattempo, lavorano ai fianchi l’opinione pubblica su altri piani. Una sociologa tedesca scoprì già nel secolo passato la “spirale del silenzio”, ovvero il principio in base al quale chi ritiene di avere un’opinione divergente da quella corrente o più gradita al potere tende a tacerla. Giovanni Sartori, un liberale a tutto tondo, ne concluse con tristezza “ chi non dice quel che pensa, finisce per non pensare più quello che non può dire”. Su questo puntano da tempo i manipolatori dell’opinione pubblica, che prima creano un’idea, poi screditano i suoi avversari mettendo in piedi un nuovo senso comune. Plinio Correa De Oliveira lo definì trasbordo ideologico inavvertito. Gettano il sasso, poi, in successione (la “finestra di Overton”) fanno passare qualsiasi sciocchezza o bestialità per sovraccarico di messaggi, demonizzazione e ridicolizzazione dell’Altro, rendendola accetta ai più. E’ come se un tifoso del Milan si svegliasse interista, dopo una notte di messaggi reiterati destinati a colpire la giusta area cerebrale, per di più convinto di essere sempre stato nerazzurro.

Imbroglio a sangue freddo, spregiudicato uso delle conoscenze scientifiche e dei mezzi tecnologici. In fondo, aveva già tutto chiaro Vance Packard nel 1957, con il suo fondamentale “I persuasori occulti”. In sessant’anni le neuroscienze e le tecniche di marketing sono diventate mille volte più potenti e pervasive.

C’è un baco, un grosso baco nel sistema, a cui staranno già alacremente lavorando per porvi rimedio. Anzi, i bachi sono due. Un certo numero di destinatari dei messaggi manifestano retroazioni (no, meglio feedback…) inaspettate o negative, ad esempio se i divi di Hollywood si schierano da un lato, lo ignorano o reagiscono al contrario. Così Madonna e De Niro, Lady Gaga e, nel suo piccolo, il cagnolino da salotto italiano Roberto Benigni diventano contro- testimonial. Più grave ancora, per costoro, è accorgersi che non riescono a raggiungere una enorme platea di potenziali clienti, e quindi il loro potere di condizionamento presso di loro è zero.

Sembrerà strano, ma al mondo ci sono ancora centinaia di milioni, probabilmente miliardi, di uomini e donne analogici e non digitali, che non consultano l’edizione online dell’Huffington Post (oh, my God!), non ascoltano le omelie di Fabio Fazio, Gramellini e Lucia Annunziata e, orrore degli orrori, sfogliano con maggiore interesse la Gazzetta dello Sport o la cronaca locale che la neo Bibbia La Repubblica, organo del progressismo di “color che sanno”, e megafono preferito dello stesso Santo Padre. Per i signori del politicamente corretto, il papa è Santo Padre quando la pensa come loro. Ci sono, piaccia o meno a lorsignori, tante menti forse un po’ superficiali, ma ancora libere, magari perché devono badare ai figli, cercare lavoro, resistere alle malattie, ai mutui usurari, vivere la vita in luoghi diversi dalle terrazze romane, dai loft sui navigli milanesi e dalle varie Capalbio in cui  si ritrovano gli insopportabili post-borghesi che sanno tutto. Come la favola filosofica della francese Coline Serreau, Tuttosà e Chebestia.

Quindi, non resta che fabbricare l’odio e la denigrazione. L’avversario di turno non è mai uno che la pensa diversamente, ma un losco mentecatto ignorante, un malvagio che “deve” fare schifo, e la ripugnanza prodotta non può che sfociare nell’odio, oltreché nel rassicurante, benefico sentimento di superiorità etica ed antropologica dei Buoni, ciò per cui i padroni del consenso, i dottori della nuova psico tecnologia delle masse hanno impegnato mezzi, tecnologie , raffinati saperi, assoldato i migliori cervelli a tariffa del pianeta.

