Una rilettura di Mussolini dal punto di vista della religione – di Luciano Garibaldi

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E’ sicuramente tra i personaggi che maggiormente hanno segnato la storia del Novecento, assieme a Pétain, Dolfuss, Francisco Franco, Alcide De Gasperi, Adenauer e gli altri statisti cattolici europei raccontati in un prezioso libro di Ennio Innocenti e Paolo Mariani.

di Luciano Garibaldi

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Già il titolo lascia intendere il sicuro interesse di questo libro per tutti noi che viviamo nel cuore di una Europa unita, ma mai come oggi traballante. «Statisti cattolici europei» (questo il titolo), scritto da Don Ennio Innocenti e dal professore di liceo Paolo Mariani, e pubblicato dalla Sacra Fraternitas Aurigarum Urbis (fraternitasaurigarum@gmail.com), restituisce il dovuto a una quindicina di grandi personalità politiche che hanno segnato le sorti del nostro continente. Qualche nome, solo per comprendere il livello delle scelte operate dagli autori: da Jan Sobieski, il re di Polonia che sconfisse i musulmani nel 1683 sotto le mura di Vienna, a Philippe Pétain; da Engelbert Dolfuss, al generalissimo Francisco Franco; dal grande italiano Alcide De Gasperi all’altrettanto grande tedesco Konrad Adenauer. E ancora: da Ante Pavelic, salvatore della Croazia, a Benito Mussolini.

E qui, su questo nome, fatalmente, si concentra l’attenzione del lettore. Ma, prima, poche righe per spiegare il perché del libro, le cui prime due edizioni risalgono al crollo del muro di Berlino (1989). Don Innocenti lo realizzò – sono sue parole – «nella speranza di suggerire ai giovani cattolici un inserimento in politica che avesse memoria di errori e di virtù di precedenti tentativi nell’era moderna». L’ammonimento viene ora ripetuto «nell’attuale predominio del liberalismo, che è il principale avversario della dottrina sociale della Chiesa».

«Se vogliamo giovare alla controrivoluzione», scrive Don Ennio nella prefazione, «il nostro dovere è pregare. E studiare: perché è nella analisi approfondita dei fatti e delle idee che rafforziamo le nostre ragioni. […] Noi siamo controrivoluzionari perché cattolici. Soltanto se gli uomini riconoscono in Cristo l’unico mediatore e il Re di giustizia, si potrà operare per la restaurazione dell’ordine civile. Per questo Pio X, il pontefice detestato da teologi e vescovi progressisti, insisteva sulla centralità di Cristo».

Su questa strada, può essere di sicuro aiuto riscoprire le grandi personalità cattoliche della nostra Europa. Affinché «la pianta del passato possa dare il frutto del futuro».

Veniamo dunque alla rilettura dell’italiano per molti anni più amato, e per molti più anni più odiato dalle masse, che non sanno mai soffermarsi sugli aspetti più reconditi e più veritieri di un personaggio famoso. La descrizione che ne fa Don Ennio Innocenti parte dalla figura della madre di Benito, la maestra Rosa Maltoni, credente e pia, che battezzò ed educò cristianamente quel suo bambino sulla cui indole inquieta non riuscirono a prevalere neppure i Salesiani. Dopo la scelta “rivoluzionaria”, il giovane insegnante e giornalista raggiunse i primi posti nel partito che illudeva i poveracci e i disperati, finché egli stesso si accorse dell’inganno. «Il burattinaio massonico», scrive Don Ennio, «teneva tutte le fila della falsa rivoluzione e si serviva della maschera del sinistrismo antireligioso, e soprattutto anticattolico, per coprire gli interessi del capitalismo sfruttatore e strozzino».

Quando Mussolini “marciò su Roma”, sapeva già di dover collaborare col cattolicesimo, ma il suo partito era impregnato di liberali e massoni, dai quali sarà costantemente tradito, persino negli ultimi, tragici ed obbrobriosi giorni della “primavera di sangue”.

Poche settimane dopo la presa del potere, proclamò in Parlamento: «Affermo qui che la tradizione latina ed imperiale di Roma oggi è rappresentata dal cattolicesimo. Penso ed affermo che l’unica idea universale che oggi esista a Roma è quella che s’irradia dal Vaticano». E aggiunse: «Lo sviluppo del cattolicesimo nel mondo, l’aumento continuo dei milioni di uomini che in tutte le parti della terra guardano a Roma, è di un interesse e di un orgoglio per tutti noi italiani».

A tre mesi dalla fiducia ricevuta per il primo governo, Mussolini fece rientrare il Crocifisso nelle aule scolastiche. La massoneria reagì ufficialmente, e Mussolini sanzionò subito l’incompatibilità tra fascismo e massoneria (13 febbraio 1923). Pochi mesi dopo, proclamò: «Un popolo non può diventare grande e potente, conscio dei suoi destini, se non si accosta alla religione e non la considera come un elemento essenziale della sua vita».

