Un depliant sulla Comunione. In bocca? In mano? E perché solo in piedi come i cavalli? – di Marco Tosatti

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di Marco Tosatti

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Un amico di una città del nord Italia mi ha mandato un bel depliant, stampato dalla sua parrocchia, in cui si danno le istruzioni per la comunione. Non so se si tratti di una pubblicazione diocesana, o si tratti di un’iniziativa a livello più ristretto. Fra l’altro si dice che “Da parecchi anni la Chiesa italiana ha riportato l’antica consuetudine di ricevere la Comunione nella mano. Questo non significa che è stata tolta l’usanza della comunione in bocca. Infatti una parte dei fedeli preferisce ancora riceverla così. Ricevere la comunione sulla mano però, appare oggi più fedele al gesto di Gesù nell’ultima cena. Egli ha spezzato il pane e lo ha consegnato ai discepoli perché lo mangiassero. Molto più tardi è prevalsa l’idea che il pane eucaristico non si potesse né toccare né masticare. In questo senso perciò il gesto della comunione in mano è più eloquente e significativo, se espresso correttamente”.

Come sapete, chi scrive non è un sapiente né uno studioso, per cui accetta tutto quello che gli viene detto. Però qualche noticina su questo punto ce l’avrei. In particolare dovesi dice che “non si devono fare segni di croce, inchini o genuflessioni, né prima né dopo”. E perché? Ciascuno vive quel momento – che è un momento non banale – a suo modo, e non mi sembra che un inchino, in segno di rispetto, o una genuflessione dopo aver ricevuto l’ostia, o un segno di croce siano altro che l’espressione di un movimento del cuore verso la santità di quel momento.

Nelle istruzioni non si fa cenno all’usanza – ancora ben viva in molti Paesi – di ricevere l’ostia in ginocchio. E anche questo mi suona male, devo confessarlo. Anche perché nel linguaggio del corpo – che è importantissimo – vediamo che l’inginocchiarsi ha un significato profondo di rispetto. La proskìnesis del cristianesimo orientale, la posizione dei fedeli dell’islam, le varie forme di genuflessione delle religioni orientali esprimono qualche cosa di vero e di profondo nel rapporto con il divino. Perché privarsene e ridurre il momento centrale della messa, e magari della settimana, per chi ci crede, a un gesto da buffet – self service?

Tornando a parlare della mano e della bocca, c’è anche qui un problema di rispetto. Chi scrive si sposta molto in bicicletta; ma il problema è simile anche per chi, per esempio, si reca alla messa in autobus. In bicicletta uno tocca lucchetti, catene, e altre parti del veicolo che sono rimaste esposte all’ambiente; un ambiente certo non pulito. Certamente le mani del fedele sono meno pulite di quelle del sacerdote – vi ricordate le foto di quelli che celebravano con i guanti? C’era una ragione di rispetto, non era giusto per eleganza…- . Ebraismo e islam, in momenti e maniere diverse, chiedono ai fedeli abluzioni e purificazioni. Che non vengono invece proposti ai cristiani. Se l’ostia è realmente quello che pensiamo che sia, non è preferibile riceverla dalla mano lavata di un alter Christus?

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fonte: Sito dell’Autore 

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17 commenti su “Un depliant sulla Comunione. In bocca? In mano? E perché solo in piedi come i cavalli? – di Marco Tosatti”

  1. ma questa comunione, per quello che vale, che fastidio dà che ognuno la prenda dove e come gli pare? L’ostia ( ma non chiamamola più così, che ‘ostia’ significa vittima e qui di vittima, nella nova messa, non c’è nemmeno l’ombra- altrimenti li senti li luterani! – come non c’è ombra di ‘alter Chistus’ che te la dona), diciamo quella forma rotondetta di farina impastata e cotta, sempre più sostituta da belle baghette di pane quando si vuole celebrare l’incontro ecumenico ( vedi a Torino e a Trento), è più un amo per acchialappare i poveri creduloni e fare loro inghiottire, nella posizione e nel modo che vogliono (non in ginocchio, e in bocca, che sarebbe ridicolo e pericoloso insieme, quanto alla permanenza di una idea, che si vuole cancellare, di ‘presenza reale’), la nuova onda di pensiero cattolico RIFORMATO dei luterani in vaticano…

  2. Ottima riflessione. Chi scrive va a messa col velo, si inginocchia anche in terra quando non ci sono posti liberi e nei giusti momenti liturgici. Ama il gregoriano, il latino. Il veder donne metter mano al tabernacolo lo trova assolutamente ignobile …. Ovviamente comunione in bocca e genuflessione.