E’ sufficiente scorrere le immagini delle manifestazioni americane successive all’elezione di Trump. Una  sbigottita umanità dallo sguardo allucinato e un ghigno carico di rancore, la certezza granitica che  l’Altro, il nemico, il Bruto globale, ha torto perché non ha ragioni. La sua ragione è la cattiveria, il Male Oscuro che diffonde.  Hanno creduto, spesso con oneste intenzioni, che l’odio, la violenza, un generico ma terribile Male sia dall’altra parte. Non possono accettare la sconfitta. Hanno paradossalmente ragione, la vittoria del Male non può essere riconosciuta né accettata. Alcuni arrivano a bruciare bandiere americane, un gesto che, a quelle latitudini, ha un significato ben più potente di quanto ne avrebbe da noi.

La domanda, tuttavia, è: chi ha costruito il Nemico  Assoluto, e perché. Aveva capito prima degli altri il meccanismo Carl Schmitt, rilevando che nel nostro tempo è caduto il concetto romanistico di iustus hostis, il nemico contro cui si combatte, ma di cui si riconosce esistenza e legittimità, e con il quale si dovrà convivere, su basi diverse, a guerra finita. No, il nemico nuovo, quello istituito dai fieri democratici, è per natura assoluto, totale, una non-persona. I volti sfigurati dall’odio dei manifestanti di Seattle (Microsoft…) e della California (Silicon Valley) sono uguali alle torve facce dei manifestanti contro Berlusconi o Salvini.

I nostrani cosiddetti centri sociali non sono altro che i mazzieri di quart’ordine, le truppe cammellate da mobilitare ad un fischio. Il grosso dell’esercito del Bene sono le brave professoresse fautrici della “buona scuola”, i borghesi metropolitani, gli intellettuali disorganici – vil razza dannata quanto i cortigiani del Rigoletto – i membri del ceto medio che, approfittando all’eccesso della Dotta Ignoranza teorizzata da Nicola Cusano, hanno imparato qualche decina di nuove parole inglesi, sono al corrente delle mode e dei gusti che piacciono alla gente che piace, poi i chierichetti del nuovo Dio al passo con i tempi, tinteggiato con i colori della misericordia e dell’accoglienza, e quelli che adorano il sostantivo contaminazione ed il prefisso “multi”, multietnici, multiculturali, multitutto.

Vivono nel livore, nella quotidiana esecrazione, nell’indignazione a comando come il povero cane di Pavlov sbavava al suono della campanella che annunciava il cibo. Il riflesso condizionato non chiede mai,  proibito come violare un sacro tabù, se nell’Altro c’è davvero e solamente l’odio o il male. “Noi” siamo, per definizione, il Bene, il Giusto, il Progresso (altra parola chiave) la Tolleranza. Viene in mente l’acuta  battuta di un comico: Non siamo noi che siamo razzisti, sono loro che sono napoletani! Rovesciamola per un attimo, ed adattiamola al popolo del rancore….

I burattinai, quelli sì hanno cervelli finissimi e vasta cultura. Riflettiamo ad esempio sulla teoria del Capro Espiatorio, alla quale René Girard dette un’originale interpretazione. Ad una comunità divisa occorre un nemico cui addebitare ogni male, ascrivere tutte le colpe, attribuire nefandezze ed orrori. Il Capro Espiatorio assolve la funzione di ricompattare il gruppo attraverso il suo sacrificio. E’ una “violenza fondatrice”, nel lessico girardiano, e rappresenta, anche in società secolarizzate e disincantate, l’evento misterioso del sacro. La vittoria del Capro Espiatorio non è prevista, chi organizza lo spettacolo ha scatenato forze irrazionali, difficile fermarle. Disgustoso è averle suscitate per calcolo, in America e altrove.

Nel 2008 Obama venne eletto sull’onda di immense speranze, una specie di spada della giustizia posta a vendicare torti millenari. Un uomo di colore, anche se sanguemisto, alla guida del mondo dei bianchi razzisti, guerrafondai, colonialisti. L’avevano pensata benissimo, ma gli esiti sono stati ben inferiori alle aspettative. Le guerre si sono moltiplicate, sotto la maschera ipocrita dell’ingerenza umanitaria; l’imperialismo americano è continuato, indipendentemente dalla razza del presidente; le disuguaglianze più vergognose tra l’uno per cento dei super ricchi e gli altri, tutti gli altri, si sono allargate, né la minoranza  afroamericana (è obbligatorio chiamarla così) risulta aver migliorato la sua condizione. Un dato: due terzi dei bimbi statunitensi di colore nascono fuori dal matrimonio o da stabili convivenze, ben oltre un milione di neri sono in galera. Eppure il potere globale è riuscito a veicolare senza vergogna il messaggio che la giustizia sociale e razziale, la pace e la tolleranza, il rispetto per le donne stanno da un lato, tutti i mali del mondo dall’altra. Girard più Marx ed Hegel, capro espiatorio, falsa coscienza e coscienza infelice.