Agli inizi del ’25, Mussolini chiese al Gran Consiglio del Fascismo un parere sul possibile accordo tra l’Italia e la Santa Sede, ma il partito, sotto l’evidente influsso massonico, continuava ad opporvisi. Fu allora che diede inizio alle trattative riservate e segrete con il Papa Pio XI, portate avanti, per suo conto, dal consigliere di Stato Domenico Barone, e, per conto del Vaticano, dal professor Francesco Pacelli, padre del futuro Pio XII. Si giunse così alla storica Conciliazione del 1929. Il 21 gennaio di quell’anno, il Duce fece ricollocare sugli spalti di Porta Pia le statue dei Santi già mutilate ed abbattute dai cannoni dei bersaglieri piemontesi. Le elezioni politiche, indette ad un mese di distanza dalla Conciliazione, furono un trionfo per il regime. E il 13 marzo di quel ’29, Mussolini ribadì al Consiglio dei Ministri: «Lo Stato italiano non può essere che cattolico. Il principio della separazione tra Chiesa e Stato, come inteso dalla vecchia dottrina liberale, ed è anche oggi professato dall’anticlericalismo democratico, viene abbandonato».

Altro problema affrontato sul finire degli Anni ’30, fu quello di far entrare il corporativismo nelle imprese per elevare il lavoratore da “collaboratore” dell’impresa a “partecipante” alla gestione e alla proprietà, e quindi ai risultati economici della produzione. Durante la Repubblica Sociale Italiana fu emanato un decreto che prevedeva la “socializzazione” delle imprese. E fu quello – come afferma Don Ennio Innocenti – il messaggio che Mussolini affidò al futuro: un messaggio in perfetta armonia con la dottrina sociale cattolica.

Purtroppo, la decisione, presa nel 1940, di entrare in guerra (contro le insistenti raccomandazioni del Papa), portò fatalmente il fascismo alla sua autodistruzione. Sulla oscura fine del suo fondatore e leader, la parola definitiva non è stata ancora pronunciata. Don Innocenti scrive che «negli ultimi giorni fu tradito dai massoni, infiltratisi anche al vertice della Rsi, e dai tedeschi». Così si concluse la vicenda di uno statista che nel suo testamento affermava «di professare la fede cattolica, di voler morire da cattolico».

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12 commenti su “Una rilettura di Mussolini dal punto di vista della religione – di Luciano Garibaldi”

  1. appunto odiato, e fregato, perché nemico della massoneria, cioè del potere demo-pluto-giudaico massonico (leggere per esempio, quanto ai tradimenti, ‘8 Settembre 1943, il Tradimento’ di Piero Baroni) ! Ma ora che siamo nel pieno trionfo di questo potere, con il cristianesimo annientato, con l’Italia non più faro per il mondo, ma cloaca massima di scarico da tutto il mondo – in nome e per gli interessi di quel potere – godiamo e taciamo. Ci siamo lasciati fottere ben bene, non c’è che dire ( anche e soprattutto dal quel ‘grandissimo’ di De Gasperi, che mascherato da cristiano poteva con più efficacia, con inganno sopraffino, agire da Agente sotto copertura della massoneria per fare uscire l’Italia dal suo solco cristiano, per farne la terra desolata che ora è. Un Mangiapreti, voleva l’italia cristiana e cattolica, un Demo-Cristiano l’ha voluta fondata sul lavoro! (cioè sul niente, perché il lavoro nemmeno c’è più).

  2. Ricordo di aver letto da qualche parte che la Madonna, in una sua apparizione o locuzione (credo a suor Lucia) abbia affermato che grazie a Mussolini l’Italia è stata preservata da un regime comunista simile a quello bolscevico, che avrebbe portato grande miseria e grandi sciagure all’Italia. Ciò mi ha fatto ricordare di quando lo definivano “l’uomo della Provvidenza”. Non entro nel merito della sciagurata decisione di entrare in guerra assieme a Hitler, causa della sua disfatta e della sua tragica morte, ma certo che i venti anni precedenti non sono minimamente paragonabili al leninismo ed allo stalinismo, con le decine di milioni di morti che questi due dittatori provocarono (parlo di prima della 2^ guerra mondiale).

  3. jb Mirabile-caruso

    Don E. Innocenti: “Noi siamo controrivoluzionari perché cattolici. Soltanto se gli uomini riconoscono in Cristo
    ……………………l’unico mediatore e il Re di giustizia, si potrà operare per la restaurazione dell’ordine civile”.

    Troppo difficile, don Innocenti, per farlo capire alle masse amorfe e per preservarle, al contempo, dal cadere nelle grinfie del burattinaio massonico, sempre occultamente in agguato. Forse sarebbe meglio tentare con una analogia più terra terra, questa per esempio: così come ogni casa manifatturiera rilascia il suo prodotto con un allegato “libretto di istruzione d’uso”, alla stessa maniera il Creatore ha rilasciato la Sua creatura umana con il suo libretto di istruzioni aderendo alle quali essa – funzionando come il suo Creatore volle che funzionasse – potrà vivere in armonia con se stessa e con tutte le altre creature sue simili nella Società. Queste preziosissime istruzioni sono gratuitamente reperibili nella Dottrina Sociale della Chiesa cattolica.