  3. Si deve ricevere la particola sulla mano, non si devono fare inchini né segni di croce, si può bellamente masticare l’ostia, e
    non si può nemmeno inginocchiarsi: tutto il contrario di ciò che imparai al tempo della mia prima Comunione, quando non era stata fatta piazza pulita delle balaustre e ci si metteva in ginocchio per ricevere (sulla lingua) Nostro Signore. Che rispetto ci veniva insegnato, che devozione! Non ho mai masticato l’ostia in vita mia, né mai lo farò: mi sembrerebbe di oltraggiare Gesù verso il Quale nessuna delicatezza è mai troppa. Il prete che ha scritto questo promemoria lo sa di Chi sta trattando? Se non lo sa o non ci crede si risparmi queste fatiche. Non solo commetterà un peccato in meno, ma non ne farà commettere agli altri.

  4. Siano lodati Gesù e Maria!
    Il documento é GRAVISSIMO! Puro modernismo intriso di liberalismo.
    La “raccolta delle offerte” accentua il carattere “orizzontale” della carità cristiana, senza legarvi in alcun modo il (fondamentale) carattere verticale, cioé di partecipare con un sacrificio economico, che dovrebbe rappresentare il frutto dei sacrifici lavorativi della settimana, al Sacrificio che si svolge sull’altare di Dio. Tant’é che il Sacerdote lega il suo Sacrificio ai nostri sacrifici. Fra l’altro, le Chiese Parrocchiali vivono dei contributi che vengono dati dalle casse del Vaticano (i Parroci sono stipendiati).

    La pagina seguente (…la numero 6…) é di un’ignoranza e di una tendenziosità che é talmente grottesca che é inutile spendere parole. Non si accenna alla obbligatorietà di essere in Stato di Grazia, al digiuno eucaristico, all’attenzione che bisogna porvi. Ma soprattutto niente accenno alla Presenza Reale e Sostanziale di Gesù. Tralasciamo la modalità di ricevere la SS. Eucarestia…si tratta di INDUZIONE AL PECCATO GRAVE.

    Meglio rifugiarsi nella S…

  5. Mano, più che lavata, consacrata.
    Si noti pure l’uso della qualifica di “ministro” in “… quando riceviamo il pane eucaristico…” che di per se già evoca i “Ministri Straordinari” dalle mani non consacrate, per non dire l’ostinazione di definire il Corpo di Cristo, pane, enfatizzandone la sostanza apparente, per ovvi motivi.
    Gli ortodossi fanno la Comunione con il pane inzuppato nel vino appoltigliati nel calice dal quale, con un cucchiaino, il sacerdote preleva un “boccone” per la Comunione di ciascun comunicando, ovviamente tutti con lo stesso cucchiaino. Altro che lucchetto o maniglia del bus.
    Una volta raccontai questa storiella ad un’anziana Suora che mi rispose mite: “Il Corpo di Nostro Signore non trasmette malattie”

    1. Bellissima considerazione. Lo dico a bbruno, di cui pure capisco l’esasperazione: comunque trattata e comunque descritta, quell’ostia E’ il Corpo di Cristo, e come tale bisogna combattere affinché venga accolta dal credente. Non arrendiamoci a questi veri e propri MALtrattamenti delle Sante Specie solo perché sono state consacrate in una Messa (spesso, non sempre) esecrabile perché liturgicamente e dottrinalmente stravolta.

      1. Allora anche ricevere il pane ( almeno loro hanno il pudore di non chiamarlo ‘ostia’, lo chiamano ‘Eucarestia’…) nella Holy Communion anglicana è ricevere il Corpo di Cristo, perchè tale lo proclama la loro preghiera: “Qui eadem nocte qua tradebatur, accepit Panem, et gratias agens fregit, ac dedit discipulis suis, dicens : Accipite, comedite, hoc est Corpus meum, quod pro vobis datur : hoc facite in meam commemorationem”. E come tale viene offerto ai fedeli:”Corpus Domini nostri Jesu Christi, quod pro te traditum est, conservet corpus tuum et animam tuam in vitam æternam”. E Bergoglio papa non l’ha nuovamente confermata questa identità di fede nella presenza di Cisto nell’ Eucarestia, per il miracolo dell’unità compiuto dallo Spirito Santo?