La rete è stata preparata minuziosamente, ma qualcosa, da un po’ di tempo, sembra non funzionare. Quel che non va è che i fatti hanno la brutta abitudine di tornare a galla, e le moltitudini care a Toni Negri e Michael Hardt sono sì manipolabili, ma non del tutto.  Milioni di “analogici” non sono connessi alle reti giuste, quelle che contano, fanno tendenza, creano opinione. Negli Usa non ha funzionato neppure l’ultimo coniglio estratto dal cilindro dei prestigiatori globali: Hillary è donna, votatela in quanto tale. Si chiama rappresentanza “a specchio”, ma molte donne, specie quelle che tirano la vita da mattina a sera, fuori o dentro casa, non sono cascate nel tranello.

L’ultimo insulto in ordine di tempo, quello di “sessista”, attiene ovviamente alla sfera del processo alle intenzioni ed ai pensieri, oltrepassa la verità effettuale di chi ha promosso guerre in vari continenti, sganciato bombe (intelligenti!) sulla testa di uomini, donne , bambini, ottenuto cifre da capogiro da quelle istituzioni finanziarie che, dal 2007 in poi, hanno impoverito milioni di persone senza riguardo al genere, alla razza o alle preferenze sessuali (vedete come è semplice usare il loro linguaggio ?).

La trama e l’ordito sono di prim’ordine, è la qualità della tela che è scadente. Anche il presunto odio verso gli immigrati dell’Altro da Sé, brandito come arma assoluta in mano alle anime belle, può essere letto, in controluce, come rispetto delle proprie cose, desiderio di continuità, prudenza. “Senza confini, non ci sono Paesi”, sotto il ciuffo ossigenato di Donald una perla di saggezza, detestata da chi intende abolire le frontiere non per amore degli uomini, ma degli affari che si possono fare sulla pelle del Terzo e Quarto Mondo, immenso esercito di riserva del capitalismo globalista.

Hanno un ulteriore necessità, i generali dell’esercito dei Buoni, convincere che i malvagi sono anche  ignoranti, semplici cretini da osteria. Tecnicamente, è una forma raffinata di razzismo, ma sembra funzionare. Un esponente di vertice dell’oligarchia illuminata, lo Juncker gerarca dell’Unione Europea, sibila con disprezzo che Trump non conosce il mondo, forse crede che il Belgio sia un quartiere. Loro soltanto hanno il monopolio universale della Conoscenza, come se una fleboclisi avesse iniettato nelle loro vene il contenuto di tutte le enciclopedie della terra. Juncker sa certamente dov’è il Belgio, e ricorda l’indirizzo preciso delle sedi di comodo di centinaia di grandi entità finanziarie ed industriali multinazionali nel  Lussemburgo,  paradiso fiscale di cui fu a lungo primo ministro ed in cui opera Clairstream, il gigantesco istituto di clearing (compensazione interbancaria) da cui passano tutte le grandi transazioni finanziarie, specialmente le più opache, forse criminali.

Non cantiamo vittoria troppo presto, Trump è uomo di apparato quasi quanto i suoi nemici, sicuramente ricattabile, e probabilmente si rimangerà molte promesse, il sistema si rialzerà presto dalla botta subita, ma per una volta, se non hanno vinto i migliori, senz’altro hanno perso i peggiori. Devono fare presto ad inculturare gli ignorantoni che votano male e pensano peggio. I titolari di lauree e master, sembra, votano a sinistra, se la parola mantiene un significato. Dovrebbero preoccuparsi, perché una volta erano i paladini di chi a scuola non ci era potuto andare per povertà. Pare che anche i miliardari ed i banchieri, negli States e nella vecchia Europa abbiano il cuore da quella parte, pur ancorando saldamente a destra il portafogli.

zvoce_del_padroneQualcuno se ne sta accorgendo e, non fosse altro paragonando la propria condizione attuale, materiale e civile, a quella di dieci, vent’anni fa, si sta seccando. In America li chiamano “colli rossi”, quelli di chi lavora duro e la cui abbronzatura non viene dalle spiagge californiane o dai centri benessere di New York. Il brusco risveglio degli Illuminati è tutto qui: i loro fari danno luce solo ad alcuni, ma accecano tutti gli altri e spengono le lampadine da pochi watt.

