Una chiacchierata estiva del Dott. Rigoletto Corsini

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zzzzbrk1Ho preso cinque giorni di meritate “feriae”, che con il sabato e la domenica arrivano così a sette, facendomi sostituire dal dottor Arslan, che è un giovane collega armeno molto bravo ma che, forse per timidezza o per pudore dei sentimenti, non ama parlare del genocidio del suo popolo : credo proprio che Antonia Arslan, l’autrice de “La Masseria delle allodole”, sia una sua stretta parente…

Così venerdì 26 ho lasciato la chiave dello studio al Comm. Cherubino Montechiaro che le consegnerà al mio sostituto: io tornerò dai miei pazienti lunedì 6 luglio…e la zingara, in servizio permanente effettivo sulla porta del mio studio di via de’ Tavolini, sembrava avesse intuito della mia prossima assenza e ha borbottato contro di me qualche maledizione facendo cenni con le mani come dire: vai, vai…fila e non tornare!

E’ una di quelle distinte signore che, ogni tanto, allargano la sottanona e le gambe e lasciano in terra il loro ricordo, solido o liquido, a seconda della bisogna: non so se sia proprio lei o una sua parente che è stata fotografata con il Governatore della Toscana Enrico Rossi che sotto la foto  ricordo di gruppo con quei galantuomini (e gentil donzelle) ha fatto mettere la didascalia: “Ecco i miei vicini di casa”.

E i fiorentini l’hanno votato…il che andrebbe ricordato ai miei linguacciuti concittadini che sono sempre a lamentarsi…chi vuol capire capisca!

Ieri sera,a tavola, c’era anche, con Corradino, l’altro mio figlio Manfredi con la mia cara nuora Elsa e l’Avv. Perry Alberto junior Scopetani. More solito, la serata è stata spumeggiante e, forse, la discussione un po’ troppo ardita…ma sempre meglio della solitudine in cui mi sono ritrovato durante questi ultimi mesi in cui Corradino, praticamente, ha piantato tenda a Lucca, in casa della sua fidanzata e l’Avvocato Perry Alberto junior Scopetani, ora, ha cominciato a frequentare misteriosamente la città di Montecatini e, ogni tanto, ci porta le deliziose cialde. Che Perry Alberto junior, scapolo d’oro non più giovanissimo e conteso dalle belle ragazze, abbia deciso di mettere la testa a partito e di metter su famiglia in quel di Montecatini? Penso proprio di sì…anche se l’interessato ne parla con “nonchalance”: a sentir lui a Montecatini va per sentire la musica al Café chantant e per consultare l’archivio del professor Vinicio Catturelli, un Docente Universitario, già amico di mio padre negli anni Sessanta, che ha insegnato per cinquant’anni all’Università di Buenos Aires e che ora è tornato, alla bella età di novantaquattro anni, con il cervello fresco e la penna agile come un tempo, nella sua Montecatini “alta”.

Se la conversazione ha assunto toni bellicosi e, non lo nego, anche un po’ beceri (cosa che io detesto) lo si deve, come sempre, non tanto all’impetuosità di Corradino che ogni tanto va fuori binario ma ad Elsa che, non solo gli va dietro pedissequamente, ma spara con pallettoni se qualcuno osa riprendere il ragazzo di ritorno dal Mugello, dove i futuri suoceri, i Sermattei – Baldini di Lucca, hanno una villa e alcuni poderi proprio sulla Sieve per cui da quei vitigni esce un vinaccio torbo e acre che a beverlo bisogna essere in tre, uno che lo trangugia e due che lo accompagnano a casa.

“Papà – inizia a parlare concitatamente Corradino  io non mi stupisco più di nulla, ora faranno Santi anche i guerriglieri o comunque i preti rossi che abbracciarono sciaguratamente il Comunismo, come ad esempio don Milani, l’ideologo ignorante dell’ignorante Sessantotto e dell’odio di classe, l’amico del cuore di Giampaolo Meucci, il Magistrato rosso che mandava la “carne fresca” al Forteto, la cooperativa rossa del cattocomunismo e del donmilanmeuccismo, appunto, dove i bambini, venivano schiavizzati, torturati, violentati, dagli orchi che stavano attuando quel progetto di abolizione della famiglia (proprio delle sette dolcinianee e che ora si cerca di introdurre, grazie anche alle direttive Europee, in Italia mediante i “crociatini” dell’LGTB – lesbische – gay – trans – e bisex ), per cui i ragazzi , inviati nel lager dal Tribunale dei Minorenni, una volta tolti ai genitori, venivano dati ai “genitori affidatari” e così servivano, appunto da carne fresca, per togliere le voglie ai vecchi porci del Forteto… che, finalmente sono stati condannati anche se quel lager resta ancora aperto, e restano impuniti quei politici e quegli intellettuali che servirono da copertura a quei pedofili schifosi… il più grande scandalo italiano del dopoguerra sul quale non si insiste mai abbastanza… e per piacere non veniteci a dire che don Milani non c’entrava” 