  6. E delle ostie senza glutine che mi dite? Può forse il corpo di Cristo essere nocivo per un celiaco? Se non è più pane ma Cristo in persona, perché pretendere la ostia senza glutine? Io trovo che anche questa sia pura blasfemia

  7. Io prendo la Santa Comunione in bocca e in ginocchio,anche se il prete( un pò rimbambito,visto l’età.89) una volta mi ha detto che non occorre inginocchiarsi…ma io manco l’ho sentito!
    W Gesù nostro Amore, W Maria nostra Speranza.

    1. e io invece per stare nel sicuro non la prendo da nessuna parte. Che qui non c’e’ niente di santo! Dalle mani di un Palo vi, neppure papa, e del suo scherano Bugnini, massone, che cosa volete che sia uscito di santo? Quanto poi ad essere ‘comunione’, comunione con lo spirito di quei due, certamente! E io non voglio nessuna comunione del genere!

  8. Albino Mettifogo

    Stando a quello che ho letto una volta nelle visioni di qualche mistica, Gesù, nell’ ultima cena, non avrebbe dato il pane in mano ai discepoli, ma li avrebbe personalmente imboccati. Non so se fosse la Emmerich, ma il racconto lo ricordo molto bene. “Antica consuetudine”? Ma mi facciano il piacere! – avrebbe detto Totò.
    Albino

  9. L’usanza di prendere l’ostia in mano fu voluta dalla massoneria, così i satanisti possono agevolmente rubare le ostie da usare nelle messe nere per oltraggiare N.S.G.C. Nel Santuario del Bambino di Praga di Arenzano, al momento dell’Eucarestia, si avvisano i fedeli che prendono l’ostia in mano di consumarla davanti al sacerdote. Questa raccomandazione dovrebbe essere fatta in tutte le chiese ed a tutte le messe, ma invece è solo frutto di iniziative locali. Comunque, stando ai messaggi celesti ricevuti dai mistici, a Dio non piace che si tocchino le ostie con mani impure non consacrate, e non piace al Cielo neppure che le ostie vengano distribuite dai laici. La Comunione va distribuita solo dai sacerdoti. Tutte le persone non consacrate che toccano le ostie con le mani lo sconteranno nel purgatorio (piaccia oppure no).

  10. A titolo informativo, riporto il virgolettato dalla Congregazione per il Culto Divino e la disciplina dei Sacramenti, Istruzione Redemptionis Sacramentum, su alcune cose che si devono evitare circa la Santissima Eucaristia, Città del Vaticano 2004, n. 90: “I fedeli si comunichino in ginocchio o in piedi, come stabilito dalla Conferenza dei Vescovi”, e confermato da parte della Sede Apostolica, “Quando però si comunicano stando in piedi, si raccomanda che prima di ricevere il Sacramento, facciano la debita riverenza, da stabilire dalle stesse norme”. Diacono Lorenzo Ventrudo.

    1. anche la ” debita reverenza” fa parte del gioco. Gia’ Lutero, per la riuscita del gioco, mantenne all’ inizio la genuflessione, perche’ la gente sapeva come la si doveva prendere…

  11. in bocca in mano in piedi in ginocchio…Noi a litigare, a darcele di santa ragione, e loro a sganasciarsi dalle risate, vedendo come noi prendiamo sul serio, come ancora sussistente, quello che loro hanno distrutto, e non ce ne siamo nemmeno accorti!….Ieri domenica sono dovuto entrare in una chiesa e stare alla ‘messa’ in corso’…Alla comunione la comunione accanto al ‘prete’ veniva distribuita anche dalla pia donna… Non sono riuscito a trattenere una risata…
    La firma sulla nullita’ di quanto viene modernamente ‘celebrato’ l’hanno apposta quelli stessi che l’hanno realizzata: rassegniamoci, e lasciamoli al loro gioco, che e’ bello – per loro – finche’ ha dei partecipanti…..

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