Ma quelli, gli Altri, sono il Male, non capiscono, rifiutano i preziosi consigli di chi tutto sa e tutto comprende, dunque si meritano odio, ripulsa, razzismo reale, quanto gli operai e gli artigiani francesi che votano Marine Le Pen, che sarà anche donna, ma non è della cricca. Ai francesi piacciono i giochi di parole, li chiamano calembours, e l’acronimo FN del Front National viene letto effe-haine, pronuncia uguale, ma significa Fronte-Odio. L’odio però non è dei frontisti, ma dei loro nemici.

I colti, i razionali, i pacifisti, i “liberati”, emancipati e chi più conosce paroloni più ne metta, non credono nella loro democrazia, nel suffragio universale, nel principio di maggioranza. Benvenuti nel club, ma attenzione: se i Giusti sono tali in quanto possiedono più denaro o più mezzi, con cui acquistano e determinano le idee ed il consenso, ad usare il vostro metro di giudizio ed il vostro vocabolario, voi siete fascisti ! Nicolàs Gòmez Dàvila scrisse un fulminante aforisma, secondo il quale se il politico democratico credesse davvero nella democrazia, in caso di sconfitta dovrebbe prendere atto di avere torto.

Impossibile: il mondo narcisista e politicamente corretto, Metropolis contro Polis, favorevole alla legalizzazione di tutto fuorché del senso comune, non può avere torto per definizione e predestinazione divina (Lutero è sdoganato anche da Bergoglio …).  Essi sono depositari di una misteriosa, arcana, gnostica sapienza a cui inchinarsi come dinanzi ad una santa reliquia e se i fatti non vanno nella giusta direzione, tanto peggio per i fatti. Quel che turba è la capacità di costoro di essere creduti da molti. Viene in mente quella vecchia casa discografica il cui nome era La Voce del Padrone.

I meno giovani ricorderanno il suo simbolo (logo è vocabolo recente e globalista): un cane ascoltava felice dei suoni che uscivano da un grammofono, la Voce del Padrone, appunto. Siamo tornati lì, o forse non ci siamo mai mossi: hanno solo perfezionato il grammofono.

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19 commenti su “Trump e non solo. La multinazionale delle menzogne che fabbrica odio – di Roberto Pecchioli”

  1. Il giacobinismo è un fenomeno connaturato alla democrazia, un suo inevitabile prodotto collaterale. Esplose durante la rivoluzione francese perché la Francia era una “democrazia” nuova, d’importazione, senza ancora radici, immatura, senza anticorpi. Successe poi la stessa cosa alla Russia 130 anni dopo. Ma fenomeni “giacobini” avevano già attraversata l’Inghilterra. Il giacobinismo è il modo sedicente democratico di neutralizzare la democrazia, attraverso le piazze reale e quelle virtuali. E’ il modo “democratico” di alzare la voce ed intimidire la folla e di metterla in qualche modo di fronte al fatto compiuto: chi reagisce si mette fuori dell’umanità e della democrazia e può perciò essere legittimamente liquidato. La sua organizzazione è in gran parte spontanea e fa appello sia al sentimento gregario sia a quello degli ambiziosi con meno scrupoli: chi aspira al potere lo capisce istintivamente. Come scrisse Cochin, è “il partito del partito preso”, una fede non crede a nulla, tranne la parola d’ordine del giorno, una chiesa senza comunione.