Cerco di riportare il discorso nei binari, visto che Corradino ce l’ha con la Teologia della Liberazione e il nuovo futuro “candidato” a Santo, il Cardinale Helder Camara. Faccio sommessamente notare a Corradino che don Milani (che io comunque non amo) non c’entra nulla con la TdL, anche se anch’io trovo nettamente inopportuna questa moda di mettere don Milani anche nel caffè. E alle mie parole di conciliazione salta su, come tarantolata, la mia cara nuora Elsa che ha un cuore grande così e una lingua ancora più grande:

“Eh no papà – inizia focosa la mia “pasionaria” tanto per dirla con Giovannino Guareschi – eh no, ora basta con i distinguo, con i preti rossi buoni e con quelli cattivi, con il coprire l’autorità ecclesiastica (sic) che invece di difendere la memoria santa del Cardinale Ermenegildo Florit difende il “compagno” ciarlatano: don Milani fu un cattivo Maestro, un ribelle, fu uno (e qui ha ragione Corradino) che predicò l’odio sociale e la Rivoluzione ai ragazzi ,voleva mandare i professori che rimpiangevano la vecchia media con il latino in Siberia… e Lei sa, papà, cosa significassero allora la Siberia e il Gulag. Ebbene – continuò tutta agitata Elsa – nonostante, le prefiche e le vergini vestali si straccino le vesti e facciano mille distinguo, anche il Forteto è un frutto avvelenato dell’albero milaniano… chi semina vento raccoglie tempesta… Gian Paolo Meucci, quello che riforniva di “carne fresca” i pedofili porconi de “Il Forteto” tanto per parafrasare Corradino, era tutto – mi scusi l’espressione, papà –  culo e camicia con il prete rosso di Barbiana, il quale scriveva al Compagno Presidente del Tribunale dei minori di Firenze:

“Mi hai fatto un po’ patire(…) quelle poche notizie che vengono dalla città noi campagnoli le beviamo per vere(…)Della CISL mi hai insinuato il sospetto di infiltrazioni (…)dell’ACLI massa di manovra ecclesiastica. Di Fanfani conformismo. Di La Pira paternalismo. Dell’ACI (Azione Cattolica Italiana) merda. Di  Pio XII merda. Di Adesso merda(…) Di Dossetti stima illimitata(…) sentirci due o tre dalla parte di Dio e tutto il resto nel più sporco tradimento”.

Ecco, se lo facessero Santo di chi o che cosa sarebbe il protettore? Dei pozzi neri? Del resto, papà, può vedere la documentazione dal qui presente Avv. Perry Alberto junior Scopetani che sulla questione sta scrivendo un libro… o comunque basta visitare quel bellissimo sito che è il Covile… ecco lì c’è tutta la storia di questo scandalo senza precedenti, guardi attentamente questa documentazione  (clicca qui) di Perry Alberto junior e vedrà che la cosiddetta “Scuola di Barbiana” ha un legame a doppio filo con gli orchi del Forteto. Sono tutti ex allievi, estimatori e adepti di una stessa madrassa… Provi a cantare la canzone lì ricordata sull’aria di “Che sarà… Paese mio che stai sulle colline”. E vedrà che lì prima ancora che scoppiasse lo scandalo, c’era già tutta la storia del Forteto… questo sapeva già tutto prima di cominciare”.

E così, di fronte a questa documentazione inoppugnabile, anch’io non ho più argomenti e mi limito a dire, con l’approvazione di mio figlio maggiore Manfredi che ha ascoltato, senza partecipare al “singolar tenzone”, che nelle discussioni familiari preferirei si usasse un linguaggio meno volgare… ma sia Corradino che Elsa mi bloccano subito affermando (e come si fa a dar loro torto?) che il linguaggio volgare non è il loro ma quello di don Milani.

