UNA LETTERA A PADRE CAVALCOLI – di Piero Vassallo

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Eresia modernista, progressismo, nazismo e comunismo

 

Caro e Reverendo Padre Cavalcoli,

tento di rispondere alla lettera che ha avuto la bontà di indirizzarmi. Naturalmente condivido il giudizio sulla differenza che corre tra l’eresia modernista e il progressismo. Giudico infatti più che lecita doverosa qualunque intenzione di far progredire nel bene la società umana. Dubito tuttavia che l’intenzione progressista sia sempre ispirata dalla retta ragione e sempre indirizzata al bene. A mio parere infatti esistono e sono prevalenti scolastiche progressiste alimentate da pregiudizi storicistici (hegeliani) o peggio darwiniani. Ella cita l’alleanza strette dai cattolici con i comunisti al fine di battere il nazismo. Io sono convinto che quella alleanza fosse suggerita e forse obbligata da una drammatica emergenza ma non giustificata alla luce dei princìpi. Per spegnere un incendio si può collaborare con un delinquente, ma la collaborazione occasionale non implica l’approvazione della delinquenza.

Comunismo e nazismo, peraltro, hanno una comune profonda radice darwiniana. Nel Mein kampf, Hitler sostiene che la storia è dominata dalla volontà del più forte. Ma non è diverso l’orientamento comunista a favore della lotta di classe, da condurre spietatamente. Comunisti e nazisti ingaggiarono una guerra senza quartiere per conquistare il primato nel sinistro sport del massacro.

I nazisti predicarono (e attuarono) l’orrore razzista. Ma analogo fu l’orrore del classismo. Il razzismo strisciante sotto la pelle del classismo appare evidente quando si rammenta la scultorea definizione di Il’ia Erenburg: “Nessuno di loro [dei kulaki] si era macchiato di qualche colpa, essi, però, appartenevano a una classe colpevole di tutte[1].molt ribben

Non si può dimenticare il fatto che la II guerra mondiale ebbe inizio dall’alleanza militare russo-germanica. Senza la collaborazione dell’Armata rossa e senza le forniture di materie prime dalla Russia stalinista, la Germania di Hitler non avrebbe osato aggredire la Polonia e non avrebbe potuto sconfiggere la Francia.

Condivido senza riserve il suo giudizio sugli eretici di destra, autori che ho duramente avversato (ultimamente nel saggio Icone della falsa destra). Purtroppo eretici e devianti si trovano anche nella sinistra cattolica, come ha dimostrato Augusto del Noce. (L’esponente più autorevole della scuola di Bologna, ad esempio, confessava allegramente di aver pregato per ottenere dal Signore la morte di Pio XII, giudicato ostacolo al progresso della Chiesa).

Dobbiamo confrontarci con carità, ma non possiamo, non siamo autorizzati a nascondere le differenze in materia grave.

Mi permetto infine di non condividere l’accostamento di don Sturzo (che nella pagine del Giornale d’Italia contestò aspramente la politica statalista della Dc) a Zaccagnini che allo statalismo non si oppose mai.

Distinti ossequi, Suo in Cristo Re e Maria Regina,

 

Piero Vassallo

 


[1] Citato da Roberto Conquest, “Il secolo delle idee assassine”, Mondadori, Milano 2001, pag.114.

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