  4. Consideriamo tutti i dittatori,sia di destra che di sinistra,esistiti nel ventesimo secolo,ci accorgiamo che il Duce è stato il migliore di tutti,di animo fondamentalmente buono,che non ha mai fatto uccidere nessuno,ma anzi ha cercato di aiutare i suoi nemici che complottavano contro di lui.Al massimo condannava al confino coloro che poi l’hanno fatto ammazzare (come Pertini e Nenni).Lui stesso,al termine della sua vita,disse di aver riabilitato il concetto di dittatura.Coloro che lo denigrano da decenni,considerandolo un tiranno feroce,non sanno quello che dicono e un giorno (al giudizio universale) dovranno ricredersi.La sua tomba è la più visitata al mondo dopo quella di San PIo.Padre Eusebio e fra Ginepro testimoniarono sulla completa conversione del Duce nell’ultimo periodo della sua vita.Il suo doloroso martirio (fu anche seviziato e violentato dai partigiani prima di essere ucciso) riscattò le sue colpe e,dalle testimonianze di Padre Pio a donna Rachele e della beata Edvige Carboni,sappiamo che la sua anima è salva.

  5. Gent. anonimo, era Suor Elena Aiello, non Sr. Lucia. Nostra Signora chiese anche a Mussolini, per suo tramite, di non entrare in guerra, ma egli non volle ascoltare. Esiste un testo, “Dio scrive a Mussolini”, Ed. Segno, ma non so se è ancora reperibile.
    Bruno PD

  6. Gianantonio Calderara

    d’accordo con bbruno anonimo che ringrazo per il loro commento, ringrazio Luciano Garibaldi che leggo sempre.

  7. Ottimo articolo e commenti. Grazie a tutti. Anche a chi mi ha segnalato l’articolo medesimo. Acquisterò il libro. Ed il 4 marzo sarà occasione per tutti per votare bene.

  8. Dicevano di Lui:
    Roald Engelbreth Amundsen: ‘Soltanto Napoleone può paragonarsi a lui’
    Rudyard Kipling: ‘Vogliategli bene sempre, con un affetto costante; pensate che per l’Italia Egli e’ tutto’
    Igor Stravinskij: ‘Mussolini e’ un uomo formidabile. Non credo che qualcuno abbia per Mussolini una venerazione maggiore della mia. Per me Egli e’ l’unico Uomo che conti nel mondo intero’
    Josif Vissarionovic Dzugasvili (Stalin): ‘con la morte di Mussolini scompare uno dei piu grandi uomini politici cui si deve rimproverare solamente di non aver messo al muro i suoi avversari’
    Samuel John Gurney Hoare: ‘Mussolini e’ il massimo statista dell’Europa moderna
    Thomas Alva Edison: ‘il piu’ grande genio dell’età moderna’
    Winston Churchill: ‘il piu’ grande legislatore vivente’
    Sigmund Freud: ‘un eroe della Civiltà’
    Thomas Mann: ‘un semidio’
    M. K. Gandhi: ‘un superuomo’
    Vladimirllic Urjanov ‘Lenin:«Voi socialisti non siete dei rivoluzionari. In Italia ci sono soltanto tre nomi che possono fare la rivoluzione: Mussolini, D Annunzio, Marinetti»-
    …. e ce ne…

  9. Leggendo i suoi articoli sull’Avanti, ancora nella sua fase interventista, Mussolini conferma la sua fede socialista, crede nella guerra, come mezzo per fare la rivoluzione, si scaglia contro l’Impero asburgico, in quanto impero cattolico. Probabilmente si pentì di aver fatto quella scelta, anche per il numero alto di vittime, per la ‘vittoria mutilata’, per la sanguinaria rivoluzione bolscevica diretta e provocata dagli ebrei e si convertì alla religione della madre Rosa Maltoni, fino a sposarsi in chiesa e perorare la conciliazione con la Chiesa cattolica.

  10. “ah sì, ma la peggior democrazia è sempre meglio della migliore dittatura!”, ripetono i tromboni della democrazia…Ma come la mettiamo se ” la democrazia è il miglior travestimento della dittatura ( Edward Bernays)”? Che con la democrazia abbiamo il peggio del peggio, cioè “l’oppressione del popolo da parte del popolo per il popolo” (Oscar Wilde), per la goduria del popolo….E infatti, guardarsi intorno….( Da non confondere dittatura con tirannia, che si ha appunto, quando ” i molti che governano, pensano soltanto a contentar se stessi, praticando la tirannia più balorda e più odiosa: la tirannia mascherata da libertà”, come avviene in democrazia…-Pirandello..

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