  2. ll pensiero di destra “reazionario” – scrivo così per comodità, non per connotare negativamente il termine – se ha ben compreso il giacobinismo, non ha mai però ben compreso la democrazia e le sue capacità di reazione. Di qui il suo apocalittismo un po’ lugubre. Augustin Cochin vide bene che il fenomeno aveva ragioni anglosassoni (non per ragioni genetiche, di “kultur”, dico io, ma cronologiche) ma non volle mai chiedersi come mai l’Inghilterra non ne fosse stata travolta come la Francia. E’ lo stesso errore di Carl Schmitt, che mitizza la differenza “genetica” tra la civiltà marinaresca, commerciale, “globalizzante” anglosassone, e quella di “terra” continentale. Quelli che oggi a destra rispolverano un tenace e vecchio anti-americanesimo dovrebbero almeno chiedersi perché è proprio l’America profonda che oggi risponde alle derive radicali-liberal-progressiste dell’Occidente attuale. O no? Ricordiamoci inoltre che l’universalismo – quello sano, s’intende, che rispetta la storia e le nazioni – è un frutto del Cristianesimo.

  3. Una chirurgica introduzione di odio in dosi massicce, unita alla denigrazione più assoluta a mezzo dell’intero sistema mediatico, culturale (culturale?) e dell’intrattenimento, in scrupolosa osservanza di tutti i luoghi comuni del sinistro progressismo occidentale.

    una sacrosanta verità!!

    Purtroppo i miei coetanei – classe ’92 e dintorni – sono per la maggioranza imbevuti fino al midollo di quello schifo..

    1. Tieni duro tu, caro Matteo (permettimi di darti del tu, dato che potresti essere mio figlio) e speriamo che sempre più persone della tua generazione si sveglino da questa ipnosi collettiva indotta da tanti pifferai magici : Bergoglio con il suo personale “soffio dello spirito”, Monti con il suo “dobbiamo fare i compiti, ce lo chiede l’europa” (minuscole spirito e europa volute e dovute). Lasciamo che ci cadano loro nell’abisso in cui vorrebbero spingerci, dopo averci anestetizzati con tutte le loro menzogne e buffonate, se la vedranno con Cristo Giudice, questo è poco ma sicuro. Stanne lontano, caro Matteo, con la mente e con il cuore, e convinci anche i tuoi cari, parenti, amici, conoscenti. Auguri sinceri

  4. Questi fatti possono aver incrinato qualche certezza ma, non è detto. E’ un plagio profondo che davanti a qualsiasi fatto si ritira entro il meccanismo interpretativo ricevuto dalla ideologia. Credo che questi BUONI siano fondamentalmente pigri, vili e grandi narcisi.

  5. Eccellente articolo.
    Spero proprio che il variegato mondo dei capi-puffi Putin, Trump, LePen, Salvini, Meloni, ecc. riescano a dare del filo da torcere ai vari gargamella piu’ o meno tutti caduti o decaduti a vario titolo nel gran calderone massonico-mondialista: Bergoglio, Juncker, Merkel, Hollande, Obama, Napolitano, Monti, Renzi, e tutti gli innumerevoli “simpaticoni”. Voglio cocedermi di sognare: centinaio di milioni di omini blu molto arrabbiati, che con le loro minuscole clave riescono ad abbattere il Sorosauro!

  6. jb Mirabile-caruso

    Roberto Pecchioli: “Quel che turba è la capacità di costoro (quelli favorevoli alla legalizzazione di tutto fuorché del senso comune) di
    ………………………..essere creduti da molti. Viene in mente quella vecchia casa discografica il cui nome era La Voce del Padrone”…..

    Si potrebbe parafrasare la Sua affermazione, dr. Pecchioli, così capovolgendola: “quel che turba è l’indisponibilità dei molti ad addossarsi la responsabilità di legalizzare tutto ciò che pertiene il SENSO COMUNE”. E si potrebbe aggiungere, visto che ci siamo, la responsabilità di DElegalizzare tutto ciò che pertiene il NONSENSO COMUNE fin quì legalizzato!

    Perché – diciamocela tutta questa benedetta Verità – sino a quando sono i “servi” ad ascoltare il grammofono, è cosa fin troppo logica che la voce sia quella del Padrone. Ma nel momento in cui i servi decidono di assurgere a Cittadini diventa logico che la voce sia quella del Popolo Sovrano.

    Questa fu, infatti, l’originaria visione della Democrazia: assunzione diretta – e NON delegazione ad altri – della responsabilità!

