Un altro messaggio dello Spirito Santo a papa Bergoglio – di Giovanni Servodio

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di Giovanni Servodio

 

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«È lo Spirito di Dio che opera il miracolo dell’unità riconciliata. E lo fa col suo stile, come ha fatto a Pentecoste, suscitando carismi diversi e tutto ricomponendo in un’unità, che non è uniformità, ma comunione. Perciò occorre che stiamo insieme, come i discepoli in attesa dello Spirito, come fratelli in cammino.»

Questa frase fa parte del discorso che papa Bergoglio ha rivolto alla delegazione del “Consiglio Metodista Mondiale” da lui ricevuta a Roma il 19 ottobre 2017, nella Sala Capitolina.
Ovviamente, si parla sempre di ecumenismo, cioè della possibilità di unirsi pur rimanendo divisi, anzi di ricomporre “l’unità riconciliata”: una sorta di sciarada.
Quello che questa volta si scopre è che quanto riferito dagli Atti degli Apostoli non sarebbe esatto, perché papa Bergoglio sembra che abbia saputo altro dallo Spirito Santo.

Vediamo allora cosa riferiscono gli Atti degli Apostoli:
(1, 12-14): Allora ritornarono a … Entrati in città salirono al piano superiore dove abitavano. C’erano Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo di Alfeo e Simone lo Zelòta e Giuda di Giacomo. Tutti questi erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù …
(1, 26; 2, 1-4): Gettarono quindi le sorti su di loro e la sorte cadde su Mattia, che fu associato agli undici apostoli. Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d’esprimersi.

Fin qui non si parla di “carismi diversi e tutto ricomponendo in un’unità”. Si parla esattamente del contrario: dell’unità degli Apostoli che erano “assidui e concordi nella preghiera” e che è su di essi, così uniti, e su “alcune donne e con Maria, la madre di Gesù” che scende lo Spirito Santo promesso da Gesù.

E gli Atti proseguono:
(2, 14): Allora Pietro, levatosi in piedi con gli altri Undici, parlò a voce alta…
(2, 36): Sappia dunque con certezza tutta la casa di Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso!
(2, 41): Allora coloro che accolsero la sua parola furono battezzati e quel giorno si unirono a loro circa tremila persone.
(2, 42, 44, 46-48): Erano assidui nell’ascoltare l’insegnamento degli Apostoli e nell’unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere. … Tutti coloro che erano diventati credenti stavano insieme e tenevano ogni cosa in comune; … Ogni giorno tutti insieme frequentavano il tempio e spezzavano il pane a casa prendendo i pasti con letizia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo la simpatia di tutto il popolo. Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati.

Da cui si comprende che non si parla neanche lontanamente di “unità riconciliata” o di “unità ricomposta”; si parla piuttosto di aumento del numero dei fedeli che si “unirono a loro” [gli Apostoli] e che “tutti insieme frequentavano il tempio e spezzavano il pane”.
Si parla di una unità che c’era prima di ogni cosa, intorno a Pietro e agli Apostoli e a Maria, unità che da quel momento sarebbe stato possibile spezzare solo per colpa di coloro che invece di rimanere “uniti a loro [gli Apostoli]” e invece di “frequentare il tempio” insieme e di “spezzare il pane” insieme, avessero deciso di fare tutto per conto loro, a modo loro, nonostante fossero battezzati.

L’unità di cui parlano gli Atti è l’unità dell’unica Chiesa voluta da Cristo, l’unità di “coloro che erano diventati credenti stavano insieme e tenevano ogni cosa in comune”. Spezzata tale unità, l’unico modo per comporla è ripristinare la comunione con gli Apostoli e con Pietro e con Maria.

Questo è quello che riportano gli Atti degli Apostoli: è in questo che consiste l’opera dello Spirito Santo… le estrapolazioni di papa Bergoglio sono tutta farina del suo sacco, farina che peraltro è ormai andata a male dopo la contaminazione verificatasi col Vaticano II e col falso ecumenismo che nonostante tutto Bergoglio pretende di praticare più e meglio di tutti.
Ma almeno avesse la decenza di non chiamare in causa lo Spirito Santo e la Pentecoste per cercare di far passare per buona la sua farina avariata!

Abbiamo torto? Forse che i sedicenti cristiani che stanno fuori dalla Chiesa non sarebbero “battezzati”?
Noi diciamo di no, perché la verità è che tutti questi sedicenti cristiani non sono stati battezzati dagli Apostoli, ma si sono semplicemente “auto-battezzati”, se così si può dire.