Comunque tutti ci troviamo d’accordo nel commentare positivamente la sentenza emessa dal Tribunale di Firenze e nel lodare la Commissione d’inchiesta creata dalla Regione Toscana che sotto la Presidenza di Stefano Mugnai (FI) e di Paolo Bambagioni (PD), con la fattiva collaborazione di tutti gli altri partiti di Destra e di Sinistra, ha fatto – e così dovrebbero fare i politci – un lavoro egregio portando alla ribalta prove e documentazione di questo scandalo immane che il Consigliere Giovanni Donzelli (FdI) fece venire, per primo, alla luce.

zzzzbrk2Chiedo poi, per evitare altre polemiche incresciose, di chiudere l’argomento “preti rossi” e il discorso cade allora su quella bellissima cerimonia alla quale stamani, giovedì due luglio, abbiamo assistito con tutta la nostra famiglia nella chiesa di San Gaetano in piazza Antinori: sono stati consacrati sacerdoti “in aeternum” undici giovani sacerdoti, fedeli alla Tradizione e che quindi celebreranno la loro Messa, la Messa di sempre e di tutti, nel rito romano antico…Che bellezza! Questa cerimonia stupenda ci ha portato indietro nel tempo e, soprattutto, quanta gente, quanti giovani e che figura affascinante, di padre e di pastore buono, il Cardinale Raymond Leo Burke, che entra con la sua cappamagna, con grande pompa, per poi spogliarsi umilmente davanti al Signore, a dimostrazione della nostra povertà di fronte a Dio…e quanti giovani sacerdoti in talare a far da corona a quei ” preti novelli” che hanno ricevuto la Sacra Unzione e che ci trasmetteranno un tesoro di valore incommensurabile : il Santo Sacrificio della Messa nel rito romano antico, la Messa di Sempre e di tutti : “Tradidi quod et accepi”. A questi undici giovani si è rivolto S. E. Rev.ma il Cardinal Burke, dicendo tra l’altro:

“Imitino sempre l’obbedienza di Nostro Signore nel compimento del suo ministero di Sommo Sacerdote per la salvezza delle anime. I loro cuori di preti, uniti al  Cuore Immacolato della Madonna , restino sempre radicati nel Cuore Eucaristico di Gesù . Non cessino mai di trovare nel Sacro Cuore di Gesù la loro identità ecclesiale e la fonte di tutte le loro opere sacerdotali”.

 E riecco in questa cerimonia, che vorremmo non finisse mai perché ci porta in cielo, le parole della Chiesa, della Chiesa di sempre…La voce del Pastore vigile che, a modello per i sacerdoti novelli, porta Gesù come Sommo Sacerdote…e esorta quegli undici ragazzi ( Damien de La Pintière, Jean Baptiste Commins, Pierre Dumain, Guillaume Fenoll, Edward Gardner, Frédéric de Martin, Vianney Poicin de Wouilt, Hubert de Salaberry, Adrian Sequiera, Scott Tanner, Rémi Tequi) di trovare il loro “nutrimento spirituale” nel Sacro Cuore di Gesù.Sì, ecco la Chiesa di sempre, che non è nata da un recente Concilio ma dal Sangue del costato di Cristo che sgorgò dalla Croce, lontana cento miglia da quella “frateria laica” del “volemose bene”, da quel new age sentimentalistico fatto di false apparizioni e di banalità, dalla Chiesa dall’applauso facile e dalla “strada larga” dell’eresia neomodernista per cui non si può più parlare dei Novissimi e guai a rammentare l’Inferno. Insomma, nella Chiesa di San Gaetano, mentre il Card. Burke celebrava, portando, tra nubi di odoroso incenso, ai piedi del Signore le intenzioni, sicuramente, tramite il celebrante, saranno state portate ai piedi di Gesù anche le nostre preghiere, le nostre ansie, le nostre speranze…e le nostre lacrime.

Ho messo al corrente, dopo che la gente a fine cerimonia sciamava, di questi miei sentimenti il giovane Avvocato Perry Alberto junior Scopetani ma forse non c’era bisogno, visto che anche lui, insieme ai miei familiari e al Comm. Cherubino Montechiaro, ha trascorso quelle quattro ore, come rapito, in estasi davanti a quel rito e, subito, Corradino ha soggiunto:

 “Avete visto? Avete sentito ? Io penso che quei cori che abbiamo sentito siano stati fatti dagli angeli!..Sì papà, dagli angeli…e vedete bene che per andare nel Regno dei Cieli non occorre fare la raccolta differenziata, ricordarsi di spengere, prima di addormentarsi la luce, non usare la plastica e fare uso parsimonioso – per ogni evenienza – della carta, non usare l’aria condizionata, non importa lottare per la salvaguardia delle zecche, dei pidocchi e delle piattole del pube, che con la loro vita renderebbero “lode e Dio” e, infine, per avere una visione davvero celeste non c’è bisogno dell’anfetamina e della marijujana , non c’è bisogna dell’eroina e neppure di masticare la coca, più o meno raffinata…quei paradisi artificiali, papà, fanno schifo, per accedere al paradiso basta che un sacerdote, seguendo il rito e la formula di sempre, consacri quel pane e  quel vino …come la Chiesa ha fatto da duemila anni…ed ecco il Paradiso a cui l’uomo, redento da Gesù, deve tendere…

.