  7. Una Giovanna Botteri in nero e con un sorriso mestissimo (come godo) ci ha detto stasera a RaiNews24 che il Partito Democratico Americano nel suo disperato tentativo di risollevarsi ha appena eletto nel partito un afroamericano di religione musulmana …che ha buone possibilità di diventare il prossimo PRESIDENTE dei DEMOCRATICI……SOTTOMESSI ed IMBECILLI !!!! Non gli è bastato un undici settembre per aprire gli occhi. Ci voleva davvero un Trump.

  8. Ho fatto ricerche ed ho trovato il nome del democratico afroamericano in questione. È Keith Ellison del Minnesota primo musulmano eletto al Congresso americano. È dell’area liberal ovvero dell’ultra sinistra. Tanto è vero che è sostenuto da Bernie Sanders che ha conteso alla Clinton la nomination fino all’ultimo. E Bernie Sanders è più abortista e filogender della Clinton. Non so se mi spiego. Ecco l’humus dei DEMOCRATICI. Tra l’altro ho letto anche che il democratico Ellison é sostenuto soprattutto dai gruppi più radicali islamici…..Ho detto tutto…

  9. Carla D'Agostino Ungaretti

    Condivido ogni parola dell’articolo e mi sbalordisce che il popolo che ha inventato lo slogan: “Giusto o sbagliato, è il mio Presidente” possa ora smentirlo in maniera così antidemocratica. Però . però… resta il fatto che è stato eletto un uomo volgare che, oltre alle sue innumerevoli bugie, oltre ad aver detto tutto e il contrario di tutto, oltre a tingersi i capelli di giallo, ha detto anche che se Ivanka non fosse stata sua figlia, se la sarebbe volentieri portata a letto. Tant’è: questo è quello che passava il convento negli USA, tertium non datur. E’ il segno dei tempi: il mondo è terribilmente degradato in tutti i sensi: politico, sociale, religioso, antropologico filosofico, culturale, etico. C’è solo da sperare che si tocchi presto il fondo, così forse si potrà risalire.

    1. Sono d’accordo con lei sullo stupore per il voltafaccia di mezza America nei confronti dei meccanismi democratici che fino a ieri esportavano con le bombe. Tuttavia, mi permetto di dissentire dalla sua visione di Trump, che corrisponde a quanto i liberal hanno voluto propinarci. Il vecchio Donald è un uomo ruvido, semplice ma intelligente. La sua schiettezza arriva alla volgarità, certo, ma non più di quella che qualsiasi maschio normale (non l’effeminato bamboccione da college) dimostra nei momenti di passione o rabbia, o quando è tra altri maschi. Della figlia ha detto “se non fossi il padre, l’avrei invitata ad uscire con me”, ed è un complimento alla sua indubbia bellezza che qualsiasi padre potrebbe fare. Cerchiamo di non cadere nel tranello del nemico – sì, del nemico, voglio chiamare massoni, comunisti, laicisti e ricchi progressisti col loro nome. Ha vinto una persona con molti limiti, ma con valori che vivaddio si avvicinano ai nostri. Si veda la nomina di un giudice antiabortista alla corte suprema.

    2. E’ il segno dei tempi: il mondo è terribilmente degradato in tutti i sensi: politico, sociale, religioso, antropologico filosofico, culturale, etico.

      CERTO ha ragione, tuttavia le chiedo se fosse possibile avere le fonti di quello che ha sottolineato:
      “oltre alle sue innumerevoli bugie, oltre ad aver detto tutto e il contrario di tutto, oltre a tingersi i capelli di giallo, ha detto anche che se Ivanka non fosse stata sua figlia, se la sarebbe volentieri portata a letto.” (quest’ultima spero sia una ingiustificabile, squallida e pessima battuta volendo fare un complimento alla figlia).
      Carlo Magno ebbe 5 mogli, due furono ripudiate e tre morirono in giovane età, non contento, dopo la “raccolta di mogli” e rimasto vedovo ebbe concubine. Per carità Trump non può essere paragonato a Carlo Magno, d’altro canto però, non possiamo scandallizzarci per la sua vita privata o per certo linguaggio scurrile e ingiustificabile:l’importante che mantenga gli impegni presi con i suoi numerosi elettori, sia per il bene dell’America sia per il mondo intero lacerato dall’essere…