Vediamo allora chi sono i metodisti; e non avendone noi una sufficiente conoscenza, ci affidiamo a quanto dicono loro stessi (i neretti sono nostri):

Dio ha parlato per mezzo dei suoi profeti e in modo unico in Gesù Cristo. La Bibbia è perciò il fondamento primo della fede e della vita cristiana. 

La Riforma ha così definito il suo programma: Sola Scrittura, solo Cristo, solo per fede.


La Bibbia, è la sola fonte di conoscenza, di orientamento per la Fede; Gesù Cristo è l’unica sorgente di salvezza, di speranza per gli uomini, la sola autorità per la Chiesa;
la Fede, cioè l’accettazione del dono di Dio, è l’unica via con cui l’uomo può giungere alla salvezza: quindi fondandoci sulla Bibbia non rendiamo alcuna venerazione o culto alla Madonna e ai santi, rifiutiamo l’autorità del Papa sulla Chiesa, sui credenti, rifiutiamo il ministero sacerdotale come intermediario fra Dio e gli uomini come detentore del potere sacramentale, riconosciamo due soli sacramenti:
il Battesimo che è segno della nostra morte e resurrezione in Cristo; la Cena del Signore, o comunione, o eucarestia, che è il segno visibile della reale, ma spirituale, comunione con la persona e l’opera vivente di Gesù, della comunione fraterna fra coloro che credono il lui. 


Un’etica fondata sulla responsabilità e la libertà: Gesù Cristo non ha insegnato una nuova legge che sostituisca l’antica, cioè nuove regole o precetti, ma chiama uomini e donne ad una libertà che si esercita nella responsabilità: per sé e per il prossimo, per la società e per il creato.



Una chiesa come assemblea dei credenti: La chiesa è la società di coloro che in Cristo sono stati chiamati ad una nuova vita. Essa è un’assemblea di eguali, nella quale l’Evangelo viene annunziato e i sacramenti correttamente amministrati. Non ha una sua forma necessaria o fissa, non ha gerarchie ma si amministra da sola sul piano locale, regionale e mondiale, senza ingerenze del potere politico e senza esercitare da parte sua alcun potere.
(http://www.metodistiverbano.altervista.org/chisiamo.html)

Questi pochi richiami bastano a rendere ridicola l’affermazione di Bergoglio, secondo cui: «Siamo fratelli che, dopo un lungo distacco, sono felici di ritrovarsi e di riscoprirsi a vicenda, di camminare insieme, aprendo con generosità il cuore all’altro».
E fanno capire quanto sia stolta quest’altra affermazione: «Quando intravediamo segni di vita santa negli altri, quando riconosciamo l’azione dello Spirito Santo nelle altre confessioni cristiane, non possiamo che rallegrarci»

Ora, papa Bergoglio, nonostante cerchi di dare a vedere che è un semplice, non è uno stupido, e la sua confessata frequentazione di ogni sorta di eretici e di miscredenti permette di affermare che lui sa bene chi sono i metodisti. Quindi, queste sue affermazioni possono significare solo che lui intende accomunare la Chiesa cattolica con queste persone che si sono fatte una religione per conto loro; e quindi relegare in un angolo buio i sacramenti, il sacerdozio, i santi, la Madonna e lo stesso papato.

Certo, attraverso il “dialogo” ecumenico, «attraverso un dialogo che proceda con amore della verità, con carità e con umiltà», come osa affermare in questo discorso; ma così dicendo egli sa di mentire, perché non può esserci carità e umiltà senza verità, e la verità è che i metodisti non hanno lo stesso credo dei cattolici: sono un’altra pseudo chiesa che rifiuta l’unica vera Chiesa: la Chiesa cattolica.

Per finire è opportuno notare che Bergoglio ribadisce la concezione manchevole della Chiesa di duemila anni, sorta col Vaticano II, secondo la quale tutti i fedeli chierici e laici in due millenni avrebbero vissuto lontani dal Signore e avrebbero praticato “una testimonianza meno fedele al Vangelo”:

«È bello vedere come il Signore semina largamente i suoi doni, è bello vedere fratelli e sorelle che abbracciano in Gesù la nostra stessa ragione di vita. Non solo: gli altri “familiari di Dio” possono aiutarci ad avvicinarci ancora di più al Signore e stimolarci a offrire una testimonianza più fedele al Vangelo

Bergoglio sarà pure “papa”, secondo la legislazione canonica, ma ciò che dice e ciò che fa, dimostra che ha quasi niente di cattolico e che siede sul trono di Pietro più per confutarne la funzione che per praticare il comando del Signore: «tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli» (Lc. 22, 32).