Così chi vive nell’eterno amore

eternamente beve alla sorgente

della vita perenne e più non muore.

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Evidentemente Corradino si riferisce all’ultima, infelice, dichiarazione di Papa Francesco che ha reso noto -dichiarazione confermata dalla sala stampa vaticana – di voler masticare, come fanno gl’indigeni, alcune foglie di coca, da cui, appunto si ricava la cocaina, e che secondo la scienza sono anch’esse molto nocive. Da medico posso dire di aver condiviso, una volta tanto, un articolo, letto martedì 30 giugno 2015, sul mio quotidiano preferito “Libero”, dell’antipaticissimo (ma bravo) Filippo Facci, radicale e anticlericale, libertario e fazioso, ma che in questo caso ha detto cose non giustissime ma anche sagge e moralmente condivisibili:

“La fonte della notizia – scrive Filippo Facci – l’ha rilevata il Ministro della cultura Marko Machicao …il presidente della Bolivia è quell’Evo Morales che sin dal 2009 cerca di convincere le Nazioni Unite che masticare le foglie di coca non sia dannoso, anzi, sarebbe una medicina. Comunque : il Ministro ha detto (…) ‘Aspetteremo il Santo Padre con la sacra foglia di coca’ (…)

Ora tralasciando i danni incalcolabili che questo Papa sta facendo alla Chiesa che dovrebbe comandare, questione che può rendere lieti solo gli anticlericali come lo scrivente : verrà il giorno in cui il Papa – questo Papa – urlerà ‘gimme five’ e dichiarerà che il papato è inutile (…) Secondo la nostra banalissima scienza occidentale è ormai appurato che le foglie di coca fanno malissimo. L’ONU ha inserito le foglie di coca tra le sostanze dannose sin dal 1961,stabilendo che gli stati avrebbero dovuto impegnarsi a combatterne l’uso e a eliminarlo del tutto entro il 1989: invece succede che la Bolivia a oggi sia il maggior produttore di coca ( dopo Colombia e Perù) …La Bolivia si è ritirata dalla Convenzione contro la droga nel 2012 (…) e il Presidente Morales – che in passato è stato un sindacalista dei coltivatori di coca – ha spiegato che la coca dovrebbe essere legalizzata : ha pure promosso una manifestazione – a La Paz – appunto a favore delle foglie di coca da masticare: presenti migliaia di coltivatori di coca,rivenditori di prodotti a base di coca e semplici consumatori. Mancava soltanto un testimoniale di livello mondiale, il Michael Jordan delle foglie di coca: ed eccoci nientemeno che il Papa – questo Papa.

Il messaggio è sì devastante, perché ora i complottardi e i superstiziosi – quelli disposti a tutto pur di sostenere che i loro vizi non facciano male, e che ci sia un complotto mondiale per dimostrare il contrario – ora sono autorevolmente serviti”

E’ una cosa triste, tristissima; quando lessi la notizia del Papa che avrebbe consumato coca non ci credetti…mi sembrava una bufala. Poi p. Lombardi che, tutto contento, lo conferma…

“Dottor Corsini io sono favorevole – mi dice, all’improvviso, Perry Alberto junior Scopetani – io sono favorevole a che il papa faccia uso di droghe…chi sa che sotto l’effetto della coca non possa dire qualche cosa di sensato…” E, l’infame, ha prontamente schivato un mio nocchino che gli stava piovendo sulla testa per questa sua irriguardosa battuta.

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Io son così : come son belle le vacanze quando si è soli e, non dovendo render conto a nessuno, si parte, senza dover sottostare ad orari, senza stare a pensare e a programmare orari, e si va…là dove ci porta il cuore.

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La strada mia è interiore

prima che parta, arrivo;

se non ritorno, scrivo,

oppure mando un fax.

.

Porte sbattute in faccia,

usciate contro i denti,

insulti ed accidenti,

ma chi vivrà vedrà.