      1. l’importante che mantenga gli impegni presi con i suoi numerosi elettori, sia per il bene dell’America sia per il mondo intero lacerato dall’essere ancora biologicamente vivente che lo ha preceduto. I danni che ha procurato con la complicità dei massoni europei sono INCALCOLABILI. La scia di sangue è ancora fresca e i Cristiani massacrati GRIDANO al Cielo!!! Che Dio Padre ASCOLTI il loro PIANTO E LAMENTO!!!

        1. …… e comunque è altrettanto vero che su Trump non bisogna INCORRERE in facili entusiasmi e capire molti altri aspetti dei suoi legami con i padroni del mondo. Ciò che più colpisce è il suo legame parentale con membri di credenza talmudica grazie al matrimonio della figlia Ivanka con Jared Kushner di credenza ebraica….
          Non vorrei che questo sia uno dei motivi per cui, subito dopo l’elezione, abbia cancellato il punto focale sugli ingressi islamici in America: forse la risposta è collegata a quanto appena riportato dal momento che le due credenze citate sono facce della stessa medaglia con mansioni diverse.

          Interessante questo articolo del dott. Maurizio Blondet:

          http://www.maurizioblondet.it/la-casa-bianca-dai-neocon-al-palazzinaro-kosher/

          Meglio andare cauti anche su Trump e continuamo a pregare…a Dio nulla è impossibile, nemmeno di aver misericordia di un Trump, che ricevendo questa grande grazia potrà distinguere il bene dal male, malgrado sia circondato da persone intime che forse hanno a cuore se stessi e una certa causa….IL POPOLO può aspettare….

  10. e’ dimostrato che i manifestanti che inondano le citta’ americane sono prezzolati da Soros, il quale sta programmando contro Trump un’insurrezione sul modello dell’Ucraina (rivolta che sara’ definita ovviamente dai pennivendoli di tutto il mondo ‘spontanea’)

  11. E’ interessante notare come le proteste e le vergognose prese di posizione girino attorno al nocciolo della questione senza mai corroderlo. Il fatto è chiaro, almeno questa è la mia opinione. Tralasciando per un attimo i punti scottanti squisitamente politici, economici, militari e strategici a livello geopolitico, Trump è visto come il sovversivo massimo a un’opera che tanti disastri ha causato nel corso degli anni, da quando fu pubblicata. Mi riferisco a ‘La Società Aperta e i Suoi Nemici’ di Popper, opera ignobile, vergognosa e propagandistica ad uso delle elites predisposte ad attuare quei programmi che oggi vediamo imperanti con seguito di macerie della nostra Civiltà. Bergoglio è stato scelto come simbolo ‘popperiano’ e la cosa ha una sua logica: quella che vuole il globalismo della ‘Società Aperta’ come il trionfo universale del cristianesimo. Questo è, a mio modesto parere, l’ultimo colpo che lorsignori vogliono dare alla Civiltà (greco-romana e cattolica). La democrazia è solo la maschera al totalitarismo imperialista che scimmiotta il vero Impero.

    1. “NO LIMITS ! “.
      Oppure: “Dalla Rivoluzione in un solo Paese (sentita -giustamente- come contraddizione in termini, tanto dagli assatanati di Parigi quanto dagli assassini di Pietroburgo/Leningrado e Mosca) alla Rivoluzione Planetaria”. Ogni formichina con il proprio account Facebook, geolocalizzata GPS, sotto l’occhio del Grandissimo e Sacerrimo Fratello

  12. giorgio rapanelli

    Divertente e fantastico articolo lo invio ai miei amici… Trump ha preso a pesci in faccia i suoi e i nostri nemici. Non sarà più come prima. I cialtroni sono stati ridimensionati. Magari meditano vendetta e pregano Satana di fare fuori Trump. Però il dado è stato tratto. Trump metterà uomini validi, conosciuti e sconosciuti al grosso pubblico, che lo indirizzeranno bene. Quindi, in caso di dipartita, i “Democratici” non avanzeranno di un millimetro.

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