Il Signore ha pregato per Pietro, ma il suo attuale successore non si è ravveduto, ma persiste nell’errore, tale che il suo insegnamento non può servire per confermare i fratelli e quindi va rigettato e, se necessario, condannato.
Nessuno può giudicare il Papa, certo, ma ogni vero cattolico può valutarne le parole, i gesti e gli atti e, se questi sono difformi dall’insegnamento perenne della Chiesa, egli ha il dovere di denunciarli e di respingerli.

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fonte: UnaVox

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18 commenti su “Un altro messaggio dello Spirito Santo a papa Bergoglio – di Giovanni Servodio”

  1. Alberto Giovanardi

    C’erano una volta quattro cardinali che avevano mandato al Primo Apostata i famosi “dubia”, ai quali avrebbe dovuto seguire la prevista “correctio”. Due di loro, Joachim Meisner e Carlo Caffarra, entrambi grandissimi uomini di Chiesa, hanno lasciato la vita terrena per il Paradiso, mentre gli altri due, se non altro per rispettare in forma postuma la loro volontà, avrebbero dovuto proseguire nella sacrosanta iniziativa. Senonché il sunnominato Apostata, al quale la furbizia non fa certo difetto, ha conferito al primo dei due “reduci”, di nome Burke, un incarico in Vaticano, e questi, d’accordo con il numero quattro di nome Brandmueller, si è vergognosamente venduto al Capataz biascicando che per la “correctio” è opportuno far trascorrere le festività natalizie (ma poi ci saranno pure quelle pasquali e arriveremo tutti alle calende greche). Dal canto mio, umile cattolico fondamentalista, integralista, oltranzista e massimalista, nell’esternare la mia profonda delusione mi permetto di dare ai due voltagabbana un modesto consiglio: “ma andate a nascondervi !”

  2. Ricondurli alla Chiesa Cattolica no? Se la Bibbia è il punto di riferimento, per tutti i battezzati è valida l’esortazione di S. Paolo : “vi supplico, lasciatevi riconciliare con Dio”.

  3. adriana dasiena

    Non capisco chi continua chiamare Bergoglio “papa”. Bergoglio non è cattolico quindi non può essere Papa.

  4. In occasione del recente ventennale della morte di Madre Teresa di Calcutta, un giornalista ha intervistato la superiora della Casa della Carità di Roma, madre Amata.
    Domanda: E’ vero, come si dice, che Madre Teresa dialogava con persone di tutte le religioni? (**)
    Risposta (ferma) di Madre Amata: “NO, lei non dialogava con le persone di tutte le religioni, lei LE RISPETTAVA”.

    Esempio di come si fa a non fare dell’ecumenismo di accatto.

    * * * * *

    Su papa Bergoglio, la domanda è: ‘Che cosa lo porta a questa frenesia di imbarcare nella Chiesa cattolica gli elementi (religiosamente) più spurii?’
    La risposta vera credo la conosca solo Domine Iddio.

    Quanto al metodo ‘Taglia-cuci-e-aggiungi-o-togli’ in Sacra Scrittura, forse lo ha imparato quando da ragazzino 13nne lavorava in una fabbrica di calze (cfr sue biografie).

    (**) non virgolettato perché la domanda non è testuale; ne rispecchia però il senso.

  5. Un giorno qualcuno dovrà spiegarci/spiegarmi da dove deriva tutta questa frenesia dialog-ecumen-interconfessionale. Ormai il solo Concilio Vaticano II non basta più, qui è successo qualcosa (ma che cosa?) per cui la Chiesa Cattolica ha deciso di andare a braccetto con eretici, scismatici, liberal di vario tipo. Anche la spiegazione che ne dà Francesco Lamendola (http://www.accademianuovaitalia.it/index.php/cultura-e-filosofia/la-contro-chiesa/2251-cari-vescovi-massoni), per cui “mano a mano che la società si secolarizzava, cioè si distaccava dalla religione cristiana, quest’ultima, al suo interno, cominciava a covare il male occulto della modernità: uno spirito d’insofferenza, di scontentezza, di ribellione contro il Vangelo, uno spirito di orgoglio e di superbia della ragione, uno spirito di rivendicazione dei “diritti”, non solo della ragione, ma anche del corpo, a cominciare dalla sfera sessuale” spiega bene QUELLO che è successo, ma non PERCHE’ sia successo.