.

zzzzbru1E il mio cuore stavolta mi ha portato a San Donato in Poggio – il  bel paesino pieno di intricati vicoli, piazzette e torri, con palazzi tutti medievali, nato sulle macerie del “castrum” a difesa della via Cassia militare che, venendo da Siena sul crinale delle colline,attraversava poi la vallata della Pesa – dove mi aveva invitato un mio giovane paziente, Gabriele Bagni, che si cura da me per immaginari dolori artritici e che, in realtà, è sano come un pesce anzi, un pesciolino d’acqua dolce…Gabriele mi aveva invitato per assistere allo spettacolo del bruscello , alla “Bruscellata”, insomma, e tutto il paese era in festa fin dal mattino…ricordavo di aver assistito allo spettacolo del Bruscello da bambino, nella campagna di Forte dei Marmi, con i miei genitori…lo rappresentavano presso il pergolato, con pista da ballo annessa, di un bar vicino alla nostra casa…mi sembra che si rappresentasse la Pia de’ Tolomei.Quando Gabriele mi fece l’invito ero incerto se andarvi, poi, arrivato a casa, ho cercato alcuni libri, regalatomi anni orsono, dall’amico Carlo Lapucci, grande scrittore, forse il più grande ricercatore delle tradizioni popolari in Italia,  appunto sul Bruscello tra cui un suo testo (con musica di Franco Baldelli) “Mustiola de Santo Anello” dramma in tre atti in forma di “Bruscello poliziano” presentato nell’agosto del 2000 in piazza Grande a Montepulciano.

Insomma il Bruscello altro non è che una rappresentazione popolare (il suo nome lo si deve all’arboscello che gli attori cantanti portavano in mano) che viene presentata dazzzzbru2 attori non professionisti del paese con costumi che non hanno riferimenti storici , creati dalle donne del luogo. I versi vengono cantati – sul metro dei poeti di piazza e dei vecchi cantastorie – con modulazione monotona. In genere si porta sulla scena una parodia di un’opera seria famosa o un’opera drammatica con linguaggio popolare.

E bella è stata la volontà di un folto gruppo di ragazze e ragazzi (di tutte le età) di “rifare il Bruscello”  con umiltà e tanta passione e il risultato – lo scrivo da spettatore interessato – è stato davvero grande grazie alla bravura degli attori, alla musica della Maestra Bettina Bianchini e alla chitarra di Carlo Alberto Aquilani; il tutto scritto e diretto dal regista Massimo Salvanti che ha tratto la rappresentazione dalla celeberrima commedia shakespeariana “Sogno di una notte di mezza estate” che è diventato : “Sogno di un Bruscello di mezza estate : prosa ritmica gioiosa in tre atti sotto forma di Bruscello”…del resto lo sorso anno la stessa compagnia aveva presentato Boccaccio per Calandrino e Pedro Antonio de Alarcon per La gaia mugnaia…

Un successo : oltre due ore passate (nonostante il caldo africano) piacevolissimamente, con tante risate, molti applausi e chiamate alla ribalta…

Parola non di un critico di grido ma di un semplice medico di base, fiorentino da sempre, arciconservatore, amante delle tradizioni toscane…e quindi dilettante anche il sottoscritto come “i bruscellanti sandonatini” ai quali va il mio grato saluto…

Alla fine Gabriele, che ha una bella voce intonata, ed è stato bravissimo, è venuto a domandarmi se mi fosse piaciuto…e io gli ho fatto i complimenti sia per la bravura nell’interpretazione del suo personaggio (Demetrio) sia per i dolori, infatti ho notato che, per tutto il tempo della rappresentazione camminava benissimo. Al che mi ha risposto : “Ah già…” e si è rimesso a zoppicare con il gelato in mano…

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Rigoletto Corsini

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6 commenti su “Una chiacchierata estiva del Dott. Rigoletto Corsini”

  1. piero vassallo

    condivido il giudizio dell’avvocato junior perry scopetani e saluto affettuosamente il prof rigoletto corsini contrario al pio (pio?) uso della foglia di coca

    1. No, basta la condivisione delle ideologie, è sufficiente. Mons Léfèvbre non condivideva, e così è stato scomunicato (come chi osa andare alla messa della FSSPX di Albano Laziale), ma nonostante ciò, resta il più santo del secolo scorso, forse a pari merito con S. Pio X. Dal 1958 in poi, Chiesa Cattolica= Soviet Supremo, dove i capi si incensavano, erigendo monumenti in loro onore.

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