    1. Caro Alessandro, qui si parla di cose che riguardano lo spirito e in questa ottica che è diversa da qualsiasi altra ottica relativa alle cose del mondo, il perché di quanto avviene non sta altro che nella lotta feroce di Satana contro Dio in questo tempo in cui egli è totalmente sciolto dalle catene. In questo momento di estrema confusione in cui la superbia e la supponenza dell’uomo, divenuto dio di se stesso, ha raggiunto livelli inimmaginabili, dove poteva trovare il maligno la sua più grande soddisfazione se non pervertendo gli uomini di chiesa partendo dal basso fino alle più alte sfere? Ma non è cosa di adesso questa infatuazione della chiesa con la modernità; essa è andata sempre più crescendo, nonostante il santo Papa Pio X avesse condannato questa deriva definendo il modernismo “sintesi di tutte le eresie”. E’ cresciuta come un’onda che si ingrossa a dismisura ed ora è così perniciosa che ha attirato a sé gran parte del clero e, ovviamente, gran parte dei fedeli che si sono fidati di ciò che pian piano veniva loro propinato, come un veleno somministrato a piccole dosi.
      Ma l’antidoto esiste: la Madonna Santissima.

  6. Non c’è discorso, non c’è scritto in cui non distorca a suo uso e consumo, in modo plateale e spudorato, i testi sacri, la Parola di Dio. Come si può pensare che questo avvenga incoscientemente? E allora… un papa che deliberatamente distorce il Bene nel suo contrario! Inascoltabile, inguardabile… Omissis.

  7. Continuare a definire papa questo impostore non e’ solo inesatto e incoerente, e’ offensivo per la vera Chiesa e per il papato come istituzione divina. Un vero insulto verso i veri papi del passato.

    Bergoglio e’ un equivoco squallido e scandaloso che presto o tardi bisognera’ chiarire, altrimenti lo fara’ Cristo primo e unico padrone della Chiesa, ma allora per la marmaglia pavida e cortigiana che ha occupato le alte cariche ecclesiali sara tardi, saranno pianto e stridor di denti.

    1. jb Mirabile-caruso

      Matteo: “…ma allora per la marmaglia pavida e cortigiana che ha occupato le alte cariche ecclesiali sarà tardi,
      ……………saranno pianto e stridor di denti”…………….

      Desidero solo aggiungere che, con ogni probabilità, la stessa sorte toccherà anche a noi non-consacrati che – consapevoli della sistematica dissacrazione che avveniva a tutti i livelli in seno a nostra Madre Chiesa – abbiamo liberamente scelto di fare assolutamente NULLA in termini di AZIONE, preferendo, invece, le parole delle diverse preghiere che ci tenevano al riparo dai pericoli delle azioni concrete. Ovviamente abbiamo concottato le nostre brave ed ingegnose giustificazioni per questa nostra scelta da presentare a Dio dopo la nostra dipartita, senza nemmeno avere il sospetto che la nostra vita terrena è accettazione della lotta concreta contro il male ed eludere questa lotta equivale alla nostra dannazione.

      NON è cosa facile accedere al Paradiso: infatti, “molti saranno chiamati, ma pochi saranno ammessi”.

  8. Eppure Bergoglio è tutto un rigoglio di forza e vitalità, nonostante i suoi ottanta anni e le sue idee. Come è possibile? Se Dio gli dona tutta questa Grazia, vuol dire che quello che fa va bene. Altrimenti, se fosse privato della Grazia di Dio, non potrebbe mai e poi mai avere tutta quella forza e vitalità.

    1. La vitalità fisica non sempre corrisponde alla ricchezza vita spirituale. Abbiamo conosciuto molti golem che, animati nelle facoltà fisiche da satana stesso, hanno avuto lunga vita e fatto molti danni materiali e spirituali. Soros stesso (così come altri personaggi che non cito del presente e del passato) è un ottimo esempio. Parimenti ed in modo diametralmente opposto, abbiamo molti esempi di persone povere, fragili, deboli, dalla vita breve e materialmente travagliata, dolorosa, che oggi rifulgono nella schiera dei Santi di Dio e che hanno fatto tanto bene e ne fanno anche oggi con l’esempio e l’intercessione. Non dimentichiamoci mai che il male o il bene agli occhi del Signore non si misura col nostro metro di vita lunga, sana o ricca o anche felice. Questa visione è protestante (cf. Weber e l’etica del capitalismo: se ho successo mondano, Dio mi vuole bene). Le Sue vie non sono le nostre vie.

  9. Durante l’ultimo Conclave un vecchio prete, amante dei poveri e dai gusti che mi sembravano un po’ filocomunisti , offriva a Dio dall’ospedalele sofferenze fisiche per il bene della Chiesa.
    Sono rimasta di stucco quando è stato eletto un Papa che sembra una sua fotocopia.
    Andrei piano a dire che Dio non c’entra in quella nomina.
    Ho riflettuto pure quando sono morti a breve distanza i due cardinali dei Dubia e gli altri due hanno cambiato idea.
    La stanchezza la sente anche se tira come uno abituato alla fatica.Durante la sua prima processione del Corpus Domini a Roma s’era camuffato tra i sacerdoti e procedeva con fatica come se avesse scarpe troppo